mercoledì , 22 novembre 2017
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Cane in chiesa: è davvero “irrispettoso”?

di VALERIA ROSSI – Ha suscitato un bel po’ di polemiche la notizia (io l’ho letta su LaZampa.it, ma l’hanno pubblicata diversi giornali) della coppia di turisti cacciata da una chiesetta di Alassio (secondo alcuni dei presenti “malamente”, secondo il parroco “in toni civili”) perché i due erano entrati col loro cane, un golden tranquillissimo.
I commentatori si sono scatenati, sia sul sito della Stampa che su Facebook: chi coprendo di insulti il parroco e chi coprendone, invece, chi ne difendeva l’operato. Come al solito, l’importante è dividersi in avverse fazioni e poi menarsi di brutto (da dietro alla tastiera, ovviamente).
Essendo io atea (e quindi non provando alcun sentimento religioso) ed essendo sì cinofila, ma non “fanaticamente” cinofila, forse riesco a vedere la cosa con maggiore distacco di chi finora ha commentato questa tipica news “estiva” (ovvero, come creare un “caso” da una sciocchezza).

MONTREAL, QUEBEC; MARCH 28, 2013 -- Sandy and Ian Temple and their dogs Toby, left and Myles flank Archdeacon Michael Johnson at Christ Church Beaurepaire in Beaconsfield, west of Montreal Thursday, March 28, 2013. The church offers a monthly service called Paws & Pray to which parishioners can bring their dogs. (John Mahoney/THE GAZETTE)A me sembra che:
a) non essendoci una regola fissa (tant’è che molti altri preti permettono l’ingresso ai cani) sia il parroco, essendo in casa sua, ad avere il diritto di decidere chi ci può entrare e chi no.
Sì, d’accordo, è anche la casa di Dio: ma Lui non si è pronunciato in merito, quindi le decisioni toccano al Suo affittuario. O al Suo legale rappresentante, chiamatelo un po’ come preferite.
Pure io abito in affitto, ma la mia padrona di casa mica decide chi devo far entrare in casa mia.
E se è vero che i luoghi di culto sono aperti al pubblico,  è anche vero che lo sono anche i cinema… e non mi risulta che nessuno si sia mai sognato di portarci il cane, né di lamentarsi se gli chiedevano di non portarcelo;
b) sia la motivazione fornita dal parroco a non essere corretta.
Pare, infatti, che abbia detto “Questo è un luogo di culto e, come tale, va rispettato”. E dove cavolo starebbe la mancanza di rispetto, nell’entrarci con un cane tranquillo ed educato che – stando ai presenti – non ha disturbato nessuno?
Capirei se avesse abbaiato, o magari alzato la zampa su qualche santo… ma qui sembra che la “mancanza di rispetto” consistesse solo nel suo essere cane.
E questo è molto triste, visto che i cani sono a loro volta creature di Dio (per chi ci crede)… e che se al mondo c’è una creatura innocente e dall’animo puro, questo è proprio il cane (e questo è incontestabile, si sia o meno credenti).

canechiesa2Allora quando entra in chiesa un assassino, o un pedofilo (ogni riferimento ai preti è puramente casuale), cosa dovremmo fare?
Cacciarlo a pedate mi parrebbe il minimo: e invece no, non si fa. Perché si parte dal presupposto che lui possa entrare in chiesa “per chiedere perdono a Dio”. E siccome Dio è misericordioso e il Suo perdono non lo nega mai (il che è pure comodo: un giorno ammazzo, il giorno dopo chiedo perdono e sono a posto. Infatti, guarda caso, i mafiosi sono quasi tutti religiosissimi), le porte della Sua casa non si chiudono in faccia a nessun umano.
Ai cani invece sì.
Sarà che i cani non hanno niente da farsi perdonare… però la motivazione del “rispetto per il luogo” è proprio deboluccia.
Avrei preferito di gran lunga che il parroco dicesse “eqqquicomando io eqquesta è casa mia, perché sono il rappresentante in terra del vero Padrone di casa. Quindi decido io”. Sarebbe stato più onesto;
c) molto dipenda dal tono in cui è stato effettivamente pronunciata la richiesta di allontanarsi. Se è stata educata come sostiene il parroco, non ci trovo nulla di così drammatico.
Se è stata imperiosa e indignata, tipo “cacciata dei mercanti dal tempio”… allora il prete è fortemente criticabile dal punto di vista umano, indipendentemente dal suo ruolo.
Se io fossi stata nei suoi panni, e non avessi voluto il cane in chiesa, credo che avrei detto qualcosa tipo: “Questa è la casa del Signore e chiunque è il benvenuto: però ci sono tante persone, qualcuna di esse può aver paura dei cani o non gradire la presenza di un animale. Quindi, per rispetto di tutti i presenti, vi sarei molto grato se entraste uno alla volta e l’altro rimanesse fuori a coccolare il suo cane”.
E scommetto che nessuno (neppure i turisti) avrebbe creato un “caso”;
d) se proprio vogliamo parlare di mancanza di rispetto, allora direi che è stato il parroco ad essere irrispettoso verso questo signore qua:

san-francesco
E voi come la pensate?

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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