venerdì , 24 novembre 2017
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Vita con due malinois – terza ed ultima parte

di ALICE ACCIAVATTI –  Momento serio: oggi è una di quelle giornate no.
Di quelle in cui quando apri gli occhi vorresti poterti riaddormentare e svegliarti… che so… dopo un anno, quando tutte le cose che non vanno nella tua vita si saranno magicamente risolte da sole.
Ma poi guardi per terra, accanto al letto, e trovi un groviglio di zampe, orecchie (più o meno dritte, sigh), code che appena ti sentono muovere iniziano a vorticare contro il muro in un concerto metal (saranno contenti i miei vicini!),  musi che ti sorridono, denti scoperti e labbra arricciate che farebbero infartare chi non vi conosce, e soprattutto… la sensazione di essere importante.
Di essere il sole e la luna. La sensazione di rendere migliori le vostre giornate semplicemente essendoci. E la certezza, unica e granitica, che voi siete e fate altrettanto per me.

Diario di bordo di “vita con 2 malin 7.0” – Giorno 6

minionGiorno 6: rivelazioni.
Osservate Harlock per un paio d’ore.
Niente di complicato, basta farsi una passeggiata con lui… guardare come va a sbattere contro gli alberi mentre corre, come casca di sotto dai muretti per seguire col naso in aria una farfalla che passa, con quale grazia imbranata vi prende a testate per farsi lanciare una pallina…
Osservate come si muove, le espressioni che fa, lo sguardo intelligente come quello di un baccalà (uno di quello già pescati, eh!)… e poi, dopo aver condotto questo interessantissimo studio, andate al cinema.
Andate al cinema e guardate il film dei minions.
E poi, con assoluta sincerità, ditemi se Harlock e Kevin (e Bob, e Stuart) non sono gemelli siamesi separati alla nascita.
Grazie al cielo Harlock non ha un fucile con lava vulcanica, arti meccanici e un basco ipnotico… anche se quasi quasi, delle zampe bioniche…

Giorno 6:  pensieri in libertà
(Importante: ho cancellato dal vocabolario del telefono la parola “malinconia”… o così, o alla cinquecentesima correzione buttavo il telefono dalla finestra).
Stamattina abbiamo varcato una nuova frontiera dell’imbarazzo pubblico.
Di tutti gli incidenti, le collisioni, il franare di sotto, il colpire pali e alberi random, nulla è paragonabile allo schianto di stamattina su una giostra per bambini.
Di quelle che girano, coi cavalli, le astronavi, le carrozze… non propriamente una cosina che passa inosservata. E invece, a quanto pare, il mio cane soffre della mia stessa sindrome: cecità selettiva.
Ovvero, vediamo solo quello che vogliamo. E ovviamente, quello che vogliamo vedere non coincide MAI con (nell’ordine che preferite):
– la realtà
– la segnaletica stradale (abbiamo un rapporto conflittuale con i nastri della municipale)
– la barriera spaziotemporale
– la percezione della profondità

giostraCosì capitano mattine come quella di oggi, in cui Molly si esibisce in curve spettacolari mentre passa a 200 all’ora tra cavallini e astronavi, e Harlock… Harlock tenta di passarci ATTRAVERSO, fratturando un femore al cavallino blu e due costole al drago verde.
Sto pensando di tatuargli sull’interno coscia il numero del veterinario, così al prossimo botto lo chiama direttamente lui…
Molly, invece, da quando è qui è nella fase delle scoperte.
Oggi è toccato alle palline con la corda. Non in senso assoluto, le conosceva già… solo che le conosceva come giochi, e adesso le ha scoperte in veste di armi contundenti e/o strumenti di persuasione.
In pratica, le usa per colpire ripetutamente me o Harlock finché non ottiene ciò che vuole.
Essendo un cane molto intelligente, ha già capito che per ottimizzare i risultati nel minor tempo possibile deve colpire me sul naso (un’altra botta e sarà definitivamente da rifare) e Harlock sugli occhi (non che faccia molta differenza se glieli fa saltare via, tanto non li usa mai per guardare dove va)
Nina ogni mattina si scava una buca lontano da noi e ci si seppellisce dentro. Credo che abbia trovato conforto in un gruppo di sostegno di amici immaginari… una versione canina fantasiosa degli alcolisti anonimi dove, a breve, probabilmente finirò pure io.

pinocchio3.jpg3Diario di bordo di “vita con 2 malin 7.0” – Giorno 7

Iniziamo a vedere la luce alla fine del tunnel.
Harlock ormai, più che un cane, pare una palla di resina e spine. Qualcuno dovrebbe dirgli che è ancora presto per Halloween.
Molly stamattina l’ho trovata che parlava con un grillo verde rimasto intrappolato per sbaglio nell’androne del palazzo. Pinocchio a noi ce spiccia casa.
Nina ha espresso il desiderio di andare alle terme… è proprio il cane mio.

11960117_10207318894040653_4143423217126557952_nGiorno 7: ci sono proprio tutti
Non manca più nessuno, solo non si vedono i due liocorni  (ma se aspetti ‘na mezz’oretta arrivano pure loro).
Sì, ci sono proprio tutti. C’è la sciuramaria che vede da lontano due pastori belga e una Nina (che fa razza a sé) e urla al mocio vileda che la accompagna “corri Wilma, corri a giocare!” lanciando la povera Wilma verso di noi. L’espressione terrorizzata della suddetta Wilma non è pervenuta solo perché le è caduta la molletta dal ciuffo e quindi il muso è svampato in un tripudio di pelo frisè.
C’è il finto atletico con il labrador al guinzaglio che si piazza in mezzo al marciapiede e ci aspetta perché così “vediamo che succede” (anche no, grazie).
C’è la Sacra Famiglia, 28746 persone armate di cesti da pic nic e borse termiche che, al solo vederci, si apre in due come il mar Rosso per farci passare… addirittura una delle nonne si getta giù dal marciapiede, sprezzante del pericolo, mentre un furgone le fa un liscio che fa drizzare pure i peli dei cani.
C’è chi, con granitica certezza, identifica mamma Nina, papà Harlock e figlia Molly (la taglia batte l’appartenenza alla razza, sapevatelo!)
C’è chi ci gira intorno con biciclette, carrozzine, cavalli a dondolo e mongolfiere, ignaro del fatto che la pazienza e la socievolezza di questi tre cani è nettamente superiore alla mia… ergo, state travisando la fonte del pericolo.
Insomma, non manca più nessuno: solo non si vedono i due lio… ah, no, aspetta, stanno arrivando pure loro.

liocorni

Diario di bordo di “vita con 2 malin 7.0” – Giorno 8.

Giorno 8: inizio di un epilogo.
Se il buongiorno si vede dal mattino, iniziare con un clc che ci parte in mezzo alla strada trascinandosi dietro 15 kg di proprietario bagnato, non promette bene.
Piccolo appunto: gioia mia, se a trent’anni pesi 15 kg e ti vesti come mio fratello quando andava in seconda elementare, ci può stare (o anche no, dipende dai punti di vista) che conti su un cane lupo cecoslovacco per dare lustro alla tua immagine… ma sappi che essere trascinato sull’asfalto per otto metri non solo è dolorosissimo, ma nuoce gravemente alla tua dignità!!

scoiattoloGiorno 8: la nostra grassa grossa passeggiata greca  (st’epilogo me lo state a fa’ suda’!).
Ad ogni uscita, si susseguono scene tragicomiche. A parte che manca solo la banda (e i due liocorni: quelli escono solo la domenica), per il resto il circo c’è tutto.
Esordiamo con uno scatto fulmineo di Nina – posso chiaramente sentire la sua vocina interiore urlare “SCOIATTOLO!” come in UP – scatto che a metà strada misteriosamente si converte in un tuffo in una sostanza strana, vischiosa… “pensavo fosse resina, invece sembra caramello”.
Caramello? Caramello?!? E da dove caspita arriva???
Mah. Fatto sta che adesso il muso di Nina sembra un Mars, sai quando lo mastichi e il caramello cola dappertutto? Ecco, uguale.
Dulcis in fundo, quando è stanca e decide di sdraiarsi lo fa sul lato appiccicoso, sicché le si incolla addosso di tutto – aghi di pino, erba, petali… – e quando si alza pare un quadro di Picasso.

11924905_10207318923081379_7195764770868698492_nMolly decide di seguire la scia artistica di Nina e si da alle sculture.
Secondo lei funziona così: si uccide e si sventra l’ennesima pallina (le fosse comuni ormai non bastano più per far sparire i poveri resti, stiamo per essere accusate di crimini contro i giochi di gomma) e ci innesta dentro una pigna.
Freud ci troverebbe di sicuro qualche riferimento sessuale, io come al solito trovo un sacco di bava e resina sui pantaloni quando lei tutta fiera mi sputa la sua opera d’arte sulle gambe.
Gambe che sistematicamente rischiano l’amputazione quando Harlock piomba dall’alto come un falco per fregarsi la pignapalla di Molly.
Harlock ad un’occhiata superficiale potrebbe sembrare quello più normale dei tre, il che è tutto dire… ma basta vederlo arrivare con un rovo infilato nel collare, una striscia di resina sul petto e l’andatura da brutto anatraccolo mentre caracolla verso il fontanile, per rendersi conto che qui, di normale, non c’è proprio nessuno.
Poi chiedetemi pure perché il coefficiente di difficoltà è 7.0!

11959996_10207318890240558_4318806913522425632_nGiorno 8: epilogo dell’epilogo.
Il ricongiungimento di Molly con la sua abbronzatissima bipede è stato un tripudio di pigolii e tentativi di infilarsi in macchina dal lato sbagliato passando da un finestrino chiuso… così, giusto nel caso che qualcuno potesse ancora nutrire dubbi (o speranze) sul QI di questi terremoti.
Adesso che l’ultima passeggiata si è conclusa e Molly è tornata a casa, Nina si aggira per le stanze ballando sui tavoli e guardandomi come a dire “MAI PIÙ.”
Credo che presenterà formale domanda di risarcimento danni.
Harlock si guarda intorno con l’aria di uno che ha la sindrome dell’arto fantasma, e considerando che già di suo non brilla per equilibrio potete immaginare quanto sia buffo questo cerbiattino storto che si aggira smarrito…

11953236_10207318916601217_4299308106716671050_nE io? Io sono stremata.
All’inizio della settimana volevo scoprire come fosse avere una coppia di malinois, a fine settimana l’unico pensiero è “MAPECCCCCCCHÈ????”
No, dài, seriamente, scherzi a parte…  esperienza bellissima.
MA:
a) reattività doppia su qualsiasi tipo di stimolo
b) due cervelli (grazie al cielo con il minimo sindacale di neuroni) impegnati 24h/24 a escogitare i modi più assurdi per fare danni;
c) raggiunta una nuova frontiera della fisica, con tanto di elaborazione di formula scientifica… formula scientifica in cui V (velocità elaborazione idee malsane) è direttamente proporzionale a I (incapacità di adattarsi ai limiti spazio temporali). Elevata al cubo: perché, come dicono i miei amici, “loro sono intellig… ah, no, scusa, volevo dire veloci!”

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