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Video di combattimento: perché divulgarlo?

di VALERIA ROSSI – Sta girando a tutto spiano su FB (me l’hanno già segnalato almeno dieci persone diverse) un video veramente orrendo che ritrae un combattimento, o meglio la vera e propria esecuzione di un povero cane da caccia da parte di un pit bull.
Non ha nessun senso neppure come combattimento, visto non c’è alcuna “arena” (il pit bull viene lanciato nella gabbia dell’altro, una roba di 3-4 metri quadri) e che la vittima non fa neppure un minimo tentativo di difendersi (né potrebbe riuscirci: le forze in campo sono lontane anni luce): viene immediatamente preso alla gola e comincia a urlare disperato, finché non si muove più. Alla fine di questo scempio nella gabbia viene fatto entrare un terzo cane, la cui presenza è inspiegabile perché il video si chiude lì, con un cane morto o quasi e l’altro ancora attaccato alla sua gola.
Una cosa che non si può guardare senza star male (e infatti non ve lo linko e non lo mostro).
L’unica cosa “buona”, se così si può dire, è che il video inizia mostrando i soldi (proprio in primo piano) che i presenti starebbero scommettendo: uso il condizionale perché mi sfugge anche il motivo per cui si dovrebbe scommettere su un risultato così scontato. Io posso anche arrivare a capire che  si scommetta su un combattimento (si fa per dire, eh … diciamo che “posso arrivare a capire che esistano umani completamente pazzi e profondamente bastardi dentro”), ma non su un vero e proprio canicidio senza alcuna possibile alternativa: su cosa caspita scommettono? Su quanto tempo ci metterà il cane ad ammazzare l’altro? Mi sembra insensato perfino per dei pazzi furiosi!
Per questo tenderei a pensare che si trattasse di una bufala, se non fosse che le immagini sembrano decisamente realistiche (tanto realistiche che dopo averle viste ho dormito malissimo).
Dicevo, comunque, che la cosa “buona” è che si sentono chiaramente le voci dei presunti scommettitori, e si vedono alcuni particolari del posto, degli abbigliamenti e così via: non so se possa bastare per identificarli, ma forse la polizia può riuscirci.
Ed ecco quello che vorrei chiedervi: questo video, se vi arriva, linkatelo e mostratelo alle Forze dell’Ordine, NON SU FB.
Perché su FB serve solo a far stare malissimo chiunque lo guardi, e ad ottenere una marea di commenti irati (“merde!” “bastardi!” “Toccasse ai loro figli!” eccetera eccetera) che non servono assolutamente A NIENTE, se non a sfogare un odio sacrosanto, sì, ma anche del tutto inutile. Senza contare che potrebbe pure far scattare qualcosa in qualche mente malata ed invitare quindi all’emulazione.
Se volete, segnalate anche questo schifoso video alla redazione di FB, che ha già risposto che “non viola le regole del social” (e complimenti per le regole, eh!): però è già successo molte volte in passato che venisse data questa risposta alla prima segnalazione, ma che poi FB cambiasse idea e facesse eliminare video o pagine in cui si parlava di violenza sugli animali (o addirittura la si mostrava, come in questo caso) quando le segnalazioni diventavano abbastanza numerose.
Quindi, una preghiera: NON condividete, ma segnalate a FB e soprattutto alla polizia postale. E speriamo solo che li becchino.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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