giovedì , 23 novembre 2017
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“Capitano tutti a me”… o sono tutti così?

di VALERIA ROSSI – Il titolo, ve lo dico già, è un filino fuorviante… perché in realtà non è “a me” che capitano tutti i casi di cui vi parlerò tra poco: stanno capitando, in rapidissima sequenza, a una neo-diplomata addestratrice ENCI che, avendo un locale pubblico ben avviato, dispone anche di un notevole quantitativo di clienti, molti dei quali hanno un cane.
La logica conseguenza è stata che, ottenuta la sua nuova qualifica e distribuiti i suoi bei bigliettini da visita, questa addestratrice sia stata contattata da alcuni di questi clienti per risolvere i problemi dei propri cani; e siccome lei è ben conscia di non avere ancora la necessaria esperienza per affrontare da sola i casi meno semplici, così come le abbiamo raccomandato di fare al corso, ne parla con i suoi istruttori e si consulta con loro.
Bene, anzi malissimo: almeno nel settanta per cento dei casi, sentendomi raccontare questi “casi”, a me è sorto proprio dal cuore l’accorato grido: “Qualcuno levi il cane a questi sciaguratiiiiiiiiiiiii!!!”

maltenuti1Non sto ad entrare in particolari, perché non vorrei mai che qualcuno si riconoscesse. Dico solo che il “meno peggio”, tra questi casi, è rappresentato da una famiglia che parte da casa alle sei del mattino e torna alle otto di sera, mentre il cane aspetta relegato in garage.
E questo è appunto il meno peggio:  perché mi sono trovata di fronte ad una sorta di compilation della “malacinofilia” che mi ha indotto a chiedere a questa amica: “Ma li trovi tutti tu? Capitano proprio tutti a te?!?”
Dopodiché ho riflettuto sul fatto che queste persone, alla fin fine, avevano pure chiesto aiuto a una professionista, rivelandosi quindi disposte ad investire un po’ di denaro nella speranza di migliorare il loro rapporto col cane, o il suo benessere: quindi potrebbe trattarsi addirittura di una “elite” che già si trova su un piano più alto della presumibile massa di gente che tiene i cani in modo altrettanto allucinante, ma che neppure si sogna di rivolgersi a un educatore/addestratore.
E non parlo, sia chiaro, di persone che fanno del male ai loro cani: parlo di umani convintissimi che “vada bene così”.
Persone a cui davvero andrebbe tolto il cane in tempo zero… solo che nessuno glielo toglierà mai, perché nessuna forza dell’ordine considererebbe mai quei cani come “maltrattati”.
Hanno da mangiare e da bere, che altro vogliamo?
Se chiediamo di più, se cerchiamo di spiegare che un essere senziente e sensibile non può vivere come un vegetale che viene annaffiato una volta al giorno e poi ignorato, allora siamo sicuramente animalisti fanatici.

maltenuti2La verità è che noi siamo abituati a cantarcela e suonarcela da soli.
Personalmente gestisco questo blog con l’intento di fare un po’ di cultura cinofila, ma sono abbastanza convinta che chi lo segue sia già gente parecchio acculturata.
Quelli di cui sopra, quelli che temo costituiscano davvero una massa, probabilmente Tpic non sanno neppure che esista. Magari non sanno neppure che esistono i centri cinofili, gli educatori e gli addestratori: o se lo sanno ritengono di non averne alcun bisogno, perché i loro cani a loro avviso “stanno bene così”.
E se gli fai notare che non stanno bene per niente ti guardano pure storto: ma come ti permetti?
Ma è già difficile che arriviamo a farglielo notare… perchè noi appassionati, noi che consideriamo il cane come un membro della famiglia a tutti gli effetti, tendiamo a rapportarci e confrontarci soltanto con i nostri simili. E ignoriamo, a nostra volta, tutto il “sottobosco cinofilo” da cui siamo circondati.
La mia “sciuramaria” – ovvero il prototipo del neofita che si avvicina al cane senza troppe conoscenze in merito – è già una persona che il cane, comunque, lo vive: lo porta al parchetto, non gli lesina le coccole, si sforza di alimentarlo in modo adeguato… anche se poi magari sostiene – e questa l’ho sentita solo un paio di giorni fa – di  volergli far provare “la dieta wafer” (credo intendesse la BARF, ma non ho osato approfondire).

maltenuti3Casi come quelli che si sta ritrovando ad affrontare l’amica neo-addestratrice fanno pensare che ci sia tutto un mondo che va ben oltre le sciuremarie.
Persone che proprio non hanno idea di cosa sia un cane, di come vada tenuto, di come possa sentirsi se viene tenuto e gestito come una sorta di prigioniero di guerra.
Non è che con questo articolo io pensi di salvare il mondo (e neppure i cani che vivono in quel mondo): l’unica cosa che posso fare è invitare tutti i miei lettori a guardare oltre i propri confini e a non dare per scontato che chiunque sostenga di “avere un cane” lo consideri e lo tratti come facciamo noi.
A volte può bastare solo qualche parola per scoprire queste realtà nascoste sotto i nostri occhi: e se ne scopriamo una, come sta succedendo alla mia amica, magari si può cercare di far capire al proprietario del cane che potrebbe/dovrebbe fare di più per lui. Non è il caso di mangiargli la faccia (come purtroppo tendo a fare io, a volte…): gli si può anche “buttar lì” semplicemente qualche preziosa informazione sulla quale, chissà, potrebbe ritrovarsi a meditare. Magari anche no… ma tentar non nuoce.
Io penso che sarebbe il caso di spendere qualche energia in più per scovare ed affrontare questi casi, anziché starci tanto a scannare su diatribe cretine come quelle su collare o pettorina.
I problemi veri sono altri: e se i più gravi in assoluto sono sicuramente maltrattamenti e abbandoni (contro i quali, però, possiamo fare ben poco, oltre a denunciare i – rari – casi noti), non credo sia da sottovalutare neppure quello dei cani semplicemente “mal tenuti” da persone del tutto ignare dei propri errori.
Perché lì sì, qualcosa possiamo fare tutti. E credo che valga almeno la pena di provarci.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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