giovedì , 23 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Discussioni >> I cani “sono armi”? Se lo dice lo zoologo…

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


I cani “sono armi”? Se lo dice lo zoologo…

di VALERIA ROSSI – Oggi ho deciso di scrivere qualcosa di diverso: sempre cani, sempre cani… e che noia, cambiamo un po’!
Parliamo un po’ anche degli animali marini, che sono tantissimi: e alcuni di loro possono essere anche addomesticati, quindi in fondo qualche legame con la cinofilia lo si può anche trovare.
Dunque, ecco il mio articolo:

“Gli animali marini sono per la maggior parte vertebrati e molti di essi sono mammiferi. I mammiferi marini sono facilmente domesticabili: per esempio i delfini, appartenenti alla famiglia degli echinodermi; ma si possono addomesticare anche alcuni pesci, per esempio le orche, e perfino alcuni molluschi, come il polpo che è uno degli animali più intelligenti del pianeta”.

Stop!
Mi fermo qui e vi chiedo: quanti di voi si sono accorti che ho sparato un mare di stronzate?
In realtà gli invertebrati marini sono in numero immensamente superiore ai vertebrati; i delfini non c’entrano una beata cippa con gli echinodermi (che sono, per esempio, le stelle marine), l’orca non è un pesce ma un mammifero. Se qualcuno ha pensato “mavala’!” a proposito del polpo intelligente, invece, ha pensato male: perché quella è l’unica cosa vera.

dilaniataE adesso immagino che vi chiederete dove voglio arrivare, con questa buffonata: ve lo spiego subito.
Mi è stato segnalato da più parti, proprio in tutte le salse (sulla pagina FB di questo sito, in email, sul mio profilo privato…) un articolo, questo  (vi ho linkato la versione online pubblicata sul Secolo XIX),  che evidentemente ha fatto tanto colpo perché è stato scritto da un esimio professore dell’Università del Salento.
Professore di  zoologia, però… che magari, per i meno esperti in materie accademiche, significa “uno che sa tutto sugli animali e quindi anche sui cani”.
Invece no!
La zoologia normalmente non si occupa di animali domestici e tantomeno di cani; e in generale non si occupa neppure di comportamento individuale, ma solo di grandi sistemi zoologici.
La verità è che il dottor professor Ferdinando Boero, autore dell’articolo, di psicologia canina può saperne poco più della Sciuramaria: e infatti ragiona nello stesso modo.
Ne sa all’incirca quanto ne so io di biologia marina (che è il suo effettivo campo di studi e di lavoro): e quando parla di cani può sostenere le stesse sciocchezze che io ho sostenuto nel mio finto incipit… ma senza che nessuno o quasi se ne accorga, perché cultura cinofila e biologia marina sono entrambe materie che pochi conoscono davvero a fondo.

biologia_marinaLa differenza, però, sta nel fatto che se io scrivo scemate sulla biologia marina, anche se sono in pochi a sgamarmi, nessuno dà per scontato che siano vere: perché io non sono un luminare della scienza, sono una pirla qualsiasi. Se il dottprof scrive scemate sui cani, al contrario, in molti pensano che quella sia la Verità Infusa: perché lui è appunto un luminare, uno che “ne deve sapere per forza” perché fa lo zoologo.
Stesso errore che spesso si compie nei riguardi dei veterinari, chiamati a dare giudizi sul comportamento canino e perfino sulla purezza delle razze: materie che non esistono proprio a Veterinaria, ma che possono essere apprese solo con corsi di studio successivi.

tutti-allenatoriOra, quello che mi domando è: “Per quale motivo una persona, chiamata a disquisire su un giornale di una materia che non conosce, non dovrebbe sentirsi in dovere di dirlo chiaramente, che non la conosce?
La risposta temo sia proprio insita nell’italianità: qui siamo tutti allenatori di calcio e tutti esperti cinofili.
Io credo che all’estero, se a uno zoologo venisse chiesto di parlare di comportamento canino, risponderebbe “Ma anche no, non è la mia materia e non ne so nulla”.
Qui tutti si sentono in dovere di salire in cattedra su qualsiasi argomento. E la conseguenza è che si finisce per dire, o per scrivere, grosse sciocchezze.
E il prof Boero ne scrive a iosa, a partire dal paragone tra cani che difendono il proprietario uccidendo un malvivente e cani che invece attaccano bambini e anziani.
Ma meno male, eh! Che sono rarissimi i malviventi uccisi.
Stiamo scherzando?
In Italia la pena di morte sarebbe stata leggerissimamente abolita da qualche secolo. Se però andiamo a contare i cani che hanno messo in fuga un malvivente, abbaiandogli contro o al limite rifilandogli un morsetto dimostrativo (e salvando comunque il loro proprietario e/o i suoi beni), il numero sale esponenzialmente e diventa immensamente più alto di quello dei bambini/anziani attaccati.
Ma poi, perché andare solo a fare paragoni tra diversi tipi di aggressione? Io il paragone lo farei tra i cani morsicatori e cani da pet therapy, da protezione civile, da soccorso eccetera eccetera: perché ha senso paragonare cani “che si comportano male” e cani “che si comportano bene”, non certo paragonare cane mordace con cane mordace (o il prof crede davvero che per un cane faccia differenza mordere “un cattivo” o mordere un bambino? Il cane morde perché sa farlo; morde perché ha i denti; morde perché quella è l’unica arma che ha. Ma non ha un senso morale).

katanaIl prof continua paragonando il pit bull a una katana.
Per metà articolo va avanti con questa similitudine, per poi concludere (smentendosi da solo):  “Ma un cane non è come una spada. Una spada non ucciderà mai nessuno se non sarà impugnata da qualcuno. Ma un cane ha una sua volontà indipendente e può fare cose che il proprietario non vorrebbe mai che facesse“.
WOW! Ma davvero?
In effetti, questo lo sa anche la Sciuramaria… o almeno dovrebbe saperlo.
Ed è proprio questo il motivo per cui cani e bambini piccoli da soli NON-SI-LASCIANO, per nessun motivo: specie quando non sono neppure conviventi, ma si conoscono appena o non si conoscono affatto.
Perché i cani possono reagire, sì, di loro volontà a  stimoli di vario tipo. Anche quando sono buonissimi ed educatissimi e socializzatissimi (per quanto, ovviamente, le probabilità in questi casi diminuiscano di molto).
E se danno al bambino anche solo una morsicatina di avvertimento, possono fare danni gravissimi.
Quindi, di chi è la colpa se un cane morde un bambino? DEI GENITORI, punto.
Che si sono fidati troppo. O che non hanno sorvegliato abbastanza il figlio.
Invece, secondo il prof Boero, “la colpa è di chi ha selezionato i cani fino a ottenere certe razze, e anche di chi pensa che queste razze possano essere tenute come un qualunque altro cane, se allevate con amore e senza istigazioni alla violenza”.
Certo, come no. E i delfini sono echinodermi.

RAZZEgrandangLe razze non c’entrano un accidenti con la possibilità di essere morsi: l’hanno detto, ripetuto e provato migliaia di scienziati in tutto il mondo. Lo provano le statistiche, lo prova il fatto che tutti i Paesi che hanno introdotto delle “liste nere” non hanno migliorato la situazione di una virgola.
E’ “il cane” che può mordere, ed è verissimo che può farlo indipendentemente da come è stato allevato… se si commettono gravi sciocchezze come quella di lasciarlo in balia di un bambino.
Guarda caso, poi, nessuno è mai presente quando succedono gli episodi più tragici (nel caso di Pordenone c’era solo una cuginetta di otto anni, in quello della bambina che ci ha rimesso un piedino a Lecce – e a cui si riferisce il dottprof – non c’era nessuno; anche nel caso della bambina uccisa a Roma l’anno scorso non c’era nessuno): però si traggono conclusioni.
Il prof sostiene che il cane potrebbe aver reagito al fatto che la bimba gli abbia fregato il posto sul divano e che poi si sarebbe potuto eccitare alle sue urla: non è escluso, ci sta (possessività/territorialità nei confronti di un intruso, morsetto di avvertimento che diventa più serio quando il morsicato si comporta da preda e quindi innesca l’impulso predatorio del cane)… ma non sono escluse neppure possibilità diverse, per esempio che la bambina abbia causato (volontariamente o meno) dolore al cane e che questi si sia difeso.
Se nessuno ha visto, come si fa a conoscere la verità?
In una sola cosa sono d’accordissimo col prof: sul fatto che i cani possono mordere.
Ma non ci vuole una laurea, né in zoologia né in altre materie, per capirlo: basta il comune buon senso, proprio quello che viene a mancare quando gli adulti lasciano da soli bambini e cani.
Dare la colpa ad altri, prendersela con una razza, pensare alle black list è solo un comodo escamotage per evitare di dare degli irresponsabili agli adulti che permettono, con la loro superficialità, che questi episodi succedano.
Certo, è brutto, è sgradevole, è irrispettoso prendersela con chi già sta vivendo un brutto momento o addirittura una tragedia: ma prendersela con chi NON ha alcuna responsabilità è ancora peggio.
E’ una vera vigliaccata, non giustificabile neppure dai sentimenti di commozione e di empatia verso le vittime.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico