lunedì , 21 agosto 2017
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Il video sul “cane aggressivo” di Angelo Vaira

di VALERIA ROSSI – Scrivo queste righe su pressante, ma molto pressante richiesta di parecchi lettori: le scrivo anche per rispondere a chi mi ha chiesto se fino ad oggi non ho commentato il video di Angelo Vaira apparso sul “Corriere” perché  “ho paura di essere querelata”.
No, non ho nessuna paura, visto che non credo di poter essere querelata se dico civilmente quello che penso – dal punto di vista tecnico – di un qualsiasi metodo cinofilo: il fatto è che qui non ci sono metodi né tecniche di sorta.
C’è solo la pubblicità di una pettorina e c’è un video montato ad arte in modo molto “televisivo”, ovvero evidentemente finto come “tutto ciò che fa spettacolo”.
Mi scandalizza, la cosa? Ma certo che no.
Io stessa ho fatto ricorso a finzioni sceniche quando ho girato documentari sui cani, anche perché chiunque abbia bazzicato un po’ con le telecamere sa bene che è impossibile girare sempre tutto “live”.
Detto questo, non so quante persone possano essersi bevute la storia del “reality”: che sia tutto costruito e recitato è proprio palese, il che renderebbe anche superfluo scriverne… se non fosse per il fatto che si suggerisce appunto un’improbabile “tecnica” per la rieducazione di un cane aggressivo e che qualcuno potrebbe pure crederci.
Bene: mi sembra che il “dont’ try this at home” sia quantomai appropriato in questo caso.
Il boxer che si vede nelle immagini non è certo affetto da grave aggressività intraspecifica: ringhiotta quando si trova ad una distanza molto corta dall’altro cane, lo ignora totalmente quando la prossemica non lo preoccupa più.

duke2Ovviamente, una volta raggiunta quella che per lui è “distanza di sicurezza”, gli si può far fare qualsiasi cosa: anche seguire (per inerzia) la proprietaria attaccata al mitico “guinzaglio lungo”  (ovvero di misura fuorilegge, perché ricordiamo che la legge impone il metro e mezzo in ambito urbano) che secondo Vaira è la panacea per tutti i mali.
Convinto lui… chi sono io per impedirgli di insegnare al mondo ad andare in giro con tre metri di longhina?
Tanto non c’è bisogno che glielo impedisca io: basta e avanza che un proprietario si ritrovi a seguire queste indicazioni in città, visto che diventerà letteralmente impossibile metterle in pratica (a meno che non si voglia veder finire il proprio cane sotto la prima macchina di passaggio).
Quanto al contesto “parchi, parchetti e montagne di Heidi”, laddove vivono presumibilmente tutti i seguaci di Think dog (perché sono gli unici posti in cui si può usare davvero ‘sto guinzaglio chilometrico), invito chiunque abbia un cane realmente aggressivo verso i suoi simili a NON provare la tecnica del “molla tutto e passa al cane emozioni positive”, se non ci si vuol ritrovare dal veterinario in tempo zero.
Attenzione: è vero, verissimo che le emozioni del proprietario “passano” lungo il guinzaglio. Ed è verissimo che tenere il cane in trazione lo rende nervoso e lo predispone ad una maggiore aggressività… ma ad un “vero” (e ribadisco: “vero”) cane che vuol mangiarsi i suoi simili interessa solitamente ben poco di come si sente e di come si muove il conduttore.
Puoi essere anche un monaco zen, lui parte lo stesso. Magari non contro una femmina come la dobermann del video… ma contro un altro maschio sì.
Di tecniche – anche assolutamente non coercitive – per limitare l’aggressività ne esistono svariate (cito per esempio il BAT, Behaviour Adjustement Training): di certo non si sentiva il bisogno di questa sciocchezza.

duke3Ma tant’è… l’abbiamo vista, abbiamo sorriso tutti (almeno tutti quelli che hanno avuto a che fare con un’elevata aggressività intraspecifica), in molti hanno commentato su vari gruppi, un allevatore di boxer ha provato ad esprimere le proprie perplessità sulla pagina di Vaira… ed è stato cancellato/bannato.
Io commento qua solo “a grande richiesta”, perché non mi sarebbe neppure sembrato il caso di farlo: ma visto che continuate a chiedermelo, posso solo dire che si tratta di un grazioso prodottino promozionale, ben recitato e confezionato.
Dal punto di vista tecnico posso anche aggiungere che la pettorina “provvisoriamente” agganciata sul petto finisce per avere un effetto simile a quello dei tanto vituperati collari, visto che va ad agire proprio sul collo: quindi l’unica cosa “diversa” che ha è di essere bella colorata e avere un aspetto accattivante.
Per il resto, il cane è ben poco aggressivo e credo che se ne sia accorta la stragrande maggioranza dei cinofili (ai quali Vaira ha fatto sapere che “non capiscono l’etologia canina”: magari no. Però vediamo e trattiamo gli aggressivi veri, che “son fatti diversi”); il presunto metodo non è affatto un metodo tecnico, può funzionare solo con un cane a cui basta un minimo di distanza per dimenticarsi del tutto dell’altro cane e tutto il video è semplicemente una graziosa scenetta costruita ad arte per far presa sulle sciuremarie e convincerle che la pettorina multicolor possa fare i miracoli e creare una “connessione emotiva” (ovvero, il fatto che il cane segua volentieri la proprietaria quando si sposta: a parte il fatto che ci mancherebbe solo che non ci fosse nessuna connessione tra una proprietaria e un cane che sta con lei da sei anni… il boxer, evidentemente, non ha nessuna voglia di litigare con l’altro cane. Si mette in tensione solo quando si sente “costretto” a farlo, quindi accetta volentieri qualsiasi proposta di allontanarsene).
Se non fosse stata presentato come caso di “rieducazione di un cane aggressivo”, ma magari soltanto come “possibile comportamento da tenere con un cane che fa il bulletto con gli altri cani”, il video sarebbe stato anche innocuo: così, invece, non resta che sperare che nessuno provi a mettere in pratica questa… pia illusione. Così come nessuno, peraltro, dovrebbe mai provare ad applicare nella realtà qualsiasi metodo (o presunto tale) rieducativo visto in TV, che sia di Vaira, di Millan o di chiunque altro.
La rieducazione di un cane aggressivo è una cosa seria, che richiede tempi lunghi e competenze specifiche, ma soprattutto varia moltissimo da un soggetto all’altro.
Le ricette “buone per tutti” non esistono e non è il caso di mostrarle in TV né in un qualsiasi video, proprio perché vanno mirate sul singolo e non “sul cane” in generale.
Tutto il resto… è marketing e nulla più. E va preso come tale.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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