giovedì , 23 novembre 2017
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Ancora segnalazioni di strutture turistiche che “accettano animali” solo sulla carta

di VALERIA ROSSI – La lettera-sfogo pubblicata qualche giorno fa, che rimarcava la gravità dell’abitudine di alcune strutture turistiche di comunicare di “accettare cani” per attirare clienti, ma di sottoporre poi i proprietari a inaccettabili discriminazioni, ha scatenato una vera e propria corsa all'”è successo anche a me!”
Mi sono arrivate moltissime email che lamentavano problemi simili: ho deciso di pubblicarne due.

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Ho letto per caso l’articolo che avete messo online oggi a proposito della campagna contro gli abbandoni: perfettamente inutile se poi per un motivo o l’altro non è permesso portare i propri animali con sé.
Scrivo proprio per raccontare che anche io ho avuto questa avventura, nella speranza che possa servire a chiunque si appresti a viaggiare.  Io sono stata a Febbraio a Moena, località famosa, con la mia famiglia e con al seguito due Siberian Husky adulte.
Amo il freddo, la neve e l’inverno: non a caso ho quindi scelto di avere compagne di questa razza. Non mi dilungo troppo sul perchè di questa scelta, non è questo il succo della mia mail. A Moena non ci si va soltanto per sciare – io poi so sciare solo a valanga! – per cui la prima cosa che ho fatto è stato cercare un posto dove alloggiare, dato che volevo fermarmi per una notte.
La signorina dell’ufficio turistico gentilmente mi ha stampato l’elenco delle 39 strutture che accettano animali. Ho chiamato tutti. Nessuno che accettasse animali.
Sconfortata mi sono decisa comunque a visitare il posto: in pieno centro scorgo l’ Hotel Salgetti.
Decido di provare per l’ultima volta e “rendo visibili” le mie due Siberiane. La signorina non è molto convinta, non dice no però non si tira indietro a fare le solite raccomandazioni: “i cani non possono entrare nella sala della colazione, nè in quella da pranzo ecc…”.
Saluto e torno più tardi con l’intenzione di prenotare, ma una volta rientrata trovo un signore che quasi con fare scandalizzato mi dice chiaramente che non accettano animali, se non di piccola taglia.
Inoltre devono essere puliti, non disturbare ecc …
Forse bisognerebbe avere un cane soprammobile! Non si muove, non abbaia e non sporca.
Ho fatto rientro il giorno stesso, ma sono rimasta davvero delusa da questo comportamento che riscontro sempre più spesso in varie strutture che vantano il cartello “Animali ammessi “. Si parte dal pressuposto che se una persona va in vacanza con il proprio animale sappia che il cane sa comportarsi come si deve… o no ???

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Mi presento, sono Annalisa, mamma separata di un bimbo di 10 anni e di un chihuahua di 2 anni. Sono di Fano e premetto che le nostre vacanze sono per lo più di tipo culturale, quindi visite in occasioni di mostre o a musei. Purtroppo ho dovuto riscontrare che i nostri amici a quattro zampe non sono assolutamente accettate nei musei… e ricordo che sto parlando di un chihuahua!
Riporto di seguito le ultime esperienze negative in tal senso: estate 2014, noi tre in vacanza in Toscana, dopo aver fatto la fila in biglietteria, perché ovviamente non c’era alcun cartello che regolasse l’ingresso degli animali, ci vediamo negato l’accesso in un museo di Arezzo (purtroppo non segnai il nome del museo, presa dal nervoso!) dove si teneva una mostra di oggetti in oro.
Addirittura mi dicono di lasciare il cane legato fuori dall’ingresso durante la visita… scusate ma non commento, li ho presi a male parole!!!
Dicembre 2014: il ns cagnolino è rimasto a casa perché a Palazzo reale di Milano (mostra di Van Gogh e Chagall) non sono ammessi animali, neanche nel trasportino… e non lo lascio certo in hotel per tutta la durata della vacanza!
Agosto 2015 stufa di queste risposte annullo vacanza a Venezia, dove volevo andare per una mostra a Palazzo Ducale: anche qui negato accesso persino nel trasportino!
Roba da matti. Di fronte a questa vergogna preferisco starmene a casa!
Se devo andare in vacanza lasciando il mio cucciolo da solo in hotel mi passa l’interesse. Vi terrò aggiornati sui prossimi eventi, sperando di darvi solo riscontri positivi, anche se temo che la situazione dei musei sia più o meno la stessa ovunque in Italia…

canvacanza5Ho scelto la seconda lettera perché trovo veramente assurdo che un cane non possa entrare in un museo: che fastidio potrebbe mai dare, specie se viene tenuto in un trasportino?!?
Poi ci lamentiamo se la cultura se ne va a quel paese…
E poi in Italia dovremmo essere garantisti, giusto? Quindi la cosa migliore sarebbe quella di lasciare libero accesso a tutti, allontanando solo chi eventualmente dovesse causare dei problemi.
La prima lettera, invece, l’ho scelta perché, pur non essendo sostanzialmente diversa da molte altre (compresa quella già pubblicata), chiude con una domanda alla quale, purtroppo, devo rispondere di NO.
No, non si può dare affatto per scontato che la gente porti in vacanza solo cani educati: e devo dire che, parlando con un amico albergatore che aveva scelto di non accettare più i cani (mentre un tempo lo faceva), mi è toccato sentire racconti veramente raccapriccianti, che mi hanno fatto vergognare di appartenere alla stessa categoria (quella dei proprietari di cani).
Noi umani di cani educati e civilizzati riteniamo che la stragrande maggioranza delle persone si comporti come noi: ma non è così, ahimé.
C’è gente che porta in albergo cani non abituati nemmeno alla pulizia casalinga, cani rissosi con i propri simili o mordaci verso le persone, addirittura cani distruttivi (l’amico di cui sopra mi ha raccontato di un dalmata che in una notte si è letteralmente mangiato un letto), rifuggendo poi da ogni responsabilità.
Purtroppo i proprietari cafoni e incivili sono la prima causa delle discriminazioni che poi ci fanno tanto incavolare, così come chi non raccoglie le cacche è la prima causa della cinofobia cittadina che poi si riversa su tutti noi.
Questo, però, non giustifica minimamente chi sostiene di “accettare animali” e poi discrimina a seconda della taglia: questa è pubblicità ingannevole, un tentativo di prendere in giro la gente. E a mio avviso andrebbe addirittura sanzionata come qualsiasi altra truffa.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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