di VALERIA ROSSI – Mi hanno segnalato davvero in millemila questo articolo pubblicato sul blog di Angelo Vaira: si tratta dell’ennesima sparata anti-collare e pro-pettorina,  quella “guerra di religione” di cui forse non varrebbe neanche più la pena di parlare, visto che è semplicemente stupida e inutile, ma che continua ad accendere gli animi.
Diciamo subito, quindi, che l’articolo in questione è stato tradotto dalla fidanzata di Vaira, Rosita Celentano, e che la fonte originale è la PETA: sì, proprio quell’associazione americana per i diritti degli animali accusata di ucciderne a migliaia nei suoi rifugi, nonché di appoggiare associazioni animaliste terroristiche. Forse era meglio trovare una fonte meno discussa/discutibile.

vairapeta1Ma… spetteguless a parte, vediamo i contenuti: innanzitutto l’articolo comincia attaccando il collare a strangolo (wow, che grande novità!!!) e lo fa sciorinando la solita lista di tragici effetti collaterali (dalle lesioni al midollo spinale all’asfissia, al prolasso dei bulbi oculari e ai danni cerebrali) che già abbiamo visto in tutte le salse, perché in Italia l’ha pubblicata e ripubblicata l’ASETRA.
Ho già fatto rimarcare più volte in passato la palese malafede con la quale sono state interpretate le fonti di questa lista di orrori… ma se mai fosse sfuggito a qualcuno, rammento ancora una volta che:

Il principale studio a cui fanno riferimento tutti coloro che imputano al collare a strangolo i danni tipici dell’impiccagione (che indubbiamente ci sono… se, appunto, impicchi il cane!) è “Spinal anomalies in dogs” (Hallgreen A., 1992  ABCN 9 (3), 3-4). Questo studio si riferisce all’esame di 400 cani, il 60% dei quali aveva problemi alla schiena, mentre il 26.87% aveva problemi specifici alle vertebre cervicali.
Un dato impressionante… ma è stata davvero colpa del collare a strangolo?
NO! risponde lo stesso Hallgreen.
Nel suo rapporto, infatti, c’è scritto chiaramente e testualmente: “There was no correlation between choke chain collars and back problems” (non c’era alcuna correlazione tra il collare a strangolo e i problemi alla schiena”). Di questa frasetta si sono allegramente dimenticati tutti, dalla PETA all’ASETRA. Ops! che svista… sicuramente involontaria, eh!

strangolo1Ribadisco ancora una volta che io non sono un’abituale utilizzatrice di collari a strangolo: se difendo comunque questo strumento, è perché:
a) ovviamente non viene utilizzato da nessuno (esclusi forse i pazzi sadici e macellai) per impiccare i cani: quindi i danni da impiccagione descritti NON si verificano, come confermano tutti i veterinari con cui ho personalmente parlato. Ovviamente non sono millemila: sono soltanto una decina. Ma alla domanda “quanti danni imputabili al collare a strangolo hai visto nell’esercizio della tua professione?”, la risposta è stata sempre “zero”;
b) è l’unico veramente sicuro al cento per cento nel caso di cani paurosi, che tirano all’indietro e che riescono a sfilarsi qualsiasi altro collare o pettorina (perché si sfilano TUTTE, se il cane si impegna davvero, a meno di non stringerla fino a ridurre il cane come una salamella);
c) può essere un vero salvavita (o almeno… salvafaccia!) nel caso di cani iper-aggressivi che cercano di mangiarsi l’operatore cinofilo che magari vorrebbe impegnarsi nel loro recupero.
Certo, spedire il cane dal comportamentalista e farlo riempire di pillolette è più comodo… però gradirei che fosse lasciata, almeno ai cinofili più competenti, la possibilità di lavorare in sicurezza con questi cani, cercando di ottenere dei risultati senza ricorrere agli psicofarmaci. E nel tempo che mi serve per conquistare la fiducia del cane, gradirei non dover affrontare le sue aggressioni tenendolo per la pettorina, perché finirei dritta all’ospedale.
Per tutto il resto… c’è l’addestramento! Ovvero, nessun cane si farà mai male al collo tirando, se il proprietario gli insegnerà una condotta decente.

punte3) dopo il collare a strangolo, la PETA attacca i collari a punte e quelli elettrici. Eppeccarità, qui siamo tutti d’accordissimo!
Solo che, immediatamente dopo… ecco il povero, innocuo collarino a fibbia, accusato delle peggiori nefandezze.
Testualmente: “Il guinzaglio intorno al collo (traduzione un po’ zoppicante, visto che si sta parlando di collari e non guinzagli, di “being leashed by the neck”, ovvero di “avere il guinzaglio attaccato a qualcosa che sta intorno al collo”, NdR), anche con un semplice collare a fibbia, può essere doloroso per i cani che tirano o strattonano, soprattutto se fanno degli scatti al guinzaglio. Può fare pressione sulla trachea, il midollo spinale, i dischi vertebrali, l’esofago ecc., e deve essere evitato”.
Ma CERTO che deve essere evitato! Il fatto che il cane si strozzi (e non certo il collarino) deve essere evitato eccome!
Ma lo si evita insegnando al cane a non tirare, ovvero mettendoci impegno e lavoro: non ricorrendo a fantomatici strumenti “magici”!
L’articolo della PETA, infatti, suggerisce l’uso di una pettorina tipo “easy walk” e quello di un altro strumento che preme sul costato e che non mi risulta esista ancora in Italia (ma non dubito che arriverà!): entrambi questi strumenti, di fatto,  impediscono la normale dilatazione delle coste e quindi la normale respirazione.
Il cane smette di tirare perché gli manca letteralmente il fiato… e questo a me non sembra troppo “gentile”!
La verità è che non esistono strumenti magici: esiste invece il lavoro con il cane, come detto sopra. E lo sappiamo tutti che “è fatica”… ma ricordiamo sempre che non ce l’ha ordinato il dottore, di prendere un cane!

carlinotira4) chicca finale:  “in caso l’eccessiva trazione poi non fosse un problema, una pettorina ad H potrebbe essere la giusta soluzione”.
Ma come sarebbe a dire? CERTO che l’eccessiva trazione è un problema!
Ovviamente la PETA si riferisce ai cani di piccola taglia, che possono pure tirare fino ad ammazzarsi senza causare alcun disagio al conduttore: ma vi pare che questi cani stiano bene?
E’ evidente che manca ogni tipo di rapporto con l’umano all’altro capo del guinzaglio, è evidente che non hanno piacere di stare con lui ma che vogliono andare lontano da lui… ed è anche evidente che tirando in questo modo possono causarsi problemi di salute, esattamente come quelli che tirano sul collare (vedi l’articolo sui danni da pettorina che abbiamo pubblicato qualche tempo fa).
Sta di fatto che con questa frase la PETA sembra dimostrare che le importa pochissimo del benessere del cane e moltissimo della vita comoda del proprietario: proprio una notevole caduta di stile antropocentrica, per un’ associazione che sostiene di difendere i diritti degli animali.
E mi preoccupa non poco il fatto che chi l’ha tradotta e pubblicata non abbia notato questo aspetto.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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29 Commenti

  1. Ottimo articolo, Valeria, fai bene a non demordere… purtroppo temo che Vaira e i suoi seguaci siano una setta impenetrabile…
    ho avuto il (dis)piacere di partecipare diversi anni fa ad un suo seminario, invitata da un’amica, senza avere la più pallida idea di chi fosse costui. La mia amica aveva una Dobermann da lavoro gestita nel modo sbagliato e quindi piuttosto fuori controllo. Dal momento che l’organizzatrice del seminario (titolare di un centro cinofilo) aveva parlato di “esempi pratici coi cani degli uditori”, la mia amica aveva subito chiesto il permesso di portare la sua schizzatissima Dobermann sentendosi rispondere, dopo qualche giorno, che “i cani non avrebbero più partecipato”.
    Ovviamente quando arriviamo lì vediamo tra il pubblico 5/6 cani rigorosamente pettorina-muniti, tendenzialmente decrepiti e/o tranquilli a tal punto da farmi pensare di essere in realtà solo dei grandi Trudy. La mia amica non capisce lì per lì, ma nel momento in cui Vaira chiama sul palco “DEI CANI A CASO” scelti tra quelli presenti in sala, tutto si spiega…e mentre lui si lancia nel suo teatrino di pseudodimostrazioni di abilità (sua) noi sediamo piuttosto risentiti poichè proprietari: io di una Rottweiler fresca fresca di sequestro, presa al canile a 4 anni e desiderosa di mangiarsi tutti gli esseri a 4 zampe che le fossero passati a meno di 800metri; la mia amica della Psycodobermann sopracitata, il mio ragazzo di un Dobermann anche lui adottato da un sequestro piuttosto brutto all’età di 6 anni, molto aggressivo con le persone e recuperato con somma fatica (e dopo che il mio ragazzo è finito in ospedale per essersi preso due brutti morsi). Eravamo lì ad ascoltare tutte le sue fantaminchiate sui collari e a pensare molto contrariati:
    “Dio quanto vorrei che adesso sul palco ci fosse uno a caso tra i nostri tre cani al posto di quell’Australian di ottant’anni!”

    Ma non succederà mai….come tanti altri (altra esperienza da testimone visiva con i seguaci del MegaGuru delle supercazzole), lui ha fondato il suo impero (effimero forse) sulla presentazione di cagnetti tranquilli, socializzati e ben inquadrati fin da cuccioli, con finti problemi da risolvere (che chi ha avuto cani fobici o aggressivi o gravemente ansiosi pensa “embéh?!? Che cavolo di problema avrebbe quel cane? Salta addosso?? Ahhhhhh,una disgrazia davvero!” ) tenendosi alla larga da cani pericolosi o davvero problematici.
    per la serie….ti piace vincere facile?

    • La tua esperienza la vedo poco oggettiva, anche perchè si basa su un solo seminario…Io ho seguito seminari ThinkDog di Angelo Vaira (e non solo) per ben 2 anni, sono entrato con un derivato pitbull che aggrediva persone e soprattutto cani, e sono uscito da lì con un cane equilibrato, spesso ricercato come cane spalla e soprattutto come cane moderatore nelle classi di socializzazione. In 2 anni l’unico seminario in cui ci hanno chiesto di non portare i nostri cani, è stato quello tenuto dalla Dott.ssa Barbara Gallicchio sulla descrizione delle razze

  2. Purtroppo ormai le pettorine (a volte indossate male) imperversano anche su cani di grande taglia, magari di razze più inclini a essere aggressive con gli altri maschi. Il pitt o il rott o il dogo tutto muscoli con la pettorina non si può vedere, dai, nemmeno esteticamente! I cani muniti di collare si contano sulla punta delle dita, invece i proprietari che arano l’asfalto, quindi che non si curano affatto di insegnare al cane (ovviamente con la pettorina) a non tirare, sono mooolti di più. L’articolo tradotto è allucinante perché l’importanza dell’educazione del cane praticamente è passata sotto silenzio.

    • infatti la risposta standard alla domanda: “perchè il collare no?” in genere è: “perchè tira come un dannato e col collare si strozza!”
      Ma farti passare per la testa che l’unica cosa giusta è insegnare al cane a non tirare nè col collare, nè con la pettorina nè con il collier di diamanti, NO?!?
      Eh, ma lavorare insieme al cane è faticoso….meglio fare finta che la pettorina sia più etica (anche se magari gli squarcia le ascelle).

  3. Io con il mio Malamute ho provato sia collare che pettorina, e devo dire che lui sembra trovarsi meglio con la pettorina, difatti uso principalmente quella. Il collare sembra che non riesca proprio a sentirselo, non so per quale ragione dato che è stato abituato sin da piccolo e non ha avuto nessun trauma. Premetto che abbiamo lavorato sul discorso del tirare già da quando aveva 3 mesi e adesso (che ne ha ‘solo’ 6, fa 25 kg e comincia ad avere una bella forza) tira raramente, di solito quando vede qualcosa di irresistibile e diventa sordo a qualsiasi comando. Stiamo lavorando anche su questo, anche perché quando arriverà a pesare molto di più dubito di riuscire a restare almeno in equilibrio!
    Al contrario, la Beagle dei miei non tollera proprio la pettorina, l’abbiamo provata un paio di volte e si rifiutava proprio di camminarci, e comunque non ha mai avuto problemi di “tiro” se non un paio di mesi appena uscita dal canile.

  4. A me gli estremismi fanno sempre venire l’orticaria. Pettorina, collare a scorrimento, collana di perle, semiscorrimento… sono strumenti la cui positività è data dalle mani di chi li usa. Mi zio ,decenni fa, ha portato giroingiro per il mondo cani sempre senza guinzagli ( all’epoca si poteva) portandosi appresso ‘na corda che fungeva da collare e guinzaglio caso mai (peraltro caso rarissimo) fosse servito. Il cane che ha vissuto meno è arrivato a 16 anni.Altri tempi.
    Ho un doby , Houdini ha da imparare,e già dalla doby precedente uso collare a semi scorrimento e pettorina nordica con un guinzaglio a doppio moschettone, dato che i malefici sono in grado di uscire in pratica da qualsiasi cosa.guido il cane tramite il collare, ma in caso di necessità ho pettorina e maniglione della medesima di riserva. Ciò nonostante sto ancora lavorando sulla condotta. ..dato che in mode passeggiata on, che il maledetto diversifica bene dal mode lavoro on, se decide di voler andare a snacchiare proprio lì a dare la tiratina ci prova ancora. Per cui per me gli strumenti vanno tutti bene ed hanno tutti dei difetti (come ogni cosa a sto mondo)…. come sempre secondo l’uso che se ne fa. Con sempre dipende da cos’ha sotto i capelli l’umano attaccato al guinzaglio.

  5. Devo essere sincera, io preferisco la pettorina, mi sembra che lei stia più comoda, poi io la uso per il trasporto in auto, perchè ci aggangio la cintura di sicurezza, che io per motivi di spazio in auto (ho una due posti) sono costretta a trasportarla davanti, e quindi avendo la pettorina già indossata uso quella. è già da un po’ che non provo con il collare, ma direi che lei si comporta alla stessa maniera con entrambi i sistemi: se c’è qualche cosa che attira la sua attenzione in modo particolare, non ci son santi: tira…… stiamo lavorando su questo e stiamo facendo progressi notevoli, con periodiche e inspiegabili regressioni, tipo domenica scorsa che l’ho riportata a casa dalla disperazione, mentre il giorno dopo si è comportata benissimo.

  6. Qualcuno ha mai fatto caso al fatto che guinzagli-collari-pettorine e via cantando negli ultimi anni sono sempre più grossi e robusti? Con un guinzaglio per taglia media ci puoi trainare un auto. Ormai si da per scontato che il cane tiri. Il mio primo cane per collare aveva una strisciolina di cuoio che spariva in mezzo al pelo, il peggio che ha fatto in 15 anni è stata un po’ di ruggine alla fibbia. Ora per Iris che ha un collo di tutto rispetto non sono riuscita a trovare niente di meno che un collare di 2 cm di nylon spesso. Il guinzaglio è per cani di taglia piccola, o i moschettoni pesavano uno sproposito. Educare il cane è secondario, meglio legarlo come un salame e trattenerlo a forza!

  7. Semistrozzo forever!!!! Io mi trovo benissimo e cmq ho anche la pettorina che uso principalmente quando vado in bici o con i pattini. Al campo vedo gente fare obbedienza con la pettorina… Lo trovo quasi insensato che fai richiami la schiena del cane?????? Mah!!!

  8. Cara Valeria, ti stimo moltissimo per l’opera di divulgazione che fai, consiglio il tuo sito a tutte le persone disinformate con le quali mi trovo a parlare, per evitare di stordirli e ammorbarli di persona con informazioni scuse, lancio loro un amo, se incuriositi potranno farsi una bella cultura. molti dei tuoi articoli sono preziosissimi per chi si avvicina al mondo dei cani e senza rivali nel panorama italiano…Ma…e dico ma…questa polemica continua sull’uso del collare o pettorina, nonché nei confronti di chi propaganda l’uso di quest’ultima, sta diventando ridondante e sterile.
    Secondo me è giusto propagandare l’uso della pettorina per ” le masse” .Non sono una fondamentalista, ma in queste polemiche metti sempre in chiaro che vada insegnato al cane come si va al guinzaglio, per poi partire con la solita solfa. è proprio questo il problema: la grande maggioranza dei proprietari di cani non sa, né ha la minima voglia di imparare, di insegnare al proprio cane a non tirare. Non penso di essere l’unica ad avere questa percezione passeggiando in giro e parlando con la gente. La gran parte pensa che il proprio cane sia fatto così e pace. Non si informano, non sono curiosi, non pensano l’avere un cane come un percorso a due! Anche se io non capisco come si faccia a farsi trainare più volte al giorno, tutti i giorni, se il cane è grande. A me verrebbe la febbre al solo pensiero, non te la godi tu e non se la gode il cane la passeggiata. Ai cani piccoli “ovviamente” non va insegnato, tanto che problema c’è, non ti fanno cadere di faccia per terra, né slogano le spalle. Risultato è che molti cani piccoli sono totalmente scalmanati e trascinati di peso per strada, molti cani grandi invece scendono solo per una veloce caccapipi perchce la passeggiata è ingestibile.
    Posto questo, e non penso nessuno potrà negarlo, a questo punto meglio che vadano in giro con la pettorina! E putroppo la massa non viene qui a vedere che il collare a strangolo può essere utile in certi casi, il collare a strangolo serve a non far tirare il cane, meglio se con un guinzaglio cortissimo. Ma che bella passeggiata! Quanti di noi hanno visto poveri cani con gli occhi di fuori, fare versi tipo mostro, con il proprietario convinto che almeno con quello tira meno? Stessa cosa per i collari. Frasi sentite ovunque, negozi di animali, in giro “no, io con la pettorina non posso portarlo, se no lui porta me”. È indubbio che un collare usato male faccia danni!
    Come te, non sono contro lo strumento in se (collare a strangolo mi trovi meno d’accordo in ogni caso), ma con un occhio alla realtà e non verso un mondo ideale dove il collare viene usato da persone che hanno insegnato al cane come si passeggia, non si può negare che la pettorina sia il danno minore per il cane, sticazzi se il padrone viene trascinato. Questo è ancora più vero quando si tratta di microcani, la gente non si accorge di quanto tirino, ma il.loro collo fragile sì, specie se vengono fatti volare dove si preferisce. Per il fatto che si sfila ormai ci sono talmente tanti modelli regolabili ovunque, di forme innovative, semirigidi, che basta cercare quello adatto, magari non in tutti i casi, ma spesso basta non fermarsi alla prima provata (come fanno sempre i suddetti pigri).
    Insomma, nel mondo reale meglio demonizzare il collare in favore della pettorina, poi le persone coscienti possono anche usarlo. Io ogni tanto lo uso, in occasioni particolari, ma ho piena consapevolezza che mai il mio cane tirerà, tranne se dovesse spaventarsi e perciò uso di più la pettorina. Poi lui, adottato da adulto, ha tanti problemi, ma almeno io non penso “è fatto così, così me lo tengo o magari lo abbandono” ma provo a risolverli, a informarmi, a vedere un’educatrice nonostante io sia veterinaria. Cosa che la gran parte delle persone non fa. Forse è che qui al Sud la cultura cinofila ed anche il buon senso verso i nostri compagngi di vita spesso latitano!
    Tanti saluti da una tua fan, anche se ti ho bacchettata stavolta, e scusa se.Non ho avuto il dono della sintesi, ma non intervengo mai, per una volta sopportatemi!

    • Il tuo ragionamento sarà anche giusto, ma Vaira dovrebbe essere un educatore. Quindi dovrebbe divulgare informazioni corrette, non menate da bar, sorvolando completamente sull’educazione del cane

      • Il concetto di educazione, inteso nel senso stretto del termine “ex ducere”, cioè tirare fuori il meglio del soggetto, è molto più coerente con l’utilizzo di una pettorina piuttosto che un collare a strozzo, per via della differenza del livello di coercizione arrecato dai due strumenti, se poi ciò che si cerca è solo ed esclusivamente il controllo, allora è tutta un’altra questione. Ma ci terrei a fare solo una precisazione, visto che ho seguito i corsi ThinkDog.. Vaira non si limita a consigliare l’utilizzo di una pettorina piuttosto che un collare, la scelta del guinzaglio (lungo) è altrettanto importate. Esercizi effettuati in un contesto che avvicinano maggiormente il cane ad uno status di libertà portano a risultati molto più duraturi e concreti, limitando al minimo lo stress, ed incrementando le capacità cognitive. Bisogna provare

        • Spero che vi diano una percentuale per pubblicizzare questi corsi dato che li nomini a tutto spiano! Ma nell’articolo (perché e di questo che siamo discutendo) non vedo alcun riferimento né all’educazione né al rapporto con il cane. L’italiano medio che pensa di sapere tutto leggendo un articoletto su internet senza spirito critico ne deduce che se il cane strattona con i collare si strozza (ma va?!?) e corre a comprare una pettorina qualsiasi, magari quelle correttive così soffoca il cane lo stesso ma vuoi mettere. Quindi magari era il caso di spiegare che non è lo strumento il problema se il cane tira, ma proprio il mancato rapporto.

          • Noto con dispiacere che il mio commento di risposta non è stato pubblicato, o almeno non lo visualizzo. Sostanzialmente avevo scritto che Angelo Vaira lo hai citato tu, e in risposta ho precisato che ho seguito i suoi corsi solo per dire che so di cosa parlo, nessuna percentuale. Poi tutto il discorso sulla pettorina e sul rapporto, e un link ad un video preso ad esempio che probabilmente è il motivo della moderazione. Ma di certo non mi rimetto a scrive tutto se poi devo rischiare di perdere tempo inutilmente

          • Il commento era appunto in moderazione perchè conteneva dei link, ma in realtà è già stato approvato (però poco fa, quindi forse non lo avevi ancora visto quando hai scritto questo tuo commento)

          • Ho citato Vaira perché l’articolo in questione è stato pubblicato sul suo blog. E secondo me bisognava pensarci due volte prima di pubblicarlo cosi’ com’e’ , perché non facendo nessun accenno all’educazione del cane ma solo allo strumento in se può essere fuorviante per un inesperto che pensa che sia normale che il cane tiri fino ad ammazzarsi

      • Non è esattamente così, in quanto veterinaria devi provare ad “arginare” l’ignoranza per fare il bene dei pazienti. Puoi provare a diffondere della cultura, ma molta gente non ti ascolterà oltre la prima frase convinta di saperne di più o semplicemente si adagia nelle situazioni, senza provare a risolverle. Peggio ancora, se la lavatrice è rotta chiamo il tecnico, per fare i capelli vado dal parrucchiere, per fare il bagno chiamo l’idraulico, ma molti non riescono a capire che ciò valga anche per gli animali. Mi spiego meglio, siccome “ho cani da 40 anni”, “mio zio aveva un pastore tedesco che ha smesso di tirare con il collare a strangolo”, “mio nonno dava al cane gli avanzi ed è campato fino a 16 anni”, molti non accettano si sia andati avanti, che ci si possa aggiornare ed informare per rendere più piacevole il nostro percorso a sei zampe, che ci sono persone competenti che possono aiutarti con il cane come un idraulico con un tubo rotto (facendo un investimento per vivere con più serenità ogni giorno che gli resta). Lungi da me paragonare un cane ad un tubo rotto, ma penso il paragone renda l’idea del mestiere dell’educatore (che poi debba educare il padrone nella gran parte dei casi e non il cane, è un’altra storia). Per non parlare del mestiere di veterinario. Per molti si fa per beneficenza (anche se i soldi per fare altro si trovano, ma dal veterinario non si ha voglia di spenderli) e il cane si porta in fin di vita dopo aver trascurato problemi di salute o provato a fare i veterinari. piccolo offtopic, scusate, è solo per spiegare l’inerzia di fondo di molti personaggi.

        Ovviamente parlo di una parte delle persone, quelle che di certo non leggono questo sito nè altro, non di tutte. Poi ci sono quelli che ti rendono fiera del lavoro che fai, perchè ti prendi cura di un membro della loro famiglia. Parlo sempre di cose negative non perchè tutti siano così, assolutamente e per fortuna no, non travisatemi 🙂 ma perchè è di queste persone che parlo quando dico “ben vengano le campagne pro pettorina”. Non riuscirebbero a leggere oltre i caratteri maiuscoli della locandina, quindi meglio questo che niente! Sono d’accordo sul non usare il collare su un cane fobico, ovviamente se si trova una soluzione alternativa valida (non facendolo investire per non usare il collare), perchè il cane fobico non ha bisogno di spaventarsi e strattonarsi da solo per il collo. Ciò può alimentare il suo stato di ansia. Ha bisogno invece di essere accompagnato alla scoperta del mondo senza aggiungere questa preoccupazione al senso di costrizione del guinzaglio. Il cane fobico spesso fuggirebbe, ma noi glielo impediamo, quindi meglio che non si aggiungano esperienze negative di un collare a strozzo o semistrozzo. ci sono pettorine classiche con più regolazioni, apposite antifuga (da ordinare su internet, nei negozi non le ho mai viste) con tre circonferenze invece di due (non so spiegarlo meglio), oltre a pettorine atipiche (non a x o h, svedesi etc). Il mio era fobico verso molte cose normali in città, tenuto a catena e maltrattato dove era prima, poi finito in canile, con ogni probabilità non ha avuto le giuste esperienze al momento giustoo, a tratti aggressivo per paura. Adesso abbiamo fatto passi in avanti ENORMI, con pettorina (non antifuga, pesa 40 kg ed è agile come un bisonte ahahah), guinzaglio lungo e tanta pazienza con linguaggio del corpo, dandogli libertà di allontanarsi dalle cose che destano preoccupazione, frapponendosi con il corpo, attivazione mentale etc. Alla Vaira insomma :p ma come si dice, basta che funzioni! Ora è molto più spavaldo e curioso ed è una gioia. Ovviamente non è la Bibbia dei cani fobici ma con noi ha funzionato. Già al guinzaglio era molto più intollerante a cani e persone per via dell’esperienza negativa a catena che amplia la bolla sociale, se gli avessi messo uno strozzo probabilmente si sarebbe rivoltato contro di me come era già successo quando glielo hanno messo in canile (lasciando un bello sbreco al malcapitato), oppure si sarebbe ancora più chiuso. Con noi non ha mai manifestato aggressività perchè sono state impostate le cose per bene sin dall’inizio (come si va al guinzaglio, non ti ruberemo il cibo, quello che è no è no, insomma, la base) e poi si è iniziato a fidare. dove non si arrivava da soli ho avuto l’umiltà di rivolgermi ad un’educatrice. Sulle signore con i minicani….è tempo perso! Non demordere (proprio per cercare di arginare l’ignoranza), ma è una lotta contro i mulini a vento, loro GIA’ SANNO. Ma almeno non li faranno volare con il collare ma con la pettorina, tanto la gran parte lo farebbe comunque 😉 almeno lo porta fuori, non gli fa fare i bisogni sulla traversina o lo tiene perennemente in braccio “come un figlio” 😀 provo l’irrefrenabile voglia di dir loro “cazzo è un cane, fagli fare il CANE!” ogni volta, ma per fortuna riesco a limitarmi all’ultima parte 😀 Con un chihuahua al guinzaglio pochi si rendono conto della forza che applicano allo stesso in rapporto alla mole del cane ed alla sua fragilità. uno strattoncino per un nanetto è fortissimo. Sono favorevole all’uso del collare solo per cani adulti, non mini, meglio da taglia media in su, e disciplinati, assolutamente non ansiosi o fobici. Se un cane è aggressivo con gli altri maschi (come alle volte è il mio, solo al guinzaglio, insicuro, ma non mi strattona più, brontola solo, work in progress) lo devi saper gestire a livello fisico, se no vuol dire che hai preso un cane troppo grosso per la tua forza, e insegnargli che possono anche non piacergli, ma non ha il diritto di sbatterti per terra. Coi cani non ci vuole il padre eterno, ci vuole pazienza, affetto, perseveranza, curiosità, ammmore, voglia di mettersi in gioco, collaborazione dell’intera famiglia e l’umiltà di chiedere aiuto se non si è in grado. E qualche risultato verrà. Il mio cane non sarà mai normale, ma io farò quello che è in mio potere per avvicinarlo il più possibile alla serenità.

        scusate ancora per il testo lunghissimo ma volevo rispondere a tutti! Ciao

        • D’accordo su molto, ma non su tutto…per prima cosa io non sono “contro” la pettorina, non sono contro un bel niente a dire il vero (ai maltrattamenti ovviamente sì). Ma la demonizzazione del collare da parte di educatori fanatici ipergentilisti non è accettabile. Anch’io ho avuto cani problematici (lo spiego meglio in un commento lasciato sotto) e la pettorina (che ho) non la volevano neanche vedere e quindi uso il collare…e per quale stramaledetto motivo devo essere fissata per strada come una criminale quando passeggio col cane al piede che indossa un collare che non si tende e il più delle volte da proprietari che hanno al seguito cani insaccati come salami in pettorine che gli fanno uscire gli occhi dalle orbite?? E un’altra cosa….ma davvero lei non ha mai visto cani con brutti danni da pettorina? Io sì purtroppo. Per cui temo che non si possa smettere di impersonare Don Chisciotte, altrimenti lo spazio lasciato vuoto da “chi ne sa” viene subito occupato da chi “è convinto di sapere”.
          p.s. Vaira nel suo blog sostiene anche che non è affatto vero che le cagne intere sono maggiormente a rischio di sviluppare neoplasie….e che condivide la scelta di non sterilizzare. Lei da Veterinaria dovrebbe saperne più di lui circa neoplasie ormonodipendenti o sterilizzazioni prepuberi e loro perchè..eppure lui divulga, divulga, divulga. Non le viene voglia di divulgare più di lui, ma soprattutto MEGLIO? Sempre per arginare il danno.

        • “Non riuscirebbero a leggere oltre i caratteri maiuscoli della locandina, quindi meglio questo che niente!”, ecco, concordo con te… e il punto è proprio questo.
          Quei caratteri cubitali dovrebbero dire “se il cane tira si fa male, che indossi pettorina o collare”, o qualche cosa del genere (io sono negata a scrivere :P)…
          Perchè se no, le sciuremarie continueranno a usare il guinzaglio stile canna da pesca (perchè, visto che leggono solo “il collare è pericoloso! usate la pettorina!” non gli viene in mente che dipende da come si usa) facendo male ai cani (soprattutto se bassotti), gli impressionabili rifiuteranno il collare, anche quando potrebbero portarlo, perchè “fa male!” (e abbiamo appurato che non è vero), e altri ancora lo useranno senza dormirci la notte, come il settantenne che, la settimana scorsa, ha messo il collare al suo cane, e poi mi ha detto “ho provato con la pettorina e non vuole muoversi, con questo invece sta bene… lo so che non dovrei usarlo e che fa male, ma la pettorina proprio non la vuole…”. Il cane (come molti altri, tra cui il mio) la trova evidentemente scomoda.

          p.s.: il cane che si sfila la pettorina non è “fobico” in generale. Ha il terrore dei botti (come molti altri), e per sua sfortuna nella mia zona siamo sommersi da ragazzini idioti che considerano sprecato il pomeriggio in cui non gettano petardi.
          Il resto del tempo è un cagnolino tranquillo

          p.p.s.: per chiarire, io uso normalmente il semi strozzo, che il mio cane adora, e la pettorina, che il cane detesta, se si va in bicicletta o si fanno attività particolari, nel qual caso è abbastanza distratto da non volersi togliere la julius k9, che è quella che tollera meglio. Tutte le altre (nonostante i 40 kg :P) se le sfila sempre che è un piacere… non per paura o per allontanarsi, ma solo perchè gli stanno scomode

    • Però anche la pettorina fa danni.
      Giusto ieri incontro una signora, con bolognese al guinzaglio, rigorosamente con pettorina perchè (cit.) “eh, ma lei tira e il collare le fa male al collo, poverina!”, utilizzata come yo-yo dalla padrona, che ha allegramente dichiarato che lei la tira su “spesso”, per evitare incontri con cani più grandi (non le interessa se buoni o no, non si fida, al mio si è avvicinata solo perchè lui stava già giocando con una cagnolina di 2 kg) con il guinzaglio, visto che (precisazione fatta vista la mia espressione inorridita) “tanto ha la pettorina e non le fa male!”. Ho provato a spiegarle che no, le fa male, ma avrei ottenuto di più parlando col muro (anche perchè lei era impegnata a guardare male il semistrozzo del mio e a considerarmi una maltrattatrice di cani).
      Un altro esempio è il signore con cagnolino meticcio, abilissimo a sfilarsi tutte (penso le abbia provate davvero tutte, a meno di non stringere all’inverosimile lui se le sfila) le pettorine di questo mondo se si spaventa, che al guinzaglio non tira (eccetto appunto quando si spaventa), il cui proprietario non vuole sentire neanche parlare di “collare”, figurati semi strozzo o strozzo (che potrebbe usare senza problemi, visto che il cane non tira, e che gli darebbero qualche sicurezza in più) perchè “eh, ma fanno male!”… e intanto il cane non è finito sotto una macchina per miracolo, ma ha già rischiato diverse volte.
      Potrei andare avanti per giorni… il punto è che demonizzare non va mai bene. E che il tempo sprecato per demonizzare il collare potrebbe essere usato per spiegare (come fa Valeria), che se usati male e se il cane tira sia collare che pettorina fanno male, che bisogna insegnare al cane a non tirare.

    • SIl, personalmente non credo di aver mai visto un cane di piccola taglia col collare a strangolo: non ci pensano nemmeno ad utilizzarlo. In compenso ho visto DECINE di microcani “tirati su di peso” per la pettorina, sfasciando allegramente schiene con l’illusione di “non fargli male perché tanto ha la pettorina”.
      CIò che mi spinge a tornare spesso sull’argomento è proprio il fatto che anche la pettorina, se usata male, possa fare danni serissimi… e che NESSUNO mai lo dica, mentre io sono la prima a gridare forte e chiaro che il collare, usato male, può farne.
      Fare marketing sulla “gentilezza” della pettorina e tacerne quindi i rischi è scorretto e pericoloso: e i veterinari dovrebbero essere i primi a parlarne (visto che almeno loro non vendono pettorine!)… mentre proprio ieri mi è arrivato al campo un jack che tirava come un ossesso, con una bella pettorina “ad X” che gli sfregava felicemente sui linfonodi ascellari. Il cane tirava pure “a zampe larghe” (probabilmente per evitare il fastidio dello sfregamento) e si soffocava perché le fasce laterali gli stringevano il costato e quindi i polmoni. Quando l’ho fatto notare alla proprietaria, mi ha risposto che il suo veterinario le aveva detto di buttar via il collare (collarino fisso, eh!) e di comprare SUBITO la pettorina. Peccato che non abbia visto (forse: o forse l’ha visto e non ha capito quali danni stesse causando) QUALE tipo di pettorina avesse scelto la povera signora 🙁

  9. Lo fanno con i figli, figuriamoci con i cani! E’ faticoso educare un ragazzino e seguirlo nello studio, ti portano ai pazzi. E allora il pupo diventa dislessico, discalculico, disqualcosaltro, iperattivo, ipersensibile…mentre una volta se non studiavi eri solo un lazzarone.

  10. Ormai e’ una questione trita e ritrita e viene proprio voglia di chiedersi se serva ancora parlarne e se ne valga la pena. Alla fine, per quel che mi riguarda, la risposta e’ si’, perche’ a me personalmente che qualcuno si danni l’anima per dire peste e corna di chi usa il collare non puo’ importare di meno, ma non posso fare a meno di pensare a chi abbocca all’amo e facendo numero influenza negativamente amministrazioni e orientamento giuridico verso regolamentazioni assurde e lesive della liberta’ individuale degli altri.

    Insomma, mi indispongono e mi preoccupano le velleita’ integraliste delle persone che popolano le sessioni del guru di turno; lui guadagna sulle loro spalle e li manda in giro per il mondo a diffondere il verbo a loro spese e loro finiscono per fare danneggiare gli altri.

  11. Ho una domanda “tecnica”, per modo di dire. Il sig. Vaira risponde ad un commentatore che ha visto parecchi cani fuggire via anche con il collare a strangolo. Ora, siccome sono assiduo lettore di questa rivista e di Valeria in generale, vorrei chiedere proprio a te, Valeria, cosa ne pensi della sua affermazione, visto che più e più volte hai detto che lo strangolo è l’unico strumento sicuro con i cani che fuggono (magari per paura, andando all’indietro). Insomma, a te è mai capitato? E’ davvero così sicuro? Io la vedo più o meno come te, ma quando qualcuno dice qualcosa che non può provare (l’affermazione di Vaira), tendo sempre a concedere fiducia, ma in questo caso la sua affermazione smonterebbe tutto ciò che tu – e tanti altri, in verità -hai sempre sostenuto.

    • Scusa il ritardo, ma leggo solo adesso il tuo commento!
      Allora: dallo strangolo si può “fuggir via” solo se è messo in posizione fissa: non so se Vaira sia al corrente di ciò (forse no!), ma il collare può essere messo in posizione di “non” strangolo. In quel caso diventa un collare “normale” e il cane può ovviamente sfilarselo.
      Altra possibilità: un collare a strangolo troppo grande diventa come una collana molto grande… e quando il cane è libero, se abbassa la testa, può cadere a terra. Se però il conduttore è capace di tenere il cane al guinzaglio nella giusta posizione, e se quando libera il cane glielo toglie (come si dovrebbe sempre fare con qualsiasi “indumento”, pettorine comprese, per evitare che altri cani, giocando, si ci impiglino e si facciano male)… allora il collare non va da nessuna parte e il cane neppure.
      Il cane tenuto al guinzaglio con un collare a strangolo messo in posizione di strangolo e gestito in modo corretto NON può “fuggire via” in alcun modo… a meno che il collare non si rompa (e allora vuol dire che si è comprato un collare “da tanto al mucchio”, pessima idea!).

  12. La pettorina non è una bacchetta magica, Sig.ra Rossi, è solo una condizione, un presupposto per iniziare il LAVORO nel modo più sereno possibile per il cane

  13. REVISIONE DEI PRINCIPALI STUDI SCIENTIFICI ATTI A DIMOSTRARE LA LESIVITÀ DEL COLLARE A SCORRIMENTO
    Dr.ssa Francesca Pastorelli, medico fisiatra; Giuseppe D’Urbino, istruttore cinofilo e allevatore

    La convivenza tra uomo e cane è antichissima.
    Un’interpretazione basata su reperti archeologici fa risalire la nascita dei primi cani domestici tra il 14000 e il 20000 A.C.
    Recenti studi condotti su DNA mitocondriale ipotizzerebbero l’inizio della domesticazione a circa 135000 anni fa.
    Esistono numerosi dipinti fin dalle epoche più remote dove viene rappresentato il cane nei contesti di vita quotidiana, come ad esempio la stele di Abydos (2040-1640 a.C.) dipinta nell’antico Egitto, che ritrae scene di caccia di levrieri allevati per la caccia all’antilope e alla gazzella.
    In questi dipinti vengono ritratti cani con collare e condotti al guinzaglio.
    Passando ad epoche più recenti possiamo apprezzare in alcuni mosaici scampati alla distruzione di Pompei, raffigurazioni di cani, sempre con collare e guinzaglio (ingresso della casa del Poeta Tragico di Pompei 50°.C.-79 d.C.)
    L’utilizzo e la convivenza del cane con l’uomo è ritratta anche in un pezzo di terracotta di Ninveh (Iraq) del 850 a.C. dove è rappresentato un cane mastino con collare e guinzaglio accanto ad un uomo.
    Esistono poi pitture rupestri risalenti a più di 4000 anni fa nella Siberia Centrale a nord del lago Baikal che rappresentano una muta di cani che trainano una slitta.
    I Cukci e i Koikals, abitanti di quelle zone, svilupparono un alto livello di tecnicità nel traino delle slitte, utilizzando fino a 20 cani per ogni slitta, che imbracavano con appositi strumenti tecnici (oggi chiamate pettorine) in modo da spostare il punto di spinta del cane sul torace, così da facilitare il cane nell’azione di trainare. Come possiamo quindi notare dalle testimonianze del passato, il cane è da sempre stato gestito con collare e guinzaglio, tranne nei casi in cui si richiedesse al cane uno specifico lavoro: tirare, trainare una slitta.
    Le nuove tendenze nell’ambiente cinofilo dei paesi del nord Europa, negli ultimi 20-30 anni, si sono impegnate nel voler dimostrare quanto sia dannoso l’uso del collare, in particolare quello a scorrimento, portando a dimostrazione pseudo-studi scientifici che ora andremo ad analizzare.
    Le principali patologie ricollegate all’uso del collare sarebbero:
    – Danni cerebrali, atassia per ischemia
    – Danni oculari (rottura vasi dell’occhio, aumento pressione oculare, sindrome di Horner..)
    – Rottura dell’osso ioide
    – Traumi alla colonna vertebrale cervicale
    – Danni meccanici e ischemici a laringe, trachea, esofago e tiroide

    DANNI CEREBRALI E ATASSIA

    • L’unico documento che riporta danni cerebrali e atassia dovuto all’uso del collare non è uno studio, ma un case report, documentato da Grohmann K. Et al “Severe brain damage after punitive training technique with a choke chain collar in a German shepherd dog” Journal of Veterinary Behavior 8 (2013) 180-184.
    In questo caso il proprietario di un pastore tedesco ha dichiarato di aver letteralmente
    impiccato il cane tenendolo sollevato da terra per circa un minuto fino a che il cane non ha
    cominciato a mostrare segni di sofferenza neurologica.
    Tale pratica non è descritta in nessun libro di addestramento classico, e si tratta di un vero e proprio caso di maltrattamento.

    • Un altro studio molto citato quando si parla di danni cerebrali da collare è lo studio di Palmer and Walker “The neuropathological effects of cardiac arrest in animals: a study of five cases.” J Small Anim Pract. 1970 Dec;11(12):779-91.
    In questo studio vengono discussi vari tipi di trattamento per limitare danni cerebrali in animali dopo un episodio di arresto cardiaco.
    Non si parla di collare.

    • Uno studio più recente citato in merito ai danni cerebrali dovuto dall’uso del collare è lo studio condotto da Timm et al nel 2008: “Sequential magnetic resonance imaging changes after suspected global brain ischaemia in a dog.” J Small Anim Pract. 2008 Aug;49(8):408-12. In questo case report un cane di razza Carlino viene seguito con RMN per un periodo di 18 mesi dopo una sospetta ischemia globale in seguito ad un errore nell’anestesia.
    Non si parla di collare.

    DANNI OCULARI

    • Per quanto riguarda i danni oculari arrecati dall’uso del collare, esiste uno studio condotto da M.Pauli nel 2006 “Effects of the Application of Neck Pressure by a Collar or Harness on Intraocular Pressure in Dogs” J Am Anim Hosp Assoc 2006;42:207-211.
    Questo studio è stato condotto su 26 cani sani di diverse razze. È stata misurata la pressione intraoculare a riposo e nell’atto di tirare al guinzaglio.
    Metà dei cani indossavano una pettorina e l’altra metà il collare.
    Lo studio dimostra come la pressione oculare aumenti in modo significativamente maggiore nei cani che indossano il collare, senza tuttavia che questo provochi alcun danno oculare. Inoltre è stato dimostrato che la pressione oculare misurata dopo un minuto dalla cessazione dello sforzo torna ai livelli fisiologici in entrambi i gruppi di studio.
    Lo studio conclude consigliando l’uso della pettorina soprattutto durante le attività sportive in quei cani affetti da glaucoma o gravi problemi corneali.
    Ancora una volta quindi non è dimostrato alcun danno arrecato dall’uso del collare.
    Un dato tuttavia interessante è riportato in figura 2 e 3, dove viene misurata la forza con cui i cani tirano al guinzaglio indossando rispettivamente il collare o la pettorina.
    È interessante notare come i cani che indossano la pettorina sviluppino una forza di traino molto maggiore rispetto ai cani che indossano il collare, dimostrando così che la pettorina è uno strumento nato e utilizzato da sempre con l’intento di facilitare il cane nell’esercizio di tirare.

    Figure 2—Breed comparisons of intraocular pressure (IOP)
    increases that occurred under a force applied to a collar and
    under the forces generated by the dogs pulling. Blue bars
    represent the IOP changes (mm Hg) from baseline values,
    and yellow bars represent the force pulled (kilograms) by the
    dogs. Bars represent mean IOP change or force pulled ±
    standard deviation. Am Staff=American Staffordshire terrier

    Figure 3—Breed comparisons of intraocular pressure
    (IOP) increases that occurred under a force applied to a
    harness and under the forces generated by the dogs
    pulling. Blue bars represent the IOP changes (mm Hg)
    from baseline values, and yellow bars represent the
    force pulled (kilograms) by the dogs. Bars represent
    mean IOP change or force pulled ± standard deviation. Am Staff=American Staffordshire terrier.
    Anche la sindrome di Horner (HS) è stata imputata all’uso del collare a scorrimento.
    (La sindrome di Bernard-Horner, detta anche sindrome di Claude Bernard-Horner o sindrome oculopupillare è caratterizzata da un danno al tronco del sistema nervoso simpatico cervicale il quale non può più controbilanciare l’azione del parasimpatico, che prevale.)
    Gli studi riportati a sostegno di questa tesi sono:

    • Kern TJ1, Aromando MC, Erb HN “Horner’s syndrome in dogs and cats: 100 cases (1975-1985)” J Am Vet Med Assoc. 1989 Aug 1;195(3):369-73.
    In questo studio sono stati valutati 74 cani e 26 gatti con “Sindrome di Horner” (HS). I risultati sono stati che nei cani la HS è associata strettamente all’invecchiamento (p‹0,01). Nel 50% dei casi non si è potuti risalire alla causa della HS nei cani e nel 42,3% dei casi nel gatto. Dagli studi fatti pare che la causa più frequente di HS in cani e gatti sia un trauma (animali investiti dalle macchine), seguita da neoplasia intracranica e intratoracica e otite media.
    Nello studio condotto non si parla dell’uso del collare come causa di HS

    • Morgan RV1, Zanotti SW. “Horner’s syndrome in dogs and cats: 49 cases (1980-1986). J Am Vet Med Assoc. 1989 Apr 15;194(8):1096-9.
    Questo studio trova la causa della “Sindrome di Horner” (HS) in traumi alla testa, collo e torace, otiti croniche.
    Ancora una volta non è riportato nessun caso di HS legato all’ uso di collare.

    DANNI ALL’OSSO IOIDE

    • Per quanto riguarda le fratture dell’osso ioide esiste solamente una dichiarazione, senza alcun referto del veterinario, senza nessuna indagine radiologica e mai riportata su alcuna rivista scientifica come case report, scritta da Judy Kody Paulsen, fondatrice e direttrice del “Greyhound Companions of New Mexico”.
    Viene descritto come due giorni dopo una sessione di addestramento con collare a scorrimento, il cane avrebbe accusato difficoltà a respirare. Una volta portato dal veterinario sarebbe stata diagnosticata la frattura dell’osso ioide. Il cane sarebbe stato quindi tracheostomizzato per insufficienza respiratoria data dall’edema conseguente alla frattura.

    DANNI ALLA COLONNA VERTEBRALE

    • Lo studio in assoluto più citato sui danni da collare è quello di Anders Hallgren, laureato in psicologia umana, che ha redatto uno scritto “Back problem in dogs”.
    In questo “studio”, 400 cani sono stati sottoposti a visita osteopatica e comportamentale. In più i proprietari hanno compilato un questionario anonimo.
    Dalla visita osteopatica, è emerso che il 63% dei cani riportava danni alla colonna vertebrale (colonna lombare 72%, dorsale 67%, cervicale 27%. Il totale supera il 100% perché alcuni cani presentavano problemi su più segmenti della colonna vertebrale)
    Non sono stati eseguiti esami strumentali (Rx, TC, RMN) a conferma delle lesioni vertebrali.
    È importante sottolineare che le “lesioni vertebrali” di cui si parla e che potrebbero essere state diagnosticate dagli osteopati, vengono chiamate in gergo medico DIM (disturbo intervertebrale minore), anche detta sublussazione vertebrale. Il DIM consiste in una disfunzione vertebrale segmentaria dolorosa, benigna e reversibile che provoca contratture muscolari localizzate. È una sindrome estremamente frequente nell’uomo e che richiede alcune sedute di manipolazioni vertebrali.
    Da quanto riportato nello scritto tra i cani che presentavano un problema cervicale il 91% veniva gestito quotidianamente con il collare, mentre tra i cani che non riportavano danni cervicali il 78% veniva quotidianamente gestito con il collare.
    Questo vuol dire quindi che quasi l’80% dei cani gestiti con collare e guinzaglio, secondo quanto riportato dalle visite effettuate, non avevano sviluppato alcun problema cervicale. In più sono riportate diverse possibili cause che potrebbero provocare problemi cervicali, dorsali o lombari tra cui traumi (lotta con un altro cane, cadute o perdite improvvise di equilibrio all’interno di un autovettura, forte accelerazione o brusca sterzata) attività sportiva senza un adeguato riscaldamento precedente l’attività, ecc.
    È quindi difficile poter affermare con certezza che sia il collare la causa o l’unica causa in quella esigua percentuale di cani con danni cervicali.
    Tuttavia se fosse vero che il tirare al guinzaglio con indosso il collare provoca danni cervicali nei cani, sarebbe stato interessante ed eticamente corretto conteggiare quanti cani gestiti con la pettorina che tirano al guinzaglio presentavano danni dorsali.
    In conclusione questo scritto non si avvale di dati scientifici oggettivabili, è stato scritto e gestito in modo fazioso e riporta molte affermazioni sul collare non comprovate da alcuna prova scientifica.
    Infatti “back problem in dogs” non è mai stato pubblicato su alcuna rivista scientifica perché privo della minima metodologia richiesta per essere riconosciuto come “studio”.

    • Nel 2007 Miles Anita ha eseguito uno studio come tesi di laurea dal titolo: “Pathologies of the dog associated with the use of choke chain”.
    Sono stati presi in esame 6 cani gestiti abitualmente con il collare a scorrimento e sottoposti a visita osteopatica. È stato dato da compilare un questionario ai proprietari.
    Dalle visite è emerso che il 100% dei cani presentava danni cervicali (DIM ovvero sublussazione vertebrale) 89% danni alle vertebre toraciche, 89% danni alle vertebre lombari e 50% danni all’articolazione sacro-iliaca. Non sono stati eseguiti esami strumentali (Rx, TC, RMN).
    Tutti i cani sono stati sottoposti a tre sedute di manipolazioni osteopatiche con miglioramento delle lesioni vertebrali alla fine delle tre sedute. Tutti i cani sono stati gestiti anche durante il periodo di trattamento con il collare a scorrimento.
    Oltre all’uso del collare sono state ipotizzate altre cause di danni cervicali (DIM)che sono: esercizio di conduzione con il cane in condotta, che può provocare tensione monolaterale dei muscoli cervicali; giochi traumatici (es. disc dog); il dormire su superfici rigide o in spazi ristretti (es. kennell); giochi concitati tra cani; il vivere in spazi ristretti che non permette al cane un movimento tale da allentare la tensione muscolare; usare un guinzaglio troppo corto.
    Visto tutte le possibili cause di sublussazione vertebrale pare quindi molto difficile sostenere che la causa del danno vertebrale sia legato all’uso del collare. Inoltre sono stati presi in esame solo cani gestiti con il collare, quindi manca un gruppo di controllo (es. cani gestiti con la pettorina) per vedere se le lesioni vertebrali sono presenti solo nei cani gestiti con collare o no. Inoltre non è stato fatto un controllo a distanza dalla fine del trattamento, per vedere se i benefici delle manipolazioni sono durature nel tempo, e dopo la fine del trattamento i cani non sono stati gestiti con una pettorina per verificare se, a distanza di tempo, ripresentavano comunque le stesse lesioni vertebrali.
    Inoltre ipotizzando che sia vero che il collare porti a sviluppare con frequenza una sublussazione cervicale, si potrebbe ipotizzare che l’uso della pettorina causi sublussazioni toraciche visto che le forze di traino si scaricano sul torace dell’animale.
    In conclusione possiamo dire che anche in questo caso non è stato utilizzato un metodo scientifico per eseguire questo studio, quindi non può essere utilizzato per dimostrare possibili danni da collare sul cane.

    DANNI MECCANICI E ISCHEMICI A LARINGE, TRACHEA, ESOFAGO E TIROIDE

    Per quanto riguarda danni meccanici e ischemici a laringe, trachea, esofago e tiroide non esistono studi scientifici a confermare tale teoria.

    • Esiste un articolo “Good trainers: How to identify one and why this is important to your practice of veterinary medicine” pubblicato da Brammeier et al. Journal of Veterinary Behavior (2006) 1, 47-52 che si propone di dare una serie di suggerimenti su come identificare un “good trainer”.
    All’interno dell’articolo si parla di collari e pettorine e vengono elencati tutti i possibili danni da collare: danni a laringe, esofago, tiroide e trachea senza riportare nessuna fonte scientifica.

    • Anche nel libro scritto da Overall “Manual of clinical behavioural medicine for dog and cats” vengono elencati senza alcuna nota bibliografica i danni causati dal collare a laringe, esofago, tiroide e trachea.

    A conclusione di questa ricerca si può affermare con certezza che non esistono studi scientifici che documentino possibili danni provocati dallo strumento “collare a scorrimento”, a maggior ragione se utilizzato sotto l’attenta supervisione di addestratori di lungo corso.
    È altrettanto importante non dimenticare che nell’approccio classico, l’uso dello strumento “collare a scorrimento” è sempre sostenuto da capacità relazionali dell’addestratore, il quale oltre ad avere una ampia conoscenza delle tecniche addestrative e delle doti del cane, si avvale della collaborazione di veterinari.

    Il vero studio sull’uso del collare, della pettorina e delle metodologie di addestramento, è racchiuso nei pedigree di tutti quei cani che da centinaia di anni vengono sottoposti a prove zootecniche di selezione (ztp, BH, IPO 1,2,3; brevetto per la protezione civile) e tutte le altre attività sportive che il cane svolge in collaborazione con l’uomo.
    Le stesse testimoniano anche lo stato di salute di migliaia di stalloni e fattrici utilizzati dagli allevatori per il miglioramento delle razze da utilità.
    Infatti questi cani sono stati gestiti, addestrati e allenati con il collare a scorrimento fin dalla creazione di queste razze.

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