di VALERIA ROSSI – L’orribile vicenda della bambina uccisa dal cane degli zii sta procedendo sul piano giudiziario (madre e zio, proprietario della cagna Cloe, sono indagati per omicidio colposo), mentre la cagna è stata portata al rifugio di Villotta e i volontari si stanno adoperando perché non si arrivi alla soppressione (che sarebbe ingiusta ed assurda come lo è stata la morte di quella povera bambina). Sembra anche essere ormai assodato che la dinamica sia stata quella ventilata fin dal primo giorno: la bimba, per gioco, ha prima offerto e poi sottratto alla cagna (che dicono apparire denutrita) delle crocchette, e l’animale ha reagito con un unico morso che disgraziatamente ha colpito alla giugulare.
Tutto questo bisogna andarselo a pescare spulciando tra i giornali locali, perché la stampa nazionale ovviamente ha già messo tutto nel dimenticatoio… ad eccezione del “Fatto Quotidiano”, che dopo aver scritto fin dal primo giorno un pessimo articolo che criminalizzava il cane ha partorito ieri un’altra chicca di presunto “approfondimento” scritta da un professore di biochimica (che c’azzecca con i cani? Non ci è dato di saperlo) di nome Andrea Bellelli, che si basa  su improbabili statistiche – manipolandone pure un po’ le conclusioni a proprio uso e consumo – pur di pontificare sul fatto che i cani siano genericamente “pericolosi” per l’uomo (l’articolo si intitola proprio così: “Il cane è il migliore amico dell’uomo, o un pericolo?”)… e poi piazza la ciliegina sulla torta con questa illuminata frase:

Viene ovviamente da chiedersi se sia proprio necessario allevare cani grandi e capaci di causare gravi lesioni all’uomo: le razze create con l’allevamento, se si smette di allevarle, scompaiono. Come cani da compagnia vanno benissimo i bassotti.

Ora, a parte le evidenti lacune cinofile che invogliano l’illustre professore a citare proprio i bassotti (cani da caccia in tana con aggressività altissima) come perfetti “cani da compagnia” (ignorando, oltre a tutto il resto, anche il fatto che proprio due bassotti furono protagonisti del fatto di cronaca forse più inquietante degli ultimi cent’anni, avendo sbranato un neonato in Francia), mi piacerebbe sapere come fa, un giornale che alla sua nascita veniva presentato come alternativo a tutta la carta stampata faziosa e serva del potere, a pubblicare un testo che trasuda:
a) faziosità (ovviamente cinofoba)
b) ignoranza crassa
c) totale mancanza di rispetto per chiunque abbia allevato, allevi, possegga, lavori con cani di taglia superiore a quella di un bassotto.
Siamo forse equanimi e super partes solo quando ci conviene?
Nella fattispecie, l’esimio prof di biochimica ce l’ha con pitbull e rottweiler, che gli risultano essere le razze più “pericolose” in base ad uno studio del CDC americano che  – udite udite – riporta dati risalenti al periodo 1979 – 1998.
Dimentica però (forse perché ignora anche questo) che questo studio parla  solo di cani di razza e di incroci tra razze (perché a questo era mirato), mentre in tutte le statistiche mondiale i primi responsabili di morsi con ospedalizzazione del paziente risultano essere i meticci.

nicellirossiQuando con il collega Stefano Nicelli scrissi il libro “Cani pericolosi?”, nel 2003 (anno in cui si diede la stura a tutta la serie di ridicole ed inutili “black list”… liste che, tra parentesi, non hanno MAI compreso il pastore tedesco, guarda caso protagonista – anche se in forma meticciata – di entrambe le uccisioni di bambini degli ultimi due anni), consultai tutte le statistiche disponibili al mondo. Statistiche che non dicono molto, ovviamente, perché l’educazione e la gestione del cane non si possono ridurre in cifre… ma siccome da qualche parte bisogna pur partire, anch’io mi procurai questo tipo di dati. E i meticci la facevano da padroni in tutto il mondo.
Ma perché? Perché sono “più cattivi”?
Ovviamente no: perché sono i più diffusi!
Così come, nel periodo ’79-’98, pit bull e rottweiler erano “di moda” non negli Stati Uniti in generale, ma tra le bande giovanili che dilagavano in quel periodo nei vari ghetti. Le bande, ahimé, dilagano ancora: i cani un po’ meno (si sono accorti che per far attaccare un uomo da un pit bull bisogna faticare non poco, e son tornati ai vecchi, buoni coltellacci a serramanico). Quindi, probabilmente, una statistica più attuale riporterebbe razze diverse.

bassottixtuttiDetto questo, però, il concetto di “più bassotti per tutti” mi fa veramente venire la pelle d’oca. Non solo perché è palesemente nazista, non solo perché sono profondamente convinta che chi parla di estinzione di razze canine sia altrettanto disponibile a parlare di estinguere qualche razza umana, ma anche perché vorrei far presente all’esimio professore che l’uomo, inteso proprio come homo sapiens sapiens, è diventato il padrone di questo pianeta soprattutto grazie al cane.
E’ storicamente provato, infatti, che soltanto la presenza del cane ha permesso di passare dalla vita nomade a quella stanziale, dandogli la possibilità di praticare l’allevamento e la pastorizia (che prima del cane non esistevano), dandogli la possibilità di cacciare più efficacemente (e quindi di nutrirsi meglio) e dandogli la possibilità di dormire sonni tranquilli (perché c’era lui a fare la guardia), tutti fattori che hanno permesso all’uomo di sviluppare maggiormente le proprie capacità cerebrali.
Ora, a me piacerebbe vedere gli antichi pastori che piazzavano branchi di bassotti a difendere i propri armenti dai lupi; o i cacciatori di orsi, o di grossi ungulati (perché non è che ci fossero volpi e tassi sempre disponibili per tutti) con i loro bassotti-killer; o le famiglie che affidavano i propri beni e le loro case al bassotto da guardia.
Io adoro i bassotti, ne ho avuti tre e non escludo neppure di poterne avere un altro in futuro… ma sinceramente, quando ho deciso di tornare a fare un po’ di UD, un rottweiler mi è parso leggerissimamente più adeguato. Che poi il mio rottweiler sia un cane pericolosissimo solo quando ti piazza le zampe in spalla e ti massacra di leccate, è cosa nota a tutti i lettori di Tpic… ma è anche secondario. Sta di fatto che nelle gare di UD, a parte gli esercizi di difesa e tutto il cucuzzaro, c’è anche da saltare un ostacolo di un metro: e al bassotto ci vorrebbe la scaletta.

johnnybassottoMa anche ai giorni nostri: mandiamo la polizia a sedare sommosse con i bassotti (forse l’esimio prof aveva in mente “Johnny il bassotto” di Bruno Lauzi…).
Se qualcuno si perde in un bosco, spediamo il bassotto a cercarlo (che magari lo trova pure, ma nel frattempo il disperso fa in tempo a morire di vecchiaia… perché le zampe corte… sono corte, e più di tanto non possono andare)?
Al non vedente che ha bisogno di un cane guida, diamo un bassotto che per fargli evitare una transenna deve prima saltargli in spalla, perché da là sotto non la vedrebbe mai?
Se una ragazza di quindici-sedici anni vuole uscire tranquilla di sera senza rischiare che qualche homo strunzus strunzus la rapinie/o violenti, le piazziamo un bel bassotto al guinzaglio?
Ma come stracavolaccio si fa a pensare che i cani di grossa taglia siano un pericolo da eliminare dalla faccia della terra, e a non considerare minimamente tutte le attività sociali (anche volendo rinunciare a quelle sportive) in cui ancora oggi è coinvolto il cane.
Vogliamo bassotti da soccorso nautico?  Bassotti da valanga? E lo stesso discorso, ovviamente, vale per tutti i cagnolini che sì, certo, saranno perfetti come animali “da compagnia”: ma pensare che il cane serva soltanto alla “compagnia” è a dir poco riduttivo.
Quando leggo articoli  di questo genere, io penso sempre: ma a questa gente, cosa gli dice il cervello?
Ai posteri l’ardua sentenza. Posteri che, ad andare abbastanza avanti nel tempo (sempre che noi umani così carini e così è poco pericolosi non riusciamo ad autoestinguerci prima a forza di guerre e di bombe), potrebbero anche cambiarci nome.
Perché se i professori di biochimica, pure cattedratici alla Sapienza, scrivono articoli di questo tenore… figuriamoci gli altri. Quindi non mi stupirei proprio, se nei libri di scienze del 20015 la nostra epoca venisse definita come quella dell’Homo gnurant grurant.
Fortuna che non sarò lì a vederlo.


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49 Commenti

    • Putroppo e’ vero. Il social si basa, almeno per la produzione di contenuti, su un’idea di collaborazione che si rivela sempre piu’ utopistica. E’ che avere la possibilita’ di contribuire non significa necessariamente avere la capacita’ di farlo. Potrebbe sembrare un ragionamento da accademici un po’ snob ma i risultati sono li’ da vedere e sono aberranti. La stragrande maggioranza dei commenti, se fossero udibili, sarebbero urla belluine e devo dure che tutti hanno fatto del loro peggio in qualunque schieramento pensassero di appartenere.

  1. Si vede che non hanno trovato alcun professore di settore per scrivere l’articolo, o magari il professore di settore voleva esser pagato. Questo magari ha fatto il favore al nipote o amico che lavora in redazione, si sa gratis è meglio.
    Spero sia così perchè se l’hanno pure pagato per scrivere quel pezzo, stiam messi male :p

    Una conseguenza di questi sfoghi anti- cane grosso è che io (e magari come me altri proprietari di cani grossi) mi sento sempre più a disagio ad andare in giro col mio. Mi sento spesso addosso gli occhi di chi incrocio, pure se il cane è al suo bel guinzaglio.
    Proprio stamane una signora mi ha sorpassata mentre ero ferma a far fare pipì a Nala, poi abbiamo ripreso il cammino qualche metro dietro alla signora. Dopo qualche passo quella si è girata a guardare nala e poi me con uno sguardo astioso che diceva chiaramente “stai lì bestia grossa e tu bada bene a tenermela lontana”. Poi ha accelerato.
    Cioè io ci resto male.

    L’altro lato della medaglia sono quelli che arrivano e piazzano le mani addosso al cane in modo tanto rude che ringrazio di avere il cane che non reagisce.

    Ma le sane vie di mezzo dove son finite?

    Comunque a Johnny il bassotto (chi ha rubato la marmellata? chi – lo – sa) mi hai ulteriormente conquistata. XD

  2. Vorrei dire all’esimio prof (volutamente minuscolo) Belleli che a casa mia, dove si allevano alani e si tengono bassotti da compagnia, l’unico cane che più di una volta ha morsicato gli incauti ospiti è stato proprio un bassotto, anzi una bassotta nana ……. 😀

  3. sto leggendo i commenti all’articolo linkato su Il Fatto Quotidiano… sono allibita… “l’arma-cane”, “certe razze dovrebbero vietarle per legge”, “bestie pericolose”… ci vorrebbe il patentino per commentare su internet…

  4. Ma quante sciocchezze!! Ma che bassotto e bassotto! Il cihuahua!! che almeno ci sta in qualsiasi borsa… se il cane è troppo lungo è necessaria una borsa grande e non sempre l’occasione la richiede
    Quanta ignoVanza…quanta poca classe…
    PS
    a me comunque avere il cagnaccio nero che un pò di timore lo incute (e anche a ragione) fa stare più tranqulla , poi…

    Ps2
    non dimentichiamoci che anche Schettino lo hanno mandato all’università a tenere lezione sulla gestione del panico… giusto per dare una dimensione alla competenza di chi viene chiamato a scrivere/parlare di qualcosa….

  5. toccato il fondo si risale ???!!!
    ecco………….speriamo ciò accada.
    più in basso di cosi’ non dovrebbe esserci altro, giusto ???!!!!

    che il sig belillli( del professore non glielo do’ neanche se mi pagate ….)si occupi di biochimica.
    i dottori veterinari, istruttori , addestratori, agonisti e preparatori ( in pratica ho elencato chi , secondo me dovrebbe avere il poter parlare di cani, addestramento ecc ecc)penseranno ai cani.

    scusate qualcuno di questi colti, coltissimi laureati, vuole dedicare due righe ai signori rom che questa notte hanno fatto una strage a roma????
    dalla mia ignoranza mi sembra che provochino moli piu’ drammatici eventi del mio splendido malin……e di tanti altri migliaia di cani” non facili”(sottolineamolo sempre questo) che girano.

    • con l’ultima frase hai vanificato il tuo bell’inizio….Ti sei messo sullo stesso piano delle persone che stai criticando…..peccato!

      • Eccolo qua, ci mancava il buonista, non preoccuparti, ai tuoi “amici” non succederà niente, al massimo qualche giorno in un residence dove verranno contattati da un editore e da un produttore che offrirà loro tanti begli eurini per raccontare la loro triste storia di vittime della società e del razzismo.

        • lasci stare.
          non me la prendo affatto.
          guardi come ci siam ridotti in questo Paese a causa del finto, ridicolo, buonismo……..

          • ahhh per la cronaca visto che amate andare fuori tema…qualche giorno fa un ITALIANO ubriaco ha travolto ed ucciso due ragazze irlandesi……però non ho visto sollevarsi nessun commento in merito…..forse con il buonismo non si va da nessuna parte…ma nemmeno con l’intolleranza ed il razzismo…ve lo posso assicurare!!

        • “amici”?? MGM qui si sta commentando/criticando un docente dell’università che senza nessuna competenza ha scritto un articolo cinofilo attingendo a statistiche di oltre 30 anni fa…..che c’entrano i ROM ? Solo perché ho fatto notare la non pertinenza sono una buonista che “tifa” per loro? Ma come vi permettete di giudicare le persone da dietro un monitor e per giunta in pieno anonimato? Ma tutto questo rancore, acredine, voglia di giustizia perché non la mettete a frutto nel concreto?….una sola cosa, ammesso e non concesso che lo facciate…nemmeno dopo avreste il diritto di esprimere giudizi su chicchessia!!!!

          • Quindi i giudizi e le critiche al professore (italiano) per un articolo frutto di un ragionamento (magari sbagliato, magari derivato da lacune in cinofilia, ma comunuqe stilato con raziocinio e che comunque grossi danni non possono fare) vanno bene, anche se non si conosce personalmente il professore e va bene anche firmarsi con un nome proprio che può essere di fantasia….
            Ok, capito.

          • Le critiche sono state fatte a ciò che ha scritto non alla sua persona né tantomeno alla sua professionalità che non c’è dato sapere in quanto non conosciamo il lavoro da docente universitario.
            E sono state fatte oltre che sull’assurdità di quanto scritto anche sulla totale MANCANZA DI COMPETENZA IN MATERIA.
            Io non mi sognerei mai di scrivere un articolo sulla ginecologia, non ho una laurea in medicina e nemmeno in giornalismo.
            I tuttologi che perversano in TV ci hanno abituato a credere che ognuno può parlare di qualsiasi argomento gli venga in mente…e tali azioni hanno provocato danni più o meno gravi SEMPRE!!
            Per fortuna non tutto quello che viene spiattellato in TV è legge, come la maggior parte delle persone ( purtroppo) crede.
            E purtroppo la maggior parte delle cose che si leggono sulla carta stampata è dello stesso tenore….triste a dirlo ma è questa la realtà mondiale!!

  6. A differenza di quanto leggo qui sotto, devo dire che il Professor Bellelli è una persona intelligente e sicuramente educata. Questo ovviamente non cambia il fatto che io la pensi diversamente da lui.

    Gli ho scritto una mail di risposta al suo post, e mi ha risposto con educazione riferendomi il suo punto di vista e rispondendo al alcune considerazioni che ho fatto.

    Gli attacchi personali del tipo “prof con la p maiuscola, sarà uno che fa favori etc” lasciateli stare, che vi mettono al livelli di alcuni commentatori del Fatto Quotidiano.

    • Per favore, evitiamo gli insulti. Sono anch’io profondamente in disaccordo con il professore per questo suo articolo (e per la sua evidente cinofobia), ma non mi permetterei mai di giudicare la sua persona o il suo operato in ambiti diversi, visto che non li conosco. Quindi “pazzo” magari… anche no, grazie.
      Ignorante (nel senso che ignora) sicuramente sì, ma il resto sono insulti gratuiti e non graditi su questo sito.

      • Certo, anch’io detesto gli insulti, in quanto inutili e controproducenti. Ma quando scrivo un articolo e sono un professorone…magari mi prendo la responsabilità di quello che affermo e non mi stupisco più di tanto se qualcuno mi da del *inserire insulto a caso*…

      • mi scuso, non volevo insultare nessuno.
        Il delirio di onnisceinza (al pari di ogni delirio) è classificabile come patologia mentale. una volta le persone con gravi patologie mentali venivano definite volgarmente “pazze”. sono ultraconvinto che il professore sia un luminare nel campo della biochimica (altrimenti non ricoprirebbe la posizione che ricopre), della statistica ed anche nella psicologia (dal momento che non posso contraddirlo in merito). ma le persone convinte di sapere tutto su tutto, di possedere la verità in tasca tendenzialmente hanno un problema. Coloro che non credono di possedere la verità in tasca semplicemente non scrivono articoli sui giornali a proposito di cose che non conoscono. sono terribilmente deluso da Il Fatto Quotidiano che stimo come testata. Vogliamo dire che non è un problema mentale per proforma ed educazione? Ok, come preferite, mi sono lasciato trasportare dall’indignazione di proprietario di cani, di cani che amo e di razze che amo…di razze grandi. Questo signore ha aggredito la mia sfera intima, la mia famiglia, ha attentato alla mia serenità quotidiana diffondendo dall’alto del suo piedistallo informazioni parziali, tendenziose, populiste. chi lo legge, per la posizione che ricopre e la testata su cui scrive potrebbe credergli. ed io potrei essere guardato storto una volta in più quando porto a spasso i cani. o essere bersaglio di ben peggiori angherie.
        Non ho detto che è uno str**zo, me lo sono tenuto per me. ho solo valutato quella che ritengo essere la patologia di cui lo ritengo afflitto, come lui ha valutato sommariamente il potenziale letale dei miei cani.

    • Ho letto l’articolo del link riportato, ma in questo caso, al contrario di quello che ha combinato con la storia del bassotto, non ha preso una cantonata. Il suo pensiero lo si puo’ condividere o meno ma e’ discretamente ben argomentato e la riflessione non e’ basata u un’idea peregrina tanto piu’ che si concentra sun un aspetto della questione che prescinde addirittura dal contesto cinofilo.

      Non ha fatto altrettanto bene nel “pasticciaccio del bassotto” – magari scherzosamente lo definiamo cosi’ – ma qui magari si e’ fatto prendere la mano da una serie di luoghi comuni o leggende metropolitane che dir si voglia e che sono molto in voga tra le persone che qualche problemino di strizza con i cani ce l’hanno. Non sara’ magari il suo caso ma sicuramente ha attinto da li’.

      Poi, certo, si e’ messo in cattedra e ha risposto a molti in modo un po’ sprezzante facendo il barone accademico, ma si e’ anche ritrovato a difendere un articolo lacunoso davanti a una platea che non gliene ha fatta passare mezza. E’ anche umanamente comprensibile che si sia arroccato sulla cattedra. Che poteva fare? Ci sono qualcosa come circa 700 commenti se non ho letto male di cui una buona meta’ di detrattori piu’ o meno agguerriti e l’altra meta’ di sostenitori che una persona oggettivamente di buon livello non vorrebbe mai avere come alleati.

        • Credo, ma questa e’ una mìa libera interpretazione, che il professore pieghi la sua cultura e le sue capacita’ a una paura irrazionale svilendole anche un po’ piu’ del dovuto. E’ abbastanza evidente che gli svarioni dal punto di vista “tecnico” non sono dovuti a mancanza di informazione per sufficienza e pressapochismo ma al desiderio di sostenere la sua tesi ad ogni costo. D’altra parte bisogna pur stare al contesto e il contesto non e’ quello di un articolo pubblicato da una testata giornalistica o di una rivista scientifica, ma solo di una pagina personale di blog ospitata dalla testata.

          “Che poteva fare?” non significa cosa poteva fare per scrivere meglio il suo pezzo, ma cosa poteva fare una volta pubblicato il pezzo se non tentare di difenderlo di fronte alle critiche ricevute cioe’ a dire che e’ ragionevole aspettarsi da chiunque che per quanto torto possa avere quando viene attaccato cerchi di difendersi e che lo faccia con gli strumenti che ha a disposizione. E infatti la frase sta nel terzo paragrafo, dove il contesto e’ quello della sua difesa dalle critiche, non negli altri.

          • Beh, sì, ormai il danno è fatto; come se io mi mettessi a scrivere un articolo sulle cellule-e-robe-per-me-incomprensibili, venisse fuori un’enorme baggianata, ed io non avessi altra scelta che arrampicarmi sui proverbiali specchi per non rischiare il linciaggio. Triste, però. Ma chi glielo ha fatto fare?

      • Nerofumo, non bastano i paroloni incomprensibili per scrivere cose giuste. L’articolo che citi parte comunque da presupposti totalmente errati: 1) “le aggressioni canine sono dovute con grandissima frequenza ai cani di un piccolo numero di razze: non ricordo nessun caso di persone ridotte in fin di vita da un cocker o da un bassotto”. E ti ricordi male. Come ha scritto Valeria, i cani più frequentemente coinvolti nelle aggressioni sono i meticci, e i bassotti sono cani con una buona dose di aggressività, perchè ne hanno bisogno per il lavoro che fanno. E i cocker non sono farina per ostie, specie con i bambini… Inoltre: dove prende le sue statistiche (di cui dice di intendersi!)? dagli articoli sui giornali??? non commento.

        2) fa tutto uno sproloquio gratuito e filosofico sul fatto che attribuire la “colpa” delle aggressioni al padrone sia deresponsabilizzante (per il cane, immagino…), e che nessun veterinario ha mai stabilito con certezza che un’aggressione sia stata causata da errori dei padroni/umani responsabili ecc. E questo chi lo dice??? Chi glielo ha mai detto??? le statistiche? IN questo caso, per esempio, la dinamica sembra molto chiara, e la responsabilità è comunque da attribuire all’ignoranza degli adulti presenti he hanno lasciato cane e bambina (peraltro NON abituata ad interagire correttamente) incustoditi. Il comportamento dei cani è piuttosto prevedibile, per chi li conosce un minimo.

        Non basta essere un “professore” per essere intelligenti e
        colti, il mondo è pieno di c….i con lauree, titoli accademici & Co. No,
        questo professorone non sa proprio di cosa parla, e questo sì che è pericoloso.

        • Eppero’…

          io non sono qui a sostenere le ragioni de professore che tra l’altro non condivido e mi sembra di aver espresso un giudizio critico. Ora, essere critici non significa dare dei deficienti agli altri – perche’ quando si scrive, riferendosi a qualcuno, “non basta essere professori per essere intelligenti” gi si sta dando del deficiente. Sarebbe anche bene cercare di capire il senso di quello che si sta leggendo senza partire lancia in resta con il mantra del decalogo delle solite quattro accuse che vengono ripetute a proposito ma anche a sproposito in modo del tutto casuale. Questo e’ un vizio che purtroppo accomuna tutti indistintamente. Se il comportamento e’ lo stesso, tra un forcaiolo pro-cane e un forcaiolo di parte avversa non c’e’ differenza e francamente non capisco perche’ l’uno debba essere meglio del’altro.

          Maria Carla, lei risponde a me per criticare l’articolo del professore ma, abbia pazienza, io non sono lui, non sono il suo portavoce e non sono nemmeno d’accordo con lui.

          Ora, non e’ che tutte le volte ci si debba far accecare dalla rabbia e si debba veder scorrere il sangue e non e’ che tutte le volte che non si condividono idee e convinzioni di qualcuno gli si debba dare del cretino altrimenti si sfocia in una forma di fanatismo integralista equivalente e contraria rispetto a quello del quale ci lamentiamo tanto.

          ll senso del mio intervento, semplificato e in estrema sintesi, e’ che se nel primo articolo ha ben argomentato, nel secondo ha fatto un pessimo lavoro e si e’ trovato, di fronte a una folla di interventi, a sostenere un pessimo lavoro con un esercito di fan assetati di sangue che piu’ che dare dell’imbecille e ignorante agli altri non sanno fare, insomma quel genere di alleati che uno che non sia davvero un cretino non e’ proprio cosi’ felice di avere.

          Non c’e’ scritto che il professore ha ragione, che io condivido il suo pensiero o altro del genere. Niente di tutto questo. Ora, quando dico che ha ben argomentato non significa che dico che ha ragione; bisogna un po’ affrancarsi da questa convinzione puerile che cio’ che condividiamo sia espresso in maniera limpida e cristallina con argomentazioni inoppugnabili e cio’ che non condividiamo sia sempre frutto di uno sproloquio gratuito. Non e’ esaltando o denigrando il lavoro degli altri che le ragioni che ne scaturiscono siano di conseguenza migliori o peggiori.

          • Non la stavo cercando, ma se dovesse capitare. Dovrei chiedere prima pero’ alla figlia e al pastore tedesco che mi sta guardando perplesso.

          • Okay, allora mi sbilancio. dalle mie parti ci sono fans di Franceskino Deejay, l’educatore mentalist. è single? si possono sapere le date di eventuali tour su e giù per la penisola? grazie!

          • E’ passato un bel po’ di tempo, non avevo seguito più la conversazione ma oggi mi è capitata per caso sotto agli occhi la risposta di Nerofumo. Temo che ci siamo capiti male. Io nel mio commento mi riferivo all’articolo “Psicoanalisi canina”, proprio quello che secondo Nerofumo “…e’ discretamente ben argomentato e la riflessione non e’ basata u un’idea peregrina”. Ora, è vero, bisogna criticare i fatti (l’articolo) e non le persone, e in questo io ho sbagliato. Però non se ne può proprio più di 1) individui che parlano da una platea pubblica di cose che non conoscono (sua stessa ammissione), snocciolando ovviamente una serie di stupidaggini; 2) persone che si arroccano dietro a paroloni per dare autorità alle proprie convinzioni; 3) tizi che non fanno buon uso della visibilità che hanno: parlare, o scrivere, pubblicamente, specie per un’audience così vasta e per lo più senza strumenti critici, comporta una grande responsabilità. Chi ne abusa vendendo opinioni su argomenti che non conosce compie, a mio avviso, un atto immorale, che ha comunque delle ripercussioni: penso alla cinofilia, ma anche agli antivaccinisti, ai complottisti e compagnia catando. E’ vero, bisogna rispettare le OPINIONI diverse dalle proprie, che rappresentano indubbiamente una ricchezza e sono spunti di riflessione. Ma quando si basano sul nulla, su nessun dato, su nessuna competenza, non si chiamano opinioni, ma PREGIUDIZI. E mi spiace, io questi non li rispetto per niente. La mia critica era rivolta al professorone, certo, ma anche alla tua affermazione, Nerofumo, sul fatto che le castronerie scritte nell’articolo fossero ” discretamente ben argomentate e…non basate su un’idea peregrina”.

          • E’ passato un po’ di tempo e dovrei rileggermi tutto visto che la discussione e l’argomento trattato sono abbastanza complessi. Limitatamente alla mia affermazione, che non ha bisogno di grande impegno per capirne il contesto e quindi mi costa poco riprenderla, il senso e’ che distinguendo l’approccio tenuto nei due articoli si riesce a capire perche’, nel secondo caso, nel tentativo di difenderlo al professore non sia rimasto di meglio che fare appello alla sua lesa maesta’.

            Provo a ripetere il concetto: prendiamo per buoni i concetti di pregiudizio e di castroneria e prendiamo anche per buono che gli articoli del professore ne siano un chiaro esempio. Per sgombrare il campo da fraintendimenti dico nuovamente che il mio giudizio e’negativo, pero’ lo sforzo e’ un po’ quello di tenere distinte le tesi sostenute dal modo in cui vengono argomentate; si puo argomentare bene o male sia una tesi che riteniamo vera che una che riteniamo falsa. Quindi, nel caso del professore, il primo articolo contiene una buona argomentazione di qualcosa che ritengo errato, il secondo articolo una pessima argomentazione di qualcosa che ritengo comunque errato. Probabilmente il professore pensa di aver ben argomentato qualcosa che ritiene giusto nel primo articolo e di aver argomentato in modo pessimo qualcosa che ritiene altrettanto giusto nel secondo. Non si sentira’ in difficolta’ nel difendere il primo e invece dara’ il peggio di se’ nel difendere il secondo.

            Il punto non e’ che si debbano rispettare le opinioni altrui, semmani e’ che se non si e’ d’accordo con le tesi sostenute da qualcuno si farebbe meglio a contestarle nel merito invece di cercare di screditare la credibilita’ di chi le sostiene, non solo per correttezza ma soprattutto perche’ sarebbe ben piu’ efficace. Per esempio, un conto e’ dare per scontato che si tratta di stupidaggini e sostenere che chi le sostiene si nasconde dietro paroloni da professorone, altro invece e’ cercare di comprendere cosa scrive il professorone e cercare di dimostrare che si tratta di stupidaggini.

  7. Non dimentichiamoci del Bassotto da Slitta, io la voglio vedere un’intera muta di Trenini sulla neve! (…che poi li adoro, ‘sti cagnetti, “mezzo cane per due” ma pieni di grinta).

  8. Ho notato da un po’ che il fatto quotidiano ha issato la bandiera cinofoba.. è un gran peccato perchè lo leggo spesso e lo trovo molto preciso nelle costatazioni, specie di carattere politico.. Amara delusione..

    • Per queste pagine del Fatto Quotidiano la formula e’ quella del blog, dove viene offerto uno spazio (propriamente un blog) sotto la testata ad autori che sono considerati buone penne. In questo senso, le pagine propotte non rientrano nelle logiche di “linea editoriale” come la intendiamo tradizionalmente noi, cioe’ orientamento della testata sugli argomenti che vengono invece trattati da questo punto di vista in autonomia dagli autori.

  9. Il mio bassotto da guardia Killer si è un po’ offeso per essere stato sottovalutato.
    Sta per venire a casa tua… lo senti il rumore delle sue zampette? è già li… nascosta da qualche parte che ti aspetta, ma tu non sai dove. MMMMuuuahahahahah.

  10. il bassotto poliziotto scoprirà la veritààà (canzoncina preferita dal mio veterinario…).
    un mondo popolato da bassotti….il mio sogno! ma poi, in caso di un singolo morso, ecco che si dovrebbero far sparire anche tutti i bassotti, essendo gli unici cani a poter mordere qualcuno….
    Il problema è che una presunta fonte autorevole non può dire fesserie. Se non ci si può nemmeno fidare di chi dovrebbe detenere un sapere con la S maiuscola, come si fa? chi ricopre certi ruoli (indipendentemente dalla sua competenza – mi riferisco in generale) non può permettersi di “sbagliare” in questo modo. Non si può. purtroppo al giorno d’oggi non ce lo possiamo permettere….cosa pretendiamo dopo? se lo dicono i “professori dell’Università” allora è facile dimenticarsi che DOVREBBERO essere specializzati nella loro materia di insegnamento….sul resto possono anche essere ignoranti. e spesso lo sono (non su tutto, ma per dei limiti che la mente umana impone a tutti. anche alla persona più intelligente del pianeta).
    p.s. tra un bassotto e un labrador non avrei dubbi su chi consigliare come cane per bambini….e la taglia è leggermente differente…
    la modalità cane da guardia è terribile…la mia non morde (anche se non bisogna dare mai nulla per scontato e avere sempre un occhio sul cane), ma quando entra qualcuno nel nostro giardino (dopo che noi abbiamo aperto il cancello) parte la trafila: pedina il malcapitato con pelo su dritto, abbaio incessante, coda in modalità antenna con radar incorporato. solo quando ci si mette in mezzo tra lei e l’intruso e le si dice:”Ci penso io” smette subito, capisce che non c’è pericolo e inizia a rompere le palle per avere le coccole. ecco, da fuori non sembra proprio un innocente barboncino toy da compagnia…

  11. Ho sempre concepito il cane soprattutto come animale da compagnia, oggi però ho sorpreso un ladro che stava rubandomi lo scooter, era + grosso, giovane e soprattutto armato, sono fortunato ad aver salvato pelle e scooter, sono ancora turbato, un cane da difesa mi avrebbe sicuramente aiutato, dobie, rott, pt…non sono un vezzo, ogni razza ha una sua ragione d’essere, oggi ho toccato con mano

  12. Sono una lettrice-abbonata del Fatto dalla sua nascita, perchè mi piace l’idea di una informazione senza sostegno politico ( mi “puzza” di informazione libera… che volete, sono una ottimista inguaribile..) e mi ero stupita perchè non lo letto nulla del genere nel cartaceo. E pure l’autore mi era piuttosto sconosciuto. Ho poi scoperto che si tratta della sezione web, che non frequento perchè trattasi spesso di articoli scritti modello blog, e per quello piuttosto di un generico tizio che scrive di Caio mai conosciuto in vita sua, preferisco andare a spulciare dove chi parla di “coso” almeno ha qualche vera conoscenza in merito . Nulla contro i blog, ne ho due pure io, ma quando scrivo qualcosa di cui non sono certa al 1000% – carta manent, sia pure via rete – aggiungo sempre “mia personalissima opinione”.
    Ecco il “professor Bolelli” avrebbe fatto meglio a parlare d’altro, visto la sua conoscenza dell’argomento alquanto…lacunosa. Di cani ne so più io ( che per lo meno li ho avuti e li ho ) e ciò è già tutto dire.
    Ho scritto al Fatto chiedendo per favore, meno allarmismi e più coerenza con le proprie idee redazionali ( “fatti provati” oppure commenti “molto personali”; la realtà non la si piega al proprio volere ) ma quello che preoccupa non è l’ariticolo in se… sono alcuni commenti a seguire.
    Perchè dimostrano che quando un essere umano si fissa su un’idea sbagliata, ( e commenti pacati, informati ed educati ve ne sono parecchi) piuttosto che cercare di ragionare ed aprirsi la mente, piuttosto crepa. Equesto sì, che sa di pericolo imminente.

  13. Per chi parla di giornalista pagato dal Fatto Quotidiano, occhio che il professore in questione ha scritto un post nell’area Blog, cioè un’area personale in cui, oltre ad alcune firme importanti del FQ (non i Fantastici Quattro!) tipo Travaglio, scrivono millemila altre persone. I blogger da quanto ne so scrivono gratis e i contenuti dei loro post non sono controllati dal giornale, nè ne seguono la linea editoriale.
    E purtroppo è innegabile che tante volte, come in questo caso, ci si trovino scritte grosse idiozie…

  14. Stante il dispiacere ed il dovuto cordoglio per l’accaduto, non posso fare a meno di evidenziare quanto scritto da un “grande” esperto: l’italico Oscar Grazioli, grande veterinario ma decisamente miglior scrittore 😉 che parla di pastore tedesco a manto scuro e nell’articolo mette anche un’immagine di un PT nero focato … mah!!!!! http://notizie.tiscali.it/socialnews/Grazioli/16043/articoli/Piangere-la-morte-della-piccola-Astrid-un-dovere.html

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.