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Lo “scherzo” più idiota del mondo: dire ai bambini che si abbandonerà il cane

di VALERIA ROSSI – L’ho visto qualche giorno fa, ne parlo solo adesso perché prima dovevo darmi una calmata ed evitare di partire con gli insulti. A chi? Ma a chi ha partorito la genialissima idea di cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’abbandono dei cani facendo soffrire dei bambini con quello che viene definito “uno scherzo”, ovvero facendo credere loro che alla partenza per le vacanze si sarebbe lasciato il cane in campagna o addirittura in autostrada.
Ecco il video:

Ora, io posso soltanto sperare che anche i bambini fossero attori e che questa grandissima cavolata sia stata orchestrata in modo da infinocchiare tutti: perché se una tale buffonata è stata fatta davvero ai danni di bambini “normali”, allora ai genitori serve un bel TSO. Immediato.
Infatti uno “scherzo” come questo è:
a) del tutto inutile, visto che un essere umano di intelligenza media sa benissimo che il bambino di casa soffrirebbe se il suo cane venisse abbandonato. Mica c’è bisogno di spiegarglielo. Ma infatti nessuno credo che dica al bambino “adesso vado a mollare il cane in autostrada”: gli raccontano che è scappato, che è “volato in cielo”, che è stato rubato… tutto, tranne la verità. Perché lo sanno, che la verità li dipingerebbe come dei pezzi di merda.
Per questo dubito fortemente dell’effetto che il video potrebbe avere sui potenziali abbandonatori. Chi ha il fegato di abbandonare un compagno di vita non penso proprio che si lasci commuovere dalle lacrime di un bambino sconosciuto. L’unico effetto che potrebbe avere è quello di far pensare al genitore “Okay, mollo il cane, ma al bambino non lo dico (e gli racconto una delle palle di cui sopra)”… nel caso non ci avesse già pensato da solo;
b) potenzialmente traumatico sulla psiche dei piccoli.
Certo, non voglio dire che tutti questi bambini resteranno choccati a vita per una burla (per quanto di pessimo gusto)… ma magari a qualcuno di loro potrebbe lasciare un segno. Non siamo tutti uguali, neanche da piccoli: nella mia classe, in prima media, due ragazzine sono state oggetto di un blando, blandissimo bullismo. “Cose da ragazzini”, venivano definite. E infatti una delle due se ne è sempre bellamente infischiata: ma l’altra si è suicidata. Io non l’ho mai dimenticato, e forse è anche per questo che mi danno tanto fastidio gli scherzi crudeli;
c) potenzialmente (anzi, a mio avviso neanche tanto potenzialmente) lesivo del rapporto genitori-figli. Questi bambini  penseranno di avere dei genitori capaci di farli soffrire solo per divertirsi: e non mi pare un bel messaggio.

Su youtube ho letto alcuni commenti abbastanza raccapriccianti al video: qualcuno sostiene che le reazioni dei bambini “facciano ridere” e che chi ha speso parole di condanna sia un fanatico. Bene, allora sono fanatica anch’io, perché trovo questo “scherzo” assolutamente idiota.
Sarà che io non mi diverto neppure più di tanto a vedere bambini che si scatafasciano e che si fanno male nei video delle varie “Paperissime” (con gli adulti è diverso: con quelli di solito rido, specie quando se le vanno proprio a cercare col lanternino)… ma almeno lì la sofferenza non è causata appositamente. E comunque, in generale, trovo piuttosto aberrante che il dolore di un bambino, anche se destinato a durare solo qualche minuto, susciti risate.
Boh. Sarò strana io, ma il mio concetto di “scherzo” e di “divertimento” è molto diverso.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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