di VALERIA ROSSI – E’ il grido di guerra dei seguaci della cinofilia new age, ma anche di alcune Sciuremarie lontanissime dal mondo cinofilo: di fronte a un cane ben addestrato, che lo incontrino per strada o ad una manifestazione, lo compiangono perché “sembra un robot” (o, in alternativa, “un cane da circo”) e magari sussurrano tutte tenere al loro chihuahua: “meno male che a te non è successo di finire in mani simili!”  (mentre il chihuahua, da dentro la borsetta, pensa “Eh, no: sono finito in mano a te, porcaccia la miseriaccia zozza. La prossima volta nasco rottweiler, così forse mi dice meglio”).
Ultimamente non riesco proprio a mettere certe persone con cui ho a che fare nell’ordine di idee che un cane (un dobermann, nel mio caso) AMA lavorare. Ama imparare nuovi comandi, ama obedience, difesa ecc.” mi scrive un’amica sconsolata, chiedendomi un articolo su questo tema: io la accontento, ma so già di predicare nel deserto, perché intanto queste persone non cambiano idea neanche a martellate.

robot6La retorica dell’ammmoreee, diffusa a piene mani sia dalla cinofilia new age di cui sopra (quella buonista-gentilista-olistica-e-chi-più-ne-ha-più-ne-metta) che da gran parte del mondo animalista, prevede che il cane, per essere felice, debba essere coccolato e nulla più.
Guai a farlo lavorare (sfruttamentoooo!), guai a chiedergli delle performance sportive (è robotizzatoooo!), guai a sgridarlo o a dirgli anche un semplice “NO!” (maltrattamentoooo!).
I risultati li vediamo, ahimé, ogni santo giorno (e soprattutto li vede chi lavora con i cani): ormai non si contano più i cani schizzati, nevrotici, bombati di psicofarmaci e purtroppo, in molti casi, soppressi perché divenuti ingestibili.
E’ l’unica conseguenza possibile del coccolamento coatto, perché il cane non è etologicamente predisposto a fare il peluche: lui è un cacciatore, un atleta, una “macchina da azione” che trova la sua massima espressione nella cooperazione con l’uomo (trattandosi di animale sociale che ha vissuto il processo di domesticazione) e non nel subire vocine, gridolini e pacioccamenti.
Il collega Riccardo Totino mi diceva, tempo fa, che alcuni dei cani che conosce (lui si occupa soprattutto degli ospiti di canili)  ringhiano non appena le umane cominciano a parlargli come si fa con i neonati, con le classiche vocine acute e piene di vocali (“tesoriiiiiiiino! Piccciiiiinooooo!”).
Ovviamente la reazione delle sciure non è quella di pensare “Ops, forse dovrei cambiare atteggiamento”, ma quella di prodursi in un “poveriiiiinoooo! Ma perché fai cosìììì? Hai pauuuuuuuuuuraaaa?” (al che, sulla testa del cane, appare il fumetto con la scritta “Ma ci sei o ci fai?”. Ma loro non vedono neanche quella).

robot4In parte la responsabilità di questo dilagante modo di pensare è sicuramente degli attacchi portati da più parti all’addestramento tradizionale: fino a pochi anni fa, infatti (leggi: prima dell’avvento del business gentilista-buonista), un’esibizione di cani da lavoro veniva accolta con sentiti applausi e con una buona dose di invidia. Ciò che si sentiva ripetere più spesso a bordo campo non era “poverino, sembra un robot”, ma “accidenti, quanto vorrei che anche il mio cane fosse così bravo!”.
Oggi è sicuramente più comodo pensare: “accidenti, darei un braccio perché il mio cane fosse così bravo, ma mi consolo pensando che per avere un cane così bravo lo si debba per forza maltrattare”.
Peccato che non sia vero niente.
La vera verità è che per avere un cane così bravo ci si deve impegnare, si deve lavorare, si deve costruire un rapporto che costa tanta fatica e anche un po’ di denaro.
E’ sicuramente più facile schivarsi tutto questo e autoconvincersi che il cane sia più felice sul divano: peccato che il cane non sia felice neanche un po’… ma intanto non può parlare, non ce lo può dire. O meglio, lui  ce lo dice: a modo suo.
Ma la cinofilia new age ha la risposta pronta: “Noooo, non sei tu ad avere sbagliato: è il cane ad essere malato!”
robot2E se le malattie non ci sono, si inventano (scopiazzando da quelle, spesso altrettanto inventate, della psicologia umana: è iperattivo, ha un deficit di attenzione, manca di autocontrolli). E molto, troppo spesso si “curano” con gli psicofarmaci, sollevando così i proprietari da ogni responsabilità.
Quello che avviene, papale papale, è il seguente percorso: prima ti convinco a rovinare il tuo cane andando contro tutto ciò che sono etologia, memoria di specie e memoria di razza; poi ti vendo (a caro prezzo) qualche lezione di (vera o presunta) rieducazione; poi, se non funziona, ti dico che non sei stato tu a rovinare il tuo cane, ma che il cane è malato e ha bisogno di pillolette miracolose (a caro prezzo).
E intanto i “poveri robottini” continuano ad essere cani felici e realizzati, che non soddisfano soltanto l’ego dei loro proprietari (come si sente ripetere ad oltranza), ma soddisfano soprattutto il proprio. E che per questo non hanno MAI bisogno di ricorrere alle pillolette, chissà per quale misterioso motivo.

robot1Potrei continuare fino a domattina, magari citando pure le mie due cagne: l’una “robottina” in addestramento e l’altra, per raggiunti limiti di età, cagna prevalentemente da divano e da coccole.
Ebbene, ci credereste che quando lavoro in casa con Samba devo chiudere la Bisturi in kennel e non farle vedere quello che facciamo, perché altrimenti lei si mette in mezzo e mi propone tutto il suo repertorio (seduto-terra-abbaia-dailazampa, e fine perché non sa fare altro), perché vuole a tutti i costi lavorare anche lei?
Ci credereste che Samba, quando stiamo per venir via dal campo in cui la “robotizzo”, cerca di tutti i modi possibili di “fare la vaga” e di non rispondere neppure al richiamo (che solitamente è quasi impeccabile), fingendo di avere altre cose importantissime da fare, pur di non tornare a casa dove la aspettano pappa, divano e pure coccole (perché i cani da lavoro “robotizzati” sono comunque anche coccolati, e non poco)?
Forse no. Se appartenete allo stuolo dei “poverinisti”, non ci credereste.

robot5E anche se vi invitassi tutti a casa mia a vedere quel che succede, forse pensereste che i miei cani, poveriiiiiniiiii, sono stati brutalmente condizionati a fare così (un po’ come quelli che credono che i cani antidroga siano drogati).
L’unica cosa che potrei ancora dirvi, quindi, è di provare a “leggere i cani”: di guardare le loro espressioni, la luce nei loro occhi, la felicità nelle loro code.
Il problema, purtroppo, sta nel fatto che chi sa leggere davvero i cani non dice mai “poveriiiino” di fronte a una performance sportiva, utilitaristica o semplicemente addestrativa.
Quelli che lo dicono pensano con le teste di altri e prendono per buono ciò che viene loro impartito dal guru di turno, solo perché non sono in grado di ragionare in proprio.
Ma i guru esistono proprio perché di gente capace di pensare con la propria testa ce n’è sempre meno.
E ce n’è sempre meno perché ragionare è fatica: proprio come educare e addestrare un cane.
Le scorciatoie sono sempre più comode. Ed è per questo che sono sempre più affollate.

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23 Commenti

  1. Gentile Valeria, ti seguo da sempre e quasi sempre sono più che d’accordo con quello che scrivi…dico quasi perché su questo articolo qualcosina da obiettare ce l’ho. Sono educatrice cinofila Csen, e tu sai benissimo che la formazione si basa sul cosiddetto metodo gentile questo però non vuol dire che siamo dei coglionazzi che mandano in giro i cani con i mazzi di fiori e la scatola di cioccolatini…in questi anni di operato mi sono straspolmonata nel dire ai proprietari che i cani hanno bisogno di FARE!!! E quel fare non significa sbucare il giardino così potete postare le foto del danno su Fb e farvi due risate (tanto non ci credo che siete divertiti e contenti…e di certo non pensate davanti al fattaccio “toh che bravo il mio patatone passerotto mi ha preparato la buca per mettere giù i gerani!!!”) Il cane ha bisogno di fare quello per cui è nato o comunque qualcosa che sia inerente e di certo assieme al suo umano! Mi sono incaxxata una marea di volte vedendo persone trattare il rottweiler il pittbull il dobermann come un bambino scemo…oh povero ciccino sei stanco?! Ora andiamo a lettino a fare la nanna…mentre il cane pensa “Boia che botta di vita oggi, ho corso come un dannato facendo esercizi sul richiamo dinamico…” poi il cane raggiunge la maturità e diventa un essere incazzoso perché non ha né regole “canine” ne un punto di riferimento ben saldo nella vita. .. detto ciò ti chiedo non fare di tutta un erba un fascio perché c’è anche chi pure lavorando con questo metodo ha ben presente quali siano i bisogni del cane e molto di più ha a cuore il suo benessere psicofisico!
    Con grande stima…Elena

    • Elena, se segui Valeria da sempre sai che in questo contesto non si riferisce a chi usa il metodo gentile in toto ma a certe e ben specifiche scuole di pensiero “gentilista”. ^_*

    • Elena non credo che Valeria si riferisca al classico metodo “gentile” , anche io ho frequentato un corso centro ed essendo appunto quest’ultima un’associazione sportiva il nostro corso è stato improntato sulle attività da fare con il cane….credo che nell’articolo ci si riferisca alla nuova corrente di pensiero secondo cui il cane debba fare “il cane” nel senso che l’attività sportiva e l’addestramento sono il male assoluto e il cane deve essere libero di esprimersi come meglio crede….senza controllo….E purtroppo di persone che la pensano così ne ho sentite tante…

    • Come in ogni cosa, ci sono dei distinguo da fare. Ci sono addestratori gentilisti che hanno le palle quadre come ogni altro bravo addestratore e ci sono i new age del cane che deve essere lasaciato libero di esprimersi senza costrizioni. Lavoro in un negozio per animali e, anche se ci sto da poco, ho avuto modo di conoscere diversi pelosoni “addestrati” con metodi gentilisti o presunti tali. Ti ripropongo la seguente scena-tipo in cui do una crocchetta al cane (previo consenso del padrone)
      Sollevo la crocchetta sopra il muso del cane, solitamente con la conseguenza di ricevere un bel Seduto
      Tipo 1: Padrone dell’Addestrato “Bravo Athos, seduto. Bravo”
      Tipo 2: Padrone del mai Addestrato “OMMIODDIO COME HAI FATTO? Sono anni che ci provo! Ma può imparare anche da vecchio? Briciola, vieni dalla mamma”
      Tipo 3: Padrone del New Ageato “COSA stai facendo al mio cane? NOI siamo contrari al cane che esegue e noi che comandiamo. Sono millenni che l’uomo e il cane cololaborano e non si è mai visto che il cane debba obbedire come un soldato. Hai mai letto “Armonia a quattro zampe” di Padrone? I cani non sono i nostri servi”

      Sono ben lieta di sapere che ci sono addestratori gentilisti che non deviano nell’estremismo New Age

  2. il riporto si può considerare lavoro?
    la mia cagnetta sarà che è giovane ma ogni volta che cerco di insegnarle qualcosa di nuovo o semplicemente di affidarle un compito mi guarda, inclina la testa, e poi mi porta la pallina o il kong… ha 2 anni ed è un mix apbt/asbt…. che ne dite? è giovane o vagabonda?

    • Lavoro sicuramente…disciplina a parte non so…Non sono un’esperta….ma con “insegnare qualcosa” intendi seduto terra resta o cose più elaborate? Perché è vero che non è mai troppo tardi ma io alla mia sto insegnando a fare dei piccoli riporti in casa e ha 7 mesi!

      • seduta-terra-zampa-bacio a mamma-vieni ecc lo fa solo che quando si parla di “affidarle un compito” mi segue 5 minuti poi mi guarda come se stesse dicendo “ah! ho capito!” e mi porta la pallina…..

        • Ahahah allora boooo! Ma non credo che dipenda dall’età….magari non li ritiene compiti abbastanza interessanti….o è pigra 😀

  3. E sapeste quante ne ho sentite io quando ho annunciato che avrei iscritto il figlio di quattro anni a judo perchè fa bene alla disciplina! Magari valesse solo per i cani.

    • Giustissimo! Sarà OT ma se si moltiplica per 10 questo discorso riguardante i cani, si ha il giudizio corrente sul bambino o ragazzino bravo a scuola, rispettoso delle regole del vivere civile, della buona educazione e sereno.
      Solo che lì invece di “robottino” si usa direttamente la parola “sfigato” “inibito” “vittima” -di genitori crudeli rigidi e manipolatori, ovviamente!-
      Se poi ti ritrovi magari un pargolo che eccelle in uno sport, sei un genitore aguzzino e maniaco che sacrifica il figlio per crescersi il campione.
      E vaglielo a spiegare che in realtà il genitore è una vittima designata che fa kilomentri, alzatacce, week end di schifo e grandi bonifici bancari per andar dietro alla passione del pupo.

  4. Quando un cane è appagato guarda il proprietario in maniera diversa, anche fuori dal campo.
    Sembra che dica “si, dimmi tutto!!”

    • Hai ragione, sembra che pensano dalle tue labbra e in attesa di un tuo gesto, e non solo per le crocchette che inhai tasca!

  5. Questo discorso mi convince appieno. Ma mi convince maggiormente per alcuni tipi di cane e per altri molto meno.
    Premettendo che i cani in salute che veramente amano il divano sono pochissimi: personalmente conosco solo un bulldog inglese realmente pantofolaio.
    Per tutti gli altri è rassegnazione o forzatura
    Credo che esistano cani che non possono trarre grande piacere dall’addestramento.
    Penso a cani come il mio borzoi, o tipini come il chow chow che mi ha accompagnato quando era bambina. Sono cani che amano stare con il loro amico umano -con qualche pausa, però- ma che svolgono le loro attività VERAMENTE preferite in assoluta autonomia.
    Certamente anche a questi cani si può e si deve insegnare la buona educazione.
    E ci si riesce anche, magari con qualche aiuto. Ma che proprio ci godano ad eseguire dei comandi, non lo si può assolutamente affermare.

  6. buongiorno,
    credo che valeria non intesse altro che ciò che ha perfettamente esposto, non ripartiamo quindi con lo sventolamento delle bandiere “io son gentile”, “io non son gentile”.
    inoltre “lavorare “con i cani è ben altra cose del richiamo che potrebbe saper insegnare un educatore, esistono figure, meravigliose nel mio caso, che si chiamano addestratori( parola da brividi per molti…..).
    settimana scorsa due signore affette dalla sindrome “amore piccolino ti hanno rinchiuso li’!” hanno tentato di avvicinare il mio cane , dentro il suo kennel da terranova, dentro cassone chiuso pick up con targa appesa” attenti al cane”…..mentre prendevo un caffè al volo con macchina dinanzi porta del bar…..ho solo visto ballare la jeep ed aprirsi le acque attorno alla macchina…
    le signore mi han detto che aveva lo sguardo triste ….ecco …infili la testa in una macchina privata per guardare un malin con sguardo “triste” ( il maligno guarda fisso tipo toro …questo si….ma non per tristezza) ed allunghi una mano perchè “poveriiiiiino”???grazie a dio non sono arrivate alla griglia con le dita altrimenti la tirava detro…
    il lavoro propriamente detto è un mondo, strepitoso…,
    proprio domani avrò l’onore di lavorare con un ” istr salvataggio nautico” che sta crescendo il malin di una amica vietando assolutamente ” il predatorio, per evitare che il cane diventi iper aggressivo”….ecco…. domani ci sarà un bel confronto.
    questo per dire ” a ciascuno il suo”….e per copiare la frase di un grande uomo e professionista…..”.i cani non sono galline”.

  7. Un cane non educato (intendo coi i comandi di base, che obbedisce al proprietario, non roba da campioni da agility), anche volendo negare la natura e le esigenze etologiche dell’animale cane, che vita può fare? sempre legato al guinzaglio? ovviamente un campo cinofilo non sarà frequentato da proprietari del genere (altrimenti come minimo un corso di obbedienza in senso lato una persona “normale” lo frequenta, in un campo cinofilo…indipendentemente dai metodi)….ah, dimenticavo…sono quelli che non hanno bisogno di andare al guinzaglio e nemmeno di essere educati…sono quelli sempre “bravissimi”…..quindi sempre slegati (io ovviamente ho il cane ideale per me in questo momento della mia vita, ma io non sono il capo perfetto….me ne perdona tante…ora però sono migliorata dai! ma almeno quelle due o tre cose imparate e un rapporto che secondo me tra noi due è “sano” ci permette di vivere bene tutte e due (fuori e dentro casa).
    Comunque io noto un cambiamento negli occhi del mio cane quando sta facendo qualcosa di divertente per lei (cane femmina), cambia proprio espressione…si vede che è contenta. ora vediamo di iniziare una nuova attività insieme con l’uso del fiuto (lo so che con le prove su tana sarebbe strafelice….ma non me la sento….)…sarà da ipocriti perchè comunque il cane mangia carne…

  8. Ciao Valeria 🙂

    “un po’ come quelli che credono che i cani antidroga siano drogati” non l’avevo mai sentita e mi ha fatto morire!

    Per il resto, è stravero che ci sono tante sciuremarie che vedono cani robotizzati e dunque poverini…ma è anche vero che la cinofilia new age (che non mi piace affatto, seppur ci siano cose molto buone), nelle sue più note scuole, si sta aprendo agli sport. La scuola di Marchesini è da oltre un anno che ha aperto un portale per le attività cinosportive e sulla home page del sito addirittura si parla bene dell’addestramento!!! A seguire, proprio in questi giorni, anche il sig. A. Vaira ha spiegato in un articolo che lo sport cinofilo va bene, anzi benissimo…specificando alcune cose. Insomma, pare che i guru stiano cambiando visione (trovando la resistenza di molti loro stessi adepti che erano stati bombardati di nozioni contrarie): io sono più dell’idea che si tratti di manovre commerciali, di acquisizione di ulteriori fette di mercato, ecc., piuttosto che di vero cambiamento di idee, però di fatto le cose stanno così. Del resto sono affiliate a federazioni o associazioni sportive….
    Mi chiedevo in questi giorni: vuoi vedere che nel giro di una decina di anni ritorniamo al buon vecchio addestramento tradizionale, recuperando le basi dell’etologia ed arricchendolo di nuove nozioni di ambito cognitivo-relazionale? Chissà…

  9. Da quando ho smesso di fare addestramento per la ricerca in superficie col mio cane, lui effettivamente ha un’aria ultra depressa. Dorme di continuo, e poi ogni tanto mi guarda: che andiamo a fare di bello? Eh? Eh? Per poi abbacchiarsi un pò. . Ah, la solita passeggiata, sob…

  10. Ciao Valeria, grazie per tutti i tuoi interessanti articoli che ci regali ogni giorno!
    Io sono non vedente e negli anni mi sono avvalsa di diversi occhi a quattro zampe.
    Tralasciando le miriadi di commenti che mi descrivevano come una persona senza cuore perché nn permettevo che il fuffy del momento giocasse con il mio cane durante la guida, o che il mio cane ha occhi tanto dolci che nn gli si può non lanciare le patatine dal tavolo ecc.
    I mio dubbio è un altro!Ora ho una Labrador di nove anni che e stata addestrata negli Stati Uniti. Ti ho voluto precisare questo perché ho notato che quando si indirizza un cane al lavoro, Almeno per i cani guida qui in Italia, non viene presa in considerazione le preferenze e la volontà del cane di svolgere il lavoro per quale è destinato.
    ho conosciuto diversi cani guida, tra cui i miei due precedenti, anche se si divertivano a lavorare con con me sui riporti o altri giochi più scemi, ma quando vedevano l’imbragatura da guida diventavano improvvisamente invisibili dissolvendosi e trattenendo persino il fiato perché io non li trovassi!
    Ok che il cane non ha ricevuto selezioni per essere un cane dassistenza, come magari può essere il cane da pastore o da riporto, ma secondo te perché ancora oggi si fa così fatica ad ammettere Che non tutti i cani sono adatti a tutti i lavori, e che per quanto li svolgano possono non piacerli. Con la scusa che noi andiamo a lavorare anche se non ci piace, a me non sembra un paragone che calza bene, soprattutto sui lavori di utilità!
    La mia prima guida, sarebbe stata un fantastico cane da assistenza, apriva le porte e tutto ciò che poi potesse contenere vagamente cibo, ti toglieva persino i calzini, ma la guida le stava proprio sullo stomaco!
    Che ne pensi? Pensi sia troppo complessa discernere la volontà del cane dallo svolgere un lavoro dalla svogliatezza di lavorare in generale? Grazie se mi vorrai rispondere.

  11. Una volta conoscevo un tipo che si lamentava sempre di avere grandi capacita’ non riconosciute e che non poteva trovare lavoro nella pubblica amministrazione perche’ secondo lui i posti erano tutti occupati da gente schierata politicamente dalla parte avversa alla sua.

    Ora, io il tentativo di dimostrarmi politically correct l’ho fatto con un bel giro di parole, pero’ siccome non si capisce niente, per uscirne diro’ che quando gli chiedevo se avesse poi partecipato al concorso mi rispondeva: “che lo faccio a fare, tanto sono tutti comunisti”.

    Prima di scatenare un putiferio di invettive pro e contro un’orientamento politico piuttosto che l’altro dico subito che l’orientamento politico non c’entra. C’entra invece la storia della volpe e l’uva.

    Indipendentemente dalle questioni cinofile – ma anche quando si parla di queste – esistono una quantita’ di persone che vedendo l’uva e non arrivandoci giudicano che sia acerba, ma ne esistono molte di piu’ che al pensiero di mangiare l’uva, rifiutano l’idea di provare a valutarne la distanza e rinunciano anche solo all’idea. Perche’ ?

    Ad essere maligni si potrebbe pensare a una forma di pigrizia consolatoria e conservativa della propria autostima per quanto immotivata possa essere (l’autostima, non la pigrizia).

    Chi coltiva la sua pigrizia in modo sano pensa semplicemente che frequentare un campo e svolgere qualche attivita’ insieme al cane ed educarlo o addestrarlo secondo l’idea piu” o meno vaga che ne possa avere non gli interessa, non ha bisogno di giustificare la sua posizione e tanto basta.

    Chi invece sente che la sua posizione lo porta ad essere sminuito rispetto agli altri finisce per rivendicare una sua capacita’ uguale se non superiore agli altri anche se inespressa. Chiaro, questa e’ una posizione debole non tanto perche’ lo e’ in se’ ma perche’ viene avvertita come tale da chi la sostiene di fronte agli altri perche’ il nostro lo sa che non e’ vero e quindi gradirebbe una giustificazione piu’ forte anche e soprattutto per se stesso.

    Questo e’ il target di marketing (cioe’ i potenziali acquirenti) a cui si rivolge la cinogilia new age (adottiamo pure questo termine, tanto per semplificare). E lo fa in due modi diversi per le due tipologie di “pigro”: al primo offre qualcosa che sembri piu’ vicino e raggiungibile dal punto di vista del risultato, al secondo offre un nemico da combattere – l’addestratore – dal punto di vista ideologico, cioe’ l’argomento forte per sostenere la propria posizione debole.

    Ecco: se alla domanda “Ti sei iscritto al concorso?” il tipo rispondeva “che mi iscrivo a fare, tanto sono tutti comunisti”, il cinofilo new age – almeno quello che lo e’ per sentito dire – se gli si dovesse chiedere “Ma sei mai andato a vedere una lezione in un campo?” risponderebbe “che ci vado a fare, tanto sono tutti maltrattatori”.

    Il problema, per tutti, e’ che e’ cosi’ che nascono le leggende metropolitane, perche’ l’accolito new age di prima generazione in fondo sa perche’ ci vuole credere, ma quando divulga il verbo alla signora al parchetto, la povera signora divulghera’ a sua volta essendo profondamente convinta che cio’ che ripete sia vero anche se non le e’ mai venuto in mente di verificarlo.

    Non ho parlato del perche’ in tutto questo il guru faccia il guru e con questo tipo di target e’ necessario che sia cosi’ perche’ l’operazione di marketing funzioni, ma il mio commento, che un commento rimane, e’ gia’ fin troppo lungo cosi’.

  12. Io posso solo aggiungere una cosa…. anni fa il mio rott (ottimo stallone) per partecipare alla seduta di addestramento si è totalmente disinteressato alla sua promessa sposa convolando solo dopo che l addestratore aveva terminato la lezione…. credo dica molto

  13. Ciao Valeria, ho letto con attenzione i post riguardo l’educazione del cane e li ho trovati molto interessanti. Fino a giugno avevo una cagnolina la cui educazione è stata mio esclusivo appannaggio per tutto il suo primo anno di vita prima che mia madre decidesse che fosse la sua terza figlia. Per una serie infinita di coincidenze astrali la cagnolina era molto, ma molto equilibrata per cui questo comportamento non ha causato danni eccessivi (alla cagnolina, a me sì!) fino a che purtroppo si è addormentata. Da un paio di settimane dentro casa c’è una nuova cagnolina e visto che questa volta mia madre vuole essere partecipe dell'”educazione” mi sono imposta per il rivolgerci ad un educatore professionista. Secondo te è meglio rivolgersi all’addestratore singolo, che svolge la sua professione presso il domicilio del cliente e/o al parco, oppure è meglio optare per un centro specializzato che lavora con delle puppy class? Come posso evitare che mia madre umanizzi la nuova arrivata? Già comincia a darmi dell’essere crudele perchè le ho insegnato il seduto, vorrei crescere il cane nel modo più equilibrato e giusto possibile!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.