lunedì , 20 novembre 2017
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Asia Centrale non socializzato: nuovi sviluppi

di VALERIA ROSSI – Il proprietario del pastore dell’Asia Centrale non socializzato dal suo allevatore, di cui abbiamo parlato in questo articolo, non si è ancora arreso e sta consultando diversi cinofili nella speranza di poter ottenere qualche miglioramento nel carattere del suo cane.
Il cucciolone, che adesso ha nove mesi, è stato visto qualche settimana fa da una nota (e brava) allevatrice proprio di pastori dell’Asia Centrale (così l’allevatore, stavolta, forse non potrà dire che “non conosce le razza e quindi non può capire questi cani“), che mi ha inviato la sua valutazione, effettuata insieme ad un’educatrice cinofila.
La stessa valutazione era già stata riportata nello spazio dei commenti, ma mi fa piacere metterla anche sul blog, proprio come articolo, giusto per ribadire che non socializzare i cuccioli è un vero e proprio maltrattamento, oltre a poter rappresentare un serio rischio per gli umani che verranno in contatto con gli stessi cani da adulti.
Non tutti i soggetti, infatti, scelgono sempre e solo la fuga: specie quando si tratta di cani la cui genetica dovrebbe comportare una buona dose di aggressività (che è una dote caratteriale e NON un difetto).
In questo caso, visto che il cucciolone ne mostra molto poca, da un lato c’è da sentirsi risollevati… ma dall’altro si dimostra che l’allevatore ha toppato perfino dal punto di vista genetico, ancora prima di trattare la cucciolata nel modo devastante che abbiamo visto.
Questa è la relazione di Antonella Ghidini:

In data 01/08/2015 il sig. R.M. ha portato alla mia attenzione il soggetto di razza Cane da Pastore dell’Asia Centrale di mesi 8, sesso M, acquistato presso l’allevamento XY.
Il soggetto è stato esaminato in presenza dell’Educatrice Cinofila Stefania Mandusic.
Il test si svolge senza la presenza di altri cani nelle vicinanze. All’arrivo il soggetto si presenta in stato di forte stress e il proprietario deve letteralmente estrarlo di peso dall’auto, il cane si dimostra estremamente diffidente, cosa di per sé non indicativa di problemi caratteriali/comportamentali in considerazione della razza.
Il cane viene lasciato libero in un recinto di circa 500 metri quadrati perché si rilassi e prenda confidenza con il territorio. Dopo circa 15/20 minuti si chiede al proprietario di riprendere il cane per verificarne la docilità e l’affiatamento. Il cane tiene a distanza il padrone e al suo avvicinarsi si allontana.
Dopo alcuni tentativi il proprietario riesce a recuperare il cane, si esegue un test sulla falsa riga del protocollo CAE 1. Vengono valutate/misurate alcune qualità naturali.
Vigilanza: elevata
Aggressività: media, non particolarmente aggressivo
Docilità: poco presente
Tempra: scarsa
Temperamento: pronto
Socialità: bassa
Considerazioni generali: il cane presenta una serie di fobie ai rumori improvvisi anche di modestissima entità. La tempra scarsa e la vigilanza elevata lo mettono in estrema difficoltà all’avvicinarsi di estranei anche se non minacciosi. Se messo alle strette tenta la fuga come autodifesa.
Dimostra, a detta del proprietario (e da me verificato in un video del proprietario stesso) una apparente predisposizione alla guardia, che viene immediatamente smentita nel momento in cui l’estraneo supera il confine che il soggetto vede come sua protezione, dandosi alla fuga anche all’interno del proprio territorio.
La bassa socialità e la docilità poco presente lo rendono difficilmente recuperabile, anche se la modesta/media aggressività con tutta probabilità non dovrebbero renderlo pericoloso in famiglia.

Dott.ssa Antonella Ghidini

Ancora una volta, dunque, viene ribadito quanto sia indispensabile una corretta socializzazione anche del cane destinato alla guardia: anzi, il fatto che il cane conosca bene gli umani e non li tema è una condizione indispensabile affinché possa – eventualmente – anche affrontare un malintenzionato, anziché fuggirne più lontano che può.
L’attitudine alla guardia è legata a due doti caratteriali del cane, la vigilanza e la territorialità, che non vengono in alcun modo “rovinate” da una buona socializzazione: il cane può tranquillamente essere amichevole e rilassato in presenza di persone al di fuori di casa sua (dove, peraltro, fa stare molto più tranquilli anche i proprietari, evitando loro di doverlo gestire come se fosse un leone al guinzaglio) e diventare un temibile difensore della proprietà quando si trova invece nel proprio territorio.
I cani non vanno “addestrati” alla guardia, e tantomeno condizionati a farla tenendoli isolati e non socializzandoli: la guardia la fanno spontaneamente (e nel caso dei cani da guardianìa, molto efficacemente), una volta raggiunta l’età adulta, perché ce l’hanno proprio nel DNA.
Se non ce l’hanno, allora l’allevatore non ha selezionato bene i suoi soggetti: ma non si rimedia di certo creando cani fobici (come in questo caso) o aggressivi verso il mondo intero.
Chi è capace di allevare bene non ha bisogno di trucchetti che possono rovinare un cane per sempre. 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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