di MARCO CARUCCI –  Insomma, dico io, con tutte le appendici e protuberanze corporee che, volendo (per quanto l’atto sia riprovevole), ci sono da amputare ad un cane corso, al mio devono tagliare proprio i testicoli?
Meritato rio destino per un padrone (il sottoscritto) che, avendo spiritoseggiato sulla esecuzione della ecografia prostatica, si vede comunicare che l’unico modo per risolvere l’ipertrofia riscontrata è … e qui il
veterinario si abbandona ad una da me malintesa gestualità, simboleggiando con indice e medio stesi una forbice che si apre e si chiude, pronunciando al contempo un sinistro “zàcchete”: io, ingenuo medico dei due zampe, mi stupisco che venga effettuata la prostatectomia ai cani, non avendone mai sentito parlare.
“Macché prostatectomia”, ridacchia e ripete il gesto: ora, escludendo che, seduta stante, voglia sfidarmi ad una partita di morra cinese, il sospetto che la sezione chirurgica proposta sia indirizzata giusto a ciò che non oso nominare si fa molto consistente diventando impietosa certezza quando viene pronunciato l’esplicito verdetto: “castrazione”.
Un respiro profondo e razionalizziamo: per il cane, nessun problema chirurgico, operazione rapida e di facile esecuzione con pronta ripresa dello stato di piena salute, intervento sostanzialmente indispensabile stante i rischi, anche non trascurabili, dell’ipertrofia prostatica, tali da dovere richiedere, eventualmente, un atto operatorio urgente con tutte le complicanze che ciò inevitabilmente comporta; vita futura del maschio (beh … insomma) soggetta a possibile incremento ponderale, nessun riflesso negativo dalla futura mancata sessualità.

crapun-semidormienteAdesso personalizziamo il problema: il cane è il mio, si chiama Crapun, è un meticcio corso di forme armoniose, di muscolatura tonica, di carattere amabile ed è fornito di due rispettabilissimi testicoli, perfettamente collocati nella sacca scrotale ed anche, con mio grande orgoglio, brillantemente funzionanti visto che è grazie alla loro intensa increzione ormonale che si è venuta ad ipertrofizzare la prostata.
È simpatico, obbediente, affettuoso, innocentemente puzzolente.
E noi, a uno così, vogliamo tagliare le palle?
Dice, pensa al suo benessere e non alla tua sciocca vanità: giusto, poi a ben vedere si può anche prevedere di trovargli un ruolo adeguato per quella che sarà la sua nuova condizione; in casa ci sono due bassotte e una moglie: e chi i signori d’Oriente mettevano negli harem a custodire le femmine?
Però, accidenti, la guardia al contingente femminile lui l’ha sempre fatta, non sono affatto certo che andrà a migliorare le prestazioni difensive così … alleggerito.
Poi mi vengono gli incubi notturni che comportano lo stravolgimento dei caratteri sessuali secondari da
ipoandrogenismo. Lo sogno che, grasso quanto un maiale, abbaia con “voce” di volpino ai vasi delle ortensie oppure che, ornato di un collare rosa di strass, passeggia sculettando per il giardino.

osateroneOsaterone acetato: mai nome di preparato chimico mi parve più poetico di questo antiandrogeno che, adeguatamente somministrato per una settimana semestralmente, consente di procrastinare e forse di evitare la soluzione chirurgica dell’ipertrofia prostatica benigna: il veterinario, maledetto, lo propone incidentalmente come alternativa terapeutica ed a me, per istintiva reazione, verrebbe voglia di mettergli le sue dita a forbice in gola (o, meglio, all’estremità opposta del suo apparato digerente).
Subito di corsa in farmacia e, con entusiasta curiosità, leggo nel foglietto illustrativo allegato al farmaco le “precauzioni speciali che devono essere adottate dalla persona che somministra il prodotto agli animali”: dopo l’ovvio consiglio di lavarsi le mani dopo avere somministrato il prodotto, apprendo che, nel caso di ingestione accidentale, è bene “rivolgersi immediatamente al medico e mostrargli il foglio illustrativo o l’etichetta”. E io mi immagino un poveraccio che mi suona alla porta con l’etichetta in mano e mi rivolge uno sguardo interrogativo circa la sua sorte per avere ingerito la fatidica pillola.
Zàcchete.

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