di VALERIA ROSSI – Nei commenti all’articolo “Poveriiino, sembra un robottino!” , in cui ho citato “gli attacchi portati da più parti all’addestramento tradizionale”, alcune persone si sono inalberate sostenendo di non aver mai sentito parlare di attacchi di questo tipo.
Potete fare dei nomi di persone che dicono che l’addestramento é maltrattamento?”, mi si chiede.
La risposta più semplice sarebbe “perché non ti fai una ricerchina su Google?”; ma siccome anche cercare su Google per alcune persone è diventato troppo faticoso (come pensare e come lavorare con i cani), la ricerchina, veloce veloce, ho preferito farla io (con l’aiuto del figlio).
Ed ecco cosa è saltato fuori scrivendo semplicemente, nel motore di ricerca, “Addestramento maltrattamento”:

a) Il maltrattamento mascherato da addestramento – saggio di Daniela Cardillo e Antonio Alì (qui il link):
All’interno si legge, per esempio:

Gli addestratori tradizionali hanno impostato l’addestramento sul confronto diretto uomo-cane, dove chi vince è il dominante e chi perde è il sottomesso. L’uso della forza, della coercizione e dell’intimidazione servirebbero per ottenere l’obbedienza del cane e consentire all’uomo di mantenere posizioni gerarchiche di branco elevate.
Questi metodi obsoleti sono ancora oggi largamente utilizzati in modo sistematico sia per l’educazione di base, sia nell’addestramento a lavori particolari, a volte anche per la risoluzione di problemi comportamentali.
Nello specifico il metodo tradizionale si basa sull’uso della forza fisica e coercizione psicologica, che si manifesta sotto forma di punizione (pugni, calci, strattonate al guinzaglio, sgridate). Inoltre, quando questo non basta, l’addestratore usa dei mezzi che amplificano l’effetto della forza e della violenza (bastoni, collari a strozzo, collari con le punte, collari con spray antiabbaio o collari elettrici). Il linguaggio non verbale del cane è un codice chiaro e leggibile scritto a grandi lettere luminose. L’addestratore tradizionale non ha la volontà e/o le competenze per interpretarlo correttamente. Metodi tradizionali spesso vanno a braccetto con i mezzi coercitivi in quanto l’uno amplifica gli effetti dell’altro. Con l’uso di tali metodi e mezzi non si fa altro che insegnare al cane ad avere paura delle conseguenze spesso negative e dolorose. Di fatto è proprio l’uomo che non cerca il modo di collaborare e cooperare con il cane. Inoltre sono eticamente ed etologicamente sbagliati, sono vietati dalla legge e integrano a tutti gli effetti il reato di maltrattamento di animali.

b) Articolo di Alexa Capra sul riporto forzato con il collare elettrico (qui il link)
L’articolo sarebbe condivisibile, visto che si riferiva ad un servizio di “Striscia la notizia” in cui si vedeva effettivamente un uso aberrante del collare elettrico: purtroppo, anziché attaccare l’operato del singolo macellaio beccato da “Striscia”, la Capra conclude nel seguente modo:

L’addestramento tradizionale si basa sul controllo fisico e sulla coercizione

c) Un articolo (qui il link) “a cura della A.S. Cinofila MrDog” in cui si legge, tra le altre cose:

Fino ad oggi il metodo di addestramento più usato è stato il cosiddetto Metodo Tradizionale, basato sulla coercizione e sulla paura; un sistema che costringe il cane ad esibire un comportamento per evitare una punizione!

d) Un articolo di Irene Pergola (qui il link) in cui si sostiene:

L’ unico addestramento conosciuto fino a 20 anni fa era sostanzialmente basato sul condizionamento, la punizione, la dominanza e spesso e volentieri sulla coercizione. Infatti, era credenza comune che il cane doveva essere addestrato per obbedire al proprietario, e a lui soltanto, doveva essere un suo subordinato e temerlo, poco importava che metodo venisse utilizzato per raggiungere lo scopo, strattoni, umiliazioni, dolore, collare a strozzo. (omissis) Fortunatamente molte cose sono cambiate dall’ inizio dell’ addestramento, ma purtroppo l’ addestramento classico per cani non è del tutto sparito e vedo la sua estinzione una cosa molto lontana.

Potrei pure continuare (e molto a lungo) con gli esempi… ma preferisco passare all’altra obiezione che è stata fatta: “Nessuno dice che i cani addestrati siano dei robottini”.
E infatti, sempre cercando su Google ma stavolta con “cani robot”, appare subito il sito dell’associazione cinofila “Serendipity” di Pordenone (qui il link), nella cui home page si legge:

Da noi non troverete educatori e istruttori che usano collari a strozzo, collari a semi-strangolo che vi insegnerebbero ad avere una relazione basata sull’inibizione, perchè nessuno ha bisogno di un “cane robot” e impaurito da un proprietario coercitivo.

Poi c’è la ben nota intervista a Simone Dalla Valle (qui il link), su youtube, nella quale parla di cani “robot” e di cani “soldatini”.
Ma il robot appare anche nella presentazione del suo libro pubblicata su “LaZampa.it” (qui il link), laddove la prima frase è proprio:

L’educazione non trasformerà il vostro cane in un robot, ma nel miglior compagno di (dis)avventure e voi nel suo miglior amico!

E giusto per chiarire, poco sotto precisa di definirsi “educatore e non addestratore” (lasciando quindi intendere ciò che pensa degli addestratori).

Poi, ovviamente, c’era il mitico Mauro Cantarelli con il suo “addestramento olistico®”.
C’era, perché si è appena trasferito in Tunisia (sostenendo di “essere felice di aver abbandonato la cinofilia italiana”). Ma finché c’era, scriveva cose come (qui purtroppo non posso linkare il sito, perché sembra non trovarsi più online): “Quando io CHIEDO ai miei cani di venire da me, metto anche in conto che a loro non vada. Per quale motivo un cane dovrebbe venire quando chiamato?” (il CHIEDO maiuscolo era per contrapporre una richiesta all'”ordine”, che secondo lui “si dava solo agli schiavi”).
Nel menu del suo sito c’era anche la voce  “cane torturato”, che si scopriva essere quello che indossava un collare a strangolo (compresi i cani da expo). Questo signore, che ha tenuto diversi seminari in giro per l’Italia, è stato addirittura Responsabile Nazionale del settore Cinofilia di OPES-CONI.

Spero che questi pochi esempi possano essere sufficienti a rispondere alla domanda “Ma chi mai l’ha detto? Fate i nomi!”
Si tratta solo di una piccola cernita di nomi tra i millemila che puntano il dito contro l’addestramento tradizionale: ma alcuni di essi sono nomi assai noti e trovo davvero difficile pensare che qualcuno non abbia mai letto il loro pensiero.
Forse chi ha fatto queste obiezioni non è troppo addentro alla cinofilia italiana: non è una colpa, ci si può sempre informare meglio. Però spero che questi esempi bastino a far capire che la sottoscritta non è solo una pazza furiosa che gli attacchi alla cinofilia classica “se li inventa per gettar fango sugli altri”, come qualcuno sostiene.
Lo ribadisco, per l’ennesima volta: i macellai in cinofilia esistono, così come esistono i cagnari. Ma in tutti i casi riportati, come avete potuto vedere, non si attacca il singolo delinquente: si allargano le accuse a tutta la categoria.
Magari si è incontrato un macellaio e si dà per scontato che siano tutti così: il che è sensato come aver avuto la sfortuna di portare il figlio in uno di quegli asili in cui si maltrattano i bambini (e di cui hanno purtroppo parlato alcune recenti cronache) e cominciare a scrivere ovunque che in tutti gli asili i bambini vengono presi a schiaffoni.
A me sembra leggerissimamente ingiusto. Non so a voi.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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23 Commenti

  1. Ho dato un’occhiata ad una pagina internet di Mauro Cantarelli. Dice di aver abbandonato il cognitivismo per abbracciare l’approccio costruttivista (Psicologia dei Costrutti). Mi sono preso la briga di leggere la pagina wikipedia sul costruttivismo e non capisco come questa teoria possa essere applicata ai cani nel corso del training. Interessante anche la foto del Cantarelli. Tale immagine potrebbe essere riferibile ad un mix tra Matusalemme, il mago Gandalf del Signore degli Anelli e la rappresentazione iconica biblica del Dio del Vecchio Testamento. Personaggio da fumetto CARICATURALE!!!

    • Ok, sono andata a cercare “costruttivismo” sulla wiki…ehm…tralasciando il “piccolissimo” particolare che non ci ho capito un tubo (e che mi aspettavo che mi spuntasse dietro tutto il cast di Amici Miei) ho notato che si parla della relazione fra *persone*; è una delle poche parole che ho azzeccato, ma il concetto è chiaro. Fra persone o almeno fra due simili…non ci arrivo.

  2. che spettacolo!!!
    io adoro ( forse perchè ho la fortuna di non averci nulla a che fare ….) queste teorie e questi personaggi…….
    ed apprezzo moltissimo la loro creatività nell’inventare “nuove” tecniche di addestramento , ops, perdonate il termine, di collaborazione, di ammmmmore, (non so come definirlo ,perchè io di fantasia ne ho davvero poca …).
    fortissimo il principio secondo il quale il cane potrebbe non aver voglia di effettuare un richiamo….lo credo bene che non venga…..magari per una volta che è libero da pettorine dai nomi strambalati, dalle imposizioni delle mani del suo conduttore -pensatore -filosofo, dai termini più improbabili derivanti da tecniche ancor più imbrobabili…..
    mi fermo qui va.

    • Scusa eh, stai commentando un articolo che accusa il fatto che molti personaggi generalizzino un’intera categoria di professionisti o un determinato metodo e te ne esci con frasi come questa: “magari per una volta che è libero da pettorine dai nomi strambalati (magari stramPalati….), dalle imposizioni delle mani del suo conduttore -pensatore -filosofo, dai termini più improbabili derivanti da tecniche ancor più imbrobabili…..” ??

      Tra l’altro come se ai cani importasse qualcosa dei termini..
      Poi si critica chi definisce lo strangolo lo strumento del demonio e si butta cacca sulle pettorine, come se fossero quelle lo strumento del male…
      Mi sembra che la coerenza non sia proprio il nostro forte eh?

      Io non mi schiero da nessuna parte, mi sembra anche una guerra molto stupida, ma vedo anche che c’è molta voglia di portarla avanti da tutte le fazioni.
      Vedo anche che su questo sito ci si lamenta spesso, sia negli articoli che nei commenti, di chi fa di tutta l’erba un fascio definendo tutti gli addestratori maltrattatori e l’addestramento classico un metodo di tortura, senza fare distinzione tra macellai e validi professionisti. Però poi chi si lamenta è il primo a sputare sentenze sulle nuove correnti, a parlare a presa di culo di guru, di termini altisonanti, a sentenziare che queste nuove figure non sono buone a niente, non hanno mai preso un guinzaglio in mano, sono pronte a imbottire i cani di psicofarmaci ecc. E cos’è questo, se non generalizzare?
      Ci si lamenta di queste guerre, dicendo che sono assurde, che dovremmo stare tutti dalla stessa parte, che è quella del benessere del cane, e non scannarci tra di noi (il noi è tanto per dire, io non sono educaddestraniente), e poi però siamo i primi a portarle avanti con fervore.
      Io penso che sarebbe il caso che tutti facessero un passo indietro e pensassero al proprio lavoro, invece di meditare sempre sulla prossima mossa per far apparire gli altri degli imbecilli e noi dei geni.

      • a me non sembra che Viviana abbia generalizzato un bel niente…ha solo fatto della (sacrosanta) ironia su QUESTI PERSONAGGI, non su tutta una categoria. E ha parlato di pettorine dai nomi strampalati (poco carina anche l’aggressione sull’errore di battitura) non di TUTTE le pettorine…se non si può neanche più scherzare…

          • Ah quindi Viviana conosce il signor Cantarelli (che io non ho idea di chi sia eh, specifico), e sa che le sue mani si impongono sul cane e che usa pettorine dai nomi strampalati (che notoriamente più il nome è strampalato più il cane soffre)? Boh mi sembra un po’ strana come ironia, ma magari sono io che non capisco…
            Tra l’altro quando vengono fatte delle battute in senso contrario non mi sembra che vengano prese benissimo (vedi battute su cani-robot)…
            Poi vabbè se qualunque cosa si dica contro il “nemico” si può dire perchè si scherza, mentre quello che viene detto su di noi è tutto fango, eresia e accusa, allora mi zittisco.
            Ribadisco, io non faccio parte di nessuna fazione e nessuna corrente, e non mi schiero con o contro nessuno. Però mi dà veramente fastidio questo continuo spalarsi cacca a vicenda.

      • E’ vero che tra tutti capita di trovare reazioni diverse: c’e chi di fronte ad accuse che ritiene ingiuste e gratuite (anche se magari interessate) decide che non ne vale la pena e se ne frega, c’e’ chi risponde con arguzia e chi pensa che sia doveroso o proprio non riesce a fare a meno di rispondere in maniera uguale e contraria finendo per mettersi allo stesso livello. Pero’ sempre di reazione di tratta; se uno la provoca ha ben poco di che lamentarsi, non e’ che si faccia “mal comune, mezzo gaudio” lamentandosi della conflittualita’ tra le parti come se questa piovesse dal cielo e si potesse spartirne la responsabilita’.

        Comunque non mi sembra questo il caso. Canzonare qualcuno – o anche una categoria – non e’ la stessa cosa che denigrare gli altri; chi denigra, cioe’ parla male degli altri, lo fa con intento malevolo, chi canzona, cioe’ prende in giro, non lo fa con intento malevolo.

        Chi denigra gli altri, se viene canzonato per questo, e’ il meno che si possa aspettare.

          • Hem… no. Sono un quasi filosofo pentito convertito all’informatica ormai quasi trent’anni fa.

  3. In effetti i wurstel, il tono della voce positivo, fermo e rilassato, i clicker, le carezze dal collo in giù per tranquillizzarlo nei momenti di confusione/nervosismo, sono tutti noti strumenti e tecniche di coercizione psicologica, di dominanza e di inibizione del cane…

    In effetti al mio Corso, testardo più di un mulo, quando completa correttamente un esercizio metto al collo una collana di fiori e pratichiamo un po’ di mantra tibetano…

  4. Sinceramente ho sempre pensato che l’educazione o addestramento che sia (non formalizzo sui nomi) se fatta nel rispetto dell’animale sia sempre positiva. Però quando ho visto Rex (o meglio uno dei Rex) su Rai uno rimanere mezz’ora (forse più) con la stessa posizione e stessa espressione che guardava fissa nella stessa direzione, praticamente una statua, ho pensato che era un pò troppo e che era un pò innaturale per un cane non guardarsi intorno

  5. “Quando io CHIEDO ai miei cani di venire da me, metto anche in conto che a loro non vada. Per quale motivo un cane dovrebbe venire quando chiamato?”

    ……….se una persona è a casa sua per me può fare quel che vuole. ma se sei in giro per il mondo, magari perchè ci sono gli altri cani e non sai se vanno d’accordo? perchè c’è un codice della strada? perchè può sbucare all’improvviso un cane sciolto sconosciuto? perchè è pieno di gente che si inventa morsi o cadute anche se il cane non le ha toccate? perchè, più in generale c’è un motivo? perchè il buon senso altrui a volte va in letargo 13 mesi all’anno? perchè ci sono i veicoli?
    se si vivesse sperduti per le montagne senza nessun cane o essere umano a me andrebbe anche bene….ma non essendo così forse ci si deve pensare.

    • “Quando io CHIEDO ai miei cani di venire da me, metto anche in conto che a loro non vada. Per quale motivo un cane dovrebbe venire quando chiamato?”

      In effetti un motivo non c’è!!! Io sono CERTA che al mio pisquano non vada per niente di rispondere al mio richiamo se sta correndo. Il motivo evidente per cui non gli va, è che si sta divertendo. Il motivo che mi rende questo comportamento odioso è che alle volte devo godere della sua compagnia in altro luogo e preferirei che mi seguisse con cortese sollecitudine.
      A me il robottino mi piacerebbe un kasino, altrochè!! Temo però che ci vorrebbe un chirurgo per il trapianto di cervello!! Altro che addestratore, domatore, guru.
      Il pisquano fa bella vita perchè ha fortuna di avere padrona campagnola con bel fondo cintato. Sennò ‘na corsetta in area cani e poi sempre legato starebbe!! Così impara ad essere sordo!!

      • Riprendendo 《per quale motivo…ecc.》,forse se si ha una rottwina tanto buonina,per esempio,ma che non sopporta nemmeno un’occhiata da parte di un’altra femmina (che non spanci all’istante)e che possiede come da standard una bocca a coccodrillo, se non si avesse un richiamo valido in (quasi,sigh) tutte le situazioni sarebbe un lasciare sempre il cane a casa.

        • mi associo anch’io con rottweilerina “che non sopporta nemmeno un’occhiata da parte di un’altra femmina (che non spanci all’istante)e che possiede come da standard una bocca a coccodrillo”. O sono sicura che torni al richiamo o diventa un incubo…

  6. Lette poche volte tante vaccate (non di Valeria eh ma dei “riferimenti”) tutte assieme.
    SE la cinofilia andra sempre piu in questa direzione, che gli dei canidi ci aiutino.

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