di VALERIA ROSSI – Mi ha scritto Silvia, la ragazza che aveva acquistato Ares, il cucciolo di husky caduto dal balcone di casa sua ad Ancona – e purtroppo morto sul colpo – per darmi le risposte che avevo chiesto nell’articolo in cui commentavo il fatto.
Queste le sue parole, che spero possano far capire qualcosa in più a chi si è affrettato a colpevolizzare gli umani:

Vorrei iniziare dicendo quanto siamo distrutti da tutto quello che sta succedendo. Oltre il danno la beffa.
Siamo due ragazzi di 23 anni, io e il mio ragazzo Iman. Iman a giugno di quest’anno ha perso il papà: ho pensato che un cucciolo lo avrebbe aiutato, dato il suo amore verso gli animali.
Così abbiamo preso Ares. Un cucciolo talmente buono, calmo e ubbidiente che leggendo e informandoci sulla razza non avevamo trovato alcun punto d’incontro, ancora. Il cucciolo e Iman vivevano a casa della madre del mio ragazzo e questa sarebbe stata la loro (e mia) sistemazione ancora per una settimana, in quanto stavamo traslocando in una casetta con sfogo esterno proprio per Ares.
Il cucciolo naturalmente viveva DENTRO CASA: quando la mattina o il pomeriggio veniva lasciato da solo per un paio d’ore la portafinestra veniva lasciata socchiusa per far passare un po’ d’aria, dato il caldo.
Quel giorno… un colpo di vento, o non so cosa, l’ha aperta. Ma ho addirittura il dubbio che Aresa non sia caduto da solo, perché troppe cose non tornano.

ares_balcone2Il balcone era tutto ricoperto di plexiglas (nella foto si può vedere sia l’altezza del balcone che il modo in cui era protetto). In realtà lui non riusciva a salire nemmeno sul letto, o addirittura in macchina, perché aveva un problema alla zampetta posteriore.
La settimana prima che morisse siamo andati dal veterinario perché lo vedevamo leggermente magro: infatti aveva i vermetti. Abbiamo iniziato la cura ed ero rimasta d’accordo con il veterinario che finite le cure, perciò dopo tre settimane (quando il cucciolo avrebbe compiuto i 6 mesi, perché ne aveva 5!) avremmo fatto la lastra. Mi aveva consigliato di aspettare perché magari i muscoli non erano ancora completamente “formati”.
Oltre a questo, il mio dubbio viene alimentato dalla posizione e punto in cui è stato trovato. Ares era praticamente attaccato al garage, perciò ha fatto una caduta assolutamente perpendicolare: se avesse saltato, credo che sarebbe finito più lontano rispetto al punto di ritrovamento.
Sulla ringhiera del balcone vi erano piante e fiori: niente di rotto o spostato. Nessun segno.
Non mi do pace e nemmeno una spiegazione. La zona dove vive la madre del mio ragazzo non è una delle migliori di Ancona, potrei aspettarmi di tutto.
Nel verbale dei vigili è stato scritto che nemmeno loro sanno darsi una spiegazione e soprattutto che il cane era tenuto bene. Pulizia, acqua, pappa, spray per i denti, spray per le pulci, salviette di tutti i generi, shampoo a secco, spazzola, giochi: aveva tutto!!! Naturalmente hanno visto che le ciotole erano in cucina (quindi il cane era chiaramente tenuto in casa) e che la portafinestra era aperta, perciò Ares aveva accesso a tutta la casa.
Gli articoli – su giornali online e cartacei – sono stati fatti sulla base di non si sa cosa.
Io comunque ancora non so darmi una spiegazione che mi convinca o che mi faccia dormire la notte: penso sempre e solo a quella foto che hanno reso pubblica senza curarsi di quanto male stiano i padroni del cane!
Io il giorno della morte non sono riuscita a salutarlo perché non volevo vederlo così: il giorno dopo mi ritrovo in rete quella foto. Beh, mi sono sentita male.
È rispetto questo? Oltre che per noi… per il cucciolo stesso, è rispetto?
Tutti dicono di trattarli come bambini: ma se fosse morto un bambino, la sua foto con il sangue dalla bocca l’avrebbero resa pubblica? Io non ne posso più, perché non possiamo soffrire in pace per la perdita di Ares, ma dobbiamo anche essere accusati di mancata custodia. Per me è fuori dal normale.

Difficile (probabilmente impossibile) sapere se i sospetti di Silvia siano fondati: sicuramente le indagini sulla morte di un cane non saranno mai accurate come dovrebbero essere (rammento che qualcuno ha commentato questa storia dicendo “ma perché ci avete fatto un articolo? E’ solo un cane, chissenefrega”). Spero che le persone che la pensano così si soffermino un momento a pensare che anche ammettendo – e assolutamente NON concedendo – che il cane fosse “solo un cane”, il dolore dei proprietari è assolutamente umano e quantomeno andrebbe rispettato. Lo stesso vale per la foto che ritraeva il cane morto in una pozza di sangue, pubblicata da alcuni giornali: ha fatto star male anche me, quando l’ho vista (e infatti mi sono ben guardata dal pubblicarla a mia volta), e posso immaginare che effetto abbia fatto su chi quel cucciolo l’aveva voluto ed amato.
Io posso solo ribadire le conclusioni dell’altro articolo: fate MOLTA attenzione alle finestre aperte, anche se vi sembrassero super-sicure, perché i cani possono essere davvero imprevedibili. Aggiungo, però, un altro invito: anche se non ve ne fregasse nulla del cane (il che già vi qualifica ai miei occhi come pessime persone, ma immagino che di come vi vedo io non ve ne possa frega’ di meno), almeno rispettate il dolore degli esseri umani. Perché se non vi frega nulla neanche di quello, allora siete persone peggio che pessime: e spero non soltanto ai miei, di occhi.

Articolo precedenteFarfalle nello stomaco prima del gran finale
Articolo successivoSpieghiamo i video virali – Il cane che “chiede perdono”

Potrebbero interessarti anche...

19 Commenti

  1. Ciao Valeria, riguardo le ultime righe posso soltanto confermare che purtroppo persone così ci sono, e sono pure tante… il cane della mia morosa lo scorso martedì è stato morso da una vipera, il veterinario la aveva avvertita di prepararsi al peggio, che non avrebbe superato la notte… disperata la sera stessa si è recata al ristorante dove lavora e quando uno dei soci la ha vista in un angolo con qualche lacrima gli ha chiesto cosa succedesse, non glielo avesse mai detto… “E tu fai tutte se scene per un cane?!” “Sei pazza”…” ma che te ne frega, è solo un cane, se muore te ne prendi un’altro tanto c’è ne sono tanti in giro”…
    Il cane per fortuna sta bene ora, ma intanto sono giorni che questa persona a lavoro la prende in giro senza il minimo rispetto.
    Ecco come vedi non c’è mai limite al peggio….

    • Il cane ora sta bene, per fortuna questa volta un limite al peggio c’è stato. Dica al socio che aveva litigato con te, che temeva di essere incinta, che aveva ricevuto una minaccia di rapimento dagli alieni e non voleva parlarne….”ma figurati se era per il cane! Io manco ce l’ho il cane…”
      Gente così magari non è neppure cattiva, è che non ha proprio gli strumenti morali per capire. E che si spaciocchi il suo amico redivivo anche per noi.

    • tanto per rimanere in argomento…. vi voglio raccontare questa; diversi anni fa io e mio marito ci siamo trasferiti in campagna con Trudy, splendido pastore tedesco femmina di sei anni ,amata come solo delle persone ritenute un pò matte possono amare un cane. Avevamo costruito un bellissimo recinto all’ombra di una quercia persino con una parte coperta (in pratica una stanzetta in mattoni con acqua, luce , ecc). e tutto andava bene, Un pomeriggio al rierntro a casa …………….. l’abbiamo trovata morta nella stanzetta; aveva la lingua gonfia…… nella nostra mente è balenato un solo orrendo pensiero “ce l’hanno avvelenata”
      Mio marito ha perso il lume, completamente: Ha preso il fucile , un Winchester (regolarmente denunciato) , non credo nemmeno che fosse carico e ha fatto il giro dei vicini con tanto di fucile spianato. I vicini se la sono fatta addosso dalla paura sia per il fucile sia per gli occhi di mio marito) e TUTTI ci hanno aiutato a spiegare il fatto. Per farla breve, colloqui con i vicini, con un veterinario ed è saltata fuori la spiegazione : sulla quercia risaltava ben visibile una fissurazione che andava fino a terra . Un temporale nel pomeriggio aveva scaricato un fulmine sulla quercia e Trudy non era stata colpita in pieno, ma aveva avuto un collasso cardiaco. Il nostro dolore non fu inferiore per questo, ma almeno non c’era stato un atto criminale. Da allora siamo stati considerati non proprio matti, ma insomma…vi garantisco che da allora NESSUNO ha fatto commenti scemi oppure ha disturbato i miei cani. Chissà perchè…..

      • Ecco anche io sono così… non so cosa farei in una situazione del genere.
        Quando abbiamo vissuto in campagna ce ne hanno avvelenati due, sono stati salvati tutti e due per il rotto della cuffia, e dire che abitavamo isolati e che non potevano dare fastidio a nessuno. Io ero “piccolo” per fortuna, adesso metterei al rogo l’intero territorio

  2. Ribadisco quello che ho scritto nel commento all’articolo precedente…Silvia e Iman, cercate di superare la perdita ripetendo a voi stessi che è stato un incidente, non avete colpa, il cane era amato e tenuto al meglio, dentro di voi sapete che non potete rimproverarvi niente. La stupidità delle persone non si esaurirà, nè oggi, nè mai, possiamo solo cercare di arginarla e andare avanti.

    • condivido e rafforzo quanto scritto da deni. se mi guardo indietro e penso a quante volte il mio cane ha rischiato, da cucciolona, di morire in conseguenza della sua irruenza e voglia di vivere, mi vengono i brividi. Posso solo accendere un cero a San Francesco. Io ho avuto fortuna e voi purtroppo no, non si finisce mai di essere previdenti. Vivete oggi questo lutto, perchè è giusto che sia così e quando vi sentirete pronti prendete un altro cucciolo e ricominciate questa meravigliosa avventura. Scoprirete che ogni cane può dare qualcosa di unico e solo un altro cane può riempire il vuoto del cane che ci ha lasciato. il motto è: senza un cane non si può vivere, senza i social SÌ!

  3. Mi dispiace moltissimo per Silvia ed Iman, per Ares e per la mamma di Iman.
    Certe disgrazie possono purtroppo capitare, imparare da loro è l’unico modo per dare un senso all’accaduto. Coi cuccioli purtroppo la prudenza non è mai troppa… e gli esseri umani che devono imparare il rispetto sono purtroppo di più di quelli che ci si potrebbe aspettare. Questa storia insegna questo

  4. Oddio, quando sono stata male in gravidanza (niente di che, ma pensavamo al peggio) il medico di guardia al pronto soccorso mi ha detto bello chiaro che “se andava male, ne fate un altro”…e qui… Un abbraccio ai ragazzi.

  5. Cioè la proprietaria sospetta che qualcuno possa averlo buttato di sotto? :O santo cielo, nemmeno più in casa possiamo tenere un cane? povero piccolo cucciolo, poveri i proprietari che stanno soffrendo, mi spiace per tutto ciò.

  6. Ciao Silvia, avevo già scritto in questo blog di un episodio simile al tuo che poteva avere esito infausto ma (io sono laica) qualcosa o qualcuno ha impedito che si verificasse. Conosco i miei cani e le loro peculiarità individuali ma anche oggi non posso affermare di avere il totale controllo su di loro.
    I tuoi sospetti….? Non avrai sostegno dai molti, ma da autodidatta chiedi ai vicini, se hanno avvertito rumori, se il cane abbaiava, rancori tra false amicizie, ecc…..

    • Norma, non credo, se qualcuno è stato, sia stata “famiglia” del ragazzo….se leggi, il cucciolo , che mi pare anche molto amato da quel che posso arguire, era stato preso anche per alleviare il dolore di quella famiglia.
      Purtroppo per Silvia, i sospetti sono ben altri.
      Ho perso un cane per avvelenamento. Non sono mai riusciuta a capire se “si” è avvelenato ( raccatando qualche boccone per derattizzazione da terra senza che me ne accorgessi) o se “lo”hanno avvelenato. Vivere col dubbio che qualcuno a te vicino possa fare una cosa del genere….è straziante. Passi dall’incazzatura ( quando ci vuole vi vuole ) più nera alla disperazione più profonda, perchè in fonfo ti senti pure responsabile dell’accaduto.
      E mi dispiace davvero, che dopo il lutto recente, i ragazzi e la famiglia debbano affrontare anche tutto questo.

      • Per famiglia non intendo la madre, la famiglia è composta anche da altri individui. Del resto non vedo come qualcuno che non avesse accesso alla casa potesse buttare giù il cane…quindi se i sospetti sono quelli per forza di cosa qualcuno che poteva entrare è stato. Inoltre, non so se il ragazzo e la sua famiglia sono musulmani, ma per alcuni musulmani il cane è un essere indegno, tipo il maiale, quindi se ci fosse qualcuno di quella famiglia che magari la pensa così…e ripeto che non intendo la madre anche perché penso che altrimenti in casa non l’avrebbe fatto entrare.

  7. si ma una cosa non ho capito: come fa a volare di sotto se in casa non ci sono estranei?…cioè se dubita che sia stato buttato allora chi l’ha buttato? Se vuole che cessino le voci almeno questo dovrebbe spiegarlo

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.