giovedì , 23 novembre 2017
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Bambino morso a Livorno, bimba salvata a Grosseto: ma si parla solo del primo

di VALERIA ROSSI – Succede tutto in Toscana: a Livorno un rottweiler di nome Caos ferisce alla testa un bambino (qui uno dei moltissimi articoli sul caso), a Grosseto (qui il link all’unico articolo che ho trovato) una golden di nome Margot salva una bimba che rischiava di annegare.
Ovviamente sulla storia di Livorno si sprecano articoli e commenti, su quella di Grosseto si trovano due righe sui giornali locali e stop.
Perché? In generale, perché la cronaca nera (o almeno… grigiastra) attira l’attenzione più di quella che racconta storie a lieto fine: e non si scappa.
Ma anche perché i cani morsicatori, diventati ormai l’immancabile tormentone estivo, colpiscono intensamente l’immaginario collettivo. Da un lato scatenano paure più o meno inconscie, dall’altro sono un input irresistibile per i cinofili (e i cinofobi) da tastiera, quelli che salvano in mondo su Facebook o Twitter.
Proviamo, come al solito, ad analizzare la storia di Livorno a mente fredda.

caos_rottStando ai vari resoconti e alle dichiarazioni dei testimoni, sembrerebbe proprio evidente che ci sia stato un fraintendimento da parte del cane: il suo proprietario sostiene che Caos (nella foto a destra), abituato a stare con i bambini, volesse “salvare” il piccolo (qui le sue dichiarazioni), pensando che stesse annegando.
Molti altri testimoni hanno avuto l’impressione che il cane abbia scambiato la testa del bambino, che stava riemergendo dopo un tuffo dagli scogli, per un pallone.
Non per voler togliere all’umano l’illusione di avere un cane eroe ingiustamente accusato di essere un kanekattivo, ma temo che la seconda versione sia più realistica: infatti non risulta che Caos sia un cane da salvataggio e, visto che era da un po’ che girava in mezzo ai bagnanti, non si vede perché dovesse decidere di salvare proprio quel bambino lì, ignorando tutti gli altri.
L’equivoco testa-pallone mi sembra decisamente più credibile: a me è venuto subito in mente l’episodio del mio staffy Bolo, che il primo giorno che l’avevo con me partì sparato all’apparente “attacco” di un motociclista appena sceso dalla moto (facendomi prendere un coccolone)… per poi dare una clamorosa dentata contro (più che “al”) il casco che l’uomo teneva sottobraccio.
La sua faccia e il fumetto che gli spuntò sulla testa (“Ammazza, ma quanto duro è, ‘sto pallone?”) non li dimenticherò più finché campo.
Una “cosa rotonda” che emergeva dal basso può aver causato lo stesso equivoco nella mente del rottweiler, che fino a quel momento aveva dimostrato di essere assolutamente innocuo: ma adesso nessuno commenta “che cavolo, è stato un’ora a giocare e nuotare in mezzo ai bambini, è evidente che il cane è buono e che si è solo sbagliato!”.
No, invece commentano: “AHHHH, la belva feroce in mezzo ai bambiniiiiiiii!!! Per forza doveva succedere qualcosa di brutto!”.

spiaggia_livornoMi pare un modo decisamente distorto di leggere quello che è stato evidentemente un incidente.
E dispiace moltissimo che sia accaduto, mi sembra superfluo dirlo: ma se ogni incidente dovesse portare a decisioni drastiche, allora come minimo si dovrebbe vietare la circolazione delle automobili (23 bambini sono morti in incidenti stradali solo lo scorso anno, fonte Asaps). O magari vietare la riproduzione degli umani, visto che dei 243 bambini ammazzati negli ultimi dieci anni, una gran parte è stata uccisa dai genitori (fonte: rainews: e qui, purtroppo, non si parla neppure di incidenti).
Visto che il numero di bambini uccisi dai cani, al confronto, è davvero irrisorio, mi verrebbe da gridare “AHHHHHHH!!! Millemila belve feroci in mezzo ai bambiniiiii!” ogni volta che vedo un cucciolo umano gironzolare tra adulti della sua stessa specie.
Ma si sa, è inutile citare cifre e statistiche: quando è un cane a mordere, specie se è un cane di grossa taglia, parte in tromba l’armata Brancaleone a sostenere che i cani “non dovrebbero accedere alle spiagge“, “dovrebbero avere sempre guinzaglio e museruola, anche quando fanno il bagno” (così la bambina di Grosseto magari annegava, visto che Margot non avrebbe avuto alcun modo di riportarla a riva senza poter afferrare il suo salvagente), che “se i cani sono bestie, vanno trattati da bestie e tenuti al guinzaglio quando è necessario” (tutte dichiarazioni contenute nell’articolo del Tirreno che raccontava il fatto).
Ora, io posso anche capire che a sangue caldo, e avendo appena assistito ad una scena drammatica, si possano sparar cazzate random: non ammetto, invece, che la cinofobia si scateni nei giorni seguenti, sui social e sugli stessi giornali, anche quando è divenuto chiaro a tutti che si è trattato solo di un incidente.
“Eh, ma gli incidenti si dovrebbero prevenire!”, dirà qualcuno.
E qui torniamo al discorso di prima: come fai a prevenire l’imponderabile? Fermi il mondo intero?

tigreTra l’altro, a tutti coloro che si sono detti “terrorizzati” dalla sola presenza del cane in spiaggia, a me verrebbe da chiedere: perché, se eravate così sicuri che sarebbe successo qualcosa, non avete portato via i vostri bambini?
Fosse arrivata davvero, che so, una bella tigre, su quella spiaggia… sareste forse rimasti tutti lì ad aspettare che si mangiasse qualcuno, per poi dire “eh, però ero molto preoccupato fin dall’inizio!”?
Ma andiamo!
Io penso che il povero Caos avesse dimostrato molto chiaramente di non essere un cane pericoloso, visto che tutti sono rimasti su quella spiaggia: se ci fosse stata davvero della preoccupazione per il suo comportamento, allora sarebbero da colpevolizzare di brutto tutti i genitori che non si sono allontanati con i loro figli.
Quindi è inutile, adesso, dichiarare cose come “quel cane ha anche inseguito una ragazzina, senza morderla“: ma che significa? E’ forse vietato correre insieme ai ragazzini, senza far loro alcun male?!?
Guardiamo la cosa per quello che è effettivamente stata: il cane si è comportato da cane buono, tranquillo e giocherellone.
Se qualcuno ha provato del timore, l’ha provato perché aveva paura dei cani (o dei cani grossi) in generale, e non di quel cane: e comunque questo timore non è stato sufficiente a fargli alzare i ciapet da sotto l’ombrellone, il che significa che l’atteggiamento di Caos non faceva paura neppure ai cinofobi.
Poi è successo quel che è successo, perché il cane (in un modo o nell’altro) ha preso un abbaglio: e quel che è successo non si può definire neppure “un’aggressione”, perché il rottweiler voleva solo “prendere” quella cosa affiorante e non aveva alcuna intenzione di nuocere.
Come al solito, non avendo le mani né il pollice opponibile, la cosa affiorante lui l’ha presa con i denti: è un cane e non ha alcuna possibilità di fare diversamente. Ha usato gli stessi identici denti che hanno permesso a Margot di portare in salvo la bambina in pericolo.

rott_tristeCaos è una belva feroce? Ma non scherziamo, per favore.
Il suo proprietario è un pazzo incosciente?
No, non direi: di sicuro, però, è stato un po’ superficiale.
E’ vero che quando sai di avere un cane buono e tranquillo non è che stai sempre all’erta… ma l’errore è stato sicuramente quello di portare il cane in una situazione troppo ricca di stimoli.
In questi casi, il rischio di potenziali incidenti con i cani c’è sempre, e non è questione di razza né di taglia: troppi stimoli, in generale, aumentano le possibilità che qualcosa non vada come previsto, anche solo per un equivoco.
Per questo, personalmente, preferisco evitare, pur avendo anch’io una cagna più che buona, che ama l’intero mondo creato e che al massimo può ammazzare qualcuno di baci. Però sempre quaranta chili è, quindi in mezzo ad un branco di bambini non ce la mollo proprio. E se mi capita di doverci passare per forza, la tengo al guinzaglio.
Sta di fatto che c’è una bella differenza tra superficialità ed incoscienza criminale: e non mi pare il caso di augurare “la galera a vita” (uno dei sobri commenti letti su FB) a chi, analizzando la cosa con un briciolo di razionalità, è stato solo sfigato.
I cani aggressivi, sì, si tengono sempre e solo al guinzaglio e meglio ancora con la museruola; ma i cani buoni, no.
Altrimenti torniamo daccapo: vietiamo a chiunque di guidare una macchina perché c’è qualcuno che guida da bestia e ammazza la gente, vietiamo a chiunque di far figli perché esistono i genitori killer… e così via.
In alternativa, direi che forse è il caso di catalogare l’accaduto come “spiacevole incidente”, per fortuna con conseguenze non eccessivamente drammatiche visto che il bambino è stato ricucito e sta bene.
Io mi sono conciata decisamente peggio, da bambina, cadendo dalla bici.
Che dite, vietiamo pure le biciclette? Oppure ci diamo una calmata e la smettiamo di pensare che qualsiasi cane sopra ai tre chili sia una potenziale tigre del Bengala?

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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