mercoledì , 20 settembre 2017
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La muta estiva (quando il bidone aspiratutto chiede pietà)

di VALERIA ROSSI – Avendo allevato pastori tedeschi e poi siberian husky, che credo siano in assoluto i cani capaci di perdere più pelo al mondo quando vanno in muta, quando ho preso prima Bolo e poi la Bisturi (entrambi staffy, e quindi a pelo raso) ho pensato “evvai, almeno questo problema me lo sarò tolto!”.
Pia illusione.
Certo, non dovevo più viaggiare armata di sacco condominiale quando passavo la scopa per casa, e pure sui pavimenti non sembravano più rotolare i “tumbleweed” dei film western: però non potevo sedermi su una poltrona con un paio di calzoni bianchi senza rialzarmi con i calzoni stile dalmata (i miei due staffy sono stati entrambi neri) e trovavo peletti  duri come fil di ferro praticamente ovunque, anche nel frigo (giuro). In ogni caso, rispetto agli husky era una goduria.
Poi è arrivata Samba. Pelo corto.
E’ la mia prima rottweiler, quindi non avevo idea: ho pensato che non sarebbe stato poi molto diverso dai peli rasi… e in realtà non è stato molto diverso, finché non è arrivata la muta estiva.
A una decina di giorni circa dall’inizio di questa catastrofe naturale, sto passando il Roomba ogni mattina: poi  do ancora un paio di scopate di rappresentanza. Solo tre-quattro giorni fa le scopate erano almeno 5-6 al giorno.
Ora direi che stiamo arrivando alla fine, perché quello che raccatto dopo un’oretta dal passaggio del Roomba è “solo” questo:

pelomuta
Una settimana fa era tre volte tanto.
Dunque, conclusione numero uno: non illudetevi che i cani a pelo corto abbiano il pelo corto!!!
O meglio: il pelo corto ce l’hanno, ma il sottopelo è mooolto più lungo e soprattutto è tanto. Ce n’è abbastanza da trasformare quattro o cinque elefanti in altrettanti mammuth… ogni giorno.
Il bello è che, a differenza degli husky che d’estate si spogliavano proprio visivamente, diventando delle specie di cani nudi inguardabili, Samba all’apparenza è sempre identica a prima. Non sembra aver perso neanche un peletto. Ha sempre il suo bel mantello lucido e morbido (è morbidiiiiinaaaaa!, direbbe qualcuno), tanto che ti viene da chiederti se ‘sta montagna di roba nera non la porti qualcuno da fuori, lanciandola poi allegramente sul mio pavimento quando sono girata dall’altra parte.

pelomuta2Invece no: arriva proprio dal cane. Perché quando lo spazzoli, ad ogni passata ottieni ciò che si può vedere nella foto a sinistra.
Ovviamente la conclusione numero due è che il cane va spazzolato tanto, ma tanto: almeno un paio di volte al giorno, se vuoi evitare di intasare qualsiasi aspirapolvere o bidone aspiratutto o robottino che tu abbia in casa.
Per fortuna, di solito, il cane adora le operazioni di toelettatura: l’unica fatica che faccio con Samba è quella di riuscire a spazzolarle anche la schiena (che è quella dalla quale esce la maggior quantità di dannatissimo sottopelo), perché dopo due o tre colpi di spazzola lei capotta con l’aria godutissima e vuole che le spazzoli la pancia. La faccia, comunque, è quella di un cane in pura estasi, quindi non devo combattere più di tanto per portare a termine l’operazione.
La Bisturi è un po’ diversa: lei fa la faccia da “macosamitoccasopportare”. Però sta ferma e tranquilla anche lei, quindi presumo che tutto sommato la cosa non le dispiaccia… anche perché, mentre la spazzolo, le parte la coda a tradimento: quindi è inutile che faccia quel muso triste e offeso, perché la coda non sa mentire.
Tonando ai consigli pratici, comunque: spazzolare spesso è il must numero uno (anzi, numero due: il numero uno è rassegnarsi al fatto che il pelo morto deve cadere ed essere sostituito, oltre a capire che “cane a pelo corto” NON è affatto sinonimo di “cane che perderà poco pelo”).
Il consiglio numero tre è quello di fare (o far fare) un bel bagno al cane: questo non riduce la muta, ma accelera notevolmente i tempi.
Il numero quattro è quello di aggiungere alla normale alimentazione (industriale o casalinga che sia) qualche alimento ricco di omega 3 e omega 6 (per esempio, pezzetti di stoccafisso essiccato): anche questo sembra poter ridurre i tempi e perfino la quantità di pelo seminato per casa. Se la muta è particolarmente intensa e appare stressante per il cane (che potrebbe avere prurito e fastidio) è anche possibile modificare integralmente l’alimentazione passando ad un monoproteico, magari al pesce, oppure integrare con nutraceutici specifici per il pelo (io sto utilizzando il Violet della Dog Performance, e i risultati si stanno vedendo perché grazie al cielo la muta sembra avere una fine dopo “sole” due settimane. Qualche altro proprietario di rottweiler mi ha detto che al suo cane è durata tre mesi).
Ovviamente tutti questi piccoli accorgimenti non possono “eliminare” la muta, che è fisiologica e assolutamente indispensabile al cane: però possono renderla un po’ più sopportabile per gli umani… e per i poveri aspirapolvere di casa, che forse riusciranno a superare questo periodo senza alzare bandiera bianca e chiedere pietà!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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