sabato , 18 novembre 2017
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“I cani in esubero si abbattono”: lo dichiara l’assessore di Imola

di VALERIA ROSSI – Ringrazio chi me l’ha segnalato su FB, perché  forse non ne avrei mai saputo nulla, visto che la notizia è stata riportata solo dai giornali emiliani: tale Antonio De Marco, assessore al bilancio del comune di Imola, di fronte ad una mozione del M5S che avrebbe previsto uno sconto fiscale per chi adotta un cane dal canile, ha rilasciato la seguente, allucinante dichiarazione:

Questo signore non soltanto ignora che dal 1991 (e cioè da 24 anni, che non sono proprio bruscolini) i cani “in esubero” non vengono più soppressi, ma si lancia anche in disquisizioni che sarebbero state bene a Zelig: “il cane serve a fare la guardia, se è bravo va a tartufi (quindi tutti gli altri cani che non vanno a tartufi non valgono un tubo?), se è piccolino fa il pet…” e qui si scopre che secondo il De Marco,  “pet” è una sigla (P.E.T.?) che sta per “personal… eehhhhh eccetera“,  perché non sa più come continuare.
Ettecredo, visto che “pet” significa semplicemente “animale da compagnia” in inglese.
Ora il Movimento 5 stelle chiederà le dimissioni dell’assessore: ma la cosa che mi ha preoccupato di più, in questo siparietto politicomico, non è stata tanto la boutade dell’ignorantone, quanto i commenti che ho letto sul blog di Beppe Grillo.
Fortunatamente la stragrande maggioranza dei commenti è indignata (e anche tendenzialmente violenta: gli “abbattiamo lui” si sprecano), ma alcuni begli spiriti si sono dimostrati quasi dispiaciuti che la legge quadro 281/91 vietasse la soppressione dei cani.
Riporto alcune “perle di saggezza” affiorate qua e là:

“Sono d’accordo che pagare 450 euro a un cittadino sia meno costoso che 1000 a un canile ma il fatto che la legge quadro sia scritta da delinquenti magna magna non significa che l’assessore avesse tutti i torti. Scusate ma pagare 1000 euro annui per un cane randagio mi fa propendere per l’abbattimento e non me ne frega un ca##o se è illegale, il vero illegale è chi scrive simili leggi di merda”.

Poi c’è il fulgido esempio di mente aperta e di disponibilità alla discussione:

“Sarà una misura crudele ma nn possiamo permetterci di mantenere a vita migliaia di cani e gatti. In alternativa creiamo un registro degli amici dei cani e costoro contribuiranno di tasca propria al pagamento del costo dei canili e gattili. Io nn credo che le mie tasse vadano sperperate in qst modo quando un invalido civile prende 280 euro mensili di pensione.
PS evitate di scrivermi quanto siete indignati dalle mie parole: in primis nn me ne può fregare di meno delle opinioni di chi preferisce, come Hitler i cani agli esseri umani, in secundis nn torno a leggere i commenti. Ho altro da fare”.

Immancabile, ovviamente, il “perché nessuno pensa ai bambiniiiiii”:
Difendete i bambini che non hanno da vivere (sono milioni nel mondo) o sono sfruttati e non fatela così grossa per i cani.

Tutti commenti che indicano quanto il Mahatma Gandhi avesse ragione, dichiarando che “La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.
Evidentemente la nostra, di nazione, non è né grande, né moralmente progredita, come possiamo constatare ogni giorno.
Ma non solo: abbiamo pure l’abitudine di cercare di coprire una magagna creandone un’altra (l’invalido civile prenderebbe forse di più dei 280 euro se si ricominciassero ad ammazzare i cani nei canili? Ovviamente no: ma noi italiani siamo incapaci di lottare, lavorare, sbatterci “per” qualcuno o qualcosa. Noi lavoriamo sempre “contro” qualcos’altro).
Funziona così la politica, funziona così la nostra società (è tutta colpa degli immigrati, è tutta colpa degli zingari, adesso è pure tutta colpa dei cani…), funziona così perfino la cinofilia.
Forse siamo noi i veri P.E.T. : Persone Estremamente Tarate.
Ciò non toglie che chiedere le dimissioni del De Marco sia assolutamente lecito, non tanto per la sua incapacità di provare sentimenti verso i cani (speriamo solo che non ne abbia uno!) quanto per il fatto che una persona così ignorante da non conoscere una legge vecchia di 24 anni non possa – senza se e senza ma – ricoprire un incarico politico.
Peccato che si tratterà di un bel pro-forma che non porterà da nessuna parte… perché se dovesse bastare l’ignoranza ad ottenere le dimissioni di un politico, il loro numero sarebbe stato sicuramente decimato da moltissimi anni.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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