venerdì , 24 novembre 2017
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Ad Avola nasce l’area di sgambamento cani

di MARCO ANSELMINO – Dal 2010, quando con Davide Cardia sono andato la prima volta ad Avola a conoscere sette volontari, a parlare di Cinofila e di Cinotecnica, a parlare di come stanno i cani al Nord… sono cambiate molte cose: per una volta, in meglio! Non solo tra i volontari, che sono passati da sette a più di venti, ma anche nel sentire comune e nella gestione del territorio.
Tanto per fare qualche numero per quanto riguarda la nostra associazione, i Canisciolti Onlus: abbiamo ampiamente superato le 500 adozioni, ci siamo occupati di oltre 800 cani e ne abbiamo curati oltre 400 (tosse da canile, problemi intestinali, fratture, amputazioni etc), ma soprattutto abbiamo curato lo spirito di centinaia di loro, anche grazie agli addestratori del Debù che  tengono corsi gratuiti ogni anno, in collaborazione con il Comune e con altre associazioni.
E’ stata migliorata la struttura del canile, sono state inviate oltre quindici tonnellate di cibo e medicinali: tutto questo ha abbattuto fortemente il costo giornaliero di ogni cane. Aiutando i cani abbiamo aiutato economicamente il Comune e quindi  tutti i cittadini, compresi quelli a cui dei cani non frega nulla.
Sono dati positivi, ma oggi ad Avola si aggiunge una piccola chicca per tutti coloro che invece i cani li amano: è stata creata l’area di sgambamento!
E che c’è di così eccezionale?, penserà chi le ritiene normalissima parte di una qualsiasi città.
E invece, ad Avola, è una grandissima cosa!
Perché è la prima, non è “una” semplice area di sgambamento ma è “l’area di sgambamento” fatta in una regione, la Sicilia, ma anche in un paese dove il randagismo sembra che non si riesca mai a sconfiggere nonostante tutto l’impegno degli amministratori (sia quelli passati che quelli presenti) e delle associazioni.
Questa area di sgambamento è stata fatta da un Comune che fatica a non essere commissariato, che fatica a pagare i dipendenti e fornitori… eppure ha trovato gli euro necessari.
Il messaggio è molto chiaro:  quelli per un’area cani non sono “soldi buttati” (come qualcuno ha già borbottato), ma è adeguarsi al resto del mondo occidentale; è creare uno spazio di cultura (non obbligatoriamente e non solo cinofila) e di incontro tra i vari proprietari di cani; è il luogo in cui i nostri cani possono correre liberi; è un po’ come dire: “anche tra mille problemi, ce la possiamo fare”!

cuccioliavolaE’ un segnale forte da parte di un’Amministrazione comunale (in particolare del Sindaco, Luca Cannata, e dell’assessore al randagismo Simona Loreto) che non vuole restare retrograda, neppure in una zona dove l’ignoranza cinofila regna ancora sovrana (basti dire che nonostante tutti i randagi locali siano stati ormai sterilizzati, nelle ultime due settimane sono arrivati al canile più di trenta cuccioli – quelli nella foto ne sono un esempio: se per caso foste in cerca di un cane da adottare… – tutti evidentemente nati da cagne di proprietà. La gente le lascia accoppiare liberamente e poi si disfa dei cuccioli, non rendendosi minimamente conto del danno procurato non solo agli animali, ma anche alla società… perché il randagismo è un costo sociale che ricade su tutti).
L’area di sgambamento è un piccolo passo avanti verso una maggiore attenzione nei confronti dei cani: il primo passo, forse, verso quella cultura cinofila che tanto ci sforziamo di promuovere.
Ora la mia paura più grande è che qualcuno distrugga questo spazio, per noia, per ignoranza, perché la cultura dà molto fastidio a chi sul randagismo ci specula: e purtroppo in Sicilia ci speculano soprattutto coloro che fanno parte del più grande problema di questa regione (per dirla con Johnny Stecchino: “il traffico!“).
Ho questo timore, ma ho anche la speranza che gli avolesi sappiano difendere questa piccola-grande conquista, tanto che per congratularmi con Simona Loreto le ho scritto su FB:

“Simona Loreto sapevi che c’è una bellissima area sgambamento cani ad Avola? Spero che gli avolesi la trattino bene e che la usino con accortezza. E’ un modo civile per far sgambare i cani, per far sì che questi non corrano rischi e non li facciano correre a chi va in macchina, per far sì che le persone che hanno cani possano incontrarsi tra di loro e parlare, in tranquillità e rispettando la legge. Complimenti a te e a Luca Cannata per questa opera!”

Ora resta da vedere chi vincerà: la cultura o l’ignoranza. Ma sono fiducioso, perché gli avolesi sono, come tutti i siciliani, persone per bene nel 99% dei casi. E se è vero che l’altro 1%  (il traffico!) ha molto potere, è anche vero che in molti (soprattutto i giovani) stanno lottando contro di esso: ed io sono certo che riusciranno a vincere, perché alla fine il bene “deve” vincere.
Ciò che non può fare il denaro, ricordiamolo, può farlo il numero: basta trovare il coraggio di capire che quando si è in 99 contro uno… il potere ed i soldi di quel singolo non contano più così tanto.

 

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