venerdì , 24 novembre 2017
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Una brutta esperienza

Riceviamo da una lettrice che preferisce che il suo nome non venga pubblicato.

Scrivo perché vorrei raccontare quello che mi e successo. So che non sono né la prima né l’ultima, ma non riesco proprio a non dire nulla.
Sono anni che desidero un cane e finalmente anche mia mamma – ho vent’anni, quindi vivo con lei – ha acconsentito. Mi sono informata su quale razza fosse più adatta a me, sia su internet che su diversi libri. Alla fine ho scelto il dalmata.
Essendo una razza abbastanza particolare ho avuto molta difficoltà a trovare degli allevamenti. In piu’ cercavo qualcosa che fosse vicino a me, in modo che potessi andare a vedere il posto.
Avevo letto diverse diffide su internet dall’andare nei negozi o nei multirazza,  ma quasi altrettante per qualsiasi allevamento. Sembra che l’unica chance di avere un cane sia andare in canile… e guai se provi a dire che hai in mente una razza: diventi una stronza insensibile che non vuole aiutare un piccolo bastardino.
Comunque, dopo qualche ricerca su internet trovo il nome di un allevamento qui vicino. Controllo, ma non riesco a capire quali razze abbiano, perché sul sito hanno mischiato le foto dell’allevamento a quelle della pensione.
Telefono e chiedo informazioni. Avete una cucciola di dalmata? Di quanti mesi? Documenti? Genitori? Tutto in regola. Tutto apparentemente normale. Mi dicono che prima di vedere la cucciola devo però andare da loro a dare l’acconto e firmare un contratto. Questo perché, secondo loro, “non volevano sballottare il cane se poi non lo volevo più”.
Mi invitano ad andare nella loro sede… e mi danno un indirizzo diverso da quello dell’allevamento.
Arrivo. Tac. Negozio. Ma stavolta non sapevo cosa pensare.
Entro.
Ci saranno state almeno sette persone. I cani sembravano molto belli, tenuti bene, puliti. Nessun dalmata, però.
Mi siedo e mi fanno firmare un contratto dove c’è scritto che mi impegno a dare una caparra di 200 euro e in due mesi mi arriva il cucciolo.
Il pedigree non c’è… e io ero gia pronta ad uscire. Ma la signorina mi spiega, con tanto di legge alla mano, che il pedigree è solo un pezzo di carta e che in realtà può essere sostituito dall’iscrizione all’anagrafe.
Voi direte “complimenti, ti sei fatta fregare”. Ebbene sì.
Con leggi, documenti controfirmati e garanzie di affidabilità… ci sono cascata. Ho firmato, con la signora che mi spiegava “in fondo, perché dovrei farti firmare un documento se non fosse legale?”
Torno a casa, inizio a cercarmi su internet questa storia del pedigree… e ovviamente capisco di essere stata presa in giro.
Telefono al negozio e mi incazzo come una iena.
Spiego la cosa e dico di volere assolutamente il pedigree, pena la denuncia. Questo perché la signorina mi aveva detto che il pedigree non lo rilasciavano solo perché il cane sarebbe costato 200 euro in più, ma c’era!
Quindi ho chiesto di averlo, pagando i 200 euro in più (prezzo in origine di 700).
No problem. Mi confermano in settimana e vado a cambiare il contratto. Attendo due settimane,  nulla. Telefono e mi sento dire che sul contratto io ho chiesto un cucciolo senza il pedigree: il cercarmelo con il pedigree  è un favore che mi stanno facendo, e se ora non lo voglio più, perdo la caparra (in precedenza mi avevano detto che non avrei perso la caparra, viste le incomprensioni).
Cercate di capire il mio stato emotivo: ero distrutta. Fisicamente e psicologicamente.
Cosi ho detto basta. Tenetevi la caparra e strozzatevici, ma io un cane preso da chissà dove con chissà cosa non lo voglio.
Contemporaneamente, per puro caso, ho letto delle “recensioni del terrore” su un negozio. Nome diverso, quindi all’inizio non mi ero allarmata… ma poi ho notato che l’indirizzo era esattamente lo stesso, con clienti trattati come me.
Fanculo ‘sti 200 euro!
Ho proseguito le ricerche e trovato un allevamento monorazza dall’altra parte dell’Italia. Purtroppo, per problemi gravi di famiglia, non posso visitarlo, ma sento il proprietario quasi ogni giorno. Mi manda foto della cucciola spessisimo e prima di versare la caparra mi ha mandato i documenti dei genitori.
Non volevo che me la spedisse in aereo o chissà cosa come un pacco: ma ho parlato con un loro collaboratore che li porta su con un mezzo apposta.
Onestamente ho ancora tanta paura di essere fregata… ma cosa posso fare?
Una persona normale che vorrebbe un cucciolo, cosa può fare? Sì,  ok, informarsi. Ma purtroppo tante cose si scoprono proprio così.

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