domenica 17 Ottobre 2021

Ancona, Husky muore cadendo dal balcone

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – Aveva solo sei mesi: è morto lanciandosi dal balcone di casa, dopo un volo di dodici metri. Una tragedia che dovrebbe far pensare soltanto al povero cucciolo e al dolore dei suoi proprietari… e invece si sta dicendo di tutto e di più (basta leggere i commenti sulla pagina FB di “Ancona Today”): dal “padroni bastardi” (ma perchè?!? Mica ce l’hanno lanciato loro, dalla finestra!) ai vari “Queste non sono notizie” e “Tutto ‘sto casino per un cane?” (allucinanti: non ho parole), fino ai più sensati “Purtroppo le disgrazie succedono”.
Ecco, personalmente sono di quest’ultimo avviso: le disgrazie succedono.
Però si dovrebbe cercare almeno di prevenirle il più possibile: e questo comporta, tanto per cominciare, che si conosca davvero a fondo la razza con cui si ha a che fare.
Una persona (forse la proprietaria del cane) che ha lasciato parecchi commenti ringraziando chi ha mostrato solidarietà, oltre a sostenere che il cane era adorato dalla sua famiglia e trattato come un principe (cosa di cui non dubito affatto), scrive anche: “Non saliva neppure sul letto, fate le vostre considerazioni”.
Da ex allevatrice di questa razza, la mia personale considerazione non può che essere questa: “Vi siete illusi e mi dispiace immensamente che sia successo… ma non conoscevate abbastanza i siberian husky”.
Un husky è capace di tenere nascoste le proprie capacità atletiche per mesi o anni… fino al momento in cui vi frega.
Ho già raccontato su questo stesso sito, credo, di come la cagna di un amico sia volata giù dal settimo piano di un albergo (cadendo sul tetto di una macchina, cosa che le ha salvato la vita… ma di fratture se ne era procurate parecchie) nel tentativo di prendere un piccione al volo. Il mio amico la razza la conosceva benissimo, perché era anch’egli un allevatore: però l’ha fregato il fatto che quella particolare cagna, un’adulta tranquillissima, non avesse MAI in vita sua degnato di uno sguardo i piccioni. Quel giorno lì le è partito l’embolo… e ciao.
A me, solo poche settimane fa, è saltata dalla finestra dalla Bisturi: che non è un husky, che è veramente tappa e che non pensavo neppure fosse fisicamente in grado  di saltare giù. Invece si è spaventata e c’è riuscita… ed è per puro culo DOC che non è fatta assolutamente nulla: ma solo perché io abito al primo piano e perché in mezzo c’era anche la tenda da sole dei vicini di sotto.
Nonostante questo, io mi sono data seicento volte della pirla per aver lasciato aperta quella portafinestra. Perché è vero che i cani ci possono fregare in ogni modo e in qualsiasi momento… ma noi dovremmo sempre prendere tutte le  precauzioni possibili.
Non è sempre possibile, per carità, così come non è sempre possibile prevenire gli incidenti che riguardano i bambini.
Personalmente non trovo giusto che i proprietari dell’husky vengano accusati (come pare sia accaduto) di omessa custodia: lasciare un cane da solo in casa propria è normalissimo e non è che tutti possano restare con i cani 24h/24 (nessuno lavorerebbe più!).
Non trovo neanche giusto che si infierisca su chi già sta vivendo un lutto  (quelli che hanno scritto che non valeva la pena di raccontare questa storia, visto che si trattava “solo di un cane”… o non hanno mai avuto un cane e quindi non immaginano neppure cosa si provi quando muore, oppure sono di una tale aridità di sentimenti da far paura)… ma al di là di ogni altra considerazione sul caso in oggetto, vale la pena di ricordare che:
a) i cani non sono gatti! Le “reti di protezione” invocate nell’articolo su Ancona Today non impediranno mai ad un cane di saltare da un balcone, se decide di farlo… a meno che non si costruisca una sorta di bunker chiudendo proprio tutti gli spazi disponibili;
b) i cani non hanno né il “senso del vuoto”, nè la “paura dell’altezza” di cui molti parlano. Queste sono leggende metropolitane. Qualche cane può “imparare” cosa significhi il vuoto, ma nessuno nasce sapendolo istintivamente: i cuccioli, poi, non hanno proprio idea di cosa siano i pericoli, un po’ come i bambini umani. Quindi sono doppiamente a rischio;
c) i cani NON si tengono sul balcone, per mille motivi: la sicurezza è soltanto uno dei tanti. Non so se il cucciolo protagonista di questa tragedia stato fosse proprio chiuso su quel balcone, o se avesse a disposizione tutta la casa e in più ci fosse una portafinestra aperta: nel primo caso un po’ di responsabilità in più i proprietari ce l’avrebbero, perché un cane può saltar giù da un balcone anche solo perché “si annoia” e se ne vuole andare da lì. Gli husky, poi, sono evasori nati, oltre che provetti arrampicatori e saltatori… quindi un husky sul balcone, proprio mai e poi MAI!

Ripeto: è successo anche a me e quindi non voglio assolutamente criminalizzare nessuno. Però dalle tragedie si può trarre qualche insegnamento, e in questo caso conviene pensare bene ai rischi connessi con il lasciare balconi e finestre accessibili, specie se si ha in casa un cane atletico e buon saltatore.

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17 Commenti

  1. Anche a me purtroppo è successo diversi anni fa, ma credo di averlo già scritto sotto un altro articolo.
    In terrazza (che ha un muro abbastanza alto) c’ero anche io, l’ho vista partire in picchiata e volare giù di sotto dal secondo piano…tanto per specificare che non succede soltanto a chi ce lo lascia da solo (anche se questo oltre a non piacermi in sé, è andarsela un po’ a cercare).
    Il ramo di un albero in giardino ha attutito il colpo, ho sentito un forte “cai” ed ho pensato al peggio. E’ stata operata perché si era perforata la parete addominale ma per fortuna niente di estremamente grave.

  2. Ho quattro cani adulti e due cuccioli e non li faccio uscire sul balcone se non con me. Questo dopo che, rientrando da un’ assenza di 25-30 minuti, li ho trovati a spasso per il balcone perchè uno aveva saltato il cancelletto di protezione e dall’ esterno lo aveva spostato per gli altri. Non è successo nulla ma io ho perso 10 anni di vita. Da allora il cancelletto resta in auge quando sono in casa ma se esco oppure di notte l’ aria circola dall’ avvolgibile abbassata fino a terra. …….. e spero con tutto il cuore che non inventino il modo per sollevarla! Sono imprevedibili, non saremo mai sicuri di averli protetti abbastanza.

  3. Un po’ come la barbara abitudine almeno qui in nord africa di tenere il cane in terrazza . Di notte sta da Dio , bello fresco (parlo in particolare del periodo estivo) ha una postazione dalla quale puo’ osservare tutto quello che accade nei paraggi e in qualche caso abbaia alla luna ritornando alle sue origini 🙂 Di giorno quei poveri martiri vivono praticamente in un barbecue infernale sul quale non possono neanche poggiare le zampe per quanto scotta il pavimento e prima o poi qualche cane non potendone piu’ si lancia . Una volta ho preso per l’orecchio destro uno di questi idioti siamo andati in tezzazza e gli ho detto levati le scarpe ……SUBITO!!! Poi, io vado via e ti chiudo a chiave , sta sera vengo a trovarti ….non ha MAI piu’ tenuto il cane in terrazza . Lo so non centra praticamente nulla con la disgrazia accaduta al povero piccolo Husky ma era mia intenzione far comprendere che molti proprietari non si rendono conto ancra oggi che il cane è un bambino a 4 zampe !!!

  4. “b)
    i cani non hanno né il “senso del vuoto”, nè la “paura dell’altezza” di
    cui molti parlano. Queste sono leggende metropolitane. Qualche cane può
    “imparare” cosa significhi il vuoto, ma nessuno nasce sapendolo
    istintivamente: i cuccioli, poi, non hanno proprio idea di cosa siano i
    pericoli, un po’ come i bambini umani. Quindi sono doppiamente a
    rischio;”

    sticazzi … vala che si schiacciano tutti quando c’è uno strapiombo o quando ci sono le scale in rete zincata o senza la parte verticale fra una battuta e l’altra vanno su tutti impauriti che vedono il vuoto sotto, come anche nelle grate per strada dei garage che si vede sotto… dai valà… che qualche cane sia spericolato, che possa volare già capita ma che non abbiano il senso vel vuoto no eh…
    nei cuccioli la prercezione della altezza comincia a essere presente dopo i 30 gg… prima si… che tirano dritto come il wilcoyote…

    • Lupi, mi duole. Ho ancora la cicatrice che mi ha lasciato il guinzaglio ( per fortuna era quello allungabileeeeee … ogni tanto ha una sua utilità… e per fortuna che il collare era a semiscorrimento…) mentre lo trattenevo per cercare di fermare il cane che.
      La mia doby precedente odiava tutti i gatti del mondo tranne la sua gattina. Era capace di ricordarsi dove ne aveva percepito anche solo un pelo per decenni. Ero in montagna e me ne andavo lungo la strada con Yuma ( anni TRE , anni, non mesi ) a fianco…. Nell’avvicinarmi ad un ponte ( altro parecchi metri, sopra un torrente dal greto cementato. Anni prima una povera bimba capitombolando in bici giù dalle stesso ponte è tornata l’angioletto che era…) vedo un gatto in lontanza. Capisco l’antifona, richiamo il cane al piede,che intanto aveva adocchiato il gatto, mi metto NEL mezzo del ponte e lo attraverso… continuando la mia passeggiata. Ce ne andiamo zonzo per praticelli per un’oretta buona, poi decido che magari fare la cena non guasta. E via verso casa. Nelle vicinanze del ponte mi rammento il gatto, richiamo il cane ( al guinzaglio ! ) vicina a me e passo dalla parte opposta del ponte. Io verso il centro, la cagna verso il lato opposto a quello dove ore prima avevamo visto il maledetto felino. A metà esatta del ponte a Yuma parte l’embolo e con DUE balzi DUE ( modello cartone animato, prova ad immaginarti la scena ) SALTA il parapetto bello alto con la grazia di un cervo senza nemmeno sfiorarne il bordo … facendosi un bel volo nel vuoto. Mentre la guardavo allibita con un solo pensiero in testa “non è possibile, non può essere vero” ho sganciato il blocco dell’estensibile afferrando il guinzaglio nel tentativo di rallentare la caduta del cane. Mi sono ritrovata, ed ancora non so come ho fatto, attaccata con una mano al parapetto del ponte, completamente sporta nel vuoto mentre l’altra reggeva un guinzaglio di 5 metri con appeso un cane di 35 kg che nonostante la lunghezza del guinzaglio e quella del suo stesso corpo non toccava terra almeno per un altro metro.
      Dato che non sarei mai riuscita a tirar su di peso il cane ( più probabile tirasse giù me lei ) pregando tutti i santi del paradiso ho mollato il cane…. che per fortuna è atterrata senza danni, salvo scoprire con suo sommo terrore che a quel piano la padrona non c’era. Ha risalito il fianco del torrente a velocità supersonica. Io avevo una mano macellata dal guinzaglio e l’altra dal bordo del ponte, lei non aveva un pelo fuori posto.
      Per cui, Lupi, i cani possono aver paura delle scale, delle grate ( magari perchè non capiscono cosa c’è li sotto ) ma del vuoto…. mi par proprio di no. Per esperienza diretta.

        • Decisamente. L’anno scorso eravamo in vacanza a Lucca, e passando per il centro storico costeggiamo un fiumiciattolo, delimitato da un muretto alto, boh, un sessanta centimetri? L’acqua scorre veloce, dal parapetto al torrentello ci sarà un metro e mezzo. Chihuahua tranquillissimo al guinzaglio, lo stesso che frigna per farsi sollevare sul letto, nel giro di un millisecondo si fionda sul muro e si lancia di sotto con un balzo degno di una pantera. Preso al volo.

      • che ti devo dire… non tutti sono così… io invece ricordo a 40 gg di età un figlio della mia cagna, evaso dal recintino cuccioli…che si è andato a fare un giro per la casa… al rientro dal lavoro me lo sono trovato sul credenzino, alto 1 metro circa, tutto spiaccicato come se lo avesero sgridato…con gli occhi a palla dal terrore, pietrificato, che non si muoveva, perchè dalle scale passando attraverso al ringhiera era andato sul credenzino che appoggia alle scale… e dopo vedeva il vuoto sotto…esattamente come a fatica ho convinto a salire qui in ufficio la cucciola passando epr le scale antincendio perchè vedeva il vuoto sotto e si pierificava…
        capiscono eccome di essere in alto e potersi far male cadendo…che poi in certi momenti certi cani si dimenticano di non saper volare presi dalla foga della caccia ci sta ma il senso del vuoto cel’hanno eccome…

  5. Chi pensa che con cuccioli umani e non, pure guardati a vista, non esista la possibilità dell’imprevisto anche funesto…o abita in un altro pianeta o per cuccioli ha i Trudini e per bimbi bambole di stracci. A volte basta semplicemente chiudere gli occhi per starnutire e nel frattempo si è verificato il disastro. Che ovviamente può essere di varie entità. A volte si cacciano in situazioni pure divertenti, altre in un secondo ti levano secoli di vita.
    Per questo la prevenzione è d’obbligo. Dopodiché non resta che…io speriamo che me la cavo. Senza gogne mediatiche… perché prima o poi sotto quelle forche caudale ci si passa tutti.

  6. ricordo un vero e proprio “processo mediatico”,di qualche anno fa, verso un adottante a cui era successa una cosa simile: in quel caso il cucciolo era riuscito a infilarsi di corsa in un punto scoperto dalla rete di protezione (che c’era ed era stata pure verificata dai volontari in fase d’adozione), alla rincorsa di una pallina lanciata dalla bambina, in casa(quindi il cane non era nemmeno da solo); verso quella famiglia s’è scatenato un vero inferno d’accuse,insulti, augurii di morte e pestilenze a partire in primis dai volontari che glie l’avevano affidato. Pur comprendendo il dolore per l’accaduto e pure i sensi di colpa di chi ha seguito il cucciolo e ha reso possibile un’adozione dove poi il piccolo è morto(comprendo decisamente meno i leoni da tastiera che si scagliano su chiunque dispensando disgrazie assortite),quella volta mi sono sentita schifata dall’atteggiamento riservato agli umani coinvolti che sono stati trattati senza un briciolo di umanità ed esposti a una “pubblica gogna”; mi sono pure chiesta come si faccia ad aspettarsi che la gente adotti con fiducia quando gli viene riservato un trattamento degno di un criminale davanti a un tragico incidente che ha colpito prima di tutto la sua famiglia e per il quale sta certamente già soffrendo.

  7. Ciao Valeria, mi chiedo se tutta la gente che sta appoggiando comprensiva la proprietaria di questo povero cane, sarebbe stata altrettanto comprensiva se al posto del cane ci fosse stato un bimbo di due anni!

    • Purtroppo gli incidenti mortali capitano anche coi bimbi di due anni e spesso la responsabilità non è dei genitori. Poi il paragone non ha molto senso, visto che un bambino di due anni non verrebbe mai lasciato solo in casa con la portafinestra del balcone aperta….no? E se anche dei genitori fuori di testa lo facessero, mi sembra semplicemente ovvio che la gente non li appoggerebbe comprensiva… quindi scusi, ma proprio non riesco a capire il senso del suo commento….

    • Un cane di 6 mesi non è un bambino di 2 anni, necessitano di cure ed attenzioni completamente diverse. E mai come in questi casi è giusto dire “il cane non è un bambino”

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