mercoledì , 22 novembre 2017
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Bolzano: chi segue la legge viene accusato di crudeltà

di VALERIA ROSSI – Mi segnalano e leggo, su “Il Giorno dell’Alto Adige e del Trentino”, una storia che fin dalle prime righe mi suona un po’ strana: si racconta infatti di un chihuahua scappato da casa (e qui nasce la prima domanda: come si fa a lasciarsi scappare un chihuahua?) che, ritrovato e portato alla SILL (il canile sanitario) di Bolzano, non sarebbe stato riconsegnato alla proprietaria “nonostante lei avesse dimostrato con diverse prove che il cane era suo“.
Addirittura si sostiene che le avrebbero detto che il cane, non essendo microchippato, non le verrebbe restituito e quindi verrebbe dato in adozione.
Indignazione generale, commenti negativissimi sul canile, addirittura il sospetto che il cane sarebbe già stato promesso a un adottante, insinuando tra le righe che la SILL venderebbe i suoi ospiti.

denny_bolzanoMi sorprende molto leggere tutto questo, perché ho visitato qualche tempo fa il canile di Bolzano trovandolo davvero eccellente e perché conosco il responsabile, il dottor Giovanni Lorenzi, che ho sempre ritenuto persona degna della massima stima.
Non posso far altro, quindi, che telefonargli e chiedere spiegazioni… ed ecco il suo racconto:

“Ci ha chiamato un nostro operatore, dicendo che era stato trovato un chihuahua per strada a Bolzano: lo ritiriamo subito per metterlo al sicuro e per prima cosa controlliamo il microchip… che però non c’è. Ora la signora Leoni, che sostiene di esserne la proprietaria, lamenta di “non essere stata avvisata” del ricovero del suo cane, di nome Denny, in canile: ma come avremmo potuto avvisarla, se il cane non era microchippato e quindi non compariva nel database dell’anagrafe canina? Quando è stata lei a telefonare alla SILL chiedendo se avevamo ritirato un chihuahua, le abbiamo risposto di sì: purtroppo, però, esistono delle norme precise che vanno rispettate. In assenza del microchip avremmo bisogno almeno di un documento di acquisto, del numero di microchip della madre, di una dichiarazione dell’allevatore… invece la signora non ha potuto produrre nulla di tutto questo.
Ha cominciato subito ad urlare e ad accusandoci di non volerle ridare Denny.
Dopo di lei è arrivata anche la figlia, che se ne è andata piangendo e gridando, a sua volta: “Non ti lascio qui! Ti tirerò fuori a qualsiasi costo!”… come se il cucciolone stesse patendo le pene d’inferno.
In realtà il cane sta benissimo, mangia, è accudito con la massima cura e non credo proprio che non possa sopportare l’attesa di qualche giorno, ovvero del tempo che ci vuole per chiarire la situazione.
E un chiarimento si rende necessario perché al momento, delle presunte “prove certe” che il cane appartenga a questa signora, non c’è proprio traccia.
L’allevatore sostiene, sì, di aver venduto un cucciolo alla famiglia Leoni: ma non è stato neppure in grado di fornirne una descrizione (non ricordava neanche il colore).
Documenti di acquisto non se ne sono visti e il loro veterinario, che abbiamo interpellato, ci ha detto di avere effettivamente in cura il cane… ma da tre anni: peccato che Denny sia un cucciolone di una decina di mesi!
Inoltre, a differenza di quanto sostiene la signora, il veterinario non ha assolutamente fatto cenno alla decisione di ritardare l’inoculazione del microchip “a causa delle condizioni di salute del cane” (che ha un problema alle zampe): in realtà gli sarebbe stato ben difficile sostenere una tesi simile, visto che non esiste nessunissima controindicazione sanitaria alla chippatura.
Il microchip si inietta sottocute e il cane sente appena un pizzico, leggermente fastidioso ma certo non doloroso: quindi non è proprio pensabile che un cane non si identifichi “per evitargli un trauma”, neppure se avesse la più grave malattia del mondo!
La verità è che il cane avrebbe dovuto essere chippato dall’allevatore poco dopo la nascita, ma lui non l’ha fatto: la signora Leoni, a sua volta, ha omesso di denunciare il cane all’anagrafe (se l’avesse fatto si sarebbero accorti che mancava il microchip e gliel’avrebbero semplicemente messo!)… e adesso, ben sapendo di essere in torto, ha scelto la strada della “miglior difesa sta nell’attacco”, arrivando addirittura ad accusarci di voler vendere il suo cane.
Ha perfino chiamato i Carabinieri: ed è stato proprio a loro che ho spiegato come la nostra normativa provinciale, quando un cane non chippato entra in canile, ci consentirebbe di confiscarlo e di darlo in adozione. Ho detto solo che “potremmo legalmente farlo” (il che non significa affatto che “intendiamo” farlo), nella speranza di far capire alla signora che l’iscrizione all’anagrafe canina è una cosa importante, che non può essere sottovalutata né presa sottogamba.
Non so come lei possa aver capito che vogliamo venderci il cane!
Il punto, alla fin fine, è questo: se la signora Leoni si fosse presentata qui scusandosi per non aver seguito le normative, e chiedendoci civilmente di sistemare in qualche modo le cose, avremmo sicuramente fatto il possibile per aiutarla e ridarle il cane al più presto.
Visto che ha voluto affrontarci a muso duro… allora risponderemo con la stessa durezza e faremo tutte le ricerche possibili per accertare che Denny sia proprio il suo.
Non è una ripicca, però: è nostra precisa responsabilità accertarci che il cane non finisca in mano al primo che passa e che sostiene che gli appartenga, come potrebbe benissimo succedere.
Il fatto è che se Denny fosse stato chippato sarebbe stato riconsegnato in dieci minuti netti: a causa delle inadempienze dei suoi proprietari, invece, dovrà rimanere qui per qualche giorno… dopodiché sono certo che tornerà a casa sua e che tutto finirà per il meglio.
Però, se ci troviamo di fronte a qualcuno che ha agito con leggerezza, non possiamo e non vogliamo comportarci altrettanto irresposabilmente: per questo seguiremo la legge e ci comporteremo nel modo più corretto… anche perché il cane, qui con noi, sta benissimo”.

Non credo ci sia molto da aggiungere, se non ribadire l’importanza vitale dell’iscrizione all’anagrafe canina, perché in caso di smarrimento è l’unico mezzo che può stabilire la proprietà dell’animale e permettere quindi l’immediata riconsegna ai suoi proprietari.
In questo caso mi sembra che l’analisi del dottor Lorenzi sia assolutamente corretta: la signora è stata inadempiente e l’ha buttata in caciara per non ammetterlo… ma se Denny si trova ancora in canile mi sembra evidente di chi sia la responsabilità.
Insomma, la lezione che si può trarre da questa storia è una sola: microchippate i cani e registrateli all’anagrafe canina, se non volete vivere brutte avventure. Perché anche in Italia, guardate un po’ che stranezza, ogni tanto c’è qualcuno che la legge la segue: e che venga messo sotto accusa per questo è veramente ridicolo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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