domenica , 19 novembre 2017
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Facebook e le liti trasversali

di DAVIDE BELTRAME – Questo è un articolo polemico, nostalgico e rassegnato. Ed è anche un articolo totalmente inutile, perchè non cambierà minimamente lo stato delle cose; sappiatelo per tempo.

forumIniziamo subito con la cara, vecchia nostalgia: ricordate i tempi in cui Facebook non esisteva? Sembra preistoria, dato che ora addirittura per molti “Facebook” è diventato sinonimo di “internet”, eppure… cosa dovevi fare nell’epoca “pre-social” tu, baldo utente del web interessato, che so, al collezionismo dei tappi di sughero e ansioso di scambiare opinioni con altri appassionati?
Ti armavi di motore di ricerca ed esplorando i meandri del web, dopo ore di ricerca, scoprivi con sommo gaudio il forum “Tappi di sughero, amore oltre la bottiglia”, unico trovato spulciando con dedizione le prime dieci pagine di risultati del motore di ricerca.
Appena entrato trovavi alcune discussioni interessanti, iniziando a partecipare scoprivi utenti concordi con le tue idee sul metodo migliore per conservare i tappi di sughero, utenti con idee diametralmente opposte alle tue con cui a volte finivi anche per litigare, utenti con anni e anni di esperienza che ti davano preziosi consigli e utenti che avevano ancora tutto da apprendere sul sughero a cui eri tu a dare qualche dritta.
Fosse anche solo per mancanza di altri forum sui tappi di sughero, anche se finivi sempre più spesso a litigare con i tuoi “nemici” e qualcuno ormai lo odiavi proprio nel profondo, rimanevi nel forum, magari “evitavi” qualche utente, qualche volta ti ci scontravi (ma solitamente era un confronto “diretto”), ci poteva essere il dubbio (o la certezza) che qualcuno magari non parlasse proprio benissimo di te in privato con altri utenti, ma comunque il luogo di confronto era lo stesso per tutti e se ci si mandava a fare una passeggiata molto lunga su un pontile molto corto, si faceva in modo diretto.
Ovviamente non voglio ricordare “con troppo affetto” forum e newsgroup, è piena la storia del web di forum chiusi per il fiorire di flame epocali… ma il confronto almeno avveniva “in loco”. E se per caso Tizio aveva sparlato di Caio (o di qualcosa scritto da lui), Caio poteva iscriversi facilmente al forum e rispondere direttamente.
Una volta diventato più “accessibile per tutti” aprire il proprio forum o il proprio blog sono iniziate le diverse “fazioni” e “frammentazioni”: ma era comunque abbastanza facile, tramite gli strumenti di ricerca, risalire alle discussioni precedenti o comunque trovare eventuali “repliche”, dato che i luoghi del contendere potevano essere un paio di forum, ma raramente di più.

fblogoImmaginiamo invece la situazione oggi, nell’era dei social e soprattutto nell’era in cui per creare il proprio “gruppo di discussione” basta la coordinazione motoria sufficiente a spostare il mouse.
Vai su Facebook e inserisci nel motore di ricerca “tappi di sughero”, quindi ti iscrivi al gruppo “Tappi di sughero, amore oltre la bottiglia” perchè noti che ha il numero più alto di iscritti: però noti anche che esiste già qualche altro gruppo, anche se magari più piccolino.
Entri nel gruppo a cui ti sei iscritto, speranzoso di trovare informazioni utili e di poterne dare a tua volta, e trovi:
– una discussione dove si commenta come nel gruppo “Un tappo di sughero è per sempre” non capiscano nulla e dovrebbero darsi ai tappi di plastica
– opinioni sulla punizione più adatta da adottare l’utente (che tu non hai idea di chi sia) che ha postato la foto di un tappo di sughero immerso nel ketchup nel gruppo “Sughero in tutte le salse”
– illazioni sul fatto che Tizio abbia postato un commento ad una nota di Caio dicendo che Sempronio ha rovinato un prezioso tappo del 1792, ma poi abbia cancellato il commento una volta che Sempronio ha postato sul suo profilo personale lo status “chi è senza peccato scagli il primo tappo di sughero, possibilmente in faccia a Tizio”.
– Decine di “ahahahah” a un post che riporta lo screenshot di una domanda fatta da un utente nel gruppo “Il mio primo tappo di sughero”.
Decidi allora di dare un’occhiata ai gruppi scartati in precedenza (che abbiano comunque più di cinque  iscritti), ma noti la stessa tendenza.
Nel frattempo un amministratore a cui è piaciuta la tua foto profilo ti invita nel gruppo segreto “Un tappo di sughero è per sempre, ma non diciamolo a nessuno”, accetti l’invito sperando che magari sia un gruppo più “tecnico” e invece ti trovi di fronte allo stesso panorama visto in precedenza, ma con qualche insulto e qualche nome riportato in più.

tappi1Un po’ sconsolato dal clima imperante di “pettegolezzo”, decidi di fare il grande passo: apri il tuo gruppo, “Il sughero preso sul serio”, metti subito in chiaro che non tollererai riferimenti ad altri gruppi e che vuoi solo discussioni in tema.
All’inizio fila tutto liscio, la voce di un gruppo dove si parla davvero di tappi di sughero si diffonde, il tuo gruppo comincia a popolarsi… e cominci a ricevere segnalazioni sul fatto che nel gruppo “Tappi di sughero, amore oltre la bottiglia” parlano male del tuo gruppo, che su “Un tappo di sughero è per sempre” è stata estrapolata una tua frase da un commento di 6 mesi prima e ti danno dello psicopatico, mentre su “Sughero in tutte le salse” hanno messo lo screenshot di una domanda fatta sul tuo gruppo da un utente dichiaratamente “novellino” che chiedeva se il sughero aiutasse i sogni, o i sogni aiutassero il sugaro.
Inoltre un amico ti riferisce che Tizio, sul suo profilo (che però è visibile solo agli amici, quindi tu non puoi vederlo perchè ti ha rimosso da tempo), dice che le tue competenze in fatto di sughero sono solamente teoriche ma in realtà non sapresti distinguere un tappo di sughero dal tappo di una vasca da bagno.
Ti viene in mente che non è la prima segnalazione del genere che ricevi, e con la mente torni a quando Tizio, sei mesi prima, ti aveva chiesto una collaborazione con il suo sito www.ilsugherodifamiglia.it sperticandosi in lodi sulla tua conoscenza dei tappi di sughero… ma dopo che hai declinato la sua offerta ha iniziato a scrivere in più occasioni che non capisci niente di sughero.
Finirà che passerai più tempo a difenderti dagli attacchi che a seguire il tuo gruppo, anche qualcuno dei tuoi iscritti finirà per “sgarrare” (più o meno in buona fede)… e a un certo punto i nuovi arrivati nel tuo gruppo si troveranno davanti lo stesso panorama che tu hai avuto di fronte al primo ingresso in “Tappi da sughero, amore oltre la bottiglia”.
E il giro ricomincerà da capo.

tappi2Morale della favola: il tuo sarà diventato l’ennesimo gruppo che non da più alcuna nozione sui tappi di sughero, e il “nuovo collezionista” che arriverà speranzoso di trovare qualche dritta finirà presto rassegnato a cercare altri lidi.
Alla fine quali “pro” avranno portato i vari pettegolezzi da un gruppo all’altro, le varie malignerie di Tizio e Caio e quant’altro?
Assolutamente a nulla, se non probabilmente ad allontanare qualche “aspirante collezionista” dal mondo dei tappi di sughero.
Inoltre, qualcuno avrà letto solo la versione di Tizio, qualcuno solo quella di Caio, altri non avranno la minima idea di chi ce l’abbia con chi… insomma, una gran confusione.

Ecco. Tutto questo non succede solo nel vasto mondo dei collezionisti di tappi di sughero (chi l’avrebbe mai detto).
“Ok, ma dov’è la novità?”si chiederà qualcuno.
In realtà la novità… non c’è:  ma la “spinta” a scrivere questo sfogo me l’ha data un intreccio degno degli sceneggiatori di Lost.

tappi3Ecco, in breve, cosa è successo:

– Nel gruppo (cinofilo) A, un’utente ha raccontato un episodio per lei negativo. Con toni sicuramente un po’ tanto “smielati”, ma comunque senza offendere nessuno e comunque con l’idea di chiedere solo ai suoi “amici” del gruppo A.
– Nel gruppo B, la suddetta domanda è stata riportata con toni denigratori, con seguito di alcuni commenti di sberleffo;
– Analoga cosa ha fatto l’utente C (peraltro semi-ex appartenente al gruppo B), ma sul suo profilo pubblico, anche in questo caso con coda di sberleffi;
– Nel gruppo A, saputo di quanto avvenuto nel gruppo B, sono spuntati un paio di commenti generici “piccati”;
– L’utente D, saputo di un attacco ricevuto – su tutt’altra questione – sempre nel gruppo B, ma dall’utente E, sul suo profilo pubblico risponde ad E, e contesta agli amministratori del gruppo B di non essere intervenuti nonostante i toni accesi dell’attacco di E;
– L’utente F, amministratore del gruppo A, “approfittando” un po’ dell’occasione lancia tramite un paio di commenti allo status dell’utente D, qualche frecciata al gruppo B

Non ci avete capito niente, nell’intreccio? Immaginate quanto potrebbe capirci qualcuno che magari legge solo una delle parti!
Sarebbe bastato davvero poco ad avere una situazione più produttiva: se per esempio nel gruppo B si fosse deciso di discutere sul problema esposto dall’utente nel gruppo A e fare le proprie ipotesi, l’utente avrebbe potuto dare un’occhiata anche al gruppo B, ci sarebbe stato uno scambio idee e magari un terzo lettore esterno avrebbe potuto valutare diversi approcci e diverse idee.
Così invece si è fatta – per l’ennesima volta – la figura di chi pensa prima a sparlare degli altri che a collaborare… e questo non è di nessun aiuto per la cultura cinofila.
Purtroppo però, questa non è una novità oggi, non lo era ieri, e – rassegnamoci – non lo sarà neppure domani.

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Informazioni su Davide Beltrame

Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.




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