giovedì , 23 novembre 2017
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Lo zen e la gestione del caos

di ANNALIA MATTEI – Caos non è il mio primo dobermann.  Quindi non posso neppure invocare l’ignoranza a mia discolpa.
Sapevo in che caos mi stavo cacciando, anche se speravo che molto del caos restasse appunto confinato  nel nome. Mi sbagliavo.
Ma devo ammettere, ahimè, che una certa differenza fra maschi e femmine si riscontra e non solo per quelle  cose lì.
Nevrili, ok, lo sono entrambi. Bisognosi di sfogo fisico, anche se non a livello di border, malin e compagnia cantando, uguale.
Certo non sono trottole impazzite, ma teneteli in casa per due giorni e poi provate a portarli al campo e fatemi sapere. Egualmente bisognosi di sentirsi impegnati, “cane da lavoro sono, fammi lavorà! Quel che te pare, ma qualcosa da fare dammelo… che  altrimenti provvedo da solo…”…  ecco, appunto.
Meglio di no.
Quindi inventati qualcosa da fare anche se son tre giorni che piove e l’acqua gorgoglia non dentro ma fuori dai tombini… e la fantasia l’hai esaurita (non solo quella), ore ed ore fa.
Similmente bisognosi di contatto fisico, da bravi cani colla, stesi sul divano accanto a te con sempre almeno qualcosa, fosse pure la punta della coda, che ti tocca perchè non sia mai che ti alzi che so, per andare in bagno (due metri dal divano) senza che ti vengano dietro.

20150725_160007Già: se ti alzi dal divano ed il cane rimane disteso, normalmente non vai in bagno. Vai direttamente dal veterinario.
Il tuo doby sicuramente è moribondo. Altrimenti due metri da te sono una distanza insopportabile.
20 centimetri, 25 se fuori ci son 50 gradi all’ombra, è la distanza giusta.
Dipendenti dalla tua attenzione… “son due-DUE!- minuti che non mi guardi!!! Capo, mi vedi? Son qui! Come, non mi degni? Ok, lo so che non devo, ma sul tavolo laggiù c’è il libro, gli occhiali della nonna, il tuo cellulare… ecco, adesso me li mordicchio un pò… ora mi guardi, eh? Chi  se ne frega se mi fai gli occhiacci cattivi… guardare mi hai  guardato!!!” (dopodiche tu acchiappi il cane per il coppino e lo chiudi in bagno in punizione… ma lui se ne impippa; fai tanto di girare gli occhi da un’altra parte e bam… ha in bocca il telecomando dell’allarme. Tirato fuori dalla tua borsetta – e come caz… zarola l’ha trovata, la borsetta – con inenarrabile delicatezza. Manco Lupin. Ed a te viene voglia di urlare. Anzi, di fare ben altro).
Sì, tutto questo era già stato vissuto, passato, conosciuto.

20150325_180515Ma cavolo, potevate pure scriverlo da qualche parte, che se un dobermann femmina è una fotocopiatrice di stati d’animo talmente perfetta che la Samsung una simile bravura se la sogna… il maschio è una fotocopiatrice ad altissima definizione con stampante tre D incorporata!!
A manifestare i tuoi  sentimenti, è perfino più bravo di te!
Ti scappa da sternutire, troppo pepe sulla pasta e cacio? Eccì!,  lo fa lui prima di te.
Stai guardando per la trentesima volta un film strappalacrime in tv e la lacrimuccia sta per cadere? Il guaito straziante del cuore più spezzato del mondo si leva dal peloso lì a fianco, che pure fino a tre secondi fa avresti giurato dormisse i sonni del giusto…
Improvvisamente vieni colta da un pochetto di ruzza? Prima ancora che tu riesca a capacitartene… il cane è partito a razzo, posteriori schiacciati a terra, e sta correndo torno torno a mobili,  lampade, sedie e quant’altro a velocità talmente elevata che fai fatica a vederlo.
Anzi, non lo vedi proprio perchè hai gli occhi serrati nell’attesa della collisione… sperando che sia contro qualcos’altro che non le tue gambe.
Ora: tutto questo, forse sarebbe pure gestibile. Ma…
Settimana scorsa: mi son vagamente incavolata per cosette varie al lavoro. Capita.
Ho il brutto vizio di magnà tre volte al giorno (per tacer del cane ) e lavorà me tocca. Quindi arrivo a casa un pochetto irritata… il cane mi guarda strano, ma prendo ed usciamo. Mi passano i cinque minuti e tutto torna quasi… normale (quanto può esserlo passeggiare con un doby che salta al primo sospiro).
La notte sogno vendette lavoratrici atroci, ed al mattino mi alzo con più malumore (per me il mattino NON ha l’oro in bocca! Chiarooooo? Bestiaccia che ti svegli alle sei!) del solito.
Appena vede il cane, mia madre mi domanda cos’abbia. Il cane. Mica nota le mie palle girate.
Dato che quando prendi l’onda negativa, sempre onda lunga è… anche il giorno dopo al lavoro si replica. Torno a casa non più vagamente irritata, ma proprio  incavolata nera. Il cane non mi guarda strano, anche perchè non mi guarda proprio…
Che stia male? Nahhh… prende e corre per casa, pur  sapendo che non deve, agguanta i cuscini del divano. Ok. Punizione (i classici due minuti chiuso in bagno), poi guinzaglio e si parte per il campo.

Caos2Mai fatta una lezione peggiore.

L’attenzione del cane era su tutto quanto si muoveva nel cosmo, compresa la sonda Rosetta ed il bosone di Higgs, tranne che su di me.
Gli davi un seduto e si spatasciava per terra, gli davi un resta e ti saltava in braccio.
Cani che non ha mai filato di pezza… disposto a mangiarseli crudi se solo lo guardavano di striscio.
Dopo dieci minuti  passati ad impazzire… la tipa del campo mi guarda bene (guarda me, mica il cane) scoppia a ridere e mi manda (me!) in punizione per qualche minuto fuori dal campo.
Senza cane. Con l’ordine di rientrare o rilassata, o niente.
Mogia mogia mollo cane e giunzaglio, e seguita da guaiti strappacuore me ne vado in un angolino a rimuginare sulle ingiustizie della vita.
Passa un altro istruttore, sogghigna sotto i baffi che pure non ha, e mi consiglia una bella serie di respiri profondi.
“Yoga… ti ci vuole lo yoga. Vuoi mica il numero del mio maestro?”
Yoga? Scusate, ma sarei qui per addestare il cane! O no? Altro sogghigno… sì… però… prima, con certi cani, si addestra il proprietario.
Sarà.
Lascio passare un pò di tempo… ammirando i border che giocano in agility. Sono un tale spettacolo che mi dimentico del lavoro. Me torno dal mio cane. La tipa guarda la posizione delle mie spalle, sorride e mi allunga il guinzaglio.
Accanto a noi passa un maledettessimo canetto attabrighe, abbaiando la sua ira contro il mondo. Caos non lo fila di pezza.
Lo richiamo al passo, cammina tutto tranquillo modello soldatino. Fermo. Seduto. Passo. Rifermo , riseduto. Eh?
Me lo guardo bene. Sì, è proprio lui, non un suo gemello.
Urca. Cavolo succede? Anzi, cavolo è successo?
Bestiaccia! Mi son rilassata io ti sei rilassato anche tu, eh?
Ecco, così ne ho la prova.
Mi ci vuole lo yoga.
Però potevate anche scriverlo, da qualche parte nello standard, che per avere un dobermann ti tocca prima  diventare un monaco zen!

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