martedì , 21 novembre 2017
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I perché cinofili: perché il cane può mangiare carne avariata e bere acqua sporca?

di VALERIA ROSSI – La risposta alla domanda è molto semplice: perché possiede  enzimi digestivi molto più potenti dei nostri, in grado quindi di digerire “anche i sassi” (tra virgolette perché è solo un modo dire: quelli in realtà NON li digeriscono, e i cani che li mangiano rischiano grosso e devono essere operati).
Più interessanti, forse, le varie implicazioni: perché da questa innegabile verità sono nate anche leggende metropolitane tipo quella secondo cui il cane dovrebbe mangiare solo carne avariata (la diceria era molto più diffusa in passato, ma ancora oggi c’è chi lascia marcire un po’ la carne prima di darla al cane, convinto che “gli faccia meglio” se comincia a puzzare un po’, o che questo “aiuti il suo sistema digerente a mantenersi attivo”.

jenaOvviamente non c’è nulla di vero nella prima credenza: il cane non è una jena (e poi, a dire il vero, neanche le jene mangiano solo carogne: se capita gradiscono, e parecchio, anche le prede fresche!) e dargli sempre e solo carne avariata significa sottoporre il suo pancreas a un superlavoro del tutto inutile.
Non è invece del tutto falsa la seconda: molti enzimi, per restare attivi e funzionali, hanno bisogno di “tenersi in allenamento”. Un esempio per tutti: l’enzima lattasi, deputato all’idrolisi enzimatica del lattosio in glucosio e galattosio (e quindi, in pratica, alla digestione del latte) non viene più prodotto negli animali adulti a cui non vengono più somministrati latte e latticini. Per questo motivo il cane adulto che non riceve più latte dopo lo svezzamento, qualora gli capiti di berne, solitamente reagisce con un bel diarreone: se però allo stesso cane si continua a somministrare latte anche in età adulta, il problema non si verificherà perché la produzione di lattasi non si fermerà.
Questo significa che un cane alimentato sempre e solo a crocchette, per esempio, potrebbe aver perso la capacità di digerire la carne putrefatta e, qualora gli capitasse di mangiarne, potrebbe avere disturbi.  Se invece ogni tanto gli somministriamo un po’ di carne non esattamente freschissima, continuerà a digerirla senza problemi (ovviamente dipende da quanto ci interessi che mantenga questa capacità: se siamo abituali frequentatori di boschi e campagne, per esempio, potrebbe esserci utile avere un cane che, trovando un animale morto, può mangiarselo senza risentirne. Se viviamo al centro di Milano, la cosa ci interesserà probabilmente di meno).

pozzangheraAltre dicerie in merito sono quelle di segno opposto: ovvero, la preoccupazione dei proprietari qualora il cane mangi qualche pezzo di carogna trovata nel bosco, o addirittura beva da una pozzanghera o da un fiumiciattolo non proprio cristallino.
Sento molto spesso signore umane (perché queste preoccupazioni sono quasi sempre di tipo “materno”) esclamare cose come “nooo!!! Non bere quell’acqua sporcaaa!” (acqua piovana che ha formato una pozzetta al campo, per esempio… o addirittura “ciotola usata” da altri cani: sono in molte a portarsi la ciotolina personale da casa!).
Il cane è “attrezzato” per far fuori la stragrande maggioranza dei batteri che possano entrare nel suo organismo: non c’è alcun motivo di andare in ansia.
Certo, è sensato allarmarsi se il cane raccoglie porcherie da terra qualora si pensi alla possibilità di bocconi avvelenati: ci mancherebbe altro!
Ma se si tratta solo di qualche vecchia carogna evidentemente mai toccata da mani umane, possiamo stare tranquilli: l’unico rischio è che si possa trattare di un topo avvelenato da qualche rodenticida.
In tutti gli altri casi, anche se la carogna è lì da un bel po’ di tempo, il cane non avrà grossi problema a digerirla: e se proprio non è più “allenato” a digerire alimenti di questo tipo, il massimo che potrà capitargli sarà il classico “squaraus”. Poco piacevole, specialmente quando bisogna raccoglierlo… ma nulla di drammatico!
Insomma: un cane sano può mangiare praticamente di tutto… esclusi proprio i sassi.
La cosa non vale, ovviamente, per i cani con disturbi digestivi (soprattutto se affetti da insufficienza pancreatica), nel qual caso anche il minimo sgarro dalla dieta prescritta dal veterinario potrebbe comportare problemi seri.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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