martedì , 21 novembre 2017
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Una cittadina spagnola mostra grande civiltà. I commentatori no.

di VALERIA ROSSI – La notizia è, purtroppo, ottima da una parte ma piuttosto insignificante dall’altra. Non è infatti “la Spagna”, come qualcuno ha scritto, ad avvicinare i diritti di cani e gatti a quelli degli umani; e non è neppure “una città” spagnola. E’ soltanto un micropaese di 330 abitanti, che si chiama Trigueros del Valle e che vedete nella foto di apertura.
Questo significa che in realtà non cambia quasi nulla nella situazione (pessima) dei diritti degli animali in Spagna (per questo parlo di “notizia piuttosto insignificante”): ma “quasi” è la parola chiave.
Infatti è positivissimo che un sindaco spagnolo, per quanto amministratore di un paesino-ino-ino, abbia dato un segnale di grande civiltà che forse – chissà – potrebbe essere recepito da altri.
Dopotutto, da qualche parte si deve pur cominciare: e anche se davvero il sindaco in questione l’avesse fatto “per farsi pubblicità”, come sostiene qualche maligno… l’avrebbe comunque fatto.
“Cosa” abbia fatto di preciso, in realtà, non lo sa nessuno: mentre “La Stampa” sostiene che “l’intenzione del consiglio è quella di definire i quattrozampe come “residenti non umani”, dando loro diritti simili a quelli di uomini e donne“,  su “Greenstyle” si legge che “sebbene poche indiscrezioni al momento siano emerse sul documento relativo, una lista di tredici articoli, sembra che agli amici a quattro zampe verrà riconosciuto lo status di esseri senzienti e, pertanto, sarà loro garantito il diritto al rispetto, alla dignità e all’equità. Un proposito che, in sostanza, si potrebbe tradurre nel divieto a “qualsiasi azione che possa causare mutilazioni o la morte dei residenti non-umani”.
Che non è proprio la stessa cosa, ma che resta comunque un’eccellente decisione, specie in un Paese che non ha mai brillato particolarmente per il suo amore per gli animali (vedi corride, vedi perreras, vedi gli orrori relativi ai levrieri da corsa e così via).
Ma come commentano gli italiani, di fronte a questa notizia?
Abbiamo di tutto e di più.
Oltre ai “normali” apprezzamenti per il sindaco, infatti, abbiamo i sarcastici DOC (uno per tutti: “E soprattutto auspico che tra i diritti di cani e gatti rientri anche quello di contrarre matrimonio, con assegni familiari e diritto all’adozione, anche di specie diversa. Sulla reversibilità avrei qualche riserva, sempre che il legittimo proprietario non abbia provveduto a versare i contributi all’INPS quantomeno per uno dei due coniugi”); abbiamo quello che potrei definire solo “un pazzo furioso”  (“Malati mentali. Speriamo che la città venga colpita quanto prima da malattie portate da cani e gatti e che venga appestata dai ratti) … e soprattutto abbiamo una vera e propria compilation di commenti benaltristi.
Li trovate tutti in fila su questa pagina FB, se non volete perdervene nessuno: ma se vi basta qualche esempio, ecco qua:

In compenso li uccidono nelle perreras dopo soli 10 giorni (e almeno questo è rimasto al tema “animali”)

– E magari cacciano via gli immigrati disperati? Speriamo che anche quelli abbiano gli stessi diritti.

– E i marò? Ogni tanto ci pensate??? (cosa c’azzecchino poi i marò con la Spagna, questo me lo deve spiegare)

Dulcis in fundo, arriva addirittura la chicca antiabortista:
E i feti nella pancia delle mamme? Quelli si possono uccidere? Non hanno diritti? Nessuno li difende? Omicidio di Stato senza possibilità di difesa da parte del condannato. (nessuno pensa ai bambinichenonsonoancoranatiiiiiiiiiii!!!, ha commentato il figlio).

Bene: solitamente io mi sforzo di rispettare tutte le opinioni, anche quelle dei pazzi fanatici (sono esseri umani pure loro, porelli). A volte cerco perfino di dialogarci, molto più spesso li evito… ma rispettarli, li rispetto, almeno nel senso che non ritengo che vadano spianati col napalm.
Ritengo che dovrebbero fare migliore uso di ciò che si trova tra le loro orecchie, ma penso anche che senza opinioni discordanti il mondo sarebbe molto più noioso, quindi alla fin fine c’è posto per tutti.
Quelli che mi danno davvero tanto fastidio, più fastidio ancora dei fanatici, sono appunto i benaltristi. Quelli che, qualsiasi cosa si dica o faccia, devono per forza sminuirla facendo presente che c’è “ben altro” a cui pensare.
Che ci sono problemi più gravi.
Che queste (di qualsiasi cosa si parli) sono solo sciocchezze.
Ovviamente hanno vita facile, perché non esiste nulla al mondo che non possa essere paragonato a qualcosa di più serio e più grave. 
Parli di cani? Salta fuori che bisognerebbe pensare ai bambini.
Fai qualcosa per i bambini italiani? Dovresti pensare ai bambini cinesi sfruttati come schiavi.
Combatti per i diritti dei bambini cinesi? Stanno peggio i bambini africani che muoiono di fame.
E poi ci sono sempre le priorità personali, che variano da persona a persona.
Perché… aiuti i bambini africani? Eh, no! Dovresti pensare a quelli cinesi: essere sfruttati come schiavi è peggio che morire di fame!
Il limite (della scemenza benaltrista) è il cielo: il che renderebbe forse possibili solo le Grandi Discussioni sui Grandi Temi.
Che so: “Dio esiste?”, “Cosa ci stiamo a fare, su questo mondo?” e via filosofeggiando.
Ma ho la vaga impressione che i benaltristi, a questo punto, rovescerebbero i termini della questione e salterebbero fuori con commenti tipo: “Sì, vabbe’, ma intanto che voi perdete tempo a chiedervi se Dio esiste io non so se comprare la pasta Barilla o quella Agnesi”.
Perché, alla fin fine, le Scelte Fondamentali, i Temi Davvero Importanti per la vita loro, sono quelli che li toccano da vicino. Il resto è tutta fuffa.
Io chiederei – proprio in ginocchio – a tutti i benaltristi di FB (e anche a tutti gli altri) di astenersi dal commentare qualsiasi notizia: tanto i loro commenti sono rigorosamente e assolutissimamente inutili per l’umanità.
Ma se proprio non riescono a controllare il loro desiderio compulsivo di trovare “di peggio”, mi piacerebbe che almeno si stessero zitti e muti sui temi cinofili. Così, almeno, anch’io risparmierei tempo e dita evitando di scrivere articoli come questo.
Tanto, guardate, siamo già tutti d’accordo: i bambini (africani, cinesi o  italiani che siano) sono più importanti. Anche le guerre sono più importanti; anche l’immigrazione; anche l’AIDS.
Il fatto è che a voi continua a sfuggire una piccola cosa fondamentale: che aiutare i cani non impedisce a nessuno di aiutare anche i bambini (e lo stesso vale per tutto il resto).
In realtà è molto più facile che chi passa il tempo a fare tutte ‘ste overdose di benaltrismo su FB non aiuti nessuno dei due.
Quindi, al momento, io sono ben felice di aver letto questa piccola notizia del sindaco di una minuscola cittadina che ha deciso di dare un bel segnale di civiltà.
Provo a vedere il bicchiere mezzo pieno: questa decisione non impedirà che la Spagna continui ad avere scarsa considerazione per i diritti degli animali, verissimo. Però, se non ci fosse stata, tutta la Spagna ne avrebbe avuto scarsa considerazione. Invece, così, ce l’avrà tutta la Spagna meno 330 persone.
E’ poco? Forse sì… ma da che mondo è mondo si dice “meglio poco che niente”.
Purtroppo i benaltristi la pensano diversamente: loro pensano “o tutto, oppure meglio niente”.
E siccome “tutto” non si potrà mai fare… questo li rende, nella stragrande maggioranza dei casi, degli inutili nullafacenti, dannosissimi proprio per quell’umanità che vorrebbero salvare (ovviamente a botte di commenti su FB).

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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