venerdì , 17 novembre 2017
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Il collare è pericoloso?

di VALERIA ROSSI – Mi hanno segnalato davvero in millemila questo articolo pubblicato sul blog di Angelo Vaira: si tratta dell’ennesima sparata anti-collare e pro-pettorina,  quella “guerra di religione” di cui forse non varrebbe neanche più la pena di parlare, visto che è semplicemente stupida e inutile, ma che continua ad accendere gli animi.
Diciamo subito, quindi, che l’articolo in questione è stato tradotto dalla fidanzata di Vaira, Rosita Celentano, e che la fonte originale è la PETA: sì, proprio quell’associazione americana per i diritti degli animali accusata di ucciderne a migliaia nei suoi rifugi, nonché di appoggiare associazioni animaliste terroristiche. Forse era meglio trovare una fonte meno discussa/discutibile.

vairapeta1Ma… spetteguless a parte, vediamo i contenuti: innanzitutto l’articolo comincia attaccando il collare a strangolo (wow, che grande novità!!!) e lo fa sciorinando la solita lista di tragici effetti collaterali (dalle lesioni al midollo spinale all’asfissia, al prolasso dei bulbi oculari e ai danni cerebrali) che già abbiamo visto in tutte le salse, perché in Italia l’ha pubblicata e ripubblicata l’ASETRA.
Ho già fatto rimarcare più volte in passato la palese malafede con la quale sono state interpretate le fonti di questa lista di orrori… ma se mai fosse sfuggito a qualcuno, rammento ancora una volta che:

Il principale studio a cui fanno riferimento tutti coloro che imputano al collare a strangolo i danni tipici dell’impiccagione (che indubbiamente ci sono… se, appunto, impicchi il cane!) è “Spinal anomalies in dogs” (Hallgreen A., 1992  ABCN 9 (3), 3-4). Questo studio si riferisce all’esame di 400 cani, il 60% dei quali aveva problemi alla schiena, mentre il 26.87% aveva problemi specifici alle vertebre cervicali.
Un dato impressionante… ma è stata davvero colpa del collare a strangolo?
NO! risponde lo stesso Hallgreen.
Nel suo rapporto, infatti, c’è scritto chiaramente e testualmente: “There was no correlation between choke chain collars and back problems” (non c’era alcuna correlazione tra il collare a strangolo e i problemi alla schiena”). Di questa frasetta si sono allegramente dimenticati tutti, dalla PETA all’ASETRA. Ops! che svista… sicuramente involontaria, eh!

strangolo1Ribadisco ancora una volta che io non sono un’abituale utilizzatrice di collari a strangolo: se difendo comunque questo strumento, è perché:
a) ovviamente non viene utilizzato da nessuno (esclusi forse i pazzi sadici e macellai) per impiccare i cani: quindi i danni da impiccagione descritti NON si verificano, come confermano tutti i veterinari con cui ho personalmente parlato. Ovviamente non sono millemila: sono soltanto una decina. Ma alla domanda “quanti danni imputabili al collare a strangolo hai visto nell’esercizio della tua professione?”, la risposta è stata sempre “zero”;
b) è l’unico veramente sicuro al cento per cento nel caso di cani paurosi, che tirano all’indietro e che riescono a sfilarsi qualsiasi altro collare o pettorina (perché si sfilano TUTTE, se il cane si impegna davvero, a meno di non stringerla fino a ridurre il cane come una salamella);
c) può essere un vero salvavita (o almeno… salvafaccia!) nel caso di cani iper-aggressivi che cercano di mangiarsi l’operatore cinofilo che magari vorrebbe impegnarsi nel loro recupero.
Certo, spedire il cane dal comportamentalista e farlo riempire di pillolette è più comodo… però gradirei che fosse lasciata, almeno ai cinofili più competenti, la possibilità di lavorare in sicurezza con questi cani, cercando di ottenere dei risultati senza ricorrere agli psicofarmaci. E nel tempo che mi serve per conquistare la fiducia del cane, gradirei non dover affrontare le sue aggressioni tenendolo per la pettorina, perché finirei dritta all’ospedale.
Per tutto il resto… c’è l’addestramento! Ovvero, nessun cane si farà mai male al collo tirando, se il proprietario gli insegnerà una condotta decente.

punte3) dopo il collare a strangolo, la PETA attacca i collari a punte e quelli elettrici. Eppeccarità, qui siamo tutti d’accordissimo!
Solo che, immediatamente dopo… ecco il povero, innocuo collarino a fibbia, accusato delle peggiori nefandezze.
Testualmente: “Il guinzaglio intorno al collo (traduzione un po’ zoppicante, visto che si sta parlando di collari e non guinzagli, di “being leashed by the neck”, ovvero di “avere il guinzaglio attaccato a qualcosa che sta intorno al collo”, NdR), anche con un semplice collare a fibbia, può essere doloroso per i cani che tirano o strattonano, soprattutto se fanno degli scatti al guinzaglio. Può fare pressione sulla trachea, il midollo spinale, i dischi vertebrali, l’esofago ecc., e deve essere evitato”.
Ma CERTO che deve essere evitato! Il fatto che il cane si strozzi (e non certo il collarino) deve essere evitato eccome!
Ma lo si evita insegnando al cane a non tirare, ovvero mettendoci impegno e lavoro: non ricorrendo a fantomatici strumenti “magici”!
L’articolo della PETA, infatti, suggerisce l’uso di una pettorina tipo “easy walk” e quello di un altro strumento che preme sul costato e che non mi risulta esista ancora in Italia (ma non dubito che arriverà!): entrambi questi strumenti, di fatto,  impediscono la normale dilatazione delle coste e quindi la normale respirazione.
Il cane smette di tirare perché gli manca letteralmente il fiato… e questo a me non sembra troppo “gentile”!
La verità è che non esistono strumenti magici: esiste invece il lavoro con il cane, come detto sopra. E lo sappiamo tutti che “è fatica”… ma ricordiamo sempre che non ce l’ha ordinato il dottore, di prendere un cane!

carlinotira4) chicca finale:  “in caso l’eccessiva trazione poi non fosse un problema, una pettorina ad H potrebbe essere la giusta soluzione”.
Ma come sarebbe a dire? CERTO che l’eccessiva trazione è un problema!
Ovviamente la PETA si riferisce ai cani di piccola taglia, che possono pure tirare fino ad ammazzarsi senza causare alcun disagio al conduttore: ma vi pare che questi cani stiano bene?
E’ evidente che manca ogni tipo di rapporto con l’umano all’altro capo del guinzaglio, è evidente che non hanno piacere di stare con lui ma che vogliono andare lontano da lui… ed è anche evidente che tirando in questo modo possono causarsi problemi di salute, esattamente come quelli che tirano sul collare (vedi l’articolo sui danni da pettorina che abbiamo pubblicato qualche tempo fa).
Sta di fatto che con questa frase la PETA sembra dimostrare che le importa pochissimo del benessere del cane e moltissimo della vita comoda del proprietario: proprio una notevole caduta di stile antropocentrica, per un’ associazione che sostiene di difendere i diritti degli animali.
E mi preoccupa non poco il fatto che chi l’ha tradotta e pubblicata non abbia notato questo aspetto.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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