mercoledì , 22 novembre 2017
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Home >> Vita col cane >> I perché cinofili >> I perché cinofili: perché i cani “rubano” tanto volentieri scarpe e calze?

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I perché cinofili: perché i cani “rubano” tanto volentieri scarpe e calze?

di VALERIA ROSSI – Questo “perché” mi è stato chiesto da una lettrice e volentieri rispondo: i cani, soprattutto cuccioli ma non solo, amano appropriarsi di ciò che, dal loro punto di vista, “profuma di umano” (ovviamente dei “loro” umani). Per noi magari non si tratta esattamente di un profumo, ma è evidente anche per il nostro naso così poco funzionale che l’odore dei piedi è particolarmente intenso. Il motivo per cui i cuccioli vanno a caccia di scarpe e calze (e a volte di mutande), preferendole ad ogni altro capo di abbigliamento, è soprattutto il desiderio di sentirsi rassicurati quando restano soli.

scarpe2Non è che lo facciano “per dispetto”, come sostiene di solito la Sciuramaria, rubandole quando noi siamo assenti: è che, rimanendo soli, si sentono un po’ in apprensione e quindi vanno cercando sicurezza nel nostro odore.
Questa, però, a volte è soltanto la spinta iniziale: perché poi succede, magari, che la proprietaria del cucciolo si metta in agitazione (specie se lui ha ignorato – come solitamente succede – le “scarp de tennis” consunte e mezza andate, per fregarsi le Jimmy Choo che ci sono costate un mutuo) e che insegua il cane per tutta la casa. E cosa potrebbe esserci di più divertente, per lui?
Anche se a fine inseguimento viene sgridato o addirittura picchiato, il gioco vale comunque la candela: quindi si passa dalla semplice voglia di rassicurazione al più complesso “fregarsi le scarpe perché si vogliono attenzioni”.
Infine si può arrivare alla possessività, legata o meno a discorsi gerarchici: rubo scarpe o calze perché mi sono sempre divertito un sacco a farlo, ma adesso che l’ho rubata èmmia e la difendo contro tutto e contro tutti. Anzi, voglio pure vedere se riesco ad intimorirti difendendola, nel qual caso potrei pensare di diventare io il leader di questo branco, al posto tuo.

calziniQuest’ultimo passo, per fortuna, si verifica raramente: ma non è escluso che possa capitare. Quindi, regola numero uno: evitare gli inseguimenti (causa prima del passaggio dal gioco alla possessività).
Anche se il cucciolo si è fregato proprio le Jimmi Choo, nervi saldi… e gioco di scambio: molla la scarpa, che io ho una cosa buonissima per te.
Evitiamo anche di sbraitare e alzare le mani: alcuni cani potrebbero scambiare anche questo per un gioco divertentissimo (“che bello, la mamma abbaia e gioca duro, proprio come piace a me!”), altri potrebbero essere così affamati di attenzioni da accettare anche quelle meno gradite. In ogni caso, dare troppo peso al “furto” significa complicarsi la vita, quindi meglio far finta di niente e limitarsi ad aspettare che il cane si piazzi da qualche parte a godersi i nostri (discutibili) effluvi, per poi andare da lui con qualcosa di moooolto appetibile (gioco “lecito” o cibo) e fare lo scambio senza troppi commenti.
Se le scarpe rubate sono proprio le vecchie e consunte scarpe da tennis, o le ciabatte bucate, possiamo anche consentire al cucciolo di tenersene una: diventerà il suo giocattolo preferito e probabilmente eviterà ulteriori furti. Non è vero che farà pensare al cane che sia lecito rubarsi qualsiasi cosa: il cane non sa fare un ragionamento così complesso. E’ molto più facile che “si accontenti” di avere tutta per sé una cosa che gli piace un sacco: tant’è che quello lasciargli una nostra scarpa è un metodo che qualcuno usa nei casi di ansia da separazione.
Attenzione, però, a non lasciargli calzini e mutande: quelli potrebbe ingerirli, con conseguenze anche drammatiche, quindi gli vanno sottratti… ma sempre e solo con il metodo visto sopra, specie se il cane tende già alla possessività, perché se lo inseguissimo potrebbe addirittura ingoiarli interi, pur di non doverli mollare al “nemico”.

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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