giovedì 26 Novembre 2020

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di MARCO CARUCCI –  Insomma, dico io, con tutte le appendici e protuberanze corporee che, volendo (per quanto l’atto sia riprovevole), ci sono da amputare ad un cane corso, al mio devono tagliare proprio i testicoli?
Meritato rio destino per un padrone (il sottoscritto) che, avendo spiritoseggiato sulla esecuzione della ecografia prostatica, si vede comunicare che l’unico modo per risolvere l’ipertrofia riscontrata è … e qui il
veterinario si abbandona ad una da me malintesa gestualità, simboleggiando con indice e medio stesi una forbice che si apre e si chiude, pronunciando al contempo un sinistro “zàcchete”: io, ingenuo medico dei due zampe, mi stupisco che venga effettuata la prostatectomia ai cani, non avendone mai sentito parlare.
“Macché prostatectomia”, ridacchia e ripete il gesto: ora, escludendo che, seduta stante, voglia sfidarmi ad una partita di morra cinese, il sospetto che la sezione chirurgica proposta sia indirizzata giusto a ciò che non oso nominare si fa molto consistente diventando impietosa certezza quando viene pronunciato l’esplicito verdetto: “castrazione”.
Un respiro profondo e razionalizziamo: per il cane, nessun problema chirurgico, operazione rapida e di facile esecuzione con pronta ripresa dello stato di piena salute, intervento sostanzialmente indispensabile stante i rischi, anche non trascurabili, dell’ipertrofia prostatica, tali da dovere richiedere, eventualmente, un atto operatorio urgente con tutte le complicanze che ciò inevitabilmente comporta; vita futura del maschio (beh … insomma) soggetta a possibile incremento ponderale, nessun riflesso negativo dalla futura mancata sessualità.

crapun-semidormienteAdesso personalizziamo il problema: il cane è il mio, si chiama Crapun, è un meticcio corso di forme armoniose, di muscolatura tonica, di carattere amabile ed è fornito di due rispettabilissimi testicoli, perfettamente collocati nella sacca scrotale ed anche, con mio grande orgoglio, brillantemente funzionanti visto che è grazie alla loro intensa increzione ormonale che si è venuta ad ipertrofizzare la prostata.
È simpatico, obbediente, affettuoso, innocentemente puzzolente.
E noi, a uno così, vogliamo tagliare le palle?
Dice, pensa al suo benessere e non alla tua sciocca vanità: giusto, poi a ben vedere si può anche prevedere di trovargli un ruolo adeguato per quella che sarà la sua nuova condizione; in casa ci sono due bassotte e una moglie: e chi i signori d’Oriente mettevano negli harem a custodire le femmine?
Però, accidenti, la guardia al contingente femminile lui l’ha sempre fatta, non sono affatto certo che andrà a migliorare le prestazioni difensive così … alleggerito.
Poi mi vengono gli incubi notturni che comportano lo stravolgimento dei caratteri sessuali secondari da
ipoandrogenismo. Lo sogno che, grasso quanto un maiale, abbaia con “voce” di volpino ai vasi delle ortensie oppure che, ornato di un collare rosa di strass, passeggia sculettando per il giardino.

osateroneOsaterone acetato: mai nome di preparato chimico mi parve più poetico di questo antiandrogeno che, adeguatamente somministrato per una settimana semestralmente, consente di procrastinare e forse di evitare la soluzione chirurgica dell’ipertrofia prostatica benigna: il veterinario, maledetto, lo propone incidentalmente come alternativa terapeutica ed a me, per istintiva reazione, verrebbe voglia di mettergli le sue dita a forbice in gola (o, meglio, all’estremità opposta del suo apparato digerente).
Subito di corsa in farmacia e, con entusiasta curiosità, leggo nel foglietto illustrativo allegato al farmaco le “precauzioni speciali che devono essere adottate dalla persona che somministra il prodotto agli animali”: dopo l’ovvio consiglio di lavarsi le mani dopo avere somministrato il prodotto, apprendo che, nel caso di ingestione accidentale, è bene “rivolgersi immediatamente al medico e mostrargli il foglio illustrativo o l’etichetta”. E io mi immagino un poveraccio che mi suona alla porta con l’etichetta in mano e mi rivolge uno sguardo interrogativo circa la sua sorte per avere ingerito la fatidica pillola.
Zàcchete.

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10 Commenti

  1. Lo so che dovrei ridere perchè è un articolo umoristico, ma proprio non ci riesco… certo, colgo vene di umorismo che di tanto in tanto mi fanno sorridere, ma in generale non riesco proprio a trovarlo buffo, scusate: già l’inizio scherza con una cosa seria e fin troppo praticata che è il taglio della coda e delle orecchie (io ancora devo vederlo un cane corso completamente integro… qui tagliano tutti, anche se è illegale!) e poi si preoccupa di cosa? La castrazione?

    Ma deve fare riprodurre il cane? Se la risposta è “no” (e spero che lo sia, perchè si tratta di un meticcio e non di un cane di razza) non capisco perchè mai scegliere il trattamento farmacologico, che si protrarrà nel tempo e che potrebbe avere un certo numero di controindacazioni, ad un intervento relativamente semplice come la castrazione. Il cane non subirà cambiamenti estremi, anzi potrebbe non subirne affatto, e non ne soffrirà, quindi perchè ostinarsi?
    Come giustamente detto, il medicinale somministrato FORSE eviterà l’intervento, ma più probabilmente lo procrastinerà soltanto. E a questo povero animale vogliamo dare i medicinali e POI fargli anche l’intervento chirurgico?
    Io non lo farei: io penserei solo al modo per curare più rapidamente e indolormente possibile il mio amico a quattro zampe.

  2. No, tranquillo, al Crapun non mancherebbero i gioielli di famiglia…con quella faccia lì, avrebbe ancora un sacco di ammiratrici…e poi se non sbaglio è grigio. e il grigio va con tutto, anche col rosa X’D

  3. Credo che per un medico, in virtù di una scelta e impostazione professionale acquisita, la conservazione degli organi sia primaria e di riflesso anche su di un proprio animale considerato un membro della famiglia. La somministrazione di farmaci a persone o animali, rappresentano in genere il primo approccio nel risolvere o contrastare una patologia emergente. La chirurgia come alternativa al fallimento farmacologico. Non sono una sostenitrice e assidua consumatrice di farmaci, né contraria alla sterilizzazione-castrazione (anche umana) ma ho colto in questo articolo una gradevolissima e pacata ironia.
    P.S.: il Farinelli fu un ottimo cantante;-))))))

    • In Veterinaria non sempre la chiurgia è un’alternativa al fallimento farmacologico…anzi! Non essendoci il risvolto emotivo/psicologico, la “perdita di tali organi” non causa nel cane turbamento alcuno, mentre la somministrazione di antiandrogeni può portare effetti femminilizzanti (gonfiore mammelle, ad esempio) poco simpatici…Ci ripensi Dottore!!

  4. Articolo ben scritto, non c’è che dire; per quanto riguarda il contenuto, a me non fa ridere e mi dispiace non riuscire a leggerlo nella sua veste umoristica.
    I padroni maschi che hanno più o meno ironicamente a cuore i testicoli dei loro cani, come se fossero un’estensione dei propri, mi lasciano molto perplessa.

    • adoro gli articoli di Marco Carucci, ma stavolta ho pensato proprio la stessa cosa…perchè imbottire di farmaci il povero bestio pur di assecondare una sciocca e tutta umana idea di “cane coi testicoli=cane macho cane castrato=cane effeminato”???!!! mah…

  5. Son d’accordo anch’io, ma lei quindi è un medico per bipedi?…Se lei è vero, mi dica dove stà, lei cura le persone solo leggendola…su 20 medici, come lei ne avrò trovato uno!!!!! PS non parliamo dei vet!!! SE fossi stata un dott per bipedi….mmmhhhh uno scherzetto al vet glielo avrei fatto XD…io sono sadica per queste cose.

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