domenica , 19 novembre 2017
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Mi è saltato il cane dalla finestra

di VALERIA ROSSI – Titolo da intendersi in senso letterale. Non è una metafora, non è che la sciagurata abbia rifiutato a oltranza il cibo anche dopo che le ho detto “o mangi ‘sta minestra, o…”
No, la Bisturi è proprio saltata dalla finestra. E specifico subito che non si è fatta nulla di nulla, anche se a me è venuto un mezzo infarto (e anche tre quarti di infarto, va’).
Motivo del tentato suicidio?
“I nostri cani”, il giornalino dell’ENCI. Non perché l’abbia letto e non le sia piaciuto, ma perché io ho tentato di usarlo per far fuori una mosca che mi rompeva le palle da un’ora.
E solo per questo un cane dovrebbe saltare dal balcone? Sì, perché la Bisturi, che normalmente non ha paura di nulla e affronta anche i più efferati nemici a coda dritta e orecchie a tettuccio, va nel panico più globale in tre occasioni: a) quando c’è il temporale (e sì, vabbe’, anche quando ci sono botti, fuochi artificiali e affini); b) quando salta la luce (e questo forse lo abbina al temporale); c) se si usa uno schiacciamosche (e qui non ho proprio la minima idea dell’abbinamento, ma presumo che lo SGNEC che fa possa sembrarle un botto, anche se non gli somiglia pe’ niente).
Morale: in questa casa, quando arriva l’invasione delle mosche, si va di insetticida: solo che si cerca di acquistare quelli ecologici, quelli con meno sostanze tossiche possibili, quelli assolutamente innocui per gli animali domestici… che rigorosamente si rivelano altrettanto innocui per le mosche.

bibaleccaolioErgo, lo scenario è stato questo: io sul divano che leggo “I nostri cani”, Samba spaparanzata ai miei piedi, la Bisturi in cucina che cerca tracce di olio caduto dalla friggitrice usata a pranzo (le gocce di olio per la Bisturi sono il paradiso in terra: le lecca con espressione di pura estasi e continua a cercarne a oltranza per ore ed ore).
Porta finestra della cucina aperta (è estate e fa un caldo boia…), ma con la zanzariera chiusa che nessun cane o gatto si è mai sognato di aprire.
Arriva la mosca e comincia a  rompere le palle. Io spruzzo l’ecoinsetticida, la mosca rompe le palle, io la centro direttamente nel muso con l’ecoinsetticida, la mosca rompe le palle con più entusiasmo di prima. Io prendo la rivista e SDENG, SBANG, SBONG, cerco di cuccarla. Non ho una gran mira, confesso, quindi devo ribadire parecchie rivistate prima di farla finalmente secca, dopodiché mi rimetto a leggere.
Dopo qualche secondo sento Samba che fa piopiopio dalla cucina, ma siccome è uscita da pochissimo le dico “sta’ un po’ brava, vie’ qua”. Lei arriva, rifa’ piopiopio ancora più forte e mi pianta le zampe addosso, ma le dico di mettersi a cuccia e lei ci si mette.
Trenta secondi dopo suonano alla porta: ecchepalle, non lo finirò mai ‘sto giornalino…
Apro e mi trovo davanti la signora del piano di sotto, con la sua volpina in braccio, che fa: “Signora, c’è la sua cagnolina giù da noi…”
Eh? Che sta a di’?
“Ma no – rispondo – le mie sono qua in casa…”
Samba lo dimostra zompandole addosso e tentando di baciare la volpina, mentre la Bisturi…
“Bisturi?” , chiamo.
“BISTURI?!?”
Dalla cucina non emerge niente e nessuno. Vado a vedere… e l’unica cosa che vedo è la zanzariera aperta e il terrazzo vuoto.
ARGHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!

tendadisottoVolo giù per le scale, aspettandomi di trovare un cane magari non proprio morto (stiamo al primo piano e la sciura di sotto ha una bella tendona da sole, quindi se qualcuno si butta dal mio balcone cade prima sulla tenda e poi rimbalza di sotto, ma solo per un paio di metri), ma quantomeno un po’ malconcio… e invece trovo la cretina con la faccia da panico temporalesco, che ansima a quattromila PANT al secondo, ma senza un graffio.
L’avrei ammazzata io.
Che ansimavo più di lei, e stavolta non per le sigarette ma per la caga mostruosa che mi ha fatto prendere. Perché d’accordo che saranno un paio di metri e non di più, ma la Bisturi è vecchietta. E poi è tappa, per una con due centimetri di gambe come lei due metri sono anche tantini.
Invece, niente. Non si è fatta proprio niente. L’ho presa in braccio e riportata in casa, e per un paio di minuti ha zoppicato leggerissimamente sull’anteriore destro: ma secondo me ci marciava, perché ha tentato subito di salire sul divano, ma quando le ho detto “scordatelo” è scesa tutta pimpante (offesissima, ma pimpante) e ha bell’e finito di zoppicare.
E visto che “il temporale” (o qualsiasi cosa avesse immaginato di sentire in quella testa bacata) era finito, è tornata in cucina a leccare per terra, sia mai che fosse rimasta qualche goccia d’olio.
Morali (multiple)  della favola: a) non c’è limite alla staffyca deficienza, ricordarsene se ne possiede uno o se si pensa di prenderlo; b) mai pensare che se un cane non ha mai fatto una cosa (tipo ravanare fino ad aprire una zanzariera) non possa farla da un momento all’altro; c) non fidarsi MAI neppure del cane più tranquillo e “sicuro” del mondo e mai perdere di vista i cani, neppure per un secondo, perché in quel secondo te la combinano; d) quando un cane vuole dirti qualcosa, dagli retta.
Epilogo: quando è stato proprio evidente che la Bisturi si era perfettamente ripresa (dallo spavento dei miei botti, mica dalla caduta) il figlio l’ha portata all’area cani.
Dopodiché mi ha mandato su Whatsapp il video che vedete qui sotto, con questo messaggio: “Uh, sono preoccupato. Mi sa che la Bisturi ha picchiato la testa ed è diventata scema”:

(NOTA per chi trovasse davvero anomalo questo rotolamento coatto: lei fa SEMPRE così se la molli in un prato. Ovviamente evitando accuratamente l’erba e rotolando se possibile nella terra, o ancor meglio nel fango).

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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