di VALERIA ROSSI – Non conosco Laura Mascotto, la volontaria del canile di Aosta ricoverata in gravi condizioni dopo l’aggressione del pastore tedesco, ospite del canile, che stava portando a spasso.
Non so, quindi, se si tratti davvero di un'”esperta educatrice”, come hanno scritto alcuni giornali, o più semplicemente di una volontaria di lungo corso (il che non è, purtroppo, sinonimo di “esperta”, mentre dovrebbe assolutamente esserlo).
Di sicuro possiamo dire che è stata troppo fiduciosa nel portare a passeggio senza alcuna precauzione un cane che era entrato in canile da pochi giorni proprio perché aveva aggredito il proprietario.
La troppa fiducia nei cani non merita certo una punizione così severa e sono sinceramente dispiaciuta che la signora abbia dovuto subire un attacco così violento… però, oltre ad augurarle di guarire prestissimo e di dimenticare questa brutta esperienza, vorrei che questo episodio aiutasse il grande pubblico a riflettere, anziché a tranciare giudizi sul cane o sulla persona.
La prima riflessione dovrebbe riguardare il fatto che l’amore va sempre bene, ma che non deve far dimenticare la prudenza.

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pt_abbaioIl cane era già stato protagonista di un episodio di morsicatura, quindi per primissima cosa ci si sarebbe dovuti chiedere “perché” avesse morso e quante possibilità ci fossero che la cosa si ripetesse.
I giornali dicono che “era in attesa della visita di un comportamentalista”: molto bene.
Se il comportamentalista avesse saputo il fatto suo, come mi auguro, avrebbe potuto tracciare un profilo attendibile del cane e quindi stabilire se rappresentasse o meno un pericolo anche per persone diverse dal proprietario. Nell’attesa di questa visita, però, perché portarlo a spasso senza prendere alcuna precauzione?
Questo è stato sicuramente imprudente.
Posso solo ipotizzare, non conoscendo i fatti, che la volontaria abbia fatto questa scelta perché il cane, al suo arrivo in canile, non aveva manifestato alcuna aggressività (altrimenti non sarebbe stata solo imprudente, ma incosciente. E una persona che lavora con i cani da tanto tempo, se fosse stata davvero incosciente, avrebbe imparato la lezione molto tempo prima): purtroppo, però, troppo spesso tendiamo a pensare che un cane morda sempre e solo per colpa dell’uomo.
E’ un errore che commetto anch’io con molta facilità, specie quando mi rendo conto che l’uomo in questione (quasi sempre il proprietario) ha davvero sbagliato molto nell’educazione o nella gestione dell’animale.
A questo primo errore, però, cerco di non abbinarne più un secondo che invece ho commesso in passato, quando ho cominciato ad occuparmi di cani aggressivi (scoprendo sulla mia pelle che era appunto un errore): e cioè quello di pensare che se io non sbaglio nulla, il cane con me non si comporterà mai in modo aggressivo.
Non funziona esattamente così: e non funziona perché il cane morsicatore, anche quando ha avuto tutte le ragioni del mondo, ha vissuto un precedente che l’ha visto vincente.
E’ entrato in conflitto con il proprietario, ha reagito mordendo e ha avuto la meglio!
Questo può fargli pensare che mordere sia il modo migliore per garantirsi privilegi, per ottenere risultati, per fare quello che pare a lui anziché quello che gli chiediamo noi… e così via.
Il cane morsicatore, in alcuni casi (fortunatamente non in tutti!), ha “imparato una lezione” e proverà a rimettere in atto il comportamento che l’ha visto vincente, indipendentemente da come possa comportarsi il nuovo umano con cui deve rapportarsi.
Essendomi occupata per diversi anni di cani aggressivi, posso dire che almeno nel trenta per cento dei casi il cane provava a ripetere il comportamento: e la sua rieducazione doveva partire proprio dal fargli scoprire che così facendo non vinceva più.
Non bastava comportarsi in modo corretto, perché lui “ci provava” comunque, anche con il minimo pretesto. E a me è andata di lusso perché mi sono beccata soltanto un paio di pinzate, prima di capirlo: altrimenti avrei potuto fare la fine di Laura.
Dunque, in questo caso specifico, non è affatto detto che la volontaria abbia commesso qualche errore, come qualcuno ha ipotizzato: potrebbe trattarsi di un cane che ha imparato a trarre vantaggio dal morso e che quindi pensa bene di utilizzarlo ogni volta che vuole ottenere qualcosa.

aggressivo1Questo lo rende automaticamente un cane “da sopprimere”?
Ma anche no. I comportamenti appresi si possono anche “disapprendere”: basta far capire al cane che la sua brillante scoperta (“se mordo ottengo un risultato”), anche se ha funzionato una volta, non funziona più.
Ovviamente la cosa diventa tanto più difficile quanto più il comportamento si è radicato e fissato (in due parole: un cane che ha  morso una volta lo rieduchi molto più facilmente di quello che ha morso dieci), ma ci si può lavorare e si può arrivare ad una completa riabilitazione del cane, senza bisogno di pensare subito al Tanax.
L’unica eccezione è quella dell’aggressività idiopatica, ovvero degli attacchi improvvisi che si manifestano in alcuni soggetti senza alcuna ragione apparente. Di questa patologia comportamentale non si è ancora trovata né la causa, né un possibile rimedio: quindi, in caso di aggressività idiopatica certa e conclamata, l’eutanasia sembra essere l’unica possibile risposta.
Purtroppo questi cani sono refrattari a qualsiasi tentativo di rieducazione, soprattutto perchè sembra che neppure si rendano conto del “perché” attacchino: anzi, dopo l’aggressione sembrano “tornare in sé” come se nulla fosse accaduto, quasi non si accorgessero neppure di ciò che hanno fatto.
Se il pastore tedesco in questione sia affetto o meno da aggressività idiopatica, al momento non è noto: è certo, però, che di solito si tende a non pensarci perché questa patologia è davvero rarissima.
Ne consegue che sono rarissimi anche i casi di cani veramente “irrecuperabili”… eppure, se si leggono i commenti al fatto di cronaca, si scopre che il mondo è pieno di aspiranti boia con il cappio già pronto in mano. Riporto due dei commenti apparsi sul sito del TGcom:

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“Se era un cane violento e aveva già aggredito il padrone, perché invece di essere soppresso era in canile a nostre spese? Addirittura doveva essere seguito da un comportamentalista, ma stiamo scherzando? I cani violenti vanno eliminati subito!”
“Cosa aspettano a sopprimerlo? che uccida un bimbo, basta, è ora di finirla di considerarli come degli dei”

muser_cuoioOra, a parte il fatto che non mi sembra che riconoscere il diritto alla vita e/o ad un tentativo di rieducazione sia assimilabile ad un qualsiasi concetto di “divinizzazione”… questi aspiranti boia sembrano ignorare il semplicissimo fatto che per rendere del tutto innocuo un cane aggressivo basti una museruola.
Il cane non ha altre armi a disposizione, se non i denti: se si rendono inefficaci quelli, il cane non può fare del male proprio a nessuno… e per renderli inefficaci è sufficiente utilizzare il semplicissimo strumento che tutti abbiamo a disposizione, e che qualsiasi cane può abituarsi a portare magari con un minimo di fastidio, ma senza che lo si debba paragonare a chissà quale tortura.
Purtroppo la museruola è vista da molti volontari come uno strumento del demonio, anziché come uno strumento di sicurezza che talora può diventare un salvavita: quindi viene usata assai raramente.
Ma in questo modo si corrono rischi inutili, specie quando ci si trova alle prese con un cane che ha già morso e che quindi, potenzialmente, potrebbe riprovarci ( e se sei davvero un “esperto”, questo lo devi sapere).

Concludendo, dunque, possiamo dire che da questa storia si può trarre un invito alla massima prudenza possibile (e quindi anche all’uso della museruola) quando si ha per le mani un cane morsicatore.
Non si deve MAI pensare “con me non lo farà, perché io lo tratterò bene”, né “con me non lo farà, perché io non commetterò errori”: pensiamo al peggio, tanto una museruola non ha mai ammazzato nessuno (il fatto di aver aggredito una persona, invece, sì. Quindi la museruola non protegge soltanto l’operatore, ma protegge anche il cane stesso).
Non ci sono, al momento, altri elementi per poter giudicare l’operato della signora Laura, né per valutare le problematiche del cane: quindi trovo del tutto assurdo il giustizialismo nei confronti di quest’ultimo, ma anche certe critiche aprioristiche alla volontaria.
Certo, ora possiamo dire che ha commesso una leggerezza, un’ imprudenza: ma se dovessi elencare tutte quelle che ho commesso io in quarant’anni di cinofilia, credo che non mi basterebbe un libro. Diciamo che a me è andata di puro culo, se ho rimediato soltanto un paio di pinzate: e credo che lo stesso valga per la stragrande maggioranza degli operatori cinofili.
La storia di Laura può aiutarci ad essere tutti un po’ più riflessivi e a dare maggior peso alle possibili conseguenze delle nostre imprudenze: questo sì.
Di tutto il resto che sto leggendo in queste ore – e che va dal fanatismo animalista alle accuse di incompentenza e alla cinofobia più insensata – credo si possa tranquillamente fare a meno.

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34 Commenti

  1. La museruola è il salvavita del mio cane che vive, ahimè, in un posto in cui la gente non ama particolarmente gli animali e ci va giu pesante con veleni e wurstel “ripieni” di chiodi! A maggior ragione dovrebbe essere usata tranquillamente con un cane aggressivo! E’ la soluzione più logica, non capisco perché la gente la veda così male (vengo presa per maltrattatrice tuuutti i santi giorni dai “cinofili” di turno che passano con la macchina). La verità è che ci piacciono gli eccessi: da un lato chi li vuole tutti morti, dall’altro chi demonizza qualsiasi strumento educativo o restrittivo. E basta! Il cervello è stato fatto per essere usato …
    Tutta la mia solidarietà per la volontaria.

    • ” e ci va giu pesante con veleni e wurstel “ripieni” di chiodi! ”
      Questa cosa è agghiacciante, ti capisco e ti faccio un mega in bocca al lupo!

      • Grazie Claudio, lo so, e ti risparmio cose ancora più agghiaccianti (raccontatemi giusto ieri …). Fortunatamente la brava gente che ama il proprio cane esiste anche qui, ma come me lo protegge come meglio può da certi “umani”.

  2. Conosco Benissimo Laura. È mia allieva in agility e di Sabrina Fiorio in Obedience da ormai 5 anni la vediamo tre/quattro volte la settimana 12 mesi l’anno. È diventata improvvisamente esperta cinofila di cani di grossa taglia da lunedì mattina, dopo che è successo il fatto. È vero ha seguito un corso per istruttori, non ENCI, non lo preciso perchè sia meglio, ma almeno è riconosciuto. Quindi conosco bene il suo livello di preparazione.
    Lasciarle portare fuori da sola, in un posto isolato quel cane è stato un atto di pura irresponsabilità. Ricordo che si parla di una volontaria, non di personale specializzato del canile. Inoltre credo, ma vedrò di informarmi da esperti del settore, che dovrebbe esistere un protocollo da seguire in caso di cani che abbiano già inferto, come sembrerebbe in questo caso, morsi molto gravi ( se nn sbaglio ha rotto un braccio al proprietario circa un mese fa). Sono molto arrabbiato con lei, perché le voglio un mondo di bene, perchè essere brava, disponibile, generosa spesso non paga. Ma sono molto, ma molto più arrabbiato con chi glielo ha lasciato fare.

    • Paolo, ho letto il tuo post sul tuo profilo e purtroppo vedo confermate quelle che io ho potuto porre solo come ipotesi: c’è stata troppa leggerezza, che purtroppo Laura ha pagato carissima. Anche non conoscendola le auguro di riprendersi prestissimo e di tornare ad avere amore e fiducia nei cani, perché 99 volte su 100 la meritano appieno. Però bisogna anche prendere qualche precauzione per il centesimo caso… in cui non sappiamo neppure se si possa parlare di “colpa del cane” (ammesso e non concesso che esista un concetto di “colpa” per un animale che non può avere un senso morale e/o etico), ma che purtroppo ogni tanto si verifica. E comunque sono d’accordo con te: qualcuno avrebbe dovuto impedirle di correre un simile rischio.

    • Rispondo al sig.r Paolo Percali:
      Rimango allibita dal suo commento signor Paolo! In particolare sulla frase:” È diventata improvvisamente esperta cinofila di cani di grossa taglia da lunedì mattina, dopo che è successo il fatto.” Da AMICO di Laura, come lei si professa, io una frase cosi la evitavo proprio! Sopratutto nella realta’ vda che tutti conosciamo bene. Ad un amico si tende la mano SEMPRE, lo si spalleggia SEMPRE! Poi, privatamente con lei si traggono conclusioni ed eventuali sbagli! In un portale web di un certo livello, io DA VERO AMICO, avrei evitato quella frase davvero poco piacevole e di facile spunto x critiche a livello lavorativo/cinofilo. Saluti, e un FORZA LAURA!

      • Se mi permettete, invece credo che il Sig Paolo ha fatto bene a sottolineare questo fatto,proprio per la forte amicizia che li lega! Essere buoni, disponibili e fare ciò che la Sigra Laura ha fatto non è stato sicuramente molto prudente. Non si trattano cani che hanno morsicato con tanta leggerezza! La museruola dev’essere la prima precauzione da prendere e anche la prima cosa da insegnare quando si vuole diventare educatrici! Mi auguro che la sigra Laura si riprenda in fretta ma mi auguro che questa spiavevole vicenda possa mettere dei paletti ben stabili su quello che è il volontariato e quello che è il professionista. C’è da meditare e poco da commentare!

      • Mah, io da perfetto estraneo che ha semplicemente letto il commento, non ho inteso proprio che nel commento si volesse sminuire la persona o la sua preparazione. Onestamente, mi sembra che si debba essere proprio in mala fede per prenderne spunto per critiche a livello lavorativo/cinofilo.

        Per la verita’ io non mi sento per niente istigato e comunque non mi permetterei mai come immagino chiunque altro di buon senso. Come spesso succede in questi casi, dal singolo evento si puo’ prendere spunto per ragionare su linee piu’ generali pero’ le conclusioni che se ne traggono hanno un carattere generale e non si dovrebbe fare il percorso a ritroso riportando le conclusioni sui particolari (cane, cose, persone etc…) del singolo evento dal quale si e’ preso spunto.

        Insomma, quello che capisco io leggendo, e’ che i volontari sono volontari e non ci si deve aspettare da loro una competenza tecnica specifica e consolidata oltre alla pratica maturata con l’esperienza. Persino il presidente di una qualunque struttura che si basa sul volontariato e’ un volontario a sua volta e dal punto di vista della competenza tecnica potrebbe essere allo stesso livello degli altri soci. Tutto questo prescinde dal contesto cinofilo e se devo trarne delle conclusioni, mi verrebbe da dire che, in generale, la decisione di cosa si puo’ e si deve fare o non fare va demandata a qualcuno che abbia la competenza necessaria per decidere, il che vale a dire che col senno di poi ci si rende conto che la buona volonta’ e’ meritevole ma non puo’ sostituirsi alla competenza professionale e forse questo e’ il limite del volontariato da conoscere e riconoscere per evitare di fare ofarsi del male.

        Questo pero’ non vuol dire che bisogna recriminare in modo ingeneroso su quello che e’ successo nel singolo caso; un conto e’ farne tesoro per il futuro, altro e’ perdersi in accuse gratuite verso chi – non ho motivo di dubitarne – pensava semplicemente di far bene.

      • Ambra, credo tu abbia letto il commento esattamente “al contrario” di come lo voleva esprimere Paolo Percali!
        Lui secondo voleva sottolineare come in realtà la volontaria NON avesse una preparazione specifica per “cani di grossa taglia” (che poi non avrebbe comunque voluto dir molto…casomai avrebbe potuto essere rilevante una esperienza nel recupero di cani mordaci), e quindi – per quanto non siano chiare almeno da quanto si legge in giro le “dinamiche” dell’affidamento del cane – ci sia stata una irresponsabilità anche da parte del canile a darle il permesso (o proprio richiederle) di passeggiare con quel cane.

      • un amico non lo si spalleggia sempre, “l’amico è colui, che, in sincerità, ti dice quando fai cazzate” .
        In ogni caso credo che Percali si riferisca ai giornalai che “come sempre piu spesso accade” sparan parole a caso.
        (tanto per dire che io son finito sui giornali come “falegnameria abusiva” quando il reato contestato era la mancanza di un libretto per la caldaia a legna del laboratorio.. )

        Tornando a bomba come direbbe l’ISIS, sul perchè fosse in giro senza museruola avendo il cane già morsicato me son chiesto pure io…

          • Non conosco la sfortunata protagonista della vicenda né sono minimamente esperto nel campo. Mi limito a riflettere su quello che ho letto qui. Innanzitutto un articolo molto bello e utile di cui ringrazio Valeria Rossi. Spesso gli amanti degli animali, in perfetta buona fede, eccedono nel volerli difendere anche da sé stessi. E’ giusto ricordare che, a fronte di umani che li maltrattano o li abbandonano, un atteggiamento amorevole e accogliente è giusto e lodevole ma non deve diventare una sfida personale contro ogni umano immeritevole e contro ogni logica. Ognuno di noi può fare poco per migliorare il mondo, voler fare troppo è a volte pericoloso.
            Il commento di Paolo Percali mi sembra tutto meno che offfensivo e inopportuno. Nel rilevare come Laura Mascotto non abbia una competenza di livello professionale, l’ha difesa. Non dal cane purtroppo che per quello è tardi, ma dalla possibilità che le venga addebitata la responsabilità intera di quello che le è successo, mentre pare evidente che qualcuno più esperto avrebbe dovuto (e debba magari tradivamente) farlo.
            I panni sporchi si lavano in famiglia ma qui non si tratta dei suoi panni sporchi, per questo sono sicuro che il commento non è offensivo né voleva esserlo.
            Ambra, se provi a rileggere tutto sotto questa luce credo che potrai vedere le cose così anche tu.

  3. Nella trasmissione dell’uomo che sussurra ai cani, e sapete a cosa mi riferisco, il format è sempre o vanno da lui e li recupera o li sopprimono. Al di là delle reali capacità dell’istruttore che non voglio discutere ora, io mi sono sempre chiesto perché, al posto di sopprimerlo, non lo facessero circolare con la museruola… E continuo a chiedermelo… ok là sono in America e si sa che su regole e regolette ci basano la società ma anche qui pare che le alternative siano o rieducazione o soppressione (in realtà ce n’è anche una terza che sono gli psicofarmaci). Alla museruola nessuno pensa mai… ma perché??

    • L’America è un paese di contraddizioni. Una risposta ovvia è che un cane pericoloso (ma davvero) può girare con la museruola, non vivere con la museruola, e potrebbe essere pericoloso per la famiglia che lo adotta.
      …ma, in certi stati lì è concesso tenere in casa leoni e tigri senza nessuna qualifica oltre al “tienilo in gabbia e non far sbranare il vicino di casa, se ti fai sbranare tu fatti tuoi”.

      In generale comunque, da loro i canili/gattili usano sopprimere gli animali dopo un tot dall’arrivo, se non hanno trovato adozione. Parliamo di animali docili e sani. Spesso, potendone salvare uno, si sceglie di salvare appunto quello “buono”, invece del morsicatore.

      • ..e comunque, hanno l’eutanasia facile e l’idea che se un cane morde una volta ed è più grande di un chihuahua, meglio abbatterlo e via.
        Su un forum ho letto una discussione veramente rivoltante, di una tizia che aveva un cane (credo PT, ma non importa, taglia media e con i denti) che mordeva (pinzava) in specifiche circostanze, tipo se messo in un angolo da estranei, se mentre dormiva qualcuno lo scavalcava e simili. Situazioni abbastanza prevenibili. Sta tizia “disperata” pensava di abbatterlo perchè mica poteva lasciarlo a casa o tenerlo in kennel mentre lei faceva le sue cose, doveva lasciarlo libero/alla catena in posti dove la gente doveva essere altrettanto libera di calpestarlo e invadere il suo spazio.
        Non so che fine abbia fatto perchè sono rimasta troppo disgustata dai ragionamenti che facevano per continuare a leggere. Molte delle risposte erano del tipo “un cane che morde va abbattuto subito”.

  4. Volontaria “anziana” di canile, anche io portavo a spasso cani morsicatori senza mai aver frequentato un corso di cinofilia. Museruola? Mai sentita nominare.. Quando un pitt ex combattimenti mi azzannò un piede, fortunatamente ero nel suo box (a giocare a palla) e gli altri volontari poterono venirmi a salvare. Me la sono cavata con frattura al malleolo tibiale, 11 gg di ospedale, 2 mesi di gesso e 3 di fisioterapia per tornare a camminare. Portavo lo stesso pitt a giocare nel bosco lanciandogli bastoni di legno e per puro culo non ha letto uno di questi lanci come un comportamento di minaccia; avrebbe potuto benissimo azzannarmi al collo, ed ora non sarei qui a raccontarlo. Ma l’ho capito dopo.. Io ero molto giovane e irresponsabile, ne ho fatto le spese sulla mia pelle. Ove non arriva il buonsenso del volontario dovrebbe arrivarci quello del presidente dell’associazione di volontariato, altrimenti la disgrazia è dietro l’angolo..

  5. in bocca al lupo Laura!!!
    Mi chiedo anch’io però, come mai un cane (credo non più cucciolo), sia arrivato a morsicare il suo proprietario…non so se sia il suo caso, ma ricordo un tipo, che si gasava tutto per come aveva addestrato il suo cane, ma incutere terrore a un essere vivente per farsi ubbidire, non lo vedo bene. Chiedo a Valeria (se vuol rispondere), ma secondo te, un cane addestrato in modo….troppo severo, incutendogli terrore, non potrebbe scatenare anche la sua aggressività?

  6. Come mai un cane aggressivo (ha già morso i padroni) in attesa di valutazione (quindi potenzialmente pericoloso) è stato dato in mano a una volontaria per fare una passeggiata all’aperto, fuori dal canile? Questa mi sembra la domanda più importante da farsi…Al di la del fatto che questa persona abbia o meno esperienza mi chiedo come sia possibile che un cane finito in canile per aver assalito delle persone venga dato a una volontaria e addirittura portato a spasso fuori dalla struttura, prima ancora di essere valutato dal professionista preposto. Chi è il responsabile? Chi decide quale cane deve uscire? A sentire il TG regionale gli stessi che hanno dato il cane in mano alla volontaria parlano dell’accaduto come se fosse stata una fatalità. Ma se dai una pistola carica a qualcuno, anche esperto, e gli dici che è scarica e non funziona molto probabilmente qualcosa di brutto succederà…

  7. Sertir dire da chi si erge a Famiglia che Laura non è nessuno, semplice volontaria, e triste e altamente screditante. No non è intenzionale, ne sono consapevole, è un non riconoscere sforzi, fatica, impegno, certo anche risorse economiche (immagino che il Sig Cinofilo Enci non abbia scucito un grammo d’oro per formarsi) dedicati ad una formazione durata anni, formazione valida che identifica Laura quale professionista nel settore Cinofilo. Laura è una istruttrice-educatrice, forse non è un ri-educatore titolato, ma ha esperienza e dedica molto tempo ai cani impegnativi presenti in struttura. Aramis, questo è il nome del cane, è in struttura dal 20 maggio 2015, e non per aver fratturato un braccio al proprietario, una pinzata la prima in 5 anni (almeno ufficialmente), con dei segni sul braccio, e la presenza di un bambino in famiglia, il ché ha portato alla scelta di allontanare il cane dall’ambiente familiare. Certo è che nessuno ha lasciato Laura da sola. Laura segue il cane da più di un mese, che non vuol dire nulla. Ha sentito di potersi fidare? Ha ritenuto che quel cane non potesse reagire così violentemente? Potremmo argomentare e scriverne capitoli, come dice Valeria le precauzioni sono importanti, nessuno di noi ha lontanamente immaginato che quel cane avrebbe potuto avere una reazione così violenta, e nessuno conosce la vera dinamica dell’incidente. Credo che voler buttare fango addosso a chiunque, sia un atteggiamento spregevole volto solo all’ autogratificazione e al protagonismo. La cinofilia è fatta di tante facce non necessariamente Enci. Non ci interessano le battaglie mediatiche e il premio al miglior cinofilo della regione. L’unico nostro pensiero è rivolto alla guarigione di Laura.

    • Fatti:
      Il cane era in canile perchè aveva già morsicato.
      Il cane era in ATTESA di una visita specifica per il problema sopra menzionato.
      Il cane ha morso mentre era in passeggiata con qualcuno che si occupava di farlo, appunto, passeggiare.

      ERGO: Perchè non aveva la museruola?
      Leggerezza della sig Laura certamente, ma colpa eclatante di chi le affidava il cane al canile, senza l’obbligo di museruola.

      • Il popolo ha sempre bisogno di un capro da mandare a morire nel deserto!
        invece di continuare ad alimentare l’inutile rabbia mandate dei buoni pensieri e delle buone energie a Laura, non ha bisogno del nostro rumore ma del nostro appoggio.

        • Eppero’… Ci mancano solo le buone vibrazioni e abbiamo fatto l’en plein.

          Qui, tutti quelli che sono intervenuti hanno ragionato educatamente e nessuno si e’ permesso di dare dello “spregevole” agli altri.

          Ovvio che tutti si augurano che la persona si ristabilisca e vada tutto bene e non e’ necessario essere amici o conoscenti per augurarlo. Cerchiamo pero’ di non prendere tutto come una questione personale e non e’ che tutto il mondo quando ragiona in modo critico su qualcosa debba per forza essere cosi’ spregevole da voler buttare fango addosso agli altri per autogratificazione e protagonismo.

          A dirla tutta, questa visione del mondo, sia pure limitata ai commenti su un sito, e’ un tantinello paranoide; non e’ che gli altri debbano sempre per forza avre motivazioni malevole ogni volta che dicono o scrivono qualcosa.

        • Sono Agnostico Razionalista, spiace ma credo di piu nei medici e nel personale dell’ospedale di Aosta che nei buoni pensieri e le buone energie.
          Da essere umano ovviamente mi spiace per l’accaduto, e spero che Laura si riprenda totalmente, cio non toglie valore alla dinamica o alla realtà dei fatti.

  8. Io credo che quando un cane o un gatto morde o graffia chi ha subito il danno non poteva immaginare che il fattaccio sarebbe successo; né quando, né dove, né come, né perché (indipendentemente dall’esperienza individuale, maturità, consapevolezza, prudenza, ecc) poiché se lo avesse saputo certamente lo avrebbe evitato. La mera casualità è un incognita incontrollabile.

    • La mera casualità si, e infatti in auto si usano le cinture proprio per diminuire i danni di eventi incontrollabili, una museruola avrebbe evitato che tutti fossimo qui a scriverne…

      • E’ vero Pablo, “la prudenza non è mai troppa” e in quella circostanza la museruola sarebbe stata utile, ma non riesco ad avere, purtroppo, le tue stesse certezze nel controllo dei cani.

        • ma infatti, è proprio perchè la “prudenza non è mai troppa” e proprio perchè non ho certezze nel controllo dei cani che, in un caso simile, avrei posto (da responsabile della struttura) l’OBBLIGO della museruola per portare a spasso quel cane..

  9. Pongo una domanda alla Redazione. Nel caso in cui un cane risulti essere molto poco socievole con le persone e utilizzi il morso come prima soluzione anche in situazioni di stress molto deboli, come possiamo fare ad insegnargli a portare la museruola? Con soggetti con queste caratteristiche è abbastanza semplice insegnare a mettere il muso all’interno della museruola per mangiare i premi, ma il problema comincia a sorgere quando cominci a chiudere il cinturino dietro al collo del cane. Lo chiedo perchè normalmente riesco senza problemi con il 99% dei cani ma purtroppo, in un unico caso (tra l’altro proprio un pastore tedesco), mi è stato impossibile chiudere la museruola e ho rischiato che il cane mi mordesse in modo molto serio.

    • in quei casi io applico una sorta di “prolunga” al laccetto posteriore della museruola, quello coi forellini, per intenderci
      (naturalmente mi sto riferendo al modello di museruola a gabbietta, perchè quella nera in nylon impedisce al cane di ansimare e bere e non mi piace proprio. E nel caso di cani molto mordaci è necessario che la museruola abbia anche una striscia di cuoio imbottito che passa sulla fronte e tra le orecchie perchè, ad esempio, quella nell’immagine dell’articolo un cane smaliziato se la sfila facilmente)
      quindi basta mettere un pezzo di spago o un nastrino che “allunghi” il laccio coi forellini. Lo si infila nella fibbia per la lunghezza di qualche cm, lasciando al cane ampio spazio per infilare il muso nella museruola (con dentro i bocconi), quando il muso è dentro si tira lo spago e il laccetto lo seguirà nella fibbia. a quel punto la museruola sarà praticamente già chiusa, basta finire di chiudere la fibbia. Così la mano tirerà lo spago e non si dovrà avvicinare alla nuca del cane con la museruola ancora aperta. Lo so, sembra macchinoso e non so se mi sono spiegata bene, in realtà è un meccanismo piuttosto semplice…se poi c’è un metodo migliore magari saprà spiegartelo chi ha più esperienza di me perchè questo è “fatto in casa”!

      • Grazie….mi sembra un buon metodo. Sarà da verificare solo se con soggetti di grande potenza fisica ed intolleranti alla chiusura della museruola si riesca ad effettuare la chiusura della fibbia. Normalmente col lavoro graduale e la desensibilizzazione si ottengono ottimi risultati. Anch’io uso sempre museruole a gabbia e faccio un buchino o centrale o appena laterale per poter erogare i premi al soggetto “museruolato”. Solo in un caso, due anni fa, ho davvero rischiato grosso…..e nonostante avessi lavorato con molta gradualità, al momento della chiusura, il cagnone si è rivoltato con una tale violenza che solo la mia agilità e la prontezza di riflessi del proprietario hanno scongiurato il peggio.

  10. Ho esperienza di un cane aggressivo, il mio! O perlomeno un cane che non ha mai sopportato gli estranei e soprattutto coloro che varcano la distanza che lui ritiene intima. Ho avuto la fortuna di conoscere persone competenti che mi hanno spiegato colte cose. Ed ho avuto la fortuna che, tutto sommato, posso dire di avere un cane che (compreso grazie alle persone giuste) mi ha dimostrato in più d’un occasione di essere equilibrato. La faccio breve… da giovane non sopportava nessuno e la “distanza intima” era decisamente vasta. Ha dalla sua la mole (45 kg di muscoli di dobermann) che bastavano ed avanzavano per tenere il nemico a distanza con un semplice abbaio. L’educatrice (che non smetterò mai di ringraziare) mi ha insegnato a capire che le sue reazioni (nella visione canina del mondo) non erano poi così sproporzionate… diceva semplicemente a tutti “state distanti che non ho voglia di fare conoscenza” e lo diceva in modo un po’ brusco… Compreso questo però mi ha anche insegnato che certi comportamenti dovevano essere prevenuti e sostituiti con esperienze positive e poi mi ha sempre avvisata “Attenzione però… se è tanto teso… se il tuo interlocutore non capisce che al tuo cane proprio non va di fare conoscenza digli di allontanarsi e se non lo fa lui fallo tu. Perchè se il tuo cane dovesse mordere avrà appreso che mordendo sui leva dagli zebedei il molestatore in un batter d’occhio! e quindi, dalla volta successiva, siccome non è scemo, ripeterà semplicemente il comportamento più efficace per levarsi di torno i rompipalle!” Ora… vi assicuro che non è stata semplice da digerire… guardi il tuo “cucciolone” pensi “ma se t’ho sempre trattato come un principe, ma che cacchio vuoi ancora?” e poi con molto molto molto lavoro e con massima attenzione alle situazioni a rischio abbiamo aumentato esponenzialmente le soglie di tolleranza… ma io mi domando… se non avessi approfondito la cultura cinofila che sarebbe successo? Vi assicuro che avrei avuto per le mani un potenziale killer! Questo per dire due cose: 1) condivido in pieno l’articolo di cui sopra 2) la conoscenza della cultura cinofila e la costanza ed il lavoro possono salvare cani e umani. Fossi un legislatore imporrei patentini per chi fa cani di una certa mole (questo non perchè i piccolini sian tanto più mansueti, ma, oggettivamente, fanno meno danni) da gente qualificata che ha un riconoscimento da parte dello Stato.

    • Apprezzo moltissimo quello che hai fatto!!! “Se non avessi approfondito la cultura cinofila che sarebbe successo?” Il tuo cane avrebbe azzannato qualcuno e magari sarebbe finito sui giornali ad alimentare i luoghi comuni sulla sua razza!! Dove vivo io è normale … anzi, il cane cattivo che azzanna tutti lo vogliono! Poi però quando azzanna anche loro, lo ammazzano! Non sai in quante discussioni ho cercato di far capire che ad esempio il rottweiler non è il mostro che tutti pensano, che se prendi un cane e lo releghi in una campagna da solo, in qualche modo avrà dei problemi, che i cani sono creature che pensano e hanno bisogno di un contesto sociale, ecc … Magari tutti facessero come te! Sarebbe un mondo più felice, per noi e per loro <3

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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