venerdì , 24 novembre 2017
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Vita con due malinois – parte seconda

incontri quotidianiDiario di bordo di “vita con 2 malin 7.0” – Giorno 3

Io e Molly siamo litigate.
Harlock probabilmente mi ha rotto un piede.
Nina mi guarda con un’espressione di maligna soddisfazione e sembra dirmi: “Ben ti sta! Così impari… tu e sta dannata mania per le schegge impazzite!”

Diario di bordo di “vita con 2 malin 7.0” – Giorno 4

Giorno 4 – aneddoto (tanto sto bloccata sul prato col piede inagibile)
La mattina appena arrivano al parco i cani sono parecchio carichi.
Nel caso di Nina, questa carica si traduce in un’incontenibile gioia di vivere espressa con grandi corse a cercare conigli e scoiattoli, feste ai cani amici, feste a me (stile “ma dai anche tu qui?? Quanto tempo! Corri con me!”)
Nel caso dei due cerebrolesi, invece, si traduce in dieci minuti di corse sfrenate tipo levrieri al cinodromo (palesemente sotto effetto di anfetamine) con agguati, gran sfoggio di denti, collisioni in corsa e sottomissioni piuttosto scenografiche.
Stamattina, come da copione, Molly e Harlock si esibiscono al meglio della loro “diversa intelligenza”, suscitando la preoccupazione – quasi il panico, direi – di una sciura che correva lì vicino: “Signorinaaaaa!!!!” (ecccchelalllllà)
“Signorina, ma non fa niente?? Non interviene?? Non vede che LO STA AMMAZZANDO??”
(Molly teneva Harlock per il collo e lo usava tipo mocho vileda per pulire il prato, con un’espressione beata e soddisfatta. Il nano non pareva turbato: questa scena si ripete circa otto volte al giorno, tutti i giorni).
“Magari, signora, MAGARI. Non tema, non sono così fortunata”.

resistenza1Giorno 4: riflessione.
Mi pare evidente che ci siano forme di intelligenza più o meno sviluppate su questo pianeta.
Mi pare altresì evidente che a me capitano sempre le forme “meno”.
La foto qui a sinistra la intitoleremo “Resistenza a pubblico ufficiale.”

Giorno 4 (ancora).
Harlock ha la vocazione dell’infermiere. Qualsiasi taglio, ferita, o contusione io abbia, lui srotola otto metri di lingua e mi lecca con ostinata dedizione. Peccato che qualsiasi taglio, ferita o contusione io abbia, me l’abbia provocata lui!
Allora io dico: non potremmo evitarci un sacco di dolore (mio), un sacco di bava (tua) e dedicarci a cose più costruttive?
Che ne so… smacchiare giaguari, scavare fosse comuni per le palline che ogni giorno Molly fa fuori, mandare Nina in una clinica per disintossicarsi da questa buffa dipendenza dalle more che ha sviluppato ultimamente (guarda caso, da quando è iniziata questa convivenza!)…

Diario di bordo di “vita con 2 malin 7.0” – Giorno 5

avadaGiorno 5: cronache di un disastro annunciato.
Ogni mattina, Alice si alza e sa che dovrà essere più veloce dei due  cerebrolesi che porta al guinzaglio (Nina ovviamente è esente da questa definizione) per prevenire ogni loro diabbbbolica iniziativa.
Ogni mattina, Harlock e Molly si alzano e sanno (con maligna soddisfazione) che una ne pensano e cento ne fanno (solitamente nell’arco di 29 secondi netti).
Ogni mattina, Nina si alza e ci odia tutti.
Di norma, per andare a villa Ada facciamo la strada più lunga perché – data la delicatezza e l’armonia con cui Molly saluta ogni cane che incrociamo lungo il tragitto – preferisco avere la possibilità di allargarmi e mantenere delle distanze idonee.
Stamattina, complice la stanchezza e i postumi di una serata pesantuccia, decido di rischiare e di fare la strada più corta.
Dopo i primi quaranta metri incappiamo in una cornacchia morta stecchita al centro del marciapiede. Segno del destino? Ovviamente si.
Gli ho dato ascolto? Ovviamente no.
Altri cento metri, animaletto spiaccicato in mezzo alla strada. Daje. A questo punto una persona normale si sarebbe voltata, sarebbe tornata indietro e sarebbe andata a fare colazione al bar, esticaxxi della passeggiata dei cani.
Io che ho fatto? Ho proseguito. Ovviamente (a questo punto credo per forza di inerzia, perché eravamo in discesa…).
Superiamo eroicamente il punto peggiore del percorso, quello più stretto, e alle spalle sento una macchina che mi suona ripetutamente.
Inviperita, sfodero una serie di maledizioni senza perdono (Harry potter docet) per poi girarmi e scoprire che era mia madre che voleva salutarmi (ci si può rimangiare un Avada Kevadra, secondo voi? Mia madre lo apprezzerebbe…)

11933393_10207318891640593_7195409046983013438_nEntriamo a villa Ada (io sto già esaurita), sciolgo i cani che si fiondano a proiettile sul prato; Nina e Harlock con una meta ben precisa, Molly sulla fiducia (gravisssssimo errore).
Arrivano tutti e tre a palla al ruscello, Nina&Harlock si tuffano a volo d’angelo, Molly inchioda sulla riva con l’aria di una che dice “non so nuotare!!!”
Harlock evidentemente non sa interpretare le facce, quindi con eleganza esce dall’acqua, va a prendere Molly e la scaraventa di sotto. Avete mai visto un cane camminare sulle acque? Io si. Giuro che molly non ha neanche toccato la superficie, è ricomparsa magicamente sull’altra riva. Misteri della fede. O della fisica. O della forza della disperazione.
Ora, finalmente, sono nel bosco.
Non oso pensare a come proseguirà la giornata. Forse mi chiuderò in casa e aspetterò che arrivi lunedì…

Giorno 5: aforisma
“L’unica volta in cui un ragazzo carino ti guarda per un po’ da lontano, poi finalmente si avvicina con una scusa qualunque… beh, quella è la volta in cui tre cani deficienti (quoque tu, Nina mia!!!) lo rispediscono da dove è venuto a velocità supersonica.”
Ira funesta.

Commento della Redazione: hanno capito che non era l’uomo giusto. Fidati dei tuoi cani. E anche di quelli non tuoi. Insomma, fai finta di credere che abbiano fiutato l’incompatibilità… che poi magari è anche vero. 

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