lunedì , 24 luglio 2017
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Arriva il freddo: cosa succede al cane?

di VALERIA ROSSI – Arriva… o meglio, è già arrivato (almeno qui) il freddo: fresco autunnale, in teoria… in pratica fa proprio – giusto per stare in tema – un “freddo cane”.
A proposito, sapete perché si dice così? Il modo di dire nasce dal fatto che nei tempi più antichi i cani non avevano accesso alle case, ma restavano fuori, in giardino o in cortile: quando faceva un freddo così intenso da doverli ricoverare al coperto, si diceva appunto che era arrivato il “freddo cane”.
Tra le popolazioni artiche si diceva addirittura “un freddo cane” o “un freddo da due cani” quando invece erano gli umani a dover far entrare uno o più animali nelle loro tende per ottenere un po’ di calore aggiuntivo.
Ma a parte le curiosità linguistiche… il cane come le vive, le basse temperature?

freddocane4Innanzitutto dipende dalla razza, e soprattutto dal mantello: ci sono cani “attrezzati” per sopportare senza problemi quelle polari (i cani nordici se ne stanno beatamente adagiati sulla neve a -30°: si coprono il naso con la coda e sono a posto!) ed altri che cominciano a tremare come foglie se il termometro scende sotto i +10°.
Non si può quindi dire che “il cane” in generale può sopportare una temperatura X: dipende! E ovviamente ogni proprietario dovrebbe conoscere perfettamente le esigenze del suo amico a quattro zampe e regolarsi di conseguenza.
In linea di massima possiamo dire che il sottopelo è una delle discriminanti più importanti: più ce n’è e meglio è! (non tutti i sottopeli hanno uguale spessore e forniscono uguale protezione).
Poi bisogna ricordare che i cani molto piccoli sono i più delicati da questo punto di vista: un chihuahua lasciato fuori casa d’inverno potrebbe letteralmente morire di freddo… ma lo stesso potrebbe accadere a un dobermann, che è di taglia decisamente superiore ma che non possiede sottopelo.
Quelli meglio  “attrezzati” per il freddo, insieme a tutti cani nordici, sono i cani da guardianìa (maremmano abruzzese, caucaso ecc.), quelli da montagna (San Bernardo, Montagna dei Pirenei ecc.) e tutti i cani da lavoro in acqua (labrador, golden ecc.).
Giusto ieri ho incontrato un Labrador col cappottino (e la lingua fuori) e mi sono chiesta “mapecché?”.
Poi, per carità… magari era molto anziano (non sembrava, ma l’ho incrociato passando per Moncalieri in macchina e quindi non è che mi sia potuta soffermare troppo sui particolari), magari non stava bene, magari una ragione c’era.
Se però il motivo fosse stato (come spesso è!) che c’erano una decina di gradi (sopra, e non sotto lo zero!)… allora il cane avrà sicuramente pensato “Pufff… che caldo”.

freddocane1Dunque, consiglio numero uno: qualsiasi cane possediate, informatevi bene sulle sue capacità di resistenza al freddo e copritelo/vestitelo/ricoveratelo in posti caldi solo se ne ha davvero bisogno.
Consiglio numero due: in generale, il freddo richiede un maggior dispendio di energie. In media, la neutralità termica nel cane (ovvero, la temperatura alla quale viene richiesto il minimo dispendio energetico) è intorno ai 15°. Più la temperatura scende sotto questa soglia, più il cane sentirà lo stimolo della fame, perché gli servono più calorie per restare in perfetta forma fisica.
Traduzione: il  cane, quando fa freddo, deve mangiare di più. In particolare gli serve un maggiore apporto di carboidrati (e non di grassi), che contengono il glicogeno indispensabile per mantenere il tono muscolare, visto che i muscoli sono la principale fonte calorica dell’organismo.
Anche i grassi, però, dovranno aumentare, soprattutto in base all’attività svolta dal cane: e devono aumentare gli antiossidanti (come le vitamine E e C) e i difensori delle difese immunitarie, come gli Omega 3 e 6.
Altra avvertenza: se la temperatura scende di parecchio sotto lo zero, è bene suddividere i pasti (anche per i cani che abitualmente ne fanno uno solo al giorno), per fornire una continua riserva di energia e non permettere che ci siano momenti di “vuoto calorico” nei quali il cane potrebbe andare a bruciare le proprie “scorte” naturali.
Altri consigli anti-freddo sono già stati espressi in questo articolo, a cui vi rimando.

freddocane2In questa sede ricordo soltanto che non bisogna antropomorfizzare neppure per quanto riguarda le temperature: ovvero, non bisogna comportarsi come la buonanima di mia mamma, che quando sentiva freddo lei vestiva me (la frase “ho freddo, mettiti il giacchetto” era diventata parte del mio lessico familiare). E la mi’ mamma, almeno, apparteneva alla mia stessa specie!
Se lo stesso criterio si applica al cane, che sta benissimo a temperature che noi riteniamo  gelide, l’effetto diventa dirompente e si vedono in giro povere bestie dall’aria afflitta che ansimano disperate sotto il cappottino di pile, come il Labrador di ieri.
Il rispetto per il cane passa anche per il rispetto (e prima ancora per la conoscenza) delle reciproche diversità.
In caso di “freddo cane”, quindi… copriamoci pure noi, ma prima di fare lo stesso con Fido accertiamoci che ne abbia davvero bisogno, magari consultando il veterinario o l’allevatore (o entrambi, se non siamo convinti del parere di uno solo).
In linea di massima, ricordiamo comunque che più il cane è piccolo,  e meno sottopelo ha, più soffrirà il freddo: anche se in alcuni casi un mantello particolarmente efficace protegge  benissimo cani di piccola taglia (è il caso di molti terrier e dei bassotti a pelo duro e a pelo lungo, mentre quelli a pelo corto soffrono effettivamente il freddo).

Altre “pillole ghiacciate”:
Sintomi di ipotermia nel cane: tremore (attenzione a non confonderlo con quello nervoso – e fisiologico – tipico di alcune razze, per esempio chihuahua), segni di ansia, uggiolii, cane che si acciambella strettamente, lentezza nei movimenti, sonnolenza.
Conseguenze dell’ipotermia: diminuzione della frequenza respiratoria e cardiaca, fino al coma.
Altre patologie legate al freddo: bronchiti e polmoniti, problemi gastroenterici nei cani che mangiano la neve (tendono a farlo quasi tutti: attenzione a non lasciargliene mangiare troppa).
E’ più pericoloso il freddo o l’umidità? L’umidità, assolutamente. Il che significa che se il cane rimane esposto a pioggia o neve, poi bisogna asciugarlo meglio possibile. Specialmente i cani piccoli e/o a zampe corte, che si bagnano facilmente la pancia, vanno asciugati con attenzione nella zona addominale.
Gli sbalzi di temperatura sono più pericolosi del freddo in se stesso? Di nuovo, assolutamente SI. Quindi, meglio tenere il cane sempre in giardino (purché sia dotato di un buon sottopelo, ovviamente), piuttosto che tenerlo in casa vicino al termosifone e poi portarlo di colpo fuori a -20°.
L’avevo già scritto nell’altro articolo, ma lo ripeto qui perché non sempre ci si pensa: attenzione ai cani lasciati in macchina quando fa molto freddo. L’interno dell’abitacolo si raffredda rapidamente scendendo, a volte, a temperature inferiori a quella esterna.
Infine, attenzione all’acqua da bere: non solo non deve mai ghiacciare (ovviamente), ma la sua temperatura non dovrebbe mai scendere sotto i 14° circa.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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