venerdì , 24 novembre 2017
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I cani da guardia non vanno socializzati?

asiatimidodi VALERIA ROSSI – Ho atteso parecchie settimane prima di scrivere questo articolo, dopo aver incontrato il cucciolone di Pastore dell’Asia centrale che vedete nella foto a sinistra.
Ho atteso perché non vorrei scrivere qualcosa di esageratamente polemico e speravo quindi che col tempo mi passasse un po’ la voglia di essere molto aggressiva nei confronti del suo allevatore. Ma nonostante l’attesa non so se riuscirò a mantenermi abbastanza distaccata, perché questa persona – che peraltro non conosco – ha volutamente e coscientemente rovinato questo cane, non socializzandolo lui per primo (e forse neppure impregnandolo sull’uomo) ed insistendo affinché il suo proprietario continuasse sulla stessa linea.
Risultato? Un cane fobico nei confronti delle persone.
Un grosso cane fobico, che per adesso, a sei mesi, si limita a stare il più possibile alla larga da chiunque (proprietario compreso!), ma che una volta cresciuto trasformerà probabilmente la sua paura in aggressività, diventando una vera e propria bomba innescata.
La cosa davvero triste, davvero brutta, è che il suo allevatore vuole esattamente questo.
A suo avviso, col tempo, il vero e proprio terrore provato dal cucciolone quando qualcuno tenta di avvicinarsi e/o di toccarlo farà di lui un perfetto cane da guardia, pronto a sbranare chiunque osasse introdursi in casa sua.
Ora, io non posso sapere se questo soggetto sia un caso particolare ed abbia anche un problema genetico (nel qual caso… sempre colpa dell’allevatore sarebbe!) o se tutto derivi dalla pessima gestione della cucciolata. Di sicuro so che al proprietario, quando è andato a vederlo, è stato impedito di avvicinarsi ai cuccioli, con questa spiegazione: “Non devono vedere nessuno, né annusare nessuno. Ogni cane dovrà conoscere solo il padrone, così lui sarà l’unico a cui sarà permesso di entrare in casa”.
Il che potrebbe anche avere un senso (ammesso e non concesso che non ce ne fregasse nulla del benessere del cane, ovviamente!) se questo “padrone” vivesse da eremita in cima a una montagna: peccato che il proprietario del cucciolone abbia una famiglia, degli amici, una vita sociale. E di sicuro non intende rischiare la vita di tutti coloro che osassero avvicinarsi a casa sua, specie considerando che nella sua famiglia ci sono anche dei bambini.
“Ho sempre avuto cani da guardia – mi ha detto sconsolato – e hanno sempre fatto benissimo il loro mestiere: ma quando non dovevano farlo, potevo portarli con me dovunque. Con questo è proprio impensabile”.
E’ impensabile perché il cane si blocca, terrorizzato dagli umani. Se è al guinzaglio si freeza, non vuole muoversi, non cammina a meno che non venga letteralmente trainato. Se è sciolto, scappa e cerca di nascondersi: e come ho già detto, scappa anche lontano dal padrone.
Dopo che l’abbiamo liberato nel campo ci abbiamo messo mezz’ora a recuperarlo, perché non si lasciava avvicinare neppure dalla persona con cui viveva già da quattro mesi.
L’allevatore, quando questo signore gli ha fatto presente il problema, ha risposto che andava assolutamente bene così, che il proprietario “non capiva niente di cani” e che lo stesso valeva per l’esperto Giudice e per l’addestratrice (la sottoscritta) che lui aveva contattato.
A suo dire noi non possiamo permetterci di dare un giudizio perché “non conosciamo la razza”.
Ora il proprietario non vuole più il cane, anche perché un recupero appare pressoché impossibile; l’allevatore non intende riprenderselo (bella serietà…) perchè secondo lui è perfetto così com’è e trovare una nuova famiglia ad un soggetto con queste problematiche è pressoché impossibile.
Intanto che si cerca di prendere una decisione, il cane vive una pessima vita passando dal timore al terrore, incapace del minimo rapporto con chiunque.
Io non conoscerò bene la razza, questo è vero: ma riconosco gli scriteriati a due zampe, e dichiaro forte e chiaro che tirar su una cucciolata in questo modo è una follia bella e buona. Quindi, per carità, girate alla larghissima da chiunque allevi con questi metodi. E non aggiungo altro, perché se lo facessi sconfinerei nel turpiloquio.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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