venerdì , 24 novembre 2017
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Vivere con un cucciolo “senso puppy”

di VALERIA ROSSI – Sul programma “Senso puppy” abbiamo pubblicato due diversi articoli, nell’ormai lontano 2011: il primo (della sottoscritta) spiegava di cosa si trattasse, il secondo (di Carlo Colafranceschi, che ha ideato il programma italiano ispirandosi all’americano “Bio sensor”) rispondeva ad alcune critiche e richieste di spiegazioni.
Se non sapete di cosa sto parlando, dunque, vi invito a rileggere ciò che si era scritto allora. Se invece sapete di cosa sto parlando… allora vi informo che Samba è stata sottoposta al “Senso puppy” dalla sua allevatrice e che io ho potuto verificare sulla mia pelle (in tutti i sensi) le differenze tra cuccioli che abbiano o non abbiano seguito il programma.

sensop1Prima constatazione: è verissimo che i cuccioli  sottoposti a stimolazione precoce sono più intelligenti.
I risultati scientifici hanno dimostrato che questi cani hanno:
a) una corteccia cerebrale più spessa;
b) un numero superiore di connessioni neuronali che invece di morire – come normalmente avviene – diventano permanenti per effetto del lavoro successivo che viene fatto sui cuccioli;
c) una concentrazione di enzimi cerebrali più alta;
d) ghiandole adrenaliniche più forti;
e) maggiore resistenza allo stress e conseguentemente una maggiore capacità di adattamento all’ambiente e a nuove situazioni, nonché prestazioni migliori in problem solving.
Ma quali sono le conseguenze pratiche?
Se nel mio articolo del 2011 criticavo ferocemente coloro che si chiedevano “cosa me ne faccio di un cane troppo intelligente?“, oggi comincio a comprendere meglio l’obiezione. Perché il “geniocucciolo” è davvero super-stressante!
Samba, per esempio, impiega un nanosecondo a capire come funziona qualsiasi cosa: per esempio, apre la porta del kennel con tale disinvoltura che sono costretta a chiuderlo con il moschettone del guinzaglio (questo ancora non è riuscita ad aprirlo: grazie al cielo, il pollice opponibile non ce l’ha).
Ha imparato a far partire il Roomba (che non le ha mai fatto paura, neppure quand’era cucciolissima: vedi foto in apertura) e lo prende a zampate ogni volta che vuole comunicarmi che ha finito di mangiare (perché per non creare disguidi tra cagne e gatte all’ora dei pasti, ognuna di loro mangia in una stanza separata e con la porta chiusa). Ho pensato a lungo che fosse un caso, l’avvio del Roomba: invece no, l’ho spiata e ho scoperto che lo fa proprio partire apposta. Lo usa come la la campanella di Pavlov, perché  appena parte il VRRRRRR del Roomba la scema corre ad aprire la porta.

sensop3Altro problema: il cane intelligente non è così disposto a collaborare con te solo “perché sei il capo”. No, lui vuole “spiegazioni”.
Se a Samba chiedo una sequenza di posizioni (seduto, terra, in piedi…) e gliela faccio ripetere più di due volte, succede che lei alla terza si fermi e mi abbai. Non ho alcun dubbio che il significato di quel “bau!” sia: “Potrei sapere a che cavolo serve tutto questo?”.
Terzo problema: se io voglio fare una cosa e lei vuole farne un’altra che ritiene assolutamente sacrosanta, pur obbedendo protesta.
Tipo: i vicini di casa hanno preso due nuove gattine che lei vorrebbe assolutamente conoscere. E giocarci, sicuramente, come fa con le “sue”.
Solo che i gatti difficilmente capiscono le buone intenzioni di un mostro di quaranta chili nero focato che butta gli anteriori per terra e il culo in aria a mezzo centimetro da loro, quindi io ho paura che si prenda una graffiata ed ho introdotto un severissimo “divieto di gatto”.
Bene: OGNI santa volta che passiamo davanti al giardino dei vicini, Samba mi guarda pigolando (“Piopiopio, fammici andare fammici andare fammici andare!”) e al mio “NO! Lasciastareigatti!” obbedisce e si rimette al piede… ma poi mi tiene i musi per un’ora.
E’ ovvio che tutti i cani sono capaci di tenere il muso: ma i cuccioli Senso puppy sono, in media, molto più permalosi degli altri, come mi hanno confermato tutti quelli che ne hanno uno.
L’ultimo problema sta chiaramente nel fatto che un cucciolo intelligente (e anche un adulto, o un quasi-adulto come è Samba al momento) ne inventa una più del diavolo per prenderti per il naso: e lo fa in modo particolarmente creativo.
Per esempio, Samba sa bene che non sono d’accordo sul suo clamoroso feticismo nei confronti di calze e mutande: e allora che fa? Li ruba e li imbosca (per poi “goderseli”, probabilmente, in mia assenza).
Sta di fatto che l’altro giorno ho spostato il suo Tatami per pulirci sotto, e ci ho trovato una compilation di calze del figlio, più tre paia di mie mutande. In effetti mi pareva che la biancheria in casa cominciasse a scarseggiare…

sensop4Insomma, quelli che pensano “meglio NON avere un cane troppo intelligente” comincio a capirli un filino meglio: però continuo a disapprovarli, perché ci sono anche infiniti riscontri positivi.
Per esempio, c’è la velocità con cui  Samba impara nuovi esercizi (anche complessi).
C’è la vera e propria tenacia con cui si applica quando non capisce alla prima… e dire che i rottweiler non brillano per la durata della loro soglia di attenzione! Invece lei ci si incaponisce proprio, e finché non arriva a fare la cosa giusta non molla.
Effetto collaterale: una volta compreso ciò che voglio da lei, tende ad anticiparmi in tutte le richieste e quindi devo stare attentissima a variare sempre l’ordine degli esercizi.
Solo una settimana fa ho provato due (e dico DUE!) volte di fila il “seduto e ritorno”: l’ha fatto bene, quindi volevo passare ad altro, ovvero al “terra e richiamo”.
E che è successo? Che ho fatto una quindicina di passi, poi ho cominciato a correre (guardando dritta davanti a me, perché così si deve fare in gara) ed ho gridato un bel “PLAAAATZ!”… al nulla, perché il cane al mio fianco non c’era più.
Dopo i primi quindici passi, infatti, Samba si era seduta e adesso mi guardava col punto interrogativo sul muso: “Ma andò vai? Non stavamo facendo il seduto e ritorno?”
Mi sono successe cose simili anche con cani non “sensopuppati”?
Certo che sì… ma non così in fretta! Tutti i cani, o quasi, tendono ad anticiparti (sperando di compiacerti e di farti immensamente felice, mentre tu gli spareresti), ma di solito questo succede dopo mesi e mesi che si prova qualche esercizio in sequenza. Non dopo due volte!
Ovviamente ci sono anche i risvolti positivi: per esempio, nel nose work, è bastato che le dessi una singola volta il “platz” quando arrivava davanti al cassetto che conteneva l’essenza perché lei, al tentativo successivo, segnalasse spontaneamente mettendosi a terra. E questa è una goduria.
Vagare per il campo dando ordini a un cane che non c’è… un po’ meno.

sensop5Concludendo: che i cuccioli “Senso puppy” siano più precoci e in generale “più intelligenti” (anche se dare una definizione sensata di intelligenza è sempre difficilissimo) è indubbio. Che abbiano una fantastica resistenza allo stress, che se ne infischino di botti e rumori vari, che si abituino ai cambiamenti senza il minimo trauma, che non abbiano alcun timore del veterinario,  è verissimo.
Che sia giusto seguire questo programma con tutti, ma proprio “tutti” i cuccioli… è probabilmente vero, ma solo se poi questi cani finiscono in mano a persone in grado di gestirli, perché sono decisamente “più difficili” degli altri.
L’allevatrice di Samba è entusiasta del Senso puppy e vuole ripeterlo con tutte le cucciolate che farà in vita sua: la tragedia sta nel fatto che adesso vuole prendersi un border collie… e tremo al pensiero di come sarebbe una Samba che appartenesse ad una razza già di per sé iperattiva e ipercollaborativa.
A volte ho incubi nei quali vedo il cane che addestra me, e che mi cazzia pure se non capisco al volo.
Riprenderei un cucciolo “Senso puppy”, se dovessi ripartire daccapo?
Ah, sì. Assolutamente SI.
E’ un’esperienza affascinante, interessante e – nella stragrande maggioranza dei casi – divertentissima.
E’ anche moooolto stancante… ma sì, la ripeterei al volo: solo che io sono in cinofilia da quarant’anni. E, di mestiere, addestro cani.
Se penso ad una Samba in mano alla Sciuramaria, invece… embe’, qualche brividino mi viene.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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