venerdì , 17 novembre 2017
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Brutte storie, belle persone

di VALERIA ROSSI – Intanto che noi ci godevamo le vacanze, succedevano alcune brutte storie con protagonisti i cani: a volte nel ruolo di vittime, altre volte in quello dei “colpevoli” (sempre tra virgolette, perché un cane non ha senso morale e quindi, se fa del male, non lo fa MAI con la consapevolezza di farlo… a differenza degli uomini). In due di questi casi, però, le reazioni di alcuni umani mi hanno ridato un minimo di fiducia nella mia specie.
Sto parlando del caso di Snoopy, il cane ucciso sul balcone di casa sua, e di quello di Raul, il rottweiler che morso al viso una bimba di undici anni.
L’uomo che ha sparato a Snoopy, dopo aver confessato, ha detto di essere dispiaciutissimo perché “non aveva idea di poter uccidere”, visto che ha usato una carabina di libera vendita, che non necessita neppure di porto d’armi: poco più di un giocattolo.
Il livornese ha detto di aver sparato solo per intimidire il cane, che lo infastidiva con il suo abbaio: non pensava assolutamente di poterlo colpire. Che si creda o meno a questa versione, non è certo lui la “bella persona” a cui faccio riferimento nel titolo: uno che spara in direzione di un cane, che pensi o meno di poterlo uccidere, di sicuro non vuole fargli una carezzina (semmai, per spaventarlo, bastava sparare in aria, no? C’era bisogno di puntargli addosso l’arma?).
E comunque non si usano armi da fuoco contro nessun essere vivente. Stavolta mi metto io nei panni di quella che ulula “nessuno pensa ai bambiniiiii?”… perché mi chiedo cosa farebbe un essere del genere se a dargli fastidio, magari giocando rumorosamente, fosse appunto un bambino.

snoopy_livorno1No, nessuna comprensione e nessuna simpatia per lo sparatore:  le belle persone sono state, invece, quelle che hanno manifestato solidarietà alla signora Vincenzoni, l’umana di Snoopy, scendendo in piazza e manifestando. Pacificamente, anche se qualche insulto non è mancato (dopotutto… quando ce vo’ ce vo’), e civilmente, contenendo la propria rabbia e limitandosi per lo più a chiedere giustizia.
Una giustizia nella quale purtroppo speriamo poco, viste le pene ridicole previste per chi uccide un animale indifeso e tutte le attenuanti che salteranno fuori (prima fra tutte, la dichiarazione di non aver avuto intenzione di nuocere. Ed io ripeto: se non vuoi nuocere, non spari addosso a nessuno).
In ogni caso trovo molto, ma molto positivo che “solo per un cane” si siano mosse 400 persone. E mi sono piaciute anche le parole della stessa proprietaria di Snoopy, che ha dichiarato: “Non mi resta che desiderare che la giustizia penale faccia il suo corso e che il responsabile paghi per quello che ha commesso in base alle leggi che esistono sulla tutela degli animali. Nessuna giustizia sommaria, non serve a niente, non è certo con il linciaggio o con la gogna che si fa giustizia”.
Ammiro davvero questa signora: io non so se sarei riuscita ad essere altrettanto equilibrata, conoscendo l’identità dell’assassino del mio cane.

rottraulNel caso del rottweiler, la bella – anzi bellissima – persona è proprio la ragazzina ferita, Mariella, che ha ammesso di aver fatto qualcosa di sbagliato e ha insistito affinché il cane rimanesse a casa propria. Tra l’altro sembra che Raul soffra di otite e quindi può essere stata anche solo una carezza a causargli dolore e a scatenare la sua reazione (un singolo morso, dopodiché il cane è corso via quasi fosse dispiaciuto. E probabilmente lo era… ma il cane è un animale, e al dolore reagisce d’istinto).
Bella persona la bambina, bella persona (e non per caso, credo) la mamma che ha catalogato il fatto come “un incidente, senza colpa di nessuno”: esattamente ciò che è stato.
Stavolta, infatti, sembra che non si possano attribuire particolari responsabilità neppure ai genitori, che erano lì vicino e che avevano chiesto espressamente ai bambini di lasciare in pace il cane: purtroppo i bambini non sempre ascoltano e non è neppure possibile tener loro gli occhi addosso ogni secondo.
L’unico appunto che si può fare è al fatto che il rottweiler fosse stato legato “perché c’era troppa confusione”. Probabilmente, se fosse stato libero, Raul avrebbe potuto allontanarsi anziché mordere, anche se avesse sentito male alle orecchie… ma questa è dietrologia cinofila che non serve a molto, se non magari a far riflettere altre persone che potessero trovarsi nella stessa situazione.
L’importante è che queste due storie tristi abbiano rivelato, per una volta, un po’ di vera “umanità” nelle persone coinvolte. Ovviamente sui social non sono mancati i commenti idioti, cinofobi e quant’altro: e ma per una volta non ho voglia di riportarne nemmeno uno.
Oggi preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno.
Una cosa, però, ci tengo a mostrarla – ma solo perché ho preferito prenderla in ridere, piuttosto che incavolarmi come forse avrei dovuto fare – ed è la foto che il TGCOM ha utilizzato per illustrare la notizia.
La foto è questa…

rottdracula
… e non è neppure la prima volta che la vedo pubblicata su giornali in cerca di facili sensazionalismi.
Lasciando pure perdere il fatto che questa immagine si prenda pesantemente a pugni con quella del vero Raul (pubblicata sopra), c’è il piccolo particolare che la bocca di questo cane non sembri proprio appartenergli, visto che nessun cane al mondo possiede degli incisivi come questi.
E non parliamo del fatto che questa povera bestia abbia i denti solo nell’arcata superiore (oltre ad una mandibola inquietantemente deviata).
Insomma, come mi ha scritto un lettore indignato, si tratta di “un fotomontaggio che un bimbo di 6 anni avrebbe potuto fare meglio”.
Era proprio il caso di utilizzarlo, per dare enfasi a quello che la stessa mamma della vittima ha definito “un semplice incidente”? Dobbiamo proprio scatenare cinofobia a gogò, a qualsiasi costo (anche a quello di fare questa bella figura da cioccolatai)?

rottdentiveriGiusto per chiarezza: gli incisivi dei cani “veri” sono fatti come vedete nella foto a sinistra (e anche in bocca al vostro cane, se avete voglia di guardarci): tutti della stessa dimensione, in numero di sei e non di quattro, senza spazi intermedi tra uno e l’altro.
La formula dentaria è ovviamente la stessa per qualsiasi razza, dimensione, sesso e così via.
I cani sono tutti cani e hanno tutti i denti fatti nello stesso modo.
Forse quello utilizzato dal TGCOM (e da tutti i loro degni compari di ignoranza cinofila) sarà stato il rottweiler del Conteddraculaaa, miiiiiiiiiiiiii!
Ed è proprio lì che dovrebbero stare certi giornalisti: in un film di Aldo, Giovanni e Giacomo.
In qualsiasi altro contesto, sono decisamente fuori luogo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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