giovedì , 23 novembre 2017
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AkitaLab: un’indagine sulla carenza di vit. D

di VALERIA ROSSI – Ogni tanto, in cinofilia, qualcuno fa anche qualcosa di serio e di utile.
“AkitaLab” è un’associazione privata, apartitica, senza finalità di lucro, che non riceve finanziamenti dallo Stato e che opera su tutto il territorio italiano grazie al sostegno generoso dei suoi soci e all’impegno dei suoi volontari.
Cosa sta facendo? Sta cercando di approfondire e di studiare le possibili cause delle patologie più diffuse nella razza Akita e soprattutto di ampliare l’interesse sulla salute a livello nazionale.
In particolare, come suo primo impegno, si sta occupando della carenza di vit. D, come si può leggere in modo approfondito in questa pagina del sito di AkitaLab.
In brevissimo: la razza Akita va soggetta a diverse patologie autoimmuni (Penfigo, Lupus, Harada etc.) che quasi sempre esordiscono, tra gli altri sintomi, con la depigmentazione delle mucose e del naso.

depigmentazione2Fino ad oggi si è sempre data poca importanza a queste depigmentazioni (solitamente “curate”, almeno nei soggetti da esposizione, con integratori che però sembrano poco efficaci, e quasi sempre ignorate nei soggetti da compagnia, visto che non sembravano avere rilevanza diagnostica): ma recentemente, in umana, si è scoperta una stretta correlazione tra malattie autoimmuni e carenze di vit. D (che nell’uomo viene fissata dalla luce solare, mentre nel cane è esclusivamente di origine alimentare).
Si è quindi pensato di far partire una ricerca sull’ipotetica correlazione tra vit. D e malattie autoimmuni negli Akita, partendo anche dal presupposto che nella alimentazione industriale (crocchette) la vit.D sia presente solo nello strato esterno, quindi facilmente deperibile a causa dell’ossidazione, mentre nell’alimentazione casalinga ci siano spesso vistose carenze (la vit. D è presente solo nel grasso e nel fegato, alimenti che spesso vengono esclusi dalla dieta preparata in casa).
Non c’è ancora nulla di certo (per questo si parla di una ricerca), ma con l’aiuto di allevatori e proprietari si potrebbe arrivare a risultati importanti chiarendo scientificamente la possibile correlazione tra ipovitaminosi D e patologie gravi… che a questo punto potrebbero diventare evitabili.

akitalab2Per questo motivo invitiamo tutti, ma proprio tutti i proprietari di cani (Akita… e non solo!) a collaborare a questo studio iscrivendosi all’associazione, sostenendo la ricerca con un piccolo contributo economico (visto che senza soldi, purtroppo, di ricerche non se ne fanno), partecipando agli eventi culturali promossi da Akitalab e soprattutto aiutando i ricercatori a costruire un database importante con i dati dei propri cani affetti da patologie.
Speriamo soprattutto che partecipino numerosissimi gli allevatori, che spesso (ne abbiamo parlato in altri articoli) temono che pubblicizzare ricerche importanti come questa significhi far pensare “alla gente” che la razza X o Y “è malata”, facendo quindi rischiare un calo di vendite.
Il timore NON è infondato, sia chiaro: l’ignoranza cinofila generale è tale e tanta che può succedere, eccome, che prendano il via leggende metropolitane senza capo né coda (ricordiamo soltanto il caso del pastore tedesco, la cui società specializzata è stata la prima a rendere obbligatorio l’esame della displasia dell’anca… col risultato di far pensare al grande pubblico che il pastore tedesco sia l’unico ad averla, mentre la sua incidenza è ridicola rispetto a quella che si riscontra in altre razze). Nonostante questo, però, la salute dei nostri cani dovrebbe essere il primo, assoluto interesse di ogni allevatore: e per evitare fraintendimenti e stupide leggende non si deve nascondere la testa sotto la sabbia, ma FARE INFORMAZIONE.

akitalab3Chiarendo, innanzitutto, che il cane è un essere vivente, che TUTTI gli esseri viventi – nessuno escluso – possono ammalarsi e che non esistono “razze esenti” da nulla.
Semmai possono esserci razze più predisposte ad alcune malattie e meno ad altre… ma proprio per questo bisogna studiare, fare ricerca, analizzare i casi e cercare di capire i motivi di questa predisposizione, nella speranza di poterla cambiare in meglio.
La salute è mille volte più importante di ogni altro metro di allevamento: non dovrebbe venire soltanto prima della bellezza, ma addirittura prima delle doti caratteriali. E’ inutile, infatti, creare cani  superbelli e superbravi… che poi magari crepano a 4 o 5 anni, vanificando così tutto il lavoro di selezione.
Con questo non intendo dire che si debba cercare “solo” la salute: è evidente che dobbiamo cercare contemporaneamente salute, tipicità e carattere.
Però le tre cose NON hanno la stessa importanza, checchè se ne dica: la salute viene prima, deve assolutamente venire prima… e tutto ciò che si può fare per salvaguardarla va fatto con il massimo impegno.
La dottoressa Chiara Tomiazzo, che non è solo una brava veterinaria ma anche una cara amica, mi ha parlato ieri del progetto AkitaLab scrivendomi su FB “vedrai che ti piacerà”.
Be’, non solo mi piace: mi entusiasma, come mi entusiasma tutto ciò che tende a migliorare il benessere dei nostri cani.
Per questo mi spaventa l’idea che il mondo dell’allevamento possa avere delle remore (per quanto – ripeto – giustificate dalla storia!) e per questo invito caldamente tutti gli allevatori a superarle, guardando negli occhi i loro cani e chiedendosi quanto li amino davvero.
Perché se la risposta è “li amiamo tantissimo”, allora penso proprio che la pagina “Allevatori” del sito dell’associazione (ad oggi ancora vuota…) si riempirà di nomi in tempi brevissimi.
Se invece la risposta è “amiamo più le vendite che non i cani”… allora quella pagina non si riempirà. Mentre il mio cuore, per l’ennesima volta, si riempirà eccome: ma di amarezza.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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