di ALICE FACCIN – Scrivo queste  righe non tanto per sfatare un mito, la leggenda metropolitana più discussa degli anni ‘80 (perché mi rifiuto di pensare che esistano ancora degli ignoranti che credono ancora in questa enorme ed incommensurabile minchiata):  scrivo queste righe per mettere in guardia i proprietari e magari i futuri proprietari di dobermann di un fatto ancor più preoccupante.
All’età di sette anni il dobermann non impazzisce, bensì regredisce alla velocità della luce e torna ad essere e a comportarsi come un pirla di 10 mesi.
Parlerò del mio dobermann, il mio diamante nero, il mio più grande amico e nello stesso tempo la mia spina nel fianco.

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Sono stati sette anni di risate e lacrime, lacrime di gioia e di dolore, sette anni di “resta lì” “no, lascia” “terra, a terra, mettiti a terra, ho detto terra”, “testa di cazzo torna immediatamente qui”, “vieni…. biscottooooo!”, sette anni di lui e del suo essere dobermann fuori e poeta maledetto dentro.
Sì, perché lui è un po’ così: il classico bello e dannato, quello che non ti guarda di striscio e poi lo trovi a fissarti così intensamente da farti venire i brividi. Il tipo che se un estraneo prova a toccarlo lui si sposta schifato.
Il tipo che se lo molli in mezzo ad altri cani, la sua reazione sarà sempre contraria a quella di tutti gli altri:  con tutta la calma del caso si fa un giro da solo, piscia in ogni dove, va a dire agli altri maschi che da lì in poi potranno respirare solo ed esclusivamente se lo decide lui, mentre alle femmine va a dire che se ci stanno, lui le tromba (e se non ci stanno, tanto meglio perché a lui piacciono le donne focose e incazzate come puma). E se ci sono cuccioli fastidiosi, gli spiegherà subito quant’è brutta la vita.
Questo è il mio dobermann.
Sette anni di litigate intense, di musi lunghi e di rotture di cazzo: poi arrivano le soddisfazioni, eh.  Solo che il rapporto “soddisfazioni vs cavoli amari” è di 1  a 9.
Eppure io lo amo lo stesso.
Lo amo più della mia stessa vita, lo amo a tal punto che il respiro mi manca senza di lui, perché lui è il mio cane, l’ho desiderato tanto, l’ho sognato, aspettato e alla fine è arrivato, entrando nella mia vita in punta di piedi. Sì, i piedi di un pachiderma in sovrappeso.
Ma torniamo al fatto che, come dicevo prima, sono passati sette anni.

setteanni2All’età di sette anni il mio dobermann non è impazzito, nel senso che nessuna parte del suo cervello è cresciuta più del dovuto rendendolo un’efferato assassino (in realtà a volte dubito che lui sia in possesso di un cervello: in alcuni momenti sembra addirittura lobotomizzato… perché ancora non mi spiego i suoi improvvisi “stand-by” con sguardo fisso nel vuoto durante le passeggiate, per poi ricominciare a camminare come nulla fosse successo).
No, lui all’età di sette anni è diventato di nuovo un cucciolo. Un cucciolo di 71 cm al garrese, che arriva tranquillamente e senza sforzo sul piano di lavoro della cucina, quindi potete immaginare che sorpresone quando torniamo a casa da lavoro, dal mangiare terrine di verdura (che è il meno) a farsi fuori la cheesecake di mia madre (e quello ha fatto girare un po’  le palle a me, data la mia passione per quel dolce) o a sbafarsi la pasta in raffreddamento per preparare il pasticcio.
Non si lasciava più sfuggire nulla: abbiamo adottato la tecnica “niente di niente sopra la cucina”.
Voglio anche mettere in guardia i bimbi che con una mano tengono un gelato e con l’altra si allungano per accarezzarlo… nessun gelato si è salvato dopo l’incontro ravvicinato con questo dobermann di 35 kg.

setteanni3All’età di sette anni però è impazzito per qualcosa… per il gioco!!!
Esatto, dopo sette anni ha scoperto che giocare con me non fa poi così tanto schifo e che rincorrere una pallina per poi fare uno scambio equo  con la sua padrona è quasi divertente.
Anche il gioco con gli altri cani è migliorato: qualche invito adesso lo fa. Certo, con le sue tempistiche, se ha una giornata “si” e soprattutto se il cane merita un suo invito, perché credo abbia una specie di cartuccia mensile per gli inviti al gioco: a differenza di me lui non sperpera, ecco, diciamo che è un cane organizzato.
Il mio dobermann all’età di sette anni non solo non è impazzito, ma mi ha dimostrato di essere un grande, grandissimo cane, un cane che ha zero referenza su di me ma che ha una competenza sociale enormissima e non necessita del mio aiuto nelle relazioni con gli altri cani. Le relazioni con gli umani invece le devo un pochino gestire, perché i suoi sguardi schifati gli altri non li capiscono. Resta a me il compito di dire “no, scusa, non lo toccare, lo fa cagare”; “mi scusi, se la smette di toccarlo è meglio, non è che la mangia se continua, è che ho paura di un suo suicidio”. Tutte cosine carine da dire a degli estranei, così, tanto per inimicarseli tutti fin da subito.
All’età di sette anni il mio cane mi ha dimostrato di saper gestire da solo un maschio di malin intero di un anno e mezzo e di poterci convivere senza problemi. Alla sua età non ha problemi con l’amstaff di quattordici mesi e gli spiega ogni volta con tutta la sua strabiliante sicurezza che a fare i minchioni non si risolve nulla. Soprattutto se vuol fare il minchione con lui.
Questo è il mio dobermann di sette anni. Un cane perfetto, con un carattere forte ma stabile. La mia roccia, il mio diamante nero che mi da qualcosa per cui sorridere ogni singolo giorno.
Forse il mito si può stravolgere e ribaltare, forse è un “mito-boomerang”. Forse ad impazzire, a perdere la testa, a diventar matti sono i compagni umani dei dobermann; perché io sono sinceramente, totalmente e follemente innamorata di lui.  E se esser sani di mente comporta non stare con il mio nano nero focato… allora voglio impazzire per sempre.

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25 Commenti

  1. No, no, no, al momento non riesco a dare una risposta intellettivamente accettabile. Da Dobermann-munita, mi è venuto un attacco di femminite ed ho lacrime di commozione che mi offuscano anche il cervello (lui mi sta osservando preoccupato…). Per intanto, passo… mi godo l’attimo rileggendoti e ringraziandoti per quanto hai scritto.

  2. Io non ho un doby, ma ce l’ha il compagno di mia sorella, ti dico solo una cosa: questa settimana è in ferie e avrebbe potuto andarsene al mare….. è rimasta a casa perchè lui, il doby, non è stato bene (ha 13 anni e ha i suoi acciacchi) e ha preferito rimanere a casa per tenere la situazione sotto controllo!!!!!!!!! Poi dicono che i cani non ti rubano il cuore

  3. Dove devo firmare? Col maschio ancira non lo so… però neppure le mie femmine a 7 anni non sono impazzite….in compenso sono matta io da sempre per loro…

  4. il gelato oddio! mi son tornati un paio di episodi in mente con il mio misto dobermann che frega il gelato al volo ai bambini in centro..

  5. Heh che dire bellissimo articolo! Per citare una battuta “non avete sentito quella botta? Eccone un altra! Penso sia uno di quei cani a cui si allarga il cervello e poi gli scoppia! Un altra botta! Avete sentito??”

  6. Alice ;-))) e se non essere sani di mente vuol dire intendersi più con gli animali che con gli umani, ho raggiunto l’apice della follia.

      • Gentile Alice,
        capisco tutto l’amore e le emotività del mondo (soprattutto femminile)…
        ma il sig. Dobermann non aveva creato un incorruttibile cane da GUARDIA-DIFESA-SERVIZIO?!
        In effetti si notano sempre meno, ovvero vere mosche bianche, Dobermann-Pinscher che lavorano “efficacemente” (per non parlare delle patologie evidenti e/o occulte).
        Sinceri saluti dal Veneto.
        Corrado/Venezia

        • Buongiorno Corrado, certo, il signor Dobermann aveva creato questo splendido cane per svolgere un lavoro in particolare, la difesa personale, essendo un esattore delle tasse a quei tempi un canè come il dobermann gli fu di gran aiuto. Questo però non capisco cosa centri con il mio scritto.

          • Gentile Alice,
            le mie semplici parole, avevano una premessa, poi entravo nel merito “razziale”.
            Al cane di casa è permesso più o meno tutto…questo però crea nocumento all’effettiva capacità lavorativa-ubbiditiva dello stesso?
            Sinceri saluti.
            Corrado/Venezia

          • Premettendo che la selezione della razza è tutto io credo nell’instaurare un buon rapporto con il proprio cane, tutto il resto per me è nullo. Il mio cane vive in casa? certo. Lo sommergo di affetto “fisico”? eccome. Gli permetto molte cose? ovvio. E’ un buon cane da difesa personale? SI. Credo che le doti caratteriali rimangano intatte finchè gli permetto di fare il cane e io non solo lo permetto ma lo esigo, non voglio il canetto da borsa io ho scelto il dobermann perchè adoro ciò che è, amo il suo carattere, il suo esser così attaccato alla persona che lo ama senza doverglielo insegnare.

  7. Se a sette anni non è impazzito allora mio cuggino mi ha detto che lo devi riportare indietro all’allevamento perchè ti hanno venduto un doby fallato. Per sicurezza controlla anche se è diventato alto così e se ha il palato nero. Se hai bisogno di altri consigli ti dò il suo numero di telefono.

  8. Ma il “Dobermann-Pinscher”, non era stato creato dal Sig. Dobermann, come incorruttibile cane da GUARDIA-DIFESA-SERVIZIO?!
    Saluti
    Corrado/Venezia

  9. Fantastica Alice! Grazie per il bell’articolo che mi ha fatto tornare il buon umore….ma…..ODDIOOOOO, ma come sei scurileee, guarda che non sta bene che una donna dica certe paroleeee, orsù, cara, cerchiamo di imparare a essere delle signore:

    Invece di dire “Minchiata”, giovane fanciulla, dì “sciocchezza”, poi, “testa di cazzo”, puoi usare le sigle: “TDC,” oppure..”.sciocco, stupido, opportunista” ecc…Quando dici:”SE le tromba tutte…ragazza mia, è scurrileeee, usa…”possedere sessualmente”, sempre se intendevi quello cara, perchè a volte si può essere fraintesi…ad esempio:”Lei suona al pinoforte e lui la tromba”, concorderai con me che può avere un doppio senso, quindi attenta! Girare le palle, noooo, devi dire: far incaz…opss pardon, sarebbe meglio arrabbiare, va là, ti concedo rompere le scatole. “Lo fa cagare”, santa pace, no, devi dire: “Gli fa ribrezzo” or “Gli da un senso di forte ripugnanza” concesso, ma bada bene che è comunque volgaretto:”Lo fa defecare”. “Minchioni”…no, no, no: esprimiti sempre in maniera corretta e di: “stupidelli, creduloni” ecc
    ORA, scusa lo sfogo, ma se anche pur vero che della volgarità si possa anche fare a meno, forse se Alice avesse parlato di un chiwawa, ci poteva anche stare, parlando di un cane come un Alano, non avrebbe avuto lo stesso effetto!
    BRAVISSIMA ALICE!!!!

  10. Oddio! Ma ho letto solo ora questo articolo??! Ma me lo sono persa?

    WoW! Mi hai fatto morire XD stupendo, grazie grazie grazie!!!
    Continua così 😉
    bellissime foto tra l’altro 😉

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