giovedì , 23 novembre 2017
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L’abbandonatore “modello”, ovvero colui che si rifiuta di trovare soluzioni

di SILVIA NITRATO IZZO – Ebbene si, non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo. I cani e i gatti (ma anche uccellini, pesci rossi e coniglietti) non si abbandonano. In un paese civile che ama e tutela gli animali dovrebbe essere cosa scontata. Eppure ogni anno siamo alle solite. E ci tocca ripeterlo. E ripeterlo, ancora e ancora.

abbandono-animaliVi prego, non abbandonate i vostri amici. Arriva l’estate, il caldo comincia a farsi sentire, le vacanze tanto attese sono alle porte, ma chi lo tiene il nostro quattro zampe quando saremo fuori?
Mamma e papà non ne vogliono sapere, la pensione costa troppo e io alla vacanza non rinuncio. E così al primo cassonetto o alla prima curva di una strada desolata ti scarico giù dalla macchina e me ne vado senza voltarmi indietro. Tanto te la saprai cavare da solo. Sei un cane.
Davvero non riesco proprio ad immaginare che sembianze possa avere uno che fa una cosa del genere. Ha i baffi? E’ biondo? Alto? Basso? Magro o grasso? Sono più uomini o donne? Giovani o adulti? Non saprei proprio… e comunque poco importa perché, a parte gli scherzi, chiunque sia capace di compiere un gesto tanto vile non può che essere una persona fredda, insensibile e con una cultura cinofila pari a zero.
A volte si tratta del cane di famiglia, magari preso un po’ per caso, per far contenti i bambini che lo desideravano o per risolvere il problema a qualche amico che non sapeva a chi darlo. Oppure si tratta di intere cucciolate, capitate anche queste per caso, perché non si è stati attenti e ci si è lasciati scappare la cagnetta in calore che ha combinato il “guaio”. E adesso a chi li do? Chi se li prende 5 cuccioli fantasia in piena estate? E via nel cassonetto.

bastardo1hv6Quando ero più piccola vicino al nostro terreno non c’erano centri abitati, ma solo chilometri di campagna. Per cui era molto frequente, soprattutto in estate e soprattutto perché fuori dalla nostra proprietà c’è scritto “Centro Cinofilo”, che il disgraziato di turno venisse a disfarsi del “problema” davanti al nostro cancello. E così arrivò la piccola Bixie, cucciolina di nemmeno 40 giorni che con molto coraggio si spinse fin su alla salita del nostro parco in cerca di aiuto e trovò noi.
Abbandonata da qualche individuo senza scrupoli in pieno agosto.
E come lei tanti altri ancora. Abbandonati in campagna e davanti a un centro cinofilo. D’altronde c’è chi fa lo stesso con i neonati davanti agli orfanotrofi.
Abbandonarono anche Micio Micis e Micia Micis, due bellissimi gattoni grigi dentro uno scatolone, davanti ad un Centro Cinofilo (sempre il nostro) il che ha dell’assurdo, visto che fuori c’è scritto CINOFILO. Eppure i due gattini impararono subito a cavarsela nel nostro terreno, rispettando i confini della zona cani e vivendo una vita felice.
O come un noto ex calciatore della Roma, di cui non farò il nome, che prima di rientrare nel suo paese d’origine lasciò i suoi due cani in pensione da noi (un Pastore Tedesco e un meticcio) salvo poi sparire nel nulla, negarsi al telefono e smettere di punto in bianco di pagare la retta di mantenimento.
Il calciatore non è più rientrato in Italia e di fatto ha abbandonato i suoi due amici. Almeno ha avuto il buon gusto di non lasciarli per strada.
Ma c’è chi fa anche di peggio e i cani li abbandona in autostrada sotto il sole o i cuccioli li butta nel cassonetto, riducendo così per i poveri animali la possibilità di cavarsela.
Ma io dico, vuoi proprio compiere un gesto così orribile? Lascia loro almeno una possibilità di sopravvivenza.
Non dimenticherò mai da piccola il dolore che provai quando trovammo dentro il nostro terreno una busta di plastica bianca che era stata lanciata da fuori il cancello con dentro cinque bellissime cucciole di Maremmano che non avranno avuto nemmeno 15 giorni. Provammo in tutti i modi a salvarle, ma non ci fu nulla da fare e a causa del volo morirono tutte. Fu un’esperienza orribile.
Perché quello sciagurato non lasciò semplicemente la busta davanti al cancello?

cane-copiaPer fortuna oggi la sensibilizzazione sul tema dell’abbandono è più forte di qualche tempo fa e ci sono tanti bravi volontari che si occupano di soccorrere gli animali lasciati al loro destino, che si tratti di cassonetti, autostrade o campagne desolate. Ma il problema degli abbandoni estivi ancora non è risolto ed è quindi necessario continuare a parlarne.
Quello che mi viene da dire è che, a prescindere dalla legge reale e morale che vieta un’azione simile, al giorno d’oggi esistono davvero talmente tante realtà cinofile a disposizione degli utenti che non riuscire a trovare quella che faccia al caso nostro, significa proprio non averla voluta cercare.
Se prima di pensioni ce ne erano poche, oggi ce ne è a bizzeffe. C’è quella a 5 stelle e quella più economica. E se non si ha la possibilità di permettersi l’albergo stellato per il proprio amico, si può tranquillamente ripiegare su quella low cost. Basta che sia seria e gestita da professionisti, in fondo al cane interessa essere trattato bene, poi che la struttura sia meravigliosa o più semplice ed essenziale interessa solo a noi. E comunque sia, meglio il piccolo ostello della gioventù della strada, non credete?
Poi ci sono milioni di dog sitter in giro per l’Italia, vuoi che non ne troviate uno che faccia al caso vostro? Quello che incluso nel prezzo ti ci mette anche lavaggio, stiraggio, tolettatura e favola della buonanotte compresa (si scherza, eh!)?
C’è quello che viene a casa tua, quello che se lo porta a casa. Quello che gestisce il piccolo asilo o il negozio di animali sotto casa con una rete infinita di operatori cinofili pronti al caso vostro. Ci sono anche siti web che mettono in contatto persone disposte a tenere il vostro cane  a casa per le vacanze.

abbandono-cani-campagnaOra so anche che questo è un argomento molto delicato e del quale si discute spesso nei salotti cinofili. Non di rado, infatti, si aprono scanni e dibattiti sulla questione ed è anche vero che il proliferare di tutte queste figure professionali non ben qualificate non sia proprio un bene per la cinofilia. Insomma si sono buttati un po’ tutti a capofitto in questo mestiere e riesce difficile capire chi sia davvero affidabile e chi invece sia un improvvisato dell’ultimo minuto. E per lasciare il proprio amico c’è bisogno di potersi fidare. Ecco perché, personalmente, non amo tutto questo immenso universo parallelo di “cinofilia a domicilio”, perché se non si è seri professionisti si possono fare grandi casini.
Sono e rimarrò sempre dell’idea che per lavorare professionalmente con i cani serva tantissima esperienza, soprattutto quando si ha la responsabilità di tenere il cane di un altro. Il mio consiglio è quindi quello di rivolgersi sempre ad una struttura di fiducia o al dog sitter che si conosce ed è referenziato, anche se questo significa spendere un pochino di più. Ma il cane è un essere vivente e sono dell’idea che per il nostro amico sia d’obbligo scegliere sempre il meglio che possiamo permetterci magari facendo anche qualche piccolo sacrificio.
Poi, ecco, se proprio il mio consiglio non volete ascoltarlo e di spendere quei soldini in più non ne volete sapere… se proprio siete sul punto di compiere quel gesto orribile, fermatevi e riflettete che ad oggi ci sono talmente tante soluzioni per voi che anche la meno titolata o la più improvvisata è sempre e comunque meglio della strada.

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