lunedì , 20 novembre 2017
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Canile lager di Gessate: dubbi e perplessità

di VALERIA ROSSI – E’ apparsa su diversi giornali, ieri, la notizia del sequestro di 65 cani avvenuto in un “canile lager”, ovvero in un allevamento amatoriale abusivo, a Gessate (MI).
Si parla di cani morti di stenti, tenuti al buio senza acqua né cibo, somministrazione di medicinali scaduti e di altre varie atrocità… ma una cosa mi ha lasciato decisamente perplessa: le foto.

immagini_non-adatteSulla pagina FB di Today.it, infatti, si parla addirittura di “immagini che potrebbero turbare la sensibilità” dei lettori.
Ma se vai a vedere (scopo primario di disclaimer come questo, suppongo…) cosa trovi?
Quella che io ho usato come foto di apertura (visto che non mi sembra che possa turbare proprio nessuno).
Un box (brutto, per carità) con dentro una cagna legata, sì, con un pezzo di corda, ma in buone condizioni di forma; un’altra cagna con la sua cucciolata, anche lei in buone condizioni; dei cuccioli in un altro box, anche loro belli cicciottelli e apparentemente nè spaventati, né particolarmente disagiati.
Immagini pressoché identiche ricorrono sugli altri giornali: su “Il Giorno” c’è qualche foto in più ed è indubbio che i box siano al buio, decisamente fatiscenti e non puliti (ma se qualcuno fosse arrivato nel mio allevamento all’alba, prima del giro di pulizia-cacche, avrebbe trovato più o meno la stessa bella visione)… ma io tutti  ‘sti  cani maltrattati e sofferenti proprio non riesco a vederli, almeno non in queste immagini.
Che poi il canile fosse abusivo, che ci fossero medicinali scaduti (ma forse, se cerco bene, li trovo anche nell’armadietto di casa mia: ovviamente controllo prima di usarli, ma non è che stia lì ogni giorno a guardare tutte le date e a buttare quelli non più utilizzabili!) e che ci fossero altre violazioni della legge, non lo metto in dubbio: però, prima di postare i soliti commenti “sobri e misurati” che si leggono su FB (alcuni esempi: “mettetelo in gabbia e trattatelo come ha trattato sti poveri animali!”, “maledetto devi morire tu di stenti di fame e di dolori atroci”, “Fate giustizia da soli… bruciatelo vivo e così sarà giustizia!!!” … eccetera), qualche domandina me la farei.
Tanto per cominciare: chi è questo signore, di cui nessun giornale fa il nome?
Io ho provato a googlare un po’, partendo dal fatto che tutti lo definiscano “titolare di campioni del mondo”. Allora, dato per scontato (o quasi) che a Gessate (comune di circa 9000 abitanti) i segugi italiani campioni del mondo non pulluleranno… direi che potrebbe trattarsi della persona incensata in questo articolo. Ora, io mi chiedo: un abituale frequentatore (e pure vincitore, ma questo non conta) di esposizioni canine, come può tenere i propri cani in condizioni di fame, sete e stenti vari? Non è che i Giudici siano cecati, né che amino i maltrattatori di animali: se un cane non è in ottima forma, col cavolo che vince una Mondiale… ma col cavolo che vince anche un’esposizione amatoriale.
Queso signore teneva bene i cani da show, ma malissimo tutti gli altri? Certo, è possibile: ma fatemeli vedere, allora, i cani maltrattati e denutriti! Perché nelle foto io non li vedo.

gessate_carabCosì a orecchio, dunque (senza conoscere né il tizio, né i cani, né l’esatta situazione, sia chiaro! Parlo solo in base a ciò che leggo sui giornali e sulle foto che sono state pubblicate), mi vien da pensare che ‘sto signore allevasse, sì, abusivamente e senza pagare le tasse (il che non è bello, ma… quaaaaanto diffuso è!) e che tenesse effettivamente i cani in box nei quali personalmente non avrei tenuto neanche un peluche… ma anche qui, purtroppo, ho visto di molto, ma molto peggio: di canili del genere è letteralmente piena l’Italia.
Uno di questi, appartenente a sua volta ad un cacciatore (ma non intendo generalizzare: è una coincidenza. Ho visto di peggio anche nell’ambito di ben altre razze), l’ho segnalato personalmente alle Forze dell’Ordine… che dopo averlo visitato hanno concluso che andava bene così!
Il mio maggiore dubbio riguarda i cuccioli “morti di stenti” di cui tutti i giornali parlano, ma che nessuno mostra. Qui mi piacerebbe davvero capire: dove stavano? E come e perché sarebbero morti, visto che invece i cuccioli fotografati sembrano tutti in buona salute?
Io non vorrei che magari avessero trovato UN cucciolo morto in una cucciolata (ahimé, può succedere) e che la cosa fosse stata un filino ingigantita dai giornalisti.
Perché, diciamolo, le immagini mal si accordano col resoconto scritto. E certo, si potrebbe pensare che le immagini cruente ci siano state risparmiate per evitare di impressionarci… ma allora perché parlare di immagini che “potrebbero turbare la sensibilità” di chi le guarda, quando non c’è proprio alcun motivo di turbamento nelle foto pubblicate?
Concludendo, io resto molto perplessa di fronte a questa notizia.
E pur dando (quasi) per scontato che la maggior parte dei cacciatori – anche se non  tutti – abbiano una visione del cane decisamente discordante da quella di noi “mammine premurose”, e che la loro cultura cinofila non sia quasi mai il top dei top… io mi chiedo, malignamente, cosa sarebbe successo se invece di segnalarlo “io”, il canile maltenuto e malgestito di cui sopra, l’avesse segnalato un qualsiasi parlamentare. E, viceversa, cosa sarebbe successo se fossi stata io a mandare le Forze dell’Ordine a visitare quello di Gessate.
Sia chiaro, anzi chiarissimo: NON approvo quei box, quelle condizioni igieniche e tantomeno il fatto che qualcuno allevi e detenga cani abusivamente. Che questo signore venga punito mi sta benissimo, e non intendo giustificarlo nè col fatto che “lo facciano tutti”, né sostenendo che “ci sia di peggio”.
Nessuna delle due è una scusante valida, per carità. Però, prima di augurargli di morire fra atroci tormenti, qualche domandina me la farei.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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