venerdì , 17 novembre 2017
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Una lancia spezzata a favore dei cacciatori (e non della caccia)

di DARIO OGGIONI – Premetto che sono una mammoletta.
Da teenager mi ero avvicinato al mondo della pesca, ed ero passato dal portare “a casa” i miei miseri persici e trote al ributtarli subito in acqua perchè, da ragazzino sensibile quale ero, “mi spiaceva”, poveri diavoli squamati. Mi ricordo che pensavo, “e se papà pesce stava tornando a casa dai suoi figli-pesci, e invece io lo pesco e non ci torna più?”, e per un classico processo di empatia/transfer immaginavo che qualcuno mi rubasse il mio papi sulla strada di casa (o anche solo gli causasse il trauma di pigliarlo, forargli una guancia e ributtarlo sulla strada), e allora ciao-ciao  anche alla pesca.
In fondo a me piaceva più per lo stare in campeggio e il vagare per laghi e fiumi, che per l’atto in sè.
Sorprendentemente, non sono mai diventato vegetariano, probabilmente per una forma di ipocrisia repressa: il classico “se gli animali li compro già morti, non mi fa così impressione” che si usa per autogiustificarsi.
Ma non è neanche questo il punto.
Per via del luogo in cui abito, le Alpi Orobie, e delle attività che svolgo, trekking, sci, funghi, e qualsiasi altra cosa si possa fare  (rigorosamente senza mezzi motorizzati)  in montagna o nei boschi qua intorno, vengo spesso a contatto con, ahimé (dico io e direte voi), cacciatori. Come è usanza in montagna, quando ci si incontra ci si saluta e due chiacchiere le si fanno sempre, ci si offre uno snack ed un sorso di tè caldo, dal classico thermos. La maggior parte delle volte li incontro mentre censiscono la fauna per conto del CFS o semplicemente mentre si fanno i loro giri coi cani, senza fucile. Confesso che alcuni sono anche amici di famiglia.
Ecco, conosco bene l’opinione di Valeria e del grande pubblico riguardo alla caccia, ed infatti il mio intento non è assolutamente di spezzare una lancia a favore della caccia (lungi da me), ma almeno una, anche piccola, a favore delle persone, ed in particolare del loro rapporto con la natura e con i cani. Io vorrei che venisse almeno riveduta la radicatissima equazione “cacciatore” = “brutale assassino”, perchè in effetti è abbastanza lontana dalla realtà.

caccia cacciatore-2Innanzitutto i cacciatori sono persone, hanno famiglia, mogli, figli, genitori, amano, soffrono, mangiano, respirano e vivono, esattamente come voi ed io.
Quelli che conosco cacciano legalmente, e solo per “uso personale”: la famosa “polenta e osei” della domenica, insomma. Non ho mai notato spreco, nè cattiveria, nè disrispetto. Questo vi stupirà, ma il 99% di loro ama moltissimo la natura, ed infatti ci passa la maggior parte del proprio tempo libero. Posso garantire in realtà che la amano più della maggior parte di coloro che si autodefiniscono “animalisti”.
In secondo luogo, ed è questo che mi premeva raccontare, non ho mai visto nessuno dimostrare tanto attaccamento ai propri cani, per lo più Setter Inglesi o incroci di diversi Setter. I loro cani sono letteralmente di famiglia, ed alcuni cacciatori a volte se ne sono usciti con dei discorsi da lacrimuccia. Riporto, tradotto dal Lombardo Orientale (mentre faccio due  parole mi lascio annusare la mano dal Setter – senza schiaffargliela in faccia – e poi, quando ha finito, gli faccio due carezze):

Io (banale) – Che bel cane, ed è anche bravo! Lui – Eh sì, questo qui è buono. Ma tanto anche se era cattivo non faceva mica differenza.
Io – In che senso?
Lui – Eh vedi, è come uno di famiglia. Non è che se tuo figlio o tua sorella hanno un brutto carattere allora li cacci via o gli vuoi meno bene, te li tieni e gli vuoi bene lo stesso.

Ecco, non so voi, ma io ero sia commosso che sorpreso, e penso che molte persone mai si aspetterebbero un discorso simile da un “cacciatore assassino”.
Inoltre, trattano e gestiscono i propri cani in modi che, inconsapevolmente, rispecchiano spesso e volentieri la filosofia ed il pensiero cinofilo espressi proprio su TPIC. Sinceramente questi vecchietti demonizzati e stigmatizzati si comportano con molto più buonsenso nei confronti di cani ed animali in generale di quanto facciano molti altri proprietari di cani, tanto per fare il confronto con una categoria qui “nota”.
Su questo concludo la mia trafila di pensieri incoerenti e raffazzonati, come una lasagna vera, fatta di avanzi di pensieri maturati lungo il corso di qualche mese, cotti, stracotti, conservati, stagionati e re-impastati.
Ribadisco che rimango personalmente contrario alla caccia, ma il mio animo buonista rimane male quando vedo partire quella… alle streghe nei confronti dei cacciatori che, nella stragrande maggioranza dei casi, sono persone brave e buone, per quanto il loro hobby ci possa disgustare.
A scanso di polemiche. annoto qua in fondo che, ovviamente, tutte le mie considerazioni sono generiche. Le eccezioni ci sono nel bene e nel male e si applicano a tutte le categorie di persone che ho menzionato. Inoltre, ricordo che sono considerazioni di carattere personale e basate su esperienze direttamente vissute dal sottoscritto.
Un caro saluto a tutti.

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