martedì , 21 novembre 2017
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Sono giapponese

di VALERIA ROSSI – Lo confesso: da brava vecchiarda, le cazzate virali io me le perdo quasi tutte (a meno che non c’entrino i cani). In compenso poi arriva il figlio e mi aggiorna: così, ieri, ho scoperto che a qualsiasi domanda vagamente imbarazzante, sul web, in questi giorni è obbligatorio rispondere “Sono giapponese!”
Il tutto nasce dalla domanda fatta (nel 2013) a Napoli ad un turista (con la maglia del Napoli, va detto) mescolato alla folla in attesa dello scioglimento del sangue di San Gennaro.
In tono rispettoso e sussurrato, pure un po’ lecchino, un inviato di Youmedia Fanpage gli fa la domandona: “Cosa chiede a San Gennaro?”… e il turista, indicando la propria faccia, con un disarmante sorriso gli risponde: “Ma… sono giapponese!”

2013: storia antica, specie per un mondo frenetico come quello del web. Eppure il turista giapponese è tornato in auge in questi giorni, soprattutto perché è stato legato all’allucinante risposta data dalla nuova Miss Italia a Claudio Amendola, che le chiedeva: “In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere?”.
Per chi non lo sapesse, la risposta è stata: “Nel 1942, perché sui libri ci sono tante pagine sulla seconda guerra mondiale e mi piacerebbe vederla. Tanto sono una donna e non sarei neanche partita militare…”.
Bene, qualcuno ha avuto l’idea di fare un montaggio video in cui la miss rispondeva invece (evitandosi la clamorosa figura di merda che invece ha fatto): “Sono giapponese!”… e da lì è esploso il fenomeno, che ora vede applicare la risposta del simpatico turista a qualsiasi domanda sul web (e non solo alle domande: c’è un video nel quale Darth Vader confessa a Luke Skywalker: “Io… sono giapponese!”).
Tra le millemila risposte che Google dà alla ricerca di “sono giapponese”, una in particolare ha acceso la mia fantasia: è  stato un articolo di Wired dal titolo “10 volte in cui avresti voluto dire: ma sono giapponese”.
E’ divertente, se volete lo trovate qui:  ma a me è venuta subito voglia di farne una versione personale… ovviamente cinofila, pensando soprattutto a certe domande che mi sento rivolgere spessissimo e di fronte alle quali resto spiazzata.
Ecco, quindi…

Le 10 volte in cui io vorrei poter rispondere “Ma… sono giapponese!”

1 – Quando mi scrivono email di quattro righe in cui non mi danno alcuna notizia su di sè, sul loro stile di vita, sulla loro famiglia… ma alla fine mi chiedono “Secondo te che cane dovrei prendere?”

Sono giapponese!

2 – Quando mi scrivono email lunghissime, che contengono la storia della loro vita e quella dei loro parenti più prossimi (e a volte anche di quelli non proprio prossimi), dalla prima festa di compleanno ai giorni nostri, senza mai nominare nulla che abbia quattro zampe e una coda… e alla fine mi chiedono: “Ma secondo te, perché il mio cane mangia le feci del gatto?”

Sono giapponese!

3 – Quando suggerisco a qualcuno di far sterilizzare la cagnetta meticcia che non hanno alcuna intenzione di far accoppiare, e loro fanno due occhi così e mi ringhiano: “Come osi propormi una cosa contronatura come questa?”

Sono giapponese!
(invece, siccome giapponese purtroppo non sono, a questa domanda risponderò quanto prima con un articolo)

4 – Quando per strada qualcuno mi chiede perché la mia rottweiler di 40 chili vada in giro (peraltro senza tirare affatto) con quel bruttocattivocoercitivo collare a semistrangolo, anziché indossare una dolce e gentile pettorina.

Sono giapponese!

5 – Quando mi chiedono “Come posso  impedire che il mio cane reagisca agli altri cani che gli si fiondano addosso ringhiando?”

Sono giapponese!

6 – Quando mi chiedono direttamente: “E perchè ti sei presa ‘sto kanekiller da truzza?”

Sono giapponese!

7 – Quando la Sciuramaria al campo mi chiede (pure in tono scocciato): “E perché con te lo fa e con me no?”

Sono giapponese!

8 – Quando mi spiegano di voler regalare un cane alla nonna settantenne, semiparalitica, rimasta vedova di recente, “per farle compagnia”, e speranzosi domandano: “Secondo te va bene un border collie?”

Sono giapponese!

9 – Quando mi raccontano le vicissitudini del loro canekiller che si avventa furibondo su qualsiasi cosa a quattro zampe che attraversi il suo cammino, senza fare distinzioni di sesso, di taglia né di età e con la palese intenzione di farlo a brandelli, e poi mi chiedono: “Ma se gli prendessi un altro cucciolo, non potrebbe diventare meno aggressivo?”

Sono giapponese!

10 – Quando non hanno mai  avuto un cane, dei cani sanno giusto che hanno quattro zampe (ammesso che lo sappiano), non hanno mai tenuto un cane al guinzaglio, magari hanno pure un filino di paura dei cani… e mi chiedono: “Secondo te, qual è il miglior corso per educatori cinofili? Perchè mi piacerebbe farne uno…”

Sono giapponese!

… e potrei andare avanti per giorni, altro che sole dieci occasioni: mi fermo qui solo per decenza verso i lettori.
Però prima o poi questa risposta, a qualcuno… finisce che la do davvero!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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