mercoledì , 22 novembre 2017
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Il tuo cane ti dice che ti ama quando…

di VALERIA ROSSI – … quando dorme fino alle nove; quando ti dà la ssssampeeetta senza strapparti via la pelle di mezzo braccio; quando gli dici “vieni” e lui viene; quando ti ricordi di aver dimenticato sul tavolo la teglia con mezzo arrosto dentro, vai a vedere e c’è ancora… insomma, a me vengono in mente cose così.
Ma si vede che sbaglio tutto.
Mi hanno segnalato, infatti, un articolo pubblicato (tra gli altri) su “Sos studenti”, intitolato “10 modi segreti con cui il vostro cane vorrebbe dirvi “VI AMO” e voi non capite”, laddove si scopre che il cane, per esempio, vuole dirti “ti amo”…

a) quando ti porta il suo gioco preferito.
Stando all’articolo, questo sarebbe “un atto d’amore in sé”, perché il cane “ti vede come un leader naturale, conta su di te per giocare. Ai suoi occhi, ti piace questo giocattolo tanto quanto lui, quindi si aspetta e vuole condividerlo con te”.
E va bene, ci può anche stare. Personalmente fatico a leggere tutto ‘sto amore nei gesti di Samba che prende la treccia o il salamotto e me li sbatte sulla gamba facendomi venire i lividi (la treccia una volta me l’ha pure lanciata dritta in testa), ma vorrà dire che mi sforzerò di capire meglio il significato recondito della condivisione.
Come non detto: ho avuto modo di provarci in tempo reale.
Mentre scrivevo la frase di cui sopra è proprio arrivata Samba, non col salamotto ma col pallone (o per meglio dire, col pietoso residuo di pallone che si aggira mestamente per casa), e me l’ha sbattuto sulla schiena. Mi sono girata per leggere l’amore nei suoi occhi e ci ho letto un “piantala di scrivere e tirami SUBITO ‘sto pallone, schiava, che mi annoio”. Ma forse ho letto male;

b) quando ti guarda negli occhi.
Qui son saltata sulla sedia (e Samba ha pensato “ohhhh, finalmente si muove!”. Poi sono ricaduta sulla sedia e lei mi ha guardato, sì, ma col fumetto che diceva “stronza”).
No, comunque… non scherziamo, please. Perché è vero che in certi momenti il cane ti guarda proprio con i cuoricini nelle pupille… ma è anche vero che lo sguardo fisso negli occhi, per un cane, significa “sfida” e non certo amore. Almeno sarebbe il caso di specificare che ci sono tipi e tipi di sguardo. Altrimenti la Sciuramaria potrebbe pensare “tesorooo, quanto mi amaaa…”  un attimo prima che il suo cane le stacchi una manina. E non è mica bello;

c) quando dorme nel tuo letto.
E qui mi son tenuta proprio alla sedia per evitare di illudere nuovamente Samba… ma “sticazzi” l’ho pensato forte e chiaro. Pensate voi a tutti coloro che hanno sempre chiesto ai proprietari di non far salire il cane sul letto perché potrebbe sentirsi troppo dominante: disgraziati! Hanno impedito al cane di manifestare il suo amore!
(Specifico che io non sono poi così convinta che il cane non possa mai salire sul letto: io suggerisco di farlo scendere solo quando esistono già palesi problemi gerarchici. Ma da qui a pensare che il cane salga sul letto per dirci che ci ama… embe’, ce ne passa!)

brian_hareNon vado oltre perché si tratta di una serie inaudita di “sciuramariate” che potrete gustarvi tranquillamente al link originale.  La cosa che mi lascia più perplessa, in realtà, sono le fonti.
Infatti si spiega che tutte le sciuramariate di cui sopra sono state stati “certificate e spiegate” da tale Brian Hare, definito un “esperto educatore di cani”. Ho provato a cercarlo su google, non avendone mai sentito parlare, e zac! La prima foto che trovo lo ritrae col cane in braccio. Apposto.
Spulcio un po’ e scopro che questo signore è un antropologo, che ha scritto un libro sull’intelligenza dei cani e che ha prodotto anche un video che, per la modica cifra di 60 dollari, ti mostra una serie di esperimenti scientifici sulle emozioni, la memoria del cane e altre cosette che non saprò mai, perché 60 dollari per sentire uno che mi viene a dire che Samba vuole dimostrarmi amore quando mi mena col salamotto non li spendo.

bernsIn realtà, però, la fonte più spesso citata è tale Gregory Berns, neurobiologo. Opperò: questo potrebbe essere attendibile… e se dice che il cane vuole salirmi in braccio perché mi ama, magari ho sempre sbagliato io a pensare che fosse una ricerca di sicurezza o (nel caso della Bisturi, per esempio), una semplice dimostrazione di paraculismo DOC.
Allora vado a ri-spulciare e scopro che pure ‘sto Berns ha scritto un libro sui cani (strano, non ne scrive mai nessuno…), basato però – come dichiara lui stesso – sull’osservazione  “dei suoi due cani”.
DUE?!?  Ma allooorraaaa!
Io resto davvero sempre più allibita al fatto che qualsiasi Sciuramaria (in senso cinofilo: perché poi può avere anche dodici lauree, ma se non le applica allo studio del cane e il cane lo guarda solo con l’occhio del proprietario medio, Sciuramaria rimane…) possa alzarsi una mattina e scrivere un libro su come pensa, come ragiona o “come ci ama” il cane (il titolo del libro di Berns è proprio “How dogs love you”).
Libri che ovviamente verranno accolti a braccia aperte (e sventolati in faccia ai cinofili un filino più competenti, al grido di “Leggi qua! L’ha scritto l’antropologo! L’ha scritto il neurobiologo!”; senza che a nessuno venga in mente di chiedersi se il neurobiologo o l’antropologo abbiano mai visto un cane), avvalorando credenze tipiche appunto del neofita “tutto ammmore e niente cinotecnica”.
Personalmente mi limito a smentire ufficialmente l’ultima voce di questo sconcertante decalogo: “Il cane ti ama se sbadiglia quando sbadigli tu”, a cui è stato applicato questo ragionamento: “Siccome gli umani vengono contagiati dallo sbadiglio per empatia, allora sarà lo stesso anche per i cani”.
Bene: l’empatia non c’entra un tubo neppure nel “contagio” dello sbadiglio tra umani: l’ha dimostrato un recente studio citato su “Panorama”.
Su tutto il resto vi lascio sorridere da soli, perché intanto sono sicurissima che i lettori di questo blog non cadranno in queste trappolette buoniste/antropomorfiche. Peccato che molti altri, invece, ci cascheranno dritti come fusi… e non solo in America: perché sono certa che questi libri arriveranno quanto prima anche nelle librerie italiane, sicuramente caldeggiati e spammati da tutto il comparto della cinofilia new age.
Scommettiamo?

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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