giovedì , 23 novembre 2017
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E’ estate e tutti i cani impazziscono (anche i Terranova)

di VALERIA ROSSI – Sembra di essere tornati nel 2003: l’anno della prima ordinanza Sirchia (quella che considerava “pericolosi” tutti i cani dei gruppi 1 e 2, comprese le taglie nane).
A quei tempi una signora che faceva jogging venne attaccata seriamente da due pit bull (cani non socializzati, tenuti a fare la guardia in un capannone senza mai avere alcun contatto con il mondo: ma questo passò ovviamente in secondo piano, perché il tormentone era quello della “razza pericolosa”).
Nei due mesi successivi, un po’ perché era estate e non si sapeva cosa scrivere, un po’ sull’onda emozionale del fatto di cui sopra, i giornali non parlarono d’altro che di cani morsicatori.
Non potevi aprire un giornale senza vedere la classica foto del mostro di turno a denti spianati, col titolo che parlava di “cane impazzito”.
Finivano sul giornale perfino i micro-incidenti, gonfiati ed enfatizzati a dovere.
Mi ricordo in particolare un titolo: “Bambino sbranato dal suo dobermann“. Poi andavi a leggere e scoprivi (ma solo leggendo moooolto attentamente, perché il cronista aveva premesso un pistolotto infinito sui “cani killer”) che il cane aveva fatto un salto per prendere una pallina dalle mani del bambino, aveva sbagliato un po’ mira e gli aveva fatto un graffietto alla mano.
Prognosi di tre giorni: proprio il minimo storico di qualsiasi Pronto Soccorso, dove se hai preso una stortarella per strada, almeno una settimana te la danno. Tre giorni, tradotto dall’ospedalese,  significa “non hai un accidenti di niente, cosa sei venuto a fare qui?”
Eppure, nel titolo, il bambino era stato “sbranato“.
Perché lo sciacall… pardon, il giornalista doveva evidentemente vendere, e in quel periodo “vendevano” i cani mordaci. Così, se non c’erano, se li inventavano e ciao.

sirchiapericolosiIl risultato, come tutti sanno, fu un sollevamento generale dell’opinione pubblica, con un improvviso dilagare della cinofobia e la richiesta politica di “fare qualcosa” in merito.
Ovviamente i politici in cerca di voti si fiondarono a cercare di dare una risposta ai loro elettori, e la risposta fu quella gran porcata delle “black list” che ci vollero poi sei anni per eliminare.
Adesso di anni ne sono passati dodici… e siamo daccapo.
Siccome noi umani siamo famosi, anzi siamo celeberrimi per non imparare niente di niente dagli errori passati, stiamo riattraversando la stessa trafila: stavolta partendo da un episodio ancora più grave, la morte di una bambina, che quindi ha ancora più presa sull’opinione pubblica.
In questi giorni, proprio come nel 2003, i cani mordono tutti. Sui media non trovi praticamente altro.
Inizialmente hanno morso a gogò solo nelle vicinanze di Pordenone, ovvero nella zona della bimba uccisa: all’improvviso si scopriva che un sacco di gente era stata presa a dentate.
Il primo, un politico che dichiarava di essere stato “aggredito” da un cane che stava dietro a una recinzione (cane Dumbo, con le ali? O cane caterpiller, capace di sfondare reti pur di sgagnare i passanti?) venne perculato non poco nei commenti: un po’ perchè la storia non stava proprio in piedi, un po’ forse solo perché era un politico.
Con il passar dei giorni, però, visto che ogni due per tre appariva un articolo su qualcuno che era stato morso, il tenore dei commenti ha cominciato a mutare e sono apparse nuovamente le richieste di estinzione di razze a caso (quasi sempre pitbull e rottweiler, anche se nessuno dei due c’entrava nulla con gli episodi narrati).

pitbimbaTempo una settimana, la cosa si è allargata al resto d’Italia: e sfiga ha voluto che capitasse davvero un secondo episodio di morsicatura seria ai danni di una bambina di tre  anni, aggredita proprio da un pit bull.
Alla piccola è stato amputato un piedino: brutta storia, capace di far venire la bava alla bocca ai cinofobi (io gli autori di certi commenti li terrei in osservazione per dieci giorni, giusto per vedere se non hanno la rabbia. A giudicare da ciò che scrivono ne sembrerebbero proprio affetti).
Gli articoli su questa vicenda vengono accompagnati dalla foto che vedete qui a destra, che dovrebbe mostrare proprio il cane responsabile del fattaccio: ma il palese degrado generale nel quale viene tenuto (alla catena, per di più) viene notato da pochissime persone. I più continuano a scagliarsi imperterriti contro la razza e a chiederne l’abolizione, l’estinzione, l’annullamento e chi più ne ha più ne metta.
Perché lo fanno, nonostante sia stato più volte provato, anche scientificamente e dati alla mano: a) che la razza non c’entra nulla con la pericolosità; b) che le leggi restrittive contro alcune razze non hanno portato, in nessuna parte del mondo, ad alcuna diminuizione degli episodi di morsicatura?
La risposta è semplice: lo fanno perché hanno paura.
E lo fanno perché le soluzioni reali al problema (maggiore cultura cinofila fin dalle scuole dell’obbligo, maggiore impegno ed attenzione nella gestione dei cani e dei figli) appaiono troppo lunghe e impegnative. E figuriamoci quanto possono piacere a gente che vorrebbe risolvere tutti i problemi con la bacchetta magica (Harry Potter ha fatto malissimo alla salute umana).

terranovamordeIl fatto è, però, che alla base della cinofobia c’è lo sciacallismo mediatico.
Ci sono i titoli splatter, c’è la ricerca ossessiva dell’episodio capace di smuovere i sentimenti.
L’ultimo è di questo martedì: un terranova di otto anni, soggetto definito da tutti come “buonissimo e paziente”, si è rotto le palle dopo che un gruppo di bambini l’ha accerchiato tormentandolo a lungo.
Alla fine, quando una mamma veramente geniale ha cercato di piazzargli in groppa il figlio di 18 mesi, si è girato e ha rifilato un morsetto in faccia al pupo.
Con grande dispiacere dei giornalisti che si erano avventati ad ali e becchi spianati anche su questo episodio, il bambino non è grave: ha una leggera ferita al labbro e allo zigomo.
Per di più il cane è un terranova, figuriamoci: il cane bagnino, il cane da salvataggio… tant’è che nel titolo si parla di “UN CANE” e la razza viene citata solo nell’occhiello (riuscite a vederle, queste differenze? Se si tratta di cani che sono o che semplicemente somigliano ad una razza considerata “pericolosa”, il nome viene sparato nel titolo in grassetto a corpo 1000: se si tratta di razze considerate “buone”, diventano “un cane” generico).
Inoltre qui lo scriviamo, che il cane era stato molestato a oltranza: invece sul pit bull (razza cattivissima per antonomasia: e di tutti quelli che fanno pet therapy o protezione civile non ne parliamo, che rischiamo di giocarci l’effetto kanekiller) scorrono fiumi di parole senza che nessuno si prenda minimamente la briga di scoprire perché abbia morso.
Quindi chi legge, cosa pensa?
Che il terranova abbia morso perché era stato molestato, mentre il pit bull ha morso “perché era un pit bull”, punto.

potterLa conseguenza di queste convinzioni, assolutamente indotte dai media, è che si sta nuovamente parlando di black list.
Siamo di nuovo alla ricerca di un Harry Potter che ci risolva il problema.
Io invece cercherei di capire perché questi episodi sano avvenuti proprio a pochi giorni di distanza da quello della bambina uccisa: perché guardate che è strano, eh!
Si sono letti millemila articoli sulla storia di Pordenone, con commenti e controcommenti, con tutti gli esperti di turno che dicevano la loro… e questo avrebbe dovuto, come minimo, far scattare una maggiore attenzione da parte dei genitori di bimbi piccoli.
E invece no. Un’altra bambina di tre anni viene lasciata mordere (con modalità che restano sconosciute: ma resta il fatto certo che NON sia stata protetta dai genitori) e un bambino di un anno e mezzo viene addirittura  piazzato a cavallo di un cane da sua mamma.
Cioè, nessuno impara niente.
I fatti di cronaca sono un qualcosa che succede “solo agli altri” e nessuno si prende la briga di riflettere sui perché: e ovviamente gli ultimi ad invitare a riflettere sono proprio i media, a cui interessa esclusivamente il lato splatter.
Fare lo sforzo di spiegare come si possano evitare certi episodi semplicemente facendo un po’ di attenzione, anziché scagliarsi contro l’una o l’altra razza (mo’ voglio proprio vedere se inseriranno anche il Terranova nella prossima black list), non paga. Non fa vendere.
Così i genitori continuano a comportarsi da perfetti imbecilli, i proprietari di cani continuano ad ignorare l’importanza di una buona socializzazione soprattutto con i bambini, i cani continuano a reagire alle rotture di scatole utilizzando l’unica arma che hanno a disposizione, la gente continua  a sparar cazzate cinofobe a destra e a manca. E appena arriva l’estate, ecco che la cinofobia sui media sale in cattedra, perché gli altri argomenti latitano un po’.
Non cambia mai nulla.
E a chi, come la sottoscritta, si sforza da secoli di cercare di far capire qualcosa sui cani, cascano veramente le braccia… solo perché, essendo femmina, non dispone di molto altro da farsi cadere.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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