bassotto_nfdi VALERIA ROSSI – Gent.mo Dottor Tremolada, leggo sul “Corriere” che Lei ha assolto l’edicolante che prese a calci un bassotto “colpevole” di aver urinato su un espositore di giornali.
Penso che Lei non vedesse l’ora di applicare le nuove sciaguratissime norme che depenalizzano una marea di reati cosiddetti “tenui”, ovvero quelle norme che faranno pagare alle vittime l’incapacità (o impossibilità, se preferisce) della nostra Magistratura di far fronte all’alto numero di cause penali. Lei ha probabilmente ragione, se pensa che troppi processi servano solo a complicare la vita di tutti: però la maggior parte dei reati depenalizzati può essere “tenue” solo se vista dall’esterno, e se paragonata a cose sicuramente più gravi (non sono un’animalista fanatica e non penserò mai che un calcio in culo a un cane sia peggiore di un omicidio. Per carità).
Per chi ne è vittima, anche questi reati “tenui” assumono ben altro spessore. Anche un pugno in faccia a un umano non è grave come un omicidio, ma vorrei vedere quanto “tenue” lo giudicherebbe se lo rifilassero a Lei.
Sì, d’accordo, questo non è un buon metro di giudizio: i Giudici esistono proprio perché una sentenza equa dovrebbe sempre essere super partes e non viziata da sentimenti (o risentimenti) personali: eppure, se non si riesce a tener conto dei sentimenti delle vittime, temo di poter dire che nessuna sentenza potrà mai essere davvero giusta.
In questo caso la vittima “vera” è stato un cagnolino, preso a calcioni e scaraventato a “metri di distanza”, con conseguente stato di choc e dolori alla colonna vertebrale.
Lei lo sa, dottor Tremolada, che i bassotti sono particolarmente delicati proprio per quanto riguarda la colonna vertebrale? Lo sa che la loro conformazione fisica, così lunga e bassa, li rende particolarmente sensibili proprio in quel punto e che la possibilità di ernie del disco è molto più alta che in qualsiasi altra razza?
No, immagino che non lo sappia. Perché altrimenti un calcione capace di scaraventare un bassotto a metri di distanza avrebbe dovuto considerarlo come un tentato canicidio: e in quel caso non credo proprio che avrebbe potuto attriburgli attenuanti come quelle che si è inventato (ovvero, stando sempre al Corriere, “nessuna azione premeditata, né animata dalla diretta volontà di ledere l’animale, senza  sevizie o crudeltà”).
Sulla mancanza di sevizie possiamo essere d’accordo: ma davvero, secondo lei, non c’è crudeltà nel rifilare un calcione a un cagnolino? Non c’è la volontà di ledere l’animale?
Cosa c’è, allora? Delicatezza d’animo, gentilezza, buoni propositi?
Ci spieghi, la prego.
No, perché a qualcuno potrebbe pungere vaghezza di passare davanti a quell’edicola milanese. Potrebbe riconoscere l’edicolante e, in preda allo stesso improvviso raptus che ha colto lui, potrebbe prenderlo a calci in culo da Milano a Monza: ma senza crudeltà, eh? Senza alcuna intenzione di ledere e senza causargli lesioni gravi.
Lei lo assolverebbe, questo qualcuno, per “tenuità” del fatto?
Se sì, me lo dica, che mi metto subito in macchina.

dirittoScherzi a parte, il brutto è che sembrava che i reati contro gli animali fossero stati esclusi dalla lista delle depenalizzazioni (vedi questo articolo di qualche giorno fa), grazie al fatto che NON potessero essere depenalizzati quelli commessi “per motivi abietti o futili e con crudeltà, anche in danno di animali”.
E invece Lei ha prontamente smentito ogni ottimismo: no, perché mi pare che il motivo sia futile-che-più-futile-non-si-può.
Un bassotto nano, santiddio! Possiamo immaginare l’immane gittata pisciatoria di cotanto gigante a quattro zampe!
L’espositore di giornali avrà ricevuto uno schizzetto… che a Suo parere, caro giudice, valeva una reazione violenta.
A me il motivo pare non solo futile, ma anche abietto. E’ una vera e propria porcata, per dirla in parole meno forbite: anche perché il cane era accompagnato dal proprietario e non ci sarebbe voluto molto a prendersela con il vero “colpevole”, ovvero colui che non ha impedito al cagnetto di alzare la zampa proprio lì.
Ma ovviamente per prendersela con un umano (che il calcio nel sedere può restituirtelo, e che se ti limiti a protestare a parole può rifilartelo lui) ci vuole un po’ più di coraggio che non ad infierire su quattro o cinque chili di cane. Quindi, oltre al motivo futile e abietto, io aggiungerei la vigliaccheria (mi sarebbe TANTO piaciuto sapere cosa avrebbe fatto l’edicolante, se al posto del bassotto ci fosse stato un rottweiler).
Dottor Tremolada, lei gioca pure nella Nazionale Magistrati di basket: non vede almeno un comportamento disgustosamente antisportivo, nell’azione dell’edicolante? Un gigante contro un nano, non le fa almeno un po’ schifo?

legge_basMa poi sa che c’è, Giudice: c’è che Lei non soltanto ha giudicato in modo un po’ “troppo” distaccato.
Ha creato anche un pericolosissimo precedente.
In questa società già fin troppo oberata da maltrattatori e assassini di animali innocenti (perché spero sia d’accordo con me sul fatto che un cane che alza la zampa non sia cosciente del danno che può arrecare: quindi è innocente a prescindere, perché si può invocare in automatico, e al di là di ogni ragionevole dubbio, la sua “incapacità di intendere e di volere”) mancava proprio qualcuno che sdoganasse con tanta leggerezza i calcioni inferti con violenza e con la precisa volontà di far male… perché solo questo è l’impulso che può spingere qualcuno a piazzare una scarpata contro qualcun altro.
Altrimenti gli incontri tra fidanzati si svolgerebbero all’insegna di frasi tipo: “Amore, lo vuoi un cazzotto nei denti?” “Sì, dài… io invece ti rifilo un bel calcio nelle palle, per dirti quanto ti voglio bene”. Le mamme, quando i figli tornano da scuola, li farebbero volare a pedate in sala da pranzo (“Su, tesoro, che è pronto”) e così via.
Non funziona così, Giudice: i calci si danno per far male e solo per far male.
Quindi Lei ha creato un precedente nel quale i pezzi di merda travestiti da umani sguazzeranno felici e sicuri di farla franca: può andarne davvero orgoglioso, complimenti.
Così come possono andare orgogliosi delle loro parole i moltissimi commentatori del Corriere (i soliti fulgidi rappresentanti dell’ “italiano medio”, ahimé) che si sono detti d’accordo con il Suo giudizio: tutta gente carina e gentile che magari, domani, ammazzerà qualcuno per un parcheggio o riempirà di botte la moglie… perché intanto si sa che chi approva la violenza spesso finisce per applicarla, e chi la applica sugli animali molto spesso non si fa scrupoli nel passare agli esseri umani.
Ghandi aveva ragione: la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali. E sentenze come la Sua, caro giudice, misurano esattamente la civiltà di questo popolo.
Poi non meravigliamoci se per protestare contro l’Expo si distrugge mezza Milano: è la logica conseguenza dell’educazione alla civiltà e al rispetto che stiamo impartendo ai nostri giovani. E la Sua sentenza ne è un esempio davvero eclatante.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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41 Commenti

  1. BRAVISSIMA VALERIA, PURTROPPO I GIUDICI A VOLTE VANNO A LIBERA INTERPRETAZIONE SENZA SEGUIRE LE LEGGI ESISTENTI, IO SE FOSSI NEL PROPRIETARIO DEL BASSOTTO FAREI UN BEL RICORSO CONTRO QUESTA SENTENZA RIDICOLA E INUMANA….!

  2. Mentre leggevo l’articolo temevo non arrivasse mai il punto più importante…poi, finalmente, eccolo lì: “Ha creato anche un pericolosissimo precedente”. Un episodio è un episodio, può capitare anche se non dovrebbe; ma se la legge lo giustifica, allora l’episodio rischia di diventare l’apripista per GLI episodi. E questo è del tutto inaccettabile.

    • Non sono affatto d’accordo! Il “pericolosissimo precedente” è stabilire una volta per tutte che che a fronte di reati che hanno conseguenze lievissime, la legge non sanziona.
      Il che è una cosa assai positiva, e si spera che scoraggi almeno un po’ della immensa quantità di cause pendenti per questioni risibili.
      Qui per fortuna non si è fatto male il cane, nè il padrone nè l’edicolante. Il problema non è affatto incentrato sul cane, ma sulle conseguenza minime.
      Sarebbe stato lo stesso se il livido sul sedere se lo fosse preso il padrone, o l’edicolante.
      E’ ora che la gente la smetta di intasare i tribunali con questioni minime.
      Alle volte basta una bella litigata eh… non serve mica sempre chiamare in causa il giudice.
      E questo vale per i morsi di cane che quasi neppure sgraffiano come pure per il calcio al bassotto piscione.

        • Ma non scherziamo! Se ogni litigata finisse con morti e feriti il mondo sarebbe un mezzo deserto!!!!
          Io avrei multato il ricorrente in giudizio!
          Sono stufa di vedere fior di processi a delinquenti VERI che finiscono in nulla per decorrenza dei termini anche perchè i tribunali sono intasati da cause per la pedata al cane, i panni stesi, la siepe più alta di 20 cm e compagnia bella.
          Ma mandatevi ammoriammazzati e basta no?
          Ma lo sapete quanto “costa” un processo?
          Ma veramente, ma chi ve lo fa fare di mettervi in certe rogne?
          Nel caso specifico poi, si sperava in un risarcimento per turbativa di bassotto?
          Ripeto, fortunatamente la bestiola non ha riportato danni…. ma bbbbastaaaaaa!!!!!!

          • Quindi se uno mi spara e mi prende solo di striscio, o se non mi prende proprio… lo assolviamo perché “fortunatamente non ho riportato danni”?

          • Mi spiace ma questo paragone non c’entra nulla, e denota il non aver letto la sentenza.
            Specificamente l’edicolante è stato assolto proprio perchè ha agito di impeto, senza usare armi, e senza accanirsi.
            Se in una rissa da strada uno mi tira un pugno ma non mi prende o mi fa un piccolissimo livido… per cosa deve venire condannato? Per delle lesioni che non esistono?
            il cane non ha riportato traumi gravi, ed arrecare choc canino, sarà incivile, ma ancora non è reato.

          • Quindi possiamo tutti sentirci autorizzati a prenderla a pugni, tanto non ci denuncerà e non verremo condannati, basta agire d’impeto e non lasciare segni evidenti, no ?

            Iniziamo pure a giustificare anche i calci “di impeto” al cane, quando però il cane X reagisce e stacca la gambina al “signor impeto” di turno parliamo di razze pericolose e cani che impazziscono, mi raccomando.
            Ah, naturalmente il fatto che i tempi dei processi siano biblici è sicuramente colpa di chi denuncia uno che gli ha preso a calci il cane, mi pare giusto.
            La prossima volta sarà meglio che prenda lui a calci in culo l’edicolante, tanto avrà agito di impeto e senza armi, no?

          • Credo che oltre al problema dell’ignoranza cinofila ci sia anche quello dell’ignoranza delle leggi. Questo giudice è stato chiamato in causa per stabilire se c’era stato “maltrattamento di animale” -niente affatto depenalizzato. Stabilita la natura episodica del fatto, le modalità con cui è stato eseguito e le scarse/ nulle conseguenze, ha deciso che no: Il fatto in questione non si configura come maltrattamento. Stop. Punto.
            Tenere un cane in catene lo è, prenderlo a calci una volta no, non lo è.

            Forse stenterà a crederlo, ma se il calcio se lo fosse preso il padrone, con le stesse modalità e conseguenze, ed avesse denunciato per “lesioni”, per “stalking” o per che altro…. sarebbe stata la stessa precisa identica cosa.

            “Ceffone”, “calcio” non sono reati di per sè. Lo sono le lesioni, lo stalking, il maltrattamento animale.

            Quanto al cane che morde… mai sentito parlare della differenza tra reato penale (maltrattamento animale) ed una causa risarcitoria in sede civile?
            A meno che non ci sia dolo o colpa grave del proprietario i morsi dei cani sono 1) assicurabili 2) trattati dalla giustizia civile

          • Ma smettiamola. Se i tribunali sono intasati di cause risibili è solo ed esclusivamente colpa di avvocati che pur di incassare parcelle convincono gli ingenui che sia giusto fare causa per panni stesi, siepe più alta di 20 cm e compagnia bella. Se esistesse una correlazione tra onestà e questo genere di persone tante cause non inizierebbero nemmeno il loro iter.

    • Se uno lascia il cane incustodito, invece, e lo fa pisciare su un bene di mia proprietà vuole vedere chi finisce all’ospedale? L’edicolante ha sbagliato chi colpire…..

    • hai ragione in parte sif, infatti la violenza non va mai bene, l’edicolante avrebbe dovuto andare in tribunale ma non in carrozzina, ma con le proprie gambe e li condannato per quanto ha fatto..punto…!!!! Altrimenti si rischia di trovare nei commenti persone che ti rispondono con altrettanta ferocia …se pisciasse su mio bene …ecc. ecc.

      • Beh, neanche rompere il naso al tizio che ha tentato di scipparmi è stata una bella cosa (difatti ho dovuto scappare io), però il mio portafoglio è salvo e il tipo magari ci pensa su due (anche tre) volte prima di riprovarci ^^ Ha cominciato lui.

        • Ha, ha, ha….è successo anche a me!!!! XD qualche anno fa….io credo di avergli rotto altro, non è che ho programmato, ma il gesto, mi è venuto spontaneo. Di certo non è una bella cosa, ma quello, se si faceva una notte in guardina, era già un miracolo….

  3. ma non si esagera troppo con ste pipì dei cani?? ok, il padrone magari era in altri pensieri assorto e si sa che molti canini maschi appena li si lascia fare e vedono una sporgenza alzano volentieri la zampa… non fa piacere ma può capitare, si chiede scusa e al massimo si pulisce, in fondo è solo un po’ di pipì (se è per marcatura e di un cane piccolo come il bassotto non credo fosse 1 litro, di solito fanno un goccino per preservarsela per altre marcature), neanche avesse urinato sulle scarpe dell’edicolante… e poi non parliamo di liquido corrosivo, le esagerazioni in un senso o in un altro non vanno mai bene

    • Quanti padroni di cani hai visto pulire la pipì??? Una volta fuori da un negozio ho visto una bottiglia d’acqua poggiata per terra e sopra un cartello “se il tuo cane si sente libero di farla, ti sentiti libero di pulirla”. Non giustifico l’edicolante, ma per chi ha negozi la pipì è un problema, o meglio un obbligo…tutti i giorni devono pulire quella fatta da decine di cani perché dove marca il primo poi marcano tutti gli altri e se il bassotto ha fatto 2 gocce il rott appena uscito di casa (le prime sono più abbondanti) ce ne fa mezzo litro. E poi sì la pipì è corrosiva.

  4. Noto con estremo rammarico chi commenta giustificando un giudice che NON applica la legge, ma siamo fuori di testa??? le leggi non vanno uintrpretate a piacimento, vanno applicate e con la giusta severità. Ho letto commenti che sono fuori dalla grazia di DIO, non credo che i tribunali si inatasino perchè anche i proprietari dei cani fanno una giusta causa a chi ha maltrattato il loro animale, piuttosto direi che i tribunali sono pieni di cause di ricorsi a multe truffe ecc. ecc. . Ma come fate a giustificare ancora una bestia d’uomo che picchia un cane indifeso…! mi viene in mente un’aforisma che recita così: “passi in mezzo a tanta gente, ma non vidi un solo essere umano”.

    • E invece si sbaglia proprio, il giudice la legge la applica eccome. Se trova la pazienza di leggere le motivazioni della sentenza, il fatto che la pedata abbia colpito un cane o un essere umano è indifferente. Si fa riferimento alla tenuità delle conseguenze, non certo alle tenuità dell’atto in sè.
      Infatti il maltrattamento ad animali non è stato affatto depenalizzato (controllare, prego). Il giudice, esaminati i fatti, non ha ravvisato i termini di “maltrattamento” nel fatto in questione. E per tutto ciò ci son voluti 4 anni, perchè la causa è stata istruita nel 2011. E quindo abbiamo 1 giudice, diversi cancellieri, 2 avvocati ed almeno 2 periti che per 4 anni si sono occupati di questo importantissima faccenda. A me questo manda fuori dalla grazia di Dio, altrochè!!
      Avesse preso a calci il mio cane, lo mandavo a quel paese e la cosa finiva lì.
      O più probabilmente mi scusavo e gli ricompravo le riviste insozzate e avanzavamo pure la scenata in strada.

      • Aggiungo che se le 32 coltellate inflitte alla povera Melania Rea sono state definite “non aggravate dalla crudeltà”, mi sarei scandalizzata non poco a sentir definire crudele la pedata senza conseguenza inflitta ad un bassotto. E sinceramente non doveva essere manco troppo forte, perchè un povero bassottino lo accoppi se gli molli un calcio micidiale.
        In ogni caso nessuno dice che si debbano prendere a calci nè i cani nè nessuno.

        • Il fatto grave è che siano state definite “non aggravate da crudeltà” sia le coltellate a Melania Rea sia il calcio al bassotto. La violenza è crudele a prescindere.

      • Spero che ‘ 1 giudice, diversi cancellieri, 2 avvocati ed almeno 2 periti’ in 4 anni abbiano fatto anche dell’altro, sennò, apposto siamo

  5. Ottime considerazioni come sempre ma, Valeria, ti sei dimenticata la cosa più importante: l’indirizzo dell’edicola. 🙂

  6. Cara Beppina, a me anni fa capitò di essere denunciata per lesioni ( con tanto di causa penale ) perchè mi riufiutai di denunciare alla mia assicurazione come causata da me la chiusura di un pollice nella portiera della mia macchina ( si trattava di una Volvo Polar la cui portiera pesa un quintale: mi ero offerta di accompagnare a casa due coriste della chiesa) ad opera di una “gentile” signora di una certa età che tutta presa dai saluti all’amica rimasta in macchina si era sbattuta la portiera sulla mano. Procurandosi un bel taglio sul pollicione. Per arrivare a sentenza ci sono voluti sette anni, e mi sono salvata solo perchè avevo l’altra passeggera per testimone ( e neppure lei era di primo pelo: avevo il terrore le succedesse qualcosa nel frattempo.). Quindi mi pare che se processi a FIOR di delinquenti veri finiscano nel nulla ( lasciando da parte discorsi tipo bloccare la prescrizione in certi casi no, eh? cui prodest?? ) la colpa non sia di chi giustamente si indigna se qualcun altro a torto o ragione (quale ragione? se usi la violenza passi dalla ragione al torto, diceva il buonsenso ormai defunto ) gli prende a calci il cane.
    Piuttosto siamo noialtri italiani che facciamo pessimo uso di ciò che di buono potremmo avere. Tipo la legislazione, che proprio malaccio non è.
    Ciò detto, concordo in pieno con Valeria. Il cane a calci non lo prendi, punto. Se lo fai, ti punisco.
    Perchè significa che non sai controllarti,e quindi devi imparare a tenere sotto controllo i tuoi impulsi di rabbia. Chi tira un calcio o un pugno, non lo fa certo per farti una cortesia. Carezze , con buona pace di Celentano, coi pugni non se danno.
    Vogliamo capire una buona volta che le regole del buon vivere civile ( tipo i cani al guinzaglio per via, facendo un altro esempio) ci sono e devono essere rispettate per permettere alla civiltà di crescere anche in un ambiente ostile come il nostro?

  7. Io credo che una pisciata di un cane (soprattutto se di piccole dimensioni) su un bene altrui per una minima distrazione sia equiparabile, per esempio ad una persona che urta per errore la cameriera con i piatti delle pizze (io….salvata dalle doti da equilibriste della cameriera), ad una persona che per errore si gira di colpo durante una cena ed urta gli occhiali da vista altrui appoggiati su un tavolo facendoli cadere per terra, ad un bambino, che a casa dell’amico, giocando, PER ERRORE butta per terra un vaso di fiori, ad una persona che lascia incustodita una sciarpa appoggiata sulla sedia (nel caso specifico di casa mia) per poi chiedersi dova mai fosse finita (ovviamente nel trasportino della bassotta…). se in tutti questi casi, la “parte lesa” si fosse adirata a tal punto da picchiare la persona sbadata allora avrei paura ad uscire di casa.
    ma dove stiamo andando a finire? p.s. a me è successo che un cane pisciasse sulla mia bassotta (che è considerata un bene dal punto di vista giuridico). la proprietaria del cane piscione (in questo caso la mia si sarebbe anche potuta spostare, in effetti) mi chiese scusa. Io le risposi che per un po’ di urina non succede nulla e che il cane si può lavare (tra l’altro col pelo corto). avrei dovuto pestare il suo cane. e farmi pagare lo shampoo per cani al ml. ma siamo tutti folli!
    p.s. i danni che si possono causare non sono sempre e solo materiali…

    • In questo caso piccole o grandi dimensioni non cambiano nulla perché dove piscia il primo poi seguono decine di altri e a sera quell’espositore è peggio di un vespasiano. Se il mio cane alzasse la zampa su un oggetto che qualcun altro deve poi maneggiare si troverebbe “traslato” a metri di distanza per lo strattone che si becca al guinzaglio e se arrivasse prima del mio strattone il calcio del proprietario dell’oggetto, mi scuserei con lui per la pipì del mio cane.

      • Sì ma allora mi fai ripagare l’oggetto o ripulire (se si può). o al peggio mi citi in giudizio per danni (in sede civile). o mi chiedi i dati della mia assicurazione (se ce l’ho). a me hanno dato un calcio senza motivo alla mia bassotta (tra l’altro seduta vicino a me, al guinzaglio, in un punto di un marciapiede abbastanza largo e in quel momento poco traficcato). non ti dico l’urlo che ha lanciato. credo di aver pianto tantissimo. non si deve far pisciare i propri cani ovunque e capisco che l’edicolante può essere esasperato (giustamente). però se ormai il cane ha pisciato ogni tipo di reazione “fisica” è inutile. mi chiedi di ripagarti gli oggetti rovinati e io, se mi oppongo, accetto le conseguenze legali e simili del danno cagionato (“da me”, tramite il mio cane). vedere il cane malmenato sotto i proprio occhi è orribile. da quel giorno io ho deciso che la difenderò da tutto e da tutti e quando passeggio al guinzaglio con gente “sospetta” la faccio sedere a lato del marciapiede (non importa quale) e metto i piedi a “L”. per colpirla si deve per forza passare “sul mio cadavere”.

        i cani non devono pisciare ovunque…non so, al peggio con la mano l’edicolante poteva spostare il cane tirando leggermente il guinzaglio nella parte vicina al collare – un nanetto come la mia è davvero leggero!…sempre se si accorgeva in tempo del tentativo di pisciata. altrimenti il danno ci sarebbe stato comunque. basterebbe un po’ di buon senso da parte di tutti.

  8. Questa volta Valeria non sono d’accordo con te. Partiamo dall’articolo che come sempre è scritto da un giornalista e lascia il tempo che trova: chi era l’edicolante? Tevez che parte in contropiede con il bassotto come pallone per prenderlo “ripetutamente a calci” e contemporaneamente scaraventarlo “ad alcuni metri di distanza”? Tu metti in luce come spesso i giornali esagerino i fatti…qui non la vedi l’esagerazione? (nell’articolo o nella denuncia di parte se i termini arrivano da questa…)

    Io mi immagino un edicolante che tutti i santi giorni, magari anche più volte al giorno, deve lavare un espositore pisciato da decine di cani (perché tu mi insegni che dove la fa il primo poi la fanno tutti) che quel giorno si trova accanto all’espositore perché sta sistemando dei giornali (non credo sia uscito di corsa dall’edicola…) e si vede accanto l’ennesimo (il millesimo…) cane che fa pipì sul suo espositore… la prima reazione istintiva è di fermarlo…e come fermi un cane da quello che sta facendo se non stai tenendo il guinzaglio? Prendendo per buono il referto veterinario (sempre che non fosse gonfiato come accade per le truffe all’assicurazione), sicuramente il calcio è stato sproporzionato rispetto alla taglia dell’animale, ma, anche se in teoria poteva causarne, NON ha provocato lesioni all’animale ed il reato di maltrattamento prevede che “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie” qui non c’è stata lesione (“Lesione è un termine utilizzato in medicina per indicare una qualsiasi alterazione a carico di un tessuto o di un organo che comporti un cambiamento della forma, della funzione o della morfologia degli stessi, come conseguenza di un insulto fisico, chimico o biologico” cit Wiki) e non c’è sevizia…per che cosa lo volevi condannato a tre mesi o 5000 euro di multa (il minimo della pena…)?
    Che l’edicolante possa essere stato troppo irascibile e manesco è vero, ma un mal di schiena per la legge non è una lesione e la “tentata lesione” non è prevista per quell’articolo di legge, e come figlia di ex commerciante io gli riconosco tutte le attenuanti di questo mondo: il lavoro che vuole fare è vendere giornali non il pulisci cesso di tutti i cani del quartiere.
    Da quando possiedo un maschio comprendo molto più l’insofferenza di alcune persone verso i cani: non è colpa loro, da qualche parte la devono pur fare, ma se qualcuno mi facesse notare che la ruota della loro auto o il muro del loro palazzo non sono il cesso del mio cane, non potrei che dargli ragione e scusarmi. (di mio già gli impedisco di farla su oggetti da maneggiare, porte, vetrine, ingressi di palazzi..)

    • Silvia, un calcio capace di far volare un bassotto è un attentato alla sua colonna vertebrale: basta molto meno per causare un’ernia che magari subito non si vede neppure… ma dopo un mese o dopo un anno il cane si paralizza: e tu poi a chi dici grazie?
      Il punto non è che il cane non abbia riportato lesioni visibili:il punto è che, se conosci minimamente i bassotti, non puoi evitare di considerare un “tentato canicidio” il calcio dato a uno di questi cani…e questo per quanto riguarda SOLO l’applicazione della legge. Per il resto… il solo fatto di dare un calcione a un cagnolino perché ha fatto la pipì è inconcepibile. Quindi dal punto di vista etico, civile e quant’altro l’edicolante si è comportato malissimo e non trovo logico assolverlo, creando un precedente del genere. Almeno una multarella, cavolo, gli spettava: anche solo a titolo di esempio. Non è che lo volessi crocefisso sulla pubblica piazza: ma una piccola condanna sì, l’avrei voluta. Giusto per passare il messaggio che queste cose non si fanno. Invece così è passato il messaggio che chiunque può allegramente scalciare cani per strada e farla franca.

      • Che l’edicolante si sia comportato malissimo non ci piove, ma se non ci sono gli estremi del reato non ci può essere sanzione, non esiste per la giurisprudenza il “colpirne 1 per educarne 100” e come già detto il tentato canicidio non esiste. Piuttosto il proprietario avrebbe potuto procedere in ambito civile (anche se non saprei per quale reato) o per il reato di percosse Art. 581 c.p. “Chiunque percuote taluno, se dal fatto non deriva una malattia nel corpo o nella mente”, con multa fino a 309 euro…questo sì che sarebbe stato un bel precedente da far passare perché avrebbe fatto riconoscere il cane nella definizione di “taluno” (che in fondo è di suo molto neutro, non dice ” chiunque percuote una persona”…)

  9. La sentenza dice che l’edicolante non ha utilizzato né armi o altri strumenti di particolare lesività.. per me la gamba di un uomo e la conseguente pedata, contro un cane di 5 kg significa USARE uno strumento di particolare lesività.
    L’edicolante avrebbe dovuto semplicemente cheidere di pulire o, in caso di danni, di pagare la merce rovinata. E come ha detto più di qualcuno, se non veniva pagato, poteva chiedere i danni in tribunale.
    Visto che noi siamo (o almeno così si dice) “gli esseri più evoluti” sulla faccia della terra, dovremmo evitare di comportarci come dei trogloditi.

  10. Non è che voglio dare sempre ragione a Valeria, credo che non gli freghi una cippa, ma il suo articolo, come del resto molti altri che ho letto, mi sembrano più che chiari, o forse sono io (come molti altri), che li vediamo così. Sono d’accordo che il padrone e NON il cane, doveva stare attento, li vedo certi padroni che ai loro cani gli lasciano fare di tutto, non li riprendono e non puliscono e come al solito poi ci andiamo di mezzo tutti.
    l’edicolante, per quanto possa avere tutte le ragioni di questo mondo, ha avuto un gesto da vero stronzo, la cosa giusta forse sarebbe stata quella di multare il padrone del cane e puro il tipo dal calcio facile, non mi piace essere ipocrita e fare la parte della buonista, ha, ha…sono una che si [email protected]@@@a è vero, ma non me la prendo con gli innocenti. Forse avrei prima richiamato l’attenzione del padrone del cane, se poi mi rispondeva in malo modo, il calcio nel sedere lo davo a lui, non al cane, volevo vedere se il giudice mi avrebbe detto la stessa cosa….non so perchè, ma qualche dubbio mi viene!!!

    • Ma guarda che la legge non si può mica applicare “ad capocchiam”!
      CHI poteva “dare la multa”? I vigili? I carabinieri? La polizia?
      Calcio al cane non è un’infrazione al codice stradale. E comunque per poter “dare la multa” deve esserci un illecito ben definito e normalmente deve essere istruito un benedetto procedimento. Per uno specifico fatto illecito.
      Le forze dell’ordine, salvo fatti stradali, NON “danno multe”!! Semmai stilano verbali che vengono affidati poi ad altre istituzioni.
      Se rifili pedate alla moglie, o al cane, o al figlio non sono certo le forze dell’ordine a” darti una multa”!
      A sto punto il giudice, più che interessarsi del calcio al cane di per sè, ha dato un messaggio ben preciso: NON MI METTETE IN MEZZO PER FATTI LIEVI!
      Il messaggio da recepire è: pensateci bene prima di mettervi in un processo, perchè i fattarelli alla giustizia NON interessano.

      Questa cosa potrà anche non piacere, ma sarebbe meglio tenerne conto prima di mettere soldi ed energie e mal di fegati in avventure di questo genere.
      In questo senso ci sono PARECCHIE sentenza che “fanno precedente” e non certo solo relativamente a questioni canine.

      • Scusate ma nessuno ha detto una cosa, ma il padrone del cane è stato li guardare picchiare il suo cagnolino senza fare niente? no perche se capita al sottoscritto minimo gli gonfiavo il muso a cazzottoni al giornalaio, poi magari sarebbe stato lui a denunciarmi, ma le botte non gliele toglieva più nessuno, e la prossima volta ci pensava bene prima di dare un calcio al cane di un altro, va bene che il cagnolino aveva pisciato e non lo doveva fare, ma si discute, insomma è un cane , alle botte si risponde con le botte, io ho imparato che con certa gente si deve parlare la loro lingua se vuoi che capiscano, e se la lingua del giornalaio sono le botte, gli davo quello che capiva meglio,e poche storie . Saluti dal Rapace notturno

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