mercoledì , 22 novembre 2017
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“Pinzato” e “sbranato” sono sinonimi?

di VALERIA ROSSI – Qualche giorno fa ho scritto qualcosa sul modo in cui i giornali riescono a fare sensazionalismo anche partendo da una non-notizia. Nel caso specifico, si trattava della pinzatina rifilata da un pitbull ad un ragazzino, davanti alla scuola.
Non si sa esattamente cosa sia successo e perché, ovvero cosa abbia scatenato la reazione del cane: i giornalisti non si pongono MAI il problema quando riportano una notizia simile… e il brutto è che nessuno dei lettori se lo/glielo chiede.
Io vorrei vedere le reazioni, se qualche giornale pubblicasse un titolo tipo “Pensionato accoltella la moglie”, e poi non fornisse uno straccio di spiegazione del come/perché fosse successo, di come l’uomo avesse giustificato il suo gesto e così via: presumo che la redazione verrebbe inondata di email e telefonate che la accuserebbero, quantomeno, di giornalismo troppo superficiale. Quando il protagonista è un cane, invece, nessuno si chiede/chiede nulla di nulla: evidentemente la stragrande maggioranza dei lettori ritiene che sia semplicemente “impazzito” (uno dei termini più utilizzati dai giornalisti stessi), o comunque dà per scontato che i cani siano creature imprevedibili e sostanzialmente violente, a meno che non siano condizionati a “star buoni” da una buona educazione o da un eccellente addestramento.
Anche chi ama, adora, idolatra i cani, anche gli animalisti più accaniti e fanatici, alla fin fine la pensano un po’ così: tant’è che si precipitano a commentare che “è sicuramente colpa del padrone”, dando quindi a loro volta per scontato che non esistano reazioni aggressive assolutamente sensate e logiche dal punto di vista del cane stesso.
In realtà, quasi sempre, queste motivazioni ci sono eccome:  certo, è vero che è “colpa del padrone” se magari il cane non è stato educato/abituato a controllarsi… però il cane non ha dato di matto e non ha fatto nulla di “imprevedibile”, nel senso di “prodotto da una mente instabile”.
Anzi, spesso ci si dovrebbe chiedere quanto siano santi&martiri i cani che, di fronte a certi stimoli, non hanno reazioni aggressive.

feritonaMa non divaghiamo oltre, e torniamo al punto: il ragazzino, definito come “aggredito” dal pit bull, di fatto ci ha rimesso un paio di pantaloni e presenta una microferita in una natica (quella nella foto a destra).
Per questo io ho commentato cercando non di “minimizzare” (dispiace sempre, quando un cane morde qualcuno), ma di riportare l’accaduto al suo significato reale di “piccolo incidente”, e non di quasi-tragedia.
In particolare ho ribadito più volte che si  trattato di una “pinzatina” e non di un vero morso dato con l’intenzione di ferire: se un cane di media taglia morde per far male, i risultati sono ben diversi da quello che si è visto in fotografia.
Bene: le reazioni in calce all’articolo, e ancor più su Facebook, sono state di grande indignazione per la mia definizione di “pinzatina”.
“Una pinzatina o un morso, cosa cambia? Un cane non deve mordere MAI! Questi episodi vanno condannati con forza, anche se la ferita è stata leggerissima!”
Scusate, ma non posso essere d’accordo.

pinzata1Visto che tiriamo sempre in ballo i bambini (anche quando non c’entrano), proviamo a esaminare la cosa in questo modo: se un bambino combina una marachella e il papà gli dà una pacchetta sul sedere, finisce forse sul giornale? Direi proprio di no.
E se invece lo prende a cinghiate così violente da farlo finire all’ospedale, finisce sul giornale? Direi proprio di sì: magari finisce anche in galera (e se ci finisce, applaudo).

pinzata2E non solo: il bambino che ha ricevuto la sculacciata verrà segnato psicologicamente come quello massacrato di botte?
Lascio rispondere a voi.
Altro esempio: se un vostro amico vi manda a quel paese e voi gli rispondete “Ehi, ciccio, datti una calmata”… finite sul giornale?
E se invece rispondete spaccandogli la faccia con un pugno?
Potrei andare avanti per ore, ovviamente, ma mi auguro che le differenze saltino agli occhi: un conto è un avvertimento, o una micro-punizione, un altro è una reazione violenta e incontrollata.
Bene: quando un cane pinza, ovvero dà un colpetto con gli incisivi, intende o minacciare (tradotta dal canese, sarebbe proprio l'”ehi, datti una calmata” di cui sopra) o rifilare una blanda punizione: tutte le mamme cagne pinzano i loro cuccioli, quando la combinano proprio grossa o quando vogliono che smettano di fare qualcosa di sbagliato… e mi sembra evidente che non intendono far loro del male.
Il fatto è che i cuccioli hanno la pelliccia e noi no: quindi loro non verranno mai feriti da una pinzata e noi sì. In questo è verissimo che è “colpa del padrone”, se non ha saputo spiegare al cane quanto sia fragile la pelle umana: ma dal punto di vista del cane, la pinzata resta sempre e solo una minaccia o una blanda punizione. Quindi è ridicolo che finisca sul giornale: o meglio, potrebbe/dovrebbe finirci se l’articolo parlasse di come si può spiegare al cane l’inadeguatezza della pelle umana rispetto ai suoi denti… ma non certo per parlare di un’aggressione.

pinzata3L’aggressione si ha quando il cane morde, non quando pinza: il morso “vero” comprende anche l’uso dei canini (e potete notare dalla foto, semmai non ve ne foste accorti da soli, che le dimensioni dei canini sono un filino più importanti di quelle degli incisivi) e viene inflitto con l’intenzione di ferire davvero.
E’ l’equivalente del pugno in faccia o del massacro a cinghiate, non della pacchetta o della minaccia vocale.
Ricordiamo anche che il cane non ha la possibilità di esprimersi a parole, quindi per lui avvertimento e leggera punizione coincidono quasi sempre. Molti cani fanno precedere la pinzata dal ringhio, ma solo se ne hanno il tempo: di fronte ad un movimento brusco ed inaspettato, per esempio, reagiscono quasi sempre pinzando perché l’istinto autodifensivo ha la precedenza sulle “buone maniere”, se vogliamo chiamarle così.
Insomma, è vero che gli episodi in cui un cane utilizza i denti su un umano sono sempre sgradevoli e andrebbero sempre evitati (e ci si riesce educando il cane): però c’è, e accidenti se c’è, una notevolissima differenza tra pinzata e morso.
Quindi, che una pinzata finisca sul giornale è assolutamente esagerato e fuori luogo, serve solo ad alimentare la cinofobia e l’allarmismo (come se ce ne fosse bisogno) e a mio avviso rimane un esempio di cattivo giornalismo… anche se mi dispiace per il ragazzino che la pinzata se l’è presa, perché le pinzate fanno male.
Ma di sicuro sarebbe stato molto meglio indagare sul perché sia partita. Il ragazzino ha fatto qualche gesto strano? Il cane non è stato socializzato con i bambini? Il cane è molto reattivo e quindi il suo umano avrebbe fatto meglio a non portarlo in un ambiente caotico come l’entrata di una scuola?… tutte cose che non sapremo mai e che sarebbe stato utile sapere.
Ma questa sarebbe stata vera informazione: e ormai sappiamo tutti benissimo che è chiedere troppo.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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