venerdì , 24 novembre 2017
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Il cane su due zampe che fa indignare (troppo)

di VALERIA ROSSI – E’ stato postato poco fa, su “Solo amici cinofili”, un video del 2011 in cui si vede un barbone travestito da umano (da ragazzino, per la precisione) e che segue il proprietario per strada su due zampe. Il video è questo…

… e indubbiamente NON posso dire che sia “fantastico” (aggettivo usato da chi l’ha postato su Today.it), perché non amo le umanizzazioni, né i cani ridicolizzati travestendoli da umani.
Da qui a parlare di “maltrattamento”, di “torture” e di tutto il resto che si legge nei commenti, però… ce ne passa.
Intanto basterebbe leggere sotto la versione originale, quella presente su Youtube, per scoprire che quella di camminare su due zampe è stata una scelta del cane:

This dog has naturally walked on two legs since a puppy. So it was not trained to perform this as an act, it really is they way she prefers to walk. James
Traduzione: “Questo cane ha spontaneamente camminato su due zampe fin da cucciolo. Non è stato addestrato a questa performance, è veramente il modo in cui preferisce camminare”.
Quindi stabilire a priori che sia stato “torturato” è un filino tirato per i capelli.

duzampeCerto, si potrebbe anche non credere a quanto viene affermato: ma si tratta di un barbone. E solo io (che non “pratico” abitualmente molti cani da compagnia) conosco due soggetti che camminano spontaneamente su due zampe, anche per lunghi tratti.
E’ un atteggiamento comune a molti cani di piccola taglia: quello nella foto a sinistra è il pomeranian Jiff, che ha pure ottenuto il Guinnes World Record come “più veloce cane su due zampe”, e sa camminare – anche lui del tutto spontaneamente –  sia sui posteriori che sugli anteriori!.
Chissà, forse questi cani imitano il comportamento umano, o forse lo fanno per  sentirsi “più grandi” (un po’ come i microcani che cercano di pisciare ad altezze vertiginose): sta di fatto che sono in molti a farlo per libera scelta e che non è assolutamente dannoso, per loro, camminare in questo modo (il discorso cambierebbe se si trattasse di cani di grande taglia e molto pesanti: ma infatti non conosco nessun cane grande che si comporti così).
Resta, da parte mia, una scarsissima considerazione per gli abiti fatti indossare al cane: ma sarei disposta a scommettere che tra i commentatori indignati ci sarà più di uno che non si è mai fatto scrupolo nel far indossare vestitini al proprio chihuahua.
E allora, cosa cambia?
“Che così il cane viene ridicolizzato! – si risponderà – Che perde la propria dignità! Un conto è vestire il cane perché ha freddo, un altro è conciarlo come un bambino!”
Sono d’accordo, sia chiaro: ma per il cane indossare un cappottino o tutto l’ambaradan messo su questo barbone è la stessa identica cosa.
Siamo soltanto noi a vedere il lato ridicolo e poco dignitoso (che anche a me dà parecchio fastidio): ma non possiamo parlare di cane “maltrattato” o di mancato rispetto nei suoi confronti.
Semmai si manca di rispetto verso chi vede il video: e soprattutto si manca di educazione cinofila, facendo pensare che conciare così un cane sia chissà quale figata.
Invece è una scemata globale, questo mi pare evidente e incontrovertibile: però NON è un maltrattamento e bisognerebbe riuscire a distinguere le due cose.
In due parole: non trovo affatto “fantastico” questo video, non mi fa ridere e non capisco i cinque milioni e rotti di visualizzazioni (quando si parla di cose serie, ovviamente, se si arriva a un centinaio è grasso che cola): però le torture sono un’altra cosa, le ragioni per indignarsi sono ben altre e mandare maledizioni varie al proprietario di questo canetto mi pare leggerissimamente fanatico.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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