lunedì , 20 novembre 2017
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Inutile fare campagne antiabbandono, se poi il cane in vacanza è discriminato

In questi giorni abbiamo ricevuto – con grande disappunto – diverse email che lamentavano vere e proprie “fregature” ai danni dei turisti con cani al seguito. Il caso più comune è quello degli alberghi che sostengono di accettare i cani, ma poi fanno discriminazioni in base al peso o alla razza (ovviamente rifiutando quelli di grande taglia): ma sono veramente pesanti da sopportare anche le imposizioni di cui racconta la lettera che segue, e che l’autrice ha inviato al nostro Governo, oltre che ai maggiori media e a tutte le associazioni protezionistiche italiane. La pubblichiamo integralmente, perché riteniamo che abbia ragione da vendere soprattutto quando sostiene che sia inutile fare campagne antiabbandono e poi remare contro chi vorrebbe portare il suo cane in vacanza con sé.

di DR. GIGLIOLA MAZZOCCHI PALMIERI – Da cittadina italiana sono abituata alle fregature e ai piccoli sotterfugi per indirizzare le scelte dei consumatori, ma ora mi sono stancata di essere presa in giro a spese mie.
Ad inizio giugno ho prenotato tramite il sito on line due camere con prima colazione in un Hotel di Bellaria-Igea Marina.
Dopo molto cercare avevo scelto questo hotel perché si leggeva chiaramente la scritta in verde “Gratis! Animali ammessi su richiesta. Non è previsto alcun supplemento.”
Poiché sono proprietaria di due cani di media taglia ho comunque precisato nello spazio “Richieste speciali” questa condizione e, durante la telefonata all’hotel per avere i dati per il bonifico, mi sono premurata di chiedere se c’era qualcosa che dovessi sapere per la presenza dei due cani. Mi fu risposto che erano ben accetti.
Peccato che il giorno in cui sono arrivata (8 agosto u.s.) mi è stato subito detto che I CANI  NON potevano entrare nelle sale comuni, NON potevano entrare nella sala ristorante (rendendoci quindi impossibile usufruire della colazione già pagata), NON potevano accedere alla spiaggia, sia privata che pubblica, e NON potevano accedere alla piscina, neanche sotto l’ombrellone.
Praticamente secondo il regolamento dell’hotel e della Capitaneria di Porto avrei dovuto tenere i miei cani chiusi nella stanza per tutto il giorno, salvo portarli fuori ogni tot ore per la passeggiata.
Quanto all’hotel, non intendo contestarne il contenuto (poiché ciascuno è libero di stabilire le regole che meglio crede per la propria struttura alberghiera), ma non è accettabile che le regole vengano comunicate solo dopo essere giunti sul posto e dopo aver pagato.
E’ un evidente caso di pubblicità ingannevole per omissione di informazioni che potrebbero indirizzare i consumatori a scegliere o meno un posto.
E purtroppo questa cattiva prassi è in auge in tutti gli hotel di Italia a quanto pare!
Quanto invece alla Capitaneria di Porto e alla Regione, sono ancora più indignata.
E’ assurdo e incostituzionale che chi ha un animale domestico possa portarlo solo in spiagge attrezzate a pagamento e che, pur pagando, comunque l’animale non possa accedere all’acqua per rinfrescarsi o giocare liberamente.
E’ al limite del maltrattamento obbligare un cane stare in spiaggia sotto il sole cocente e non dargli la possibilità di refrigerarsi.
Non è concepibile che non sia prevista la presenza di una spiaggia pubblica, non a pagamento, dove poter accedere con i propri animali domestici.
Al pari non è concepibile che si impedisca agli animali domestici, in punti precisi del litorale, l’accesso in acqua!
La sola presenza di animali non implica un danno o la messa in pericolo della salute dei bagnanti.
Non ci sono prove che la presenza in acqua degli animali costituisca un rischio per le persone.
Viceversa è provato che impedire ad un animale di refrigerarsi in acqua ne potrebbe causare la morte.
Ovviamente il giorno dopo (9 agosto u.s.), sono ripartita per Milano poiché non mi è stato possibile trovare un posto per due adulti e due cani in altri alberghi in zona. Così la mia settimana di vacanza è stata definitivamente rovinata perché nessuno, né i proprietari dell’hotel, né il sito on line, né la Regione si sono preoccupati di pubblicizzare le condizioni a cui i cani sono accettati nelle strutture e in spiaggia.
Per quanto riguarda i regolamenti regionali e della Capitaneria di Porto è evidente la violazione non solo del principio di motivazione degli atti amministrativi, visto che non è spiegato il motivo per cui si sia scelto di optare per il divieto assoluto di accesso alle spiagge e al mare degli animali, ma è anche una violazione del diritto costituzionale della libertà di movimento dell’individuo.
Impedire ai cani l’accesso alle spiagge e al mare significa limitare anche la libertà di movimento dei loro proprietari.
E’ evidente inoltre la disparità di trattamento tra i cittadini che posseggono animali domestici e cittadini che non li posseggono… per quanto chi possiede un animale domestico contribuisca a diminuire i costi per la collettività dal momento che si fa carico egli dell’accudimento di uno o più animali invece che demandarne la cura e la gestione ai canili pubblici.
Le campagne contro l’abbandono, grazie ai divieti regionali sulla balneazione degli animali domestici, sono del tutto inutili e schizofreniche e ridicole.
E’ ridicolo che lo Stato condanni penalmente i proprietari che abbandonano o maltrattano i propri animali e poi, non solo non metta in campo tutte le regole necessarie per impedire che ciò avvenga, ma addirittura DISCRIMINI I POSSESSORI DI ANIMALI.
Se si vuole davvero sconfiggere la piaga del randagismo e dei canili lager bisogna mettere i proprietari dei cani nelle condizioni di potersi portare dietro i propri animali senza dover ogni anni fare la “caccia al tesoro” per il posto in cui le condizioni di vacanza siano le migliori anche per i propri animali.
E’ una VERGOGNA tutta italiana a cui mi auguro che qualcuno di Voi voglia dare una soluzione.
Basterebbe che una legge statale obbligasse ogni Comune ad individuare almeno un pezzo di spiaggia pubblica con accesso libero ai proprietari di cani.
Ma evidentemente la mafia e la corruzione sono più forti del buon senso e delle libertà costituzionali!
Ciò nonostante confido nell’intervento serio e pronto di Voi tutti, ognuno per la propria parte, nell’interesse dei cittadini, dei consumatori, dei turisti e dell’economia del Paese.

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