lunedì , 20 novembre 2017
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E adesso a Livorno si pensa all’obbligo di museruola

di VALERIA ROSSI – Si chiama Giovanni Gordiani ed è l’assessore all’ambiente e alla mobilità del comune di Livorno, con “delega alla tutela degli animali”, come si legge nell’articolo pubblicato sul Tirreno. E per “tutelare gli animali”, questo signore ha avuto la brillante idea di pensare di introdurre l’obbligo di museruola in tutti i luoghi pubblici per i cani “pericolosi o difficilmente gestibili”.
Premetto: io non sono una fanatica anti-museruola. Anzi, ne caldeggio proprio l’uso qualora si abbia a che fare con cani aggressivi… ma la domanda è: “quali sarebbero, secondo l’assessore, i cani “pericolosi o difficilmente gestibili?”
Poiché questa proposta salta fuori dal cilindro subito dopo l’episodio del bambino morso per errore da un rottweiler, proprio a Livorno, temo che l’assessore abbia intenzione di “andare a peso” per decretare la pericolosità.
Infatti non esistono più da sei anni (non da sei mesi, eh: da sei ANNI. E in molti non se ne sono ancora accorti. Per fortuna “Il Tirreno” lo sa) le “liste nere” che discriminavano i cani per razza… il che rende piuttosto difficile una suddivisione in “buoni e cattivi”.
O l’assessore reintroduce le black list per conto suo, oppure va a peso: non si scappa.
L’unica discriminante valida, e cioè quella che tiene conto del passato del cane (se ha già morso è pericoloso, altrimenti no) è già in vigore adesso, quindi non ci sarebbe bisogno di nuove ordinanze. Oltretutto lo dice l’assessore stesso: “Se fosse stato rispettato il regolamento attuale, alla Cala del Leone non sarebbe successo niente”.

vigili_livornoMa allora?
Se a Livorno non sono stati capaci di far rispettare il regolamento attuale (ovvero: cani al guinzaglio nei luoghi pubblici), che significato avrebbe penalizzare centinaia o migliaia di cani del tutto innocui costringendoli a portare la museruola solo in base alla razza o al peso?
E chi ci dice che poi “quel” regolamento verrebbe fatto rispettare?
Se si pensa di poterlo fare, che so, impegnando maggiormente sul fronte canino la Polizia municipale… allora tanto vale impegnarla nel controllo dei cani senza guinzaglio!
Perché introdurre un nuovo obbligo, se è vero – come è vero – che quello attuale basterebbe e avanzerebbe, qualora fosse onorato?
Ripeto: non penso che la museruola sia una tortura e sono convinta anch’io che in alcuni casi sia consigliabile. Però è il principio che non mi piace.
Non mi piace che si pensi: “se non so gestire la mia città, allora aumento obblighi, divieti, multe e compagnia cantando… dopodiché la città resterà mal gestita e le multe saranno rifilate random, però qualche soldo in più nelle casse comunali entrerà e quindi va bene così”.
E’ profondamente ingiusto far pagare degli innocenti (cani o umani che siano) per le colpe altrui (e in questo caso, per le colpe degli stessi amministratori che poi emanano ordinanze ad capocchiam).
Insomma, non mi piace il concetto dello “sbaglio io, paghi tu”.
Poi c’è da considerare ciò che ho detto sopra, e cioè che se non si è in grado di controllare i guinzagli, non si vede perché si dovrebbe essere in grado di controllare le museruole.

museruola_fasciaInfine c’è da dire che alcune museruole (per esempio quelle “a fascia”, che impediscono al cane di ansimare e quindi di combattere efficacemente il calore eccessivo) sono pericolose: ma siccome “sono più carine” di quelle a gabbia, ne vedremmo sicuramente a bizzeffe… e d’estate c’è il serio rischio di ammazzare dei cani (innocenti) solo per ottemperare a un obbligo inutile.
Concludendo: quello di Cala del Leone è stato semplicemente “un incidente”. Che poi l’opinione pubblica (sobillata come al solito, dai media sensazionalistici e cinofobi) sia insorta perché il cane in questione era un rottweiler (razza messa all’indice proprio dai media sensazionalistici e cinofobi), non dovrebbe autorizzare una giunta comunale sana di mente a sparar fuori regole e regolette solo “per far star zitta la gente” (o per incassare qualche euro in più).
E’ successo a Livorno anche il caso del cane ammazzato da una fucilata sul terrazzo di casa sua: ma non ho sentito nessun assessore che pensasse a un’ordinanza in cui si vietasse a tutti di tenere fucili in casa (che sarebbe sicuramente più intelligente di quella sulla museruola).
Come mai?
Facciamo figli e figliastri?  Chi spara ai cani dalla finestra di casa viene guardato con più riguardo di chi porta un cane alla spiaggia?

CAEsambaSe un assessore (o chiunque altro) vuole davvero tutelare i suoi concittadini contro le aggressioni canine, un modo sensato ce l’ha: introduca il “patentino” (per tutti i binomi cane-padrone, perché tutti i cani hanno i denti) o si limiti ad utilizzare ciò che già esiste (per esempio il CAE1 dell’ENCI) per stabilire chi può girare senza museruola e chi invece ne ha bisogno.
Per superare un CAE1 non c’è bisogno di alcun addestramento, basta essere cani educati e civili: se un cane non lo è, allora mi sta benissimo che debba portare la museruola (e magari che il suo proprietario venga caldamente invitato… anzi obbligato, magari, a seguire un corso di educazione).
Finché sento parlare di “cani pericolosi”, a me vengono le bolle: il giorno in cui sentirò parlare di “cani certificati o meno come buoni cittadini”, allora sarò totalmente dalla parte di chi si preoccupa dell’incolumità pubblica.
Sia chiaro, poi, che qualche incidente potrà capitare lo stesso. Se un cane pensa che la testa di un bambino sia una pallone, come sembra sia accaduto in questo caso, nessun patentino al mondo potrà impedire che lo afferri con i denti.
Però gli incidenti capitano in qualsiasi contesto: capitano in macchina (e non per questo si fanno ordinanze sulle “auto pericolose”: ci si limita ad obbligare chi la guida ad avere una patente), capitano nello sport, capitano alle casalinghe dentro casa (mettiamo la museruola ai ferri da stiro?).
Però bisognerebbe saper discriminare tra “incidente”, appunto (e cioè “fatto imprevedibile e dalle gravi conseguenze, ma non intenzionale”), e “disastro annunciato” con precise responsabilità di qualcuno.
Venire morsi da un cane buono e docile che ha preso un abbaglio è un incidente: venire morsi da un cane aggressivo lasciato libero è un disastro annunciato.
Bisognerebbe che tutti sapessero distinguere (media in primis) e che non ci si lasciasse mai trasportare dall’emotività del momento, ma si ragionasse con un minimo di cognizione sulle diverse dinamiche.
Purtroppo a volte, per i politici ragionare sembra davvero uno sforzo eccessivo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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