venerdì , 21 luglio 2017
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Il “Vero” Standard del… pastore della Beauce

di VALERIA ROSSI – ASPETTO GENERALE – Secondo lo Standard ufficiale è “un cane di grande taglia, solido, robusto, rustico, possente, ben costruito e muscoloso, senza essere pesante“.
In realtà è proprio un cagnone (decisamente “più” cagnone di quanto non possa sembrare in fotografia): e quel “senza essere pesante” va inteso in senso cinotecnico, non in senso letterale. Perché se lo intendete alla lettera resterete mooolto delusi la prima volta che vi passeggerà un piede (cosa che non mancherà di fare, anche più volte al giorno).

testa2VARIETA’ ALTERNATIVE – Trattandosi di cagnone nero-focato (a meno che non sia arlecchino: ma gli arlecchini, ovvero merle, in Italia non sono molto diffusi) viene quasi immancabilmente scambiato per un dobermann (al quale un po’ somiglia: ma giusto “un po’”) o per un rottweiler (al quale non somiglia per niente. Soprattutto non gli somigliava finché gli si tagliavano le orecchie: adesso che non si tagliano più, le Sciuremarie che lo scambiano per un rott si sono moltiplicate a dismisura… nonostante col rott abbia in comune giusto il colore. E le orecchie? Proprio no: se un rott portasse le orecchie come un pastore della Beauce verrebbe squalificato prima ancora di metter zampa su un ring).
Anche tra i pochi che lo riconoscono come Pastore della Beauce (o Beauceron: sono sinonimi) si riscontrano comunque pregiatissime varietà: ho sentito personalmente un Pastore della Brace (cane da fare a bistecche?) e – giuro – un eccezionale “Guarda che bello, un Bourguignonne!” (il famosissimo cane che fila e fonde).

disc dogCARATTERE ED ATTITUDINI – E’ un cane da lavoro, da lavoro, da LAVOROOOOOO!!!
Concetto da piazzarsi in testa a martellate, perché i pochi (purtroppo) umani che lo scelgono spesso si limitano ad aspettarsi che faccia genericamente “la guardia”. O manco quella.
In un mondo nel quale i “cani di moda” si diffondono a macchia d’olio tra i cinofili meno esperti (perché quelli esperti badano a ben altro, e delle mode se ne impippano), c’è anche il rovescio della medaglia costituito da coloro che vogliono a tutti i costi il “cane strano”. Quello diverso. Quello che non ha nessuno. Ovviamente, alla base di questa scelta, c’è la stessa profonda cultura cinofila che caratterizza i modaioli: ovvero, il nulla assoluto (o quasi: perché un minimo di cinofilia bisogna masticarla anche solo per sapere che esiste il Beauceron).

mondio
BLAGUINIA BY TOSCANE DE SAINTE PETRONILLE – ring 2 cotation 4 in Francia

Per questo ho incontrato abbastanza spesso persone che avevano appeso al guinzaglio una sorta di “oggetto misterioso” di cui non sapevano bene cosa farsi: Beauceron da giardino, Beauceron da divano, Beauceron fancazzisti, tutti col fumetto sopra la testa che diceva “Quand’è che si combina qualcosa di serio?”
Poi, per carità, non è che il divano gli dispiaccia: anzi! (come a qualsiasi cane).
Però non gli basta, non gli può proprio bastare.

storica_poliziotto

Insomma, questo è stato un cane da guardianìa, poi un cane conduttore del gregge, poi un cane da guerra (ha fatto la staffetta, il cane da traino, il cane da ricerca dei feriti…), poi un cane poliziotto, infine un cane da utilità nel senso più versatile della parola.
Può essere impiegato (e in Francia “è” impiegato) in molteplici discipline, dall’UD al Mondioring, dall’Agility all’Obedience.
sheepdogOvviamente sa fare ancora fare il pastore (in Francia lo fa), quindi può cimentarsi con successo anche nello sheepdog sportivo. Sa perfino montare a cavallo…

haunter_sachemMa se può fare tutte queste cose, allora è un cane docile?
AHAHAHAHAHAHAH!!!
Ehm… pardon… diciamo che non è proprio docilissimo, ecco.
Ha un carattere decisamente tosto ed è molto, ma mooolto gerarchico (a chi sostiene che “le gerarchie tra cane e uomo non esistono”, suggerisco di prendersi un Beauceron: poi ne riparliamo): il che significa che ti mette alla prova da cucciolo, poi ti mette alla prova da cucciolone, poi ti mette alla prova da adulto… e poi non si sa mai, forse è il caso di ricontrollare se da ieri a oggi è cambiato qualcosa… e questo praticamente per sempre.

UDMa se vi fosse passata per l’anticamera del cervello l’idea che un cane così abbia bisogno di “linea dura”, scordatevelo al più presto! Le maniere forti con lui non funzionano: a) perché non patisce letteralmente niente: per “fargli male” dovreste ammazzarlo, il che non è il miglior modo per farsi considerare dal proprio cane; b) perché, se provate a urlargli contro, picchiarlo o simili è molto facile che vi risponda per le rime (ricordate? E’ gerarchico: e le gerarchie prima si esprimono ritualizzando, ma se questo non basta si passa alle vie di fatto. E lì vince lui); c) perché usare le cattive maniere con un cane è una stronzata SEMPRE, ma lo è doppiamente quando il cane è solo alla ricerca di una guida affidabile, coerente e capace di trasmettere serenità. E il Beauceron vuole soltanto questo (vabbe’, “soltanto” si fa per dire: non è facile impersonare questo ruolo. Ma se non si è capaci di impersonarlo, perché prendersi un cagnone grande, grosso e pure tosto? Prendiamoci un cagnolino tutto dolcezza e coccole. O meglio ancora, un bel trudino!).

cuccioli
A proposito di trudini… i cuccioli lo sembrano proprio: trudini dalle immense orecchie tendenti a svolazzare qua e là.
In realtà, per un paio di settimane dopo la nascita, i piccoli Beaceron sembrano pastori tedeschi; intorno ai due mesi sembrano rottweiler; dai quattro ai sei-sette mesi vi chiederanno tutti: “Che bel meticcetto, dove l’hai adottato?”

cuccioloneSolo dopo gli otto-nove mesi cominceranno a somigliare davvero a Pastori della Beauce, sia nel fisico che nel carattere: ma già da molto tempo avranno cominciato a mettervi costantemente alla prova.
Dunque, ricapitolando: il Beauceron è testardo, indocile, poco propenso ad obbedire… e almeno per tutta l’adolescenza, indiscutibilmente bruttarello.
Perché mai dovremmo prendere un cane così?
Be’, per un motivo molto semplice: perché ottenere la sua stima, il suo rispetto e conseguentemente la sua totale disponibilità a cooperare è una soddisfazione immensa.

omettoE anche perché, quando decide di concedersi a un umano, il Beauceron si dà totalmente, senza risparmiarsi in nulla: si mette in gioco al cento per cento, è disposto davvero a tutto pur di farci felici.
Bisogna provare per capire cosa significa passare dal “Ma chi me l’ha fatto fare?” all’ “Ahhhh! Ecco perché ti ho scelto! Perché sei un supercane, anche se ho fatto una fatica del diavolo prima che tu mi concedessi di vedere i tuoi superpoteri”.
Ultima (e sostanziale) differenza tra il Beauceron e gli altri nerofocati Dobermann e Rottweiler: questi ultimi sono cani francobollo, appiccicosissimi, che ti stanno sempre vicinivicini e sembrano volersi suicidare se ti allontani per cinque minuti. Lui no.

neveLui è un vero rusticone, un contadino dal temperamento solido e pratico, poco propenso alle smancerie: se resta solo si arrangia e non si fa problemi, quando torni ti saluta con feste moderate, difficilmente ti zompa in braccio o pretende di infilarsi nel tuo letto (anche se a volte sì).

 berrettoTESTA – Che ce l’ha dura, l’abbiamo detto. Però ce l’ha anche nobile e fiera: io la trovo bellissima.
L’unica cosa che può guastare l’effetto sono le orecchie, talora portate in modi piuttosto fantasiosi: d’altronde è da pochi anni che non si tagliano più, quindi c’è ancora da lavorare un po’ in selezione.
Se poi il cane dovesse portarle proprio male-male… beh, si può sempre rimediare come vedete nella foto a destra!

testa
DRAGO MALE FOY DE SAINTE PETRONILLE CHAMPION DU MONDE 2011, MULTI CHAMPION, BREVET MONDIORING, RCI 1, COTATION 4 IN FRANCIA

OCCHI – Marrone scuro, leggermente ovali, sembra sempre che ti stiano misurando e valutando: e probabilmente è proprio così.
Il Beauceron ha lo sguardo serissimo anche quando ti prende per i fondelli, cosa che fa con impressionante regolarità. Però non se ne fa accorgere.
Serioso o paraculo? This is the question (anche se un’idea io ce l’avrei).

speroniARTI – robusti, muscolosi, con piedi forti e compatti. La caratteristica tipica della razza è il doppio sperone, talora fonte di preoccupazione per i proprietari visto che potrebbero impigliarsi e ferirsi.
Però sono anche la nota distintiva del Beauceron, che ne va molto fiero. Così fiero che non vorrebbe proprio farseli toccare, e tantomeno farsi tagliare le unghie: invece è meglio tenerle più corte possibile, proprio per evitare i possibili problemi.

piazzato2
DJINY LOU DE SAINTE PETRONILLE CHAMPIONNE D’EUROPE, MULTI CHAMPIONNE, BREVET MONDIORING, COTATION 4 in Francia

CONCLUDENDO: la Francia va fierissima di questa sua razza. E se è vero che la Francia va fierissima di qualsiasi cosa faccia o produca, è anche vero che in questo caso fa bene a tirarsela, perché è giusto che il Beauceron sia un motivo di grande orgoglio per la sua patria d’origine.
E’ un cane che non patisce nulla, né caldo né freddo: è veramente robusto, è un cane “di quelli di una volta”. Anche esteticamente.
Non sarà proprio strafigo, magari: non ha un mantello appariscente né una taglia capace di suscitare ammirati “wow!” per la grandezza o la piccolezza (è di taglia medio-grande, quella tipica dei lavoratori duri e puri).
Ha quella che la cinofilia dovrebbe sempre mettere in primissimo piano: una perfetta bellezza funzionale.
Non è un cane facile, questo no. Non è nemmeno un cane per tutti e non dovrebbe mai essere scelto solo perché non è di moda e si vuol fare i fighi col cane “di nicchia”.
Però è davvero un cane superbo, ricchissimo di doti che mostra, come abbiamo detto, soltanto a chi sa meritarselo: e anche questo, o forse soprattutto questo, fa parte del suo fascino.

corsa

Nella foto di apertura: BIVOI BY SENEQUE DE SAINTE PETRONILLE, brevet de mondioring, MULTI CHAMPION, cotation 4 in Francia.

Si ringrazia l’ALLEVAMENTO DE SAINTE PETRONILLE per aver concesso la pubblicazione delle foto dei suoi splendidi campioni.

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