di VALERIA ROSSI – Sì, lo so: solita storia, soliti giornalisti sensazionalisti del cavolo, soliti titoli allarmistici che scatenano stupide cinofobie. Solito qui, solito là. Diventa noioso pure riparlarne e dire sempre le stesse cose… ma come si fa a tacere, quando esce su un giornale un articolo come questo?

aggredite_mare
“Aggredite in mare”. E sticazzi, se permettete.
Già le foto parlano chiarissimo (almeno a chiunque possegga un paio di occhi funzionanti): non c’è la minima traccia di morsi, ma soltanto due graffietti che chiunque abbia nuotato vicino a un cane si è sicuramente portato a casa con una risata. Ma stavolta non abbiamo solo l’evidenza fotografica: abbiamo anche una testimonianza diretta, pubblicata su Facebook, che mi sembra giusto riportare anche qui per darle la maggiore visibilità possibile. Eccola:

aggreditemare_test
Vi basta?
A me sì. Basta e avanza. Quindi non aggiungo altro, se non un caloroso “vaffanbagno” (vista l’ambientazione: ma se preferite il vaffanqualcos’altro, non ci sono problemi) rivolto al giornalista (ignoto) e al giornale che hanno trasformato una sciocchezza in un episodio da cronaca nera.
Non mando negli stessi posti la mamma della bambina, che può essersi spaventata davvero: probabilmente è una poveraccia che non conosce i cani (altrimenti forse saprebbe che non esiste UNA sola testimonianza al mondo di attacchi canini avvenuti in acqua: anzi, l’acqua si utilizza proprio nelle terapie riabilitative, perché il cane impegnato nel nuoto non morde MAI, per nessun motivo) e si è dispiaciuta per i due graffietti riportati dalla piccola umana.
Va bene, ci sta.
Ma qualcuno avrebbe dovuto dirle “Dài, su, non è successo niente: se porti tua figlia in una spiaggia aperta ai cani dovresti sapere che i cani, nuotando, graffiano… e se non ti sta bene, hai solo che da scegliere spiagge diverse!”.
Invece no: ci si scrive l’articolo splatter, perché è estate e non si sa cos’altro scrivere.
Insomma, il solito sottogiornalismo di serie Z che potrebbe solo far ridere… se qualcuno non lo prendesse per buono e non diventasse quindi una bandiera per abbandonatori e cinofobi vari.

Articolo precedenteEsame ENCI… da due punti di vista
Articolo successivoCorsi addestratori: parliamone ancora (onestamente)
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

Potrebbero interessarti anche...