lunedì , 20 novembre 2017
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Lavare la pipì: l’ordinanza di Piacenza fa discutere, ma…

di VALERIA ROSSI – Grandi discussioni e grandi polemiche su Facebook (come ha scritto un lettore qualche giorno fa, le cavolate  “si prestano particolarmente bene allo scontro dei commenti sul web, perche l’investimento è minimo e ci si puo’ scannare allegramente senza impegno”) a proposito dell’ordinanza del sindaco di Piacenza che ha imposto ai proprietari di cani di portarsi dietro una bottiglietta d’acqua per lavare anche le pipì, oltre a raccogliere le pupù.
“Perché non hai scritto niente su questa storia?”, mi chiede qualcuno.
“Dicci il tuo parere!” mi ingiunge qualcun altro.
D’accordo. Il mio parere è che si tratti, appunto, di una cavolata.
Una sparata fatta giusto per accontentare qualche cittadino rompipalle (non mancano mai) e destinata a finire in una bolla di sapone, tanto che lo stesso sindaco Dosi, a “La Stampa”, ha dichiarato che “l’ordinanza è soprattutto dissuasiva, anche perché con le carenze di organico dei vigili non sarà facile farla rispettare“.
E allora, di cosa discutiamo? Del solito nulla.
D’altronde nello stesso articolo vengono citati altri tipici esempi di “ordinanze estive” che vanno dal divieto di far volare droni (maddài!) a quello di esibire oggetti volgari agli addii al celibato o a quello di ballare in spiaggia.
Ma per favore: chi mai potrebbe far rispettare ordinanze del genere? Ve li vedete i vigili di Cervia (perché è qui che è stata promulgata l’ordinanza) che si presentano a tutti gli addii al celibato e perquisiscono tutti i presenti in cerca di “oggetti volgari”?
E poi chi stabilisce il quoziente di volgarità? No, perché il dildo da mezzo metro magari lascia poco spazio all’interpretazione… ma la sega con relativo ceppo da tagliare (l’hanno tirata fuori pure al mio matrimonio) è un normale attrezzo da lavoro, o la connotazione maliziosa la rende multabile?

pipruotaIo credo che a Piacenza nessuna pipì canina verrà mai sanzionata, a meno che il proprietario non decida di farla fare al suo cane proprio sotto il naso del vigile (sempre che ne trovi uno), o magari direttamente sulle sue gambe. Allora sì, che magari si beccherà la multa.
In ogni altro caso credo che non succederà assolutamente nulla, e che quella della pipì resterà una semplice questione di educazione: non ci vuole poi molto ad impedire al proprio amico a quattro zampe di annaffiare portoni, motorini e – perlappunto – gambe umane.
L’ordinanza, forse (ma molto forse) aiuterà qualcuno a capire che si può anche gestire in modo civile la questione “deiezioni”: e se serve la spada di Damocle della multa in agguato, significa solo che fino ad oggi troppi proprietari se ne sono bellamente infischiati del rispetto per gli altri.
Per questo, in fondo, non la trovo neppure una scelta scellerata, anche se trovo abbastanza comica l’idea che i proprietari maschi debbano munirsi di borsetta per portarsi dietro la bottiglietta d’acqua… con la quale spargere meglio la pipì su una zona più ampia, ovviamente, perché per “lavarla” davvero occorrerebbero litri d’acqua e magari anche un detergente (oddio, magari la pipì dello yorkie la neutralizzi pure con la bottiglietta… ma quella dell’alano?).
In sostanza, credo che questa ordinanza verrà ignorata dai più, o magari rispettata da qualcuno per una quindicina di giorni e poi dimenticata per sempre, come spesso accade alle ordinanze inapplicabili.
Per questo non mi sembrava neppure il caso di parlarne.
L’unico argomento di discussione “seria” potrebbe essere il tempo perso da questa e da altre amministrazioni comunali, pagate con soldi pubblici, per discutere, votare, approvare, trascrivere tutte queste “ordinanze estive” che sortiscono l’unico effetto di far perdere tempo anche ai giornalisti (ma ben vengano, se serve a distoglierli dall’allarmismo sui “cani killer”!) e ai lettori.
Ma questo, appunto, sarebbe un argomento di un certo spessore: quindi non ne parla nessuno.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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