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Ancona, Husky muore cadendo dal balcone

di VALERIA ROSSI – Aveva solo sei mesi: è morto lanciandosi dal balcone di casa, dopo un volo di dodici metri. Una tragedia che dovrebbe far pensare soltanto al povero cucciolo e al dolore dei suoi proprietari… e invece si sta dicendo di tutto e di più (basta leggere i commenti sulla pagina FB di “Ancona Today”): dal “padroni bastardi” (ma perchè?!? Mica ce l’hanno lanciato loro, dalla finestra!) ai vari “Queste non sono notizie” e “Tutto ‘sto casino per un cane?” (allucinanti: non ho parole), fino ai più sensati “Purtroppo le disgrazie succedono”.
Ecco, personalmente sono di quest’ultimo avviso: le disgrazie succedono.
Però si dovrebbe cercare almeno di prevenirle il più possibile: e questo comporta, tanto per cominciare, che si conosca davvero a fondo la razza con cui si ha a che fare.
Una persona (forse la proprietaria del cane) che ha lasciato parecchi commenti ringraziando chi ha mostrato solidarietà, oltre a sostenere che il cane era adorato dalla sua famiglia e trattato come un principe (cosa di cui non dubito affatto), scrive anche: “Non saliva neppure sul letto, fate le vostre considerazioni”.
Da ex allevatrice di questa razza, la mia personale considerazione non può che essere questa: “Vi siete illusi e mi dispiace immensamente che sia successo… ma non conoscevate abbastanza i siberian husky”.
Un husky è capace di tenere nascoste le proprie capacità atletiche per mesi o anni… fino al momento in cui vi frega.
Ho già raccontato su questo stesso sito, credo, di come la cagna di un amico sia volata giù dal settimo piano di un albergo (cadendo sul tetto di una macchina, cosa che le ha salvato la vita… ma di fratture se ne era procurate parecchie) nel tentativo di prendere un piccione al volo. Il mio amico la razza la conosceva benissimo, perché era anch’egli un allevatore: però l’ha fregato il fatto che quella particolare cagna, un’adulta tranquillissima, non avesse MAI in vita sua degnato di uno sguardo i piccioni. Quel giorno lì le è partito l’embolo… e ciao.
A me, solo poche settimane fa, è saltata dalla finestra dalla Bisturi: che non è un husky, che è veramente tappa e che non pensavo neppure fosse fisicamente in grado  di saltare giù. Invece si è spaventata e c’è riuscita… ed è per puro culo DOC che non è fatta assolutamente nulla: ma solo perché io abito al primo piano e perché in mezzo c’era anche la tenda da sole dei vicini di sotto.
Nonostante questo, io mi sono data seicento volte della pirla per aver lasciato aperta quella portafinestra. Perché è vero che i cani ci possono fregare in ogni modo e in qualsiasi momento… ma noi dovremmo sempre prendere tutte le  precauzioni possibili.
Non è sempre possibile, per carità, così come non è sempre possibile prevenire gli incidenti che riguardano i bambini.
Personalmente non trovo giusto che i proprietari dell’husky vengano accusati (come pare sia accaduto) di omessa custodia: lasciare un cane da solo in casa propria è normalissimo e non è che tutti possano restare con i cani 24h/24 (nessuno lavorerebbe più!).
Non trovo neanche giusto che si infierisca su chi già sta vivendo un lutto  (quelli che hanno scritto che non valeva la pena di raccontare questa storia, visto che si trattava “solo di un cane”… o non hanno mai avuto un cane e quindi non immaginano neppure cosa si provi quando muore, oppure sono di una tale aridità di sentimenti da far paura)… ma al di là di ogni altra considerazione sul caso in oggetto, vale la pena di ricordare che:
a) i cani non sono gatti! Le “reti di protezione” invocate nell’articolo su Ancona Today non impediranno mai ad un cane di saltare da un balcone, se decide di farlo… a meno che non si costruisca una sorta di bunker chiudendo proprio tutti gli spazi disponibili;
b) i cani non hanno né il “senso del vuoto”, nè la “paura dell’altezza” di cui molti parlano. Queste sono leggende metropolitane. Qualche cane può “imparare” cosa significhi il vuoto, ma nessuno nasce sapendolo istintivamente: i cuccioli, poi, non hanno proprio idea di cosa siano i pericoli, un po’ come i bambini umani. Quindi sono doppiamente a rischio;
c) i cani NON si tengono sul balcone, per mille motivi: la sicurezza è soltanto uno dei tanti. Non so se il cucciolo protagonista di questa tragedia stato fosse proprio chiuso su quel balcone, o se avesse a disposizione tutta la casa e in più ci fosse una portafinestra aperta: nel primo caso un po’ di responsabilità in più i proprietari ce l’avrebbero, perché un cane può saltar giù da un balcone anche solo perché “si annoia” e se ne vuole andare da lì. Gli husky, poi, sono evasori nati, oltre che provetti arrampicatori e saltatori… quindi un husky sul balcone, proprio mai e poi MAI!

Ripeto: è successo anche a me e quindi non voglio assolutamente criminalizzare nessuno. Però dalle tragedie si può trarre qualche insegnamento, e in questo caso conviene pensare bene ai rischi connessi con il lasciare balconi e finestre accessibili, specie se si ha in casa un cane atletico e buon saltatore.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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